Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Il paese della tolleranza

Secondo il giornalista del New York Times Frank Bruni, gli italiani hanno eletto Berlusconi alla guida del Paese perché in Italia il problema morale riveste ben poca importanza.

Riporto di seguito un articolo che si può leggere sul sito Italieni:

Per molte persone non italiane, e sicuramente per molti americani, è difficile capire come il primo ministro italiano Silvio Berlusconi possa restare al potere, scrive Frank Bruni sul New York Times. È accusato di aver avuto dei legami con la mafia e di aver corrotto dei giudici, prosegue Bruni, ma lui va avanti, il suo potere è ancora saldo, e la ragione di tutto ciò potrebbe essere questa: la condizione di Berlusconi non è più anomala di quella dell'Italia intera. Quelli che appaiono come i capitoli oscuri della sua storia sono gli stessi del suo paese. La battaglie e gli scontri che sta affrontando in questo momento vanno al di là delle specifiche accuse conrtro di lui, e una buona percentuale di italiani sembra pensarla così. È tutta una questione di contesto.

Berlusconi ha costruito il suo impero negli anni ottanta, quando l'evasione fiscale furoreggiava e il denaro transitava normalmente dai politici agli imprenditori e viceversa, spiega il corrispondente del quotidiano newyorchese. Per gli italiani non era un segreto allora, tanto meno oggi dopo il ciclone di Mani Pulite.

Berlusconi punta proprio su questo. Ciò che colpisce di più nelle sue dichiarazioni delle ultime settimane, è il fatto che accenna solo timidamente al clima di diffusa immoralità che regnava in quel periodo. Non si è nenche preoccupato più di tanto di respingere le accuse, fa notare Bruni, ma si è limitato a costruire una serie di spiegazioni in cui chiunque farebbe fatica a districarsi. Il suo messaggio sembrava voler dire che individuare i singoli colpevoli era un'operazione falsa e ingiusta: l'illegalità era troppo diffusa.

A differenza di molti uomini della vecchia classe dirigente, però, Silvio Berlusconi è sopravvissuto a Mani Pulite. In parte grazie alla sua abilità: dispone di una squadra di legali esperti, e il suo governo ha fatto passare una serie di riforme giudiziarie a beneficio suo e dei suoi amici. In parte forse grazie alle sue proprietà, ovvero alla sua influenza su una grossa fetta dei media. Ma soprattutto si è salvato grazie al carattere spietatamente partigiano della politica italiana, che fa sì che repubblicani e democratici si comportano come amiconi.

Bruni condivide il giudizio di Renato Mannheimer, secondo il quale gli italiani formano il proprio giudizio soltanto in base allo schieramento politico: lo hanno dimostrato eleggendo Berlusconi nel '94 e poi affidandogli nuovamente la guida del paese nonostante le accuse che pendevano su di lui. Il che è anche un segno della sfiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario, commenta Bruni. E conclude: come ha scritto Tobias Jones sul Financial Times, "in questo difficile paese tutti sono in qualche misura colpevoli".

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  2/6/2003 alle ore 12,47.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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