Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

«L'elezzione der presidente»

Una poesia di Trilussa viene in soccorso a chi voglia capire le strategie politiche di chi ci governa, dopo lo sconcerto seguito al siparietto con il tedesco Schulz...

Ragazzi, che fuochi d'artificio!

Lasciando Strasburgo, ai giornalisti il Signor B sorrideva pago e sventato, lanciando un se cercate un leone sapete dove trovarmi.

Ber...leone avrà pure mostrato gli attributi, come qualcuno si è pure compiaciuto, ma, onestamente, un po' di coda tra le gambe ce l'aveva e la criniera ... beh, già stava messo male. Ma in fondo che cos'è un leone?
Un grosso gatto e i gatti, si sa, il più delle volte sanno cascare in piedi, se poi sono in gioco molti musi, hai voglia di zampe su cui potrà contare!

Però il bestiale accostamento, a chi ha buona memoria di letteratura, fa riaffiorare - morale amara che non ci solleva - una favoletta romanesca di Trilussa, che riecheggia Fedro ...

L'elezzione der presidente

Un giorno tutti quanti l'animali
sottomessi ar lavoro
decisero d'elegge un Presidente
che je guardasse l'interessi loro.
C'era la Società de li Majali,
la Società der Toro,
er Circolo der Basto e de la Soma,
la Lega indipendente
fra li Somari residenti a Roma;
e poi la Fratellanza
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
la Lega fra le Vacche, Bovi e affini ...
Tutti pijorno parte all'adunanza.
Un Somarello, che pe' l'ambizzione
de fasse elegge s'era messo addosso
la pelle d'un leone,
disse: - Bestie elettore, io so' commosso:
la civirtà, la libbertà, er progresso ...
ecco er vero programma che ciò io,
ch'è l'istesso der popolo! Per cui
voterete compatti er nome mio. -
Defatti venne eletto proprio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
e allora solo er popolo bestione
s'accorse de lo sbajo
d'avé pijato un ciuccio p'un leone!
- Miffarolo! - Imbrojone! - Buvattaro!
- Ho pijato possesso:
- disse allora er Somaro - e nu' la pianto
nemmanco se morite d'accidente.
Peggio pe' voi che me ciavete messo!
Silenzio! e rispettate er Presidente!

(da Favole rimodernate, 1923)

Questi versi ebbero fortuna ché li mise in musica un Casella, ma è dubbio che un Apicella ce la vorrà suonare.

Articolo di Vittorio Bica pubblicato il  4/7/2003 alle ore 16,11.

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