Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Pace. Senza se e senza ma.

Una serie di aforismi su pace ed assenza di pace.

Quante volte nell'arco dell'anno capita di vedere l'arcobaleno? A me bastano e avanzano le dita di una sola mano... Per questo, all'inizio dello scorso secolo, chi ha pensato di mettere in relazione i colori dell'arcobaleno con le tematiche pacifiste non poteva scegliere di meglio...

Quanti sono in un anno i giorni in cui non avvengono uccisioni in qualche modo riconducibili alla guerra? Direi nemmeno uno; quindi la relazione fra pace e frequenza dell'arcobaleno è addirittura ottimistica...

Introducendo la trattazione delle formule e delle funzioni in un corso sui fogli elettronici, prospettavo l'esistenza di un "computer intelligente"... che prendesse nota ogni giorno dei nominativi dei morti per eventi bellici - ogni cella un nominativo - e alla fine della giornata una macro tirasse la somma e inviasse il risultato ai molti signori della guerra, gli stessi che i MAU-MAU in una loro vecchia canzone definiscono: bestie dal business con in mano il telecomando.

Di cose a proposito di guerre e pace soprattutto negli ultimi tempi se ne sentono parecchie, al punto che - tanto per rendere l'idea di come tutto diventi moda e occasione per far soldi - in corso Buenos Aires a Milano si vedono diverse bancarelle colme di "oggettistica pacifista"...

Finché la pace resterà un obiettivo e non il presupposto continueranno ad esserci guerre.

Finché la pace continuerà ad essere una meta e non il modo di vivere ne saremo lontani.

Finché i pacifisti prima, durante e dopo le manifestazioni compreranno i prodotti commercializzati dalle stesse aziende che hanno interessi in campo bellico, manifesteranno praticamente per niente...

Non andrò oltre, rischierebbe di essere un monologo monocromatico... Vi propongo invece una serie di aforismi di personaggi più o meno noti, così da comporre, si spera e anche in questa sede, un arcobaleno non solo ideale.

I bambini giocano a fare i soldati. Ma perché i soldati giocano a fare i bambini? (K. Kraus)

... La violenza legale, ufficiale, disciplinata all'arbitrio di un'autorità, l'assassinio collettivo irragionevole che compiono le file di soldatini automaticamente all'echeggiare di un breve comando, questa violenza che i lupi e le iene non hanno, ci fa schifo e ribrezzo. (A. Bordiga)

Quando lo Stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria. (F. Durrematt)

Io sono nel mio nemico e il mio nemico è in me. (R. Vaneigem)

La guerra puzza di cadavere, ma questo non implica che la pace odori di gelsomino. I periodi tra guerra e guerra esalano un lezzo più sottile e profondo, che a un naso sensibile e addestrato non sfugge. (Savinio)

Soltanto attraverso la diserzione esiste qualche speranza di abbattere i fondamenti di quell'etica di Stato così sospetta ai nostri occhi. (G. Grass)

La rivolta non sarà dunque la rottura d'un sistema pacifico di leggi per una causa qualunque, ma sarà il rovescio d'una guerra che il governo non cessa di condurre. (M. Foucault)

L'esercito è la manifestazione più chiara, più tangibile e più solidamente collegata alle origini che lo Stato possa avere. (G. Sorel)

Chi prepara la guerra è sempre uno dei propagandisti più accesi della pace. (A. M. Bonanno)

Se volete restare uomini, non siate soldati; se non sapete digerire le umiliazioni non indossate l'uniforme. (J Grave)

La cosa più tremenda ch'io conosca è la sottomissione, la sudditanza oppure il desiderio di sottomettersi incondizionatamente, questo fare come gli altri, correre con gli altri, cantare con gli altri, marciare con gli altri e piombare per di più in un penoso stato di euforia. (H. Boll)

Attraverso il terrore, nella lacerazione della questione sociale, si mostra l'aspetto totalizzante del Capitale. (B. Rosenthal)

Chi dice «Stato» dice necessariamente «Guerra». (P. Kropotkin)

C'era solo una maniera di far fronte alla crisi ed al malcontento: la cortina fumogena a cui son soliti ricorrere gli Stati totalitari quando la situazione interna diventa minacciosa o, in altre parole, la guerra. (V. Garcia)

La bandiera nazionale copre ogni ingiustizia, inumanità, menzogna, oltraggio, delitto. (R. Rocker)

Occorre buttare di sella l'Eroe guerresco, rompendo i cartelloni della storiografia convenzionale. (C. Berneri)

Mostratemi un posto dove l'uomo si assassina in massa, apertamente, vi mostrerò un governo alla testa della carneficina. (A. Bellegarigue)

Il terrore di Stato è un crimine accecante che pretende di distruggere altri crimini. (Montesquieu)

Pace; senza se e senza ma.

Articolo di Franco Frascolla pubblicato il  23/2/2003 alle ore 7,48.

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