Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Le armi sono una scorciatoia

Le armi danno potere, facendo piazza pulita dell'intelligenza, del lavoro, della fatica, ma sono un evidente elemento regressivo e non propulsivo, tanto per l'individuo, quanto per la società.

Nel caso di una liberalizzazione del possesso di armi casi come questo potrebbero aumentare. Esiste un problema del tutto generale di violenza giovanile e guai se, nel deragliamento sociale, spesso autolesionistico, ci si trovasse tra le mani e troppo facilmente una pistola, o peggio un fucile mitragliatore. Le armi sono una scorciatoia, apparentemente verso ogni direzione. Danno potere, facendo piazza pulita dell'intelligenza, del lavoro, della fatica, ma sono un evidente elemento regressivo e non propulsivo, tanto per l'individuo, quanto per la società.

C'è una misura in tutte le cose, certamente, ma sembra proprio che negli States, il paese della morte in diretta sulle "reality-tv", la misura sia stata largamente superata.

Non ho visto purtroppo il film Bowling for Columbine, il documentario del grande (è corpulento!) Michael Moore, ispirato dalla strage al Liceo Columbine di Littleton (Denver, Colorado), dell'aprile del '99, ma ne ho letto sulla stampa e sono rimasto impressionato.

Ci sono molte similitudini tra la strage di Littleton e quest'ultimo caso, per fortuna risoltosi senza vittime. Anche allora, come oggi furono chiamati in causa gli stessi cattivi maestri moderni o meno, certe rockstar, il neo-nazismo, certe comunità Web ispirate al Medio Evo, i videogiochi "sparatutto", film fanta-sociali e quant'altro.

La verità, come spesso accade, è un'altra, per niente semplice o evidente. Certamente c'è disagio familiare, solitudine, bullismo, povertà, ignoranza, noia, disadattamento e comunque una società che non ha ripudiato l'uso delle armi né per la risoluzione delle questioni internazionali, né di quelle personali. Una società che non sa regolare il conto con la paura, che ha paura delle ombre e ne ha generate pure troppe.

Il film di Moore, documentario impegnato e fazioso, ha mostrato i fatti, ma comunque ha dato poche risposte.

Dopo la strage di Littleton, anche stavolta si stanno mobilitando i patrioti della National Rifle Association (NRA), presieduta da Charlton Heston; ai tempi fu il Mosè dei Dieci Comandamenti e ora, più che ottuagenario, è l'impaurito e patetico profeta del Secondo Emendamento e di una libertà da lui tanto malintesa, quanto dai giovani "guerrieri" come Lovett.

C'è da dire che anche in Italia - che ha conosciuto e conosce la violenza politica di piazza, le guerriglie degli stadi, casi sempre nuovi e eclatanti di stragi e violenze familiari, rapine e omicidi in ville, negozi e magazzini - alcuni vorrebbero sancito il diritto a possedere armi. Guarda caso sono quegli stessi che vogliono meno Stato, meno welfare e in qualche caso blaterano di secessione o di milizie locali.

Ricordo allora:

La risposta per me è una sola: presenza delle istituzioni, più società, più inclusione, più lavoro, più cultura ed educazione civile.

Articolo di Vittorio Bica pubblicato il  12/7/2003 alle ore 12,12.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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