Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La bellezza contro la guerra (una vecchia storia)

La bellezza come arma deterrente contro la guerra. La celebre Piazza San Marco di Venezia è in realtà un'efficace costruzione difensiva.

Io sono veneziana e vorrei raccontarvi come Venezia, ai tempi della Serenissima, abbia scelto la bellezza come arma deterrente contro la guerra. Piazza San Marco è in realtà un'efficace costruzione difensiva.

E' necessaria una piccola premessa: la nobiltà veneziana, a differenza della nobiltà del resto d'Europa, odiava la guerra, in quanto rovinava i traffici. La nobiltà veneziana era mercantile e riteneva la pace un requisito indispensabile per far prosperare gli affari e la guerra un sicuro impoverimento, uno spreco di risorse, o, come minimo, una solenne rottura di scatole, invece che l'opportunità di acquisire bottino, terre, gloria, potere, come nel resto d'Europa.

La Serenissima scelse quindi di apparire il più potente e il più ricca possibile, di modo che gli ambasciatori di altre potenze, tornassero a casa sconsigliando la guerra e suggerendo di addivenire ad accordi di altro tipo, in caso di conflitto.

Fu quindi deciso (ci sono dei documenti di deliberazioni in tal senso) di costruire Basilica e Palazzo Ducale in modo sfarzoso, tale da procurare assoluta meraviglia in chi arrivasse a Venezia, cosa che ai tempi avveniva dal mare.

La Basilica fu costruita in pochissimo tempo (qualche decennio) sacrificando la qualità della costruzione, per abbattere tempi e costi (problema antico della comunicazione, a quanto pare).
I pilastri non sono fatti tutti di mattoni, ma da un contenitore di mattoni riempito di calcinacci e materiali di risulta, pressati.Alcuni dei problemi attuali della basilica derivano dalle disinvolte tecnologie di costruzione adottate.

Con lo stesso obiettivo, Venezia inventò la catena di montaggio delle navi, preparando tutti i pezzi, tenendoli in appositi magazzini, e costruendo la nave, lungo un canale dell'Arsenale, in un giorno.Anche questo aveva un obiettivo di comunicazione. Arrivava l'ambasciatore, lo si riceveva con tutti gli onori e per fargli ancora più onore lo si faceva assistere alla costruzione della nave. Quello tornava a casa raccontando che Venezia era in grado di costruire una nave al giorno.

Non ho una morale particolare da trarre da queste vecchie storie: volevo solo raccontarle, come mi sono state raccontate da uno storico dell'arte veneziana.

Articolo di Sofia Postai pubblicato il  7/3/2003 alle ore 9,14.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.