Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

«Il fattore B che ci allontana dal resto dell'Europa»

Il commento di Ezio Mauro su «La Repubblica» a proposito del triste spettacolo offerto da Berlusconi al Parlamento europeo, con la sua uscita contro il tedesco Martin Schulz.

Su Repubblica.it si può leggere il commento di Ezio Mauro all'improvvida uscita di Berlusconi, durante la seduta di ieri del Parlamento europeo, nella quale il Presidente del Consiglio ha paragonato l'europarlamentare tedesco Martin Schulz ad un kapo di un campo di concentramento nazista.

Dall'articolo di Ezio Mauro - che secondo me indulge però un po' troppo ad una retorica da giorno del giudizio universale - cito più sotto un brano che sintetizza splendidamente il filotto di autogol che, con una sola disgraziata battuta, Berlusconi è riuscito ad infilare ieri.

Che sia l'inizio della giusta punizione a cui il delirio di onnipotenza inevitabilmente conduce alcuni esseri umani? Vedremo...

(...) Il semestre italiano ha invece spazzato via in una sola giornata - la prima - tutte le straordinarie opportunità che l'Europa ci offriva, ed è naufragato all'istante in una vera e propria crisi internazionale, con almeno tre fronti aperti: il primo è la grave offesa da parte di Berlusconi all'Europarlamento, come ha dovuto denunciare ieri sera il presidente Cox. Il secondo è la frattura con la Germania per l'incredibile insulto (Kapò) lanciato dal premier italiano a un deputato socialdemocratico tedesco che gli aveva rivolto critiche politiche, con il governo di Berlino che in una nota ufficiale ha giudicato inaccettabile il comportamento del nostro presidente del Consiglio. Il terzo è la polemica con il gruppo europeo dei socialisti e più in generale con le sinistre che contestavano l'incredibile dichiarazione del Cavaliere secondo cui il conflitto d'interessi non esiste perché le mie televisioni mi criticano. C'è poi un quarto fronte, quello degli alleati italiani di Berlusconi, e da ieri è il fronte della disperazione. Bastava vedere l'incredulità sui volti dei ministri Frattini e Buttiglione, seduti sulle spine alle spalle del Cavaliere, mentre lui spiegava che sono solo tre le leggi da lui stesso varate in suo favore. E soprattutto, bastava vedere la disperazione di Gianfranco Fini - che sa da dove viene, lui e il suo partito - mentre Berlusconi attaccava il tedesco Schultz offrendogli una parte da kapò in un documentario che le televisioni stanno preparando sui campi di concentramento nazisti. Questa volta, Fini racconterà al suo partito in subbuglio ciò che gli è toccato ascoltare e vedere a Strasburgo. E da ieri, l'uscita di An (o almeno del suo uomo simbolo, il vicepresidente) dal governo, è qualcosa di più di una minaccia.

Certo la faccia di Fini, mentre ascoltava la battutaccia di Berlusconi, era davvero impagabile.

Significativo che stavolta anche gli alleati di Berlusconi si siano dissociati... con un'unica ancor più significativa eccezione: quei simpatici fresconi della Lega...

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  3/7/2003 alle ore 10,43.

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