Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La differenza tra Schroeder e Berlusconi

Preso atto della sconfitta nelle elezioni regionali, il cancelliere tedesco Schroeder ha immediatamente indetto elezioni anticipate. Proprio come ha fatto Berlusconi il mese scorso, dopo la clamorosa batosta subita dal Centrodestra alle nostre regionali...

Le elezioni regionali di aprile 2005 hanno segnato un vero e proprio tracollo della coalizione di governo e, in particolare, di Forza Italia, il partito del primo ministro Berlusconi.

Un leader responsabile e realmente democratico avrebbe dovuto, sia pur dolorosamente, ammettere pubblicamente che era giunto il tempo di rimettere il proprio mandato nelle mani degli elettori.

Cosa ha fatto invece Berlusconi? Per chi lo avesse già dimenticato, Panorama, settimanale filogovernativo, ci rammenta il simpatico siparietto della scampagnata al Colle, per annunciare a Ciampi le proprie non-dimissioni.

Berlusconi: non mi dimetto
Ciampi: si presenti in Parlamento

di Renzo Rosati
18/4/2005

Il Cavaliere non vuole il governo bis. E il presidente lo invita a riferire alle Camere

Il presidente della Repubblica ha invitato il presidente del Consiglio dei ministri a presentarsi senza indugio al Parlamento che è la sede propria di ogni chiarimento politico. Ne ha dato notizia intorno alle 20 un comunicato del Quirinale. Pochi minuti prima Silvio Berlusconi, tornato a Montecitorio, aveva dichiarato ai giornalisti: Non mi sono dimesso, la sorpresa ve l'ho fatta io.

Secondo indiscrezioni trapelate dal Quirinale, Ciampi avrebbe chiesto al capo del governo se riteneva di avere ancora la maggioranza parlamentare oppure, al contrario, di doversi dimettere sia pure con lo scopo di riottenere un nuovo incarico.A questa domanda, Berlusconi avrebbe risposto di non avere intenzione di dimettersi. (...)

Come si è comportato invece il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, dopo aver perso le elezioni regionali in Westfalia? Ecco un breve stralcio da un articolo del Corriere.

E' il Land più grande dello stato tedesco: 14 milioni di elettori

Germania: vittoria della Cdu nel Nord Reno.

Netta sconfitta nelle regionali della maggioranza uscente rossoverde. Il cancelliere: elezioni politiche anticipate ad ottobre

BERLINO (GERMANIA) - Una netta vittoria per i conservatori tedeschi nelle elezioni regionali del Nord Reno Vestfalia. La Spd ottiene il 37,1% e la Cdu il 44,8% dei voti. I liberali (Fdp), potenziali alleati della Cdu nel prossimo governo dello sfidante Juergen Ruettgers conquistano il 6,2% e i verdi, alleati finora della Spd, il 6,2%. L'affluenza elettorale è stata del 61% contro il 56,7% del 2000. Cinque anni fa la Spd ottenne il 42,8% e la Cdu il 37%. Fdp e verdi presero il 9,8% e 7,1%.

A fronte della netta sconfitta elettorale, Schroeder, invece di fare scherzi e sorprese ai giornalisti, ha preso atto seriamente - cioè da tedesco - della situazione ed ha annunciato elezioni anticipate. Ecco alcuni stralci del commento di Andrea Bonanni su La Repubblica.

Il coraggio di una scelta

di Andrea Bonanni

GERHARD Schroeder non ci sta a fare l'anatra zoppa. Proprio in quella che potrebbe essere la sua ultima decisione strategica, il cancelliere tedesco sfodera una tempra da statista che non sempre ha dimostrato. Due ore dopo la catastrofica sconfitta nel Nord Reno-Westfalia il leader socialdemocratico indice elezioni anticipate un anno prima della scadenza. Ma è un anno, spiega, che il Paese non può permettersi di perdere: Per il proseguimento inevitabile della politica di riforme necessarie a rafforzare la crescita e a creare occupazione sono persuaso che sia indispensabile un chiaro sostegno della maggioranza dei tedeschi. E, poiché il governo socialdemocratico sembra aver perso la fiducia degli elettori, chiama i cittadini ad esprimersi sul futuro della Germania: il vuoto politico non può durare più di qualche mese.

Il paragone con le vicende italiane di un governo sfiduciato dagli elettori ma abbarbicato alle poltrone in spregio al Paese e ai suoi bisogni, è fin troppo facile e amaro. Ma il punto più importante sul quale riflettere è forse un altro. Nel giro di pochi mesi, dall'inizio dell'anno ad oggi, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno dato alla classe politica italiana, di destra e di sinistra, alcune lezioni su come si gestisce il consenso in una moderna democrazia europea.

(...)

Messi di fronte a scelte cruciali Zapatero, come Blair, come Chirac, come Schroeder, hanno affidato il destino dei rispettivi paesi alla responsabilità degli elettori. È possibile, forse anche probabile, che in alcuni casi questi diano una risposta che la storia giudicherà sbagliata. E possibile che tra una settimana gli elettori francesi consegnino l'Europa ad una crisi difficile e releghino il proprio Paese nelle retrovie della modernità. E assai probabile che tra pochi mesi gli elettori tedeschi, irritati dalle riforme sociali di Schroeder, affidino la Germania ad una destra che farà riforme ancora più dure. È certo che a fine anno, dopo l'ondata dei referendum e le elezioni tedesche, l'Europa si troverà profondamente diversa da quello che è oggi, e non necessariamente migliore. Ma sarà quello il risultato della scelta democratica di popoli, che ne sopporteranno nel bene e nel male le conseguenze. Non sarà il frutto di decisioni machiavelliche prese da questa o quella segreteria di partito in nome degli italiani, a cui si continua a cercare di sottrarre la responsabilità del proprio destino.

... il leader socialdemocratico indice elezioni anticipate un anno prima della scadenza. Ma è un anno, spiega, che il Paese non può permettersi di perdere. Capito? La Germania non può permettersi di perdere un anno di auspicate riforme. L'Italia invece sì...

Come dare torto all'editoriale del 21 maggio su Economist.com che definisce l'Italia The real sick man of Europe, cioè Il vero malato d'Europa?

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  23/5/2005 alle ore 9,19.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.