Il Pesa-Nervi

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No, penso a dei critici con la barba».

Foresta amazzonica: distrutti sei campi di calcio al minuto

La traduzione di un articolo tratto dal sito di GreenPeace, che racconta quale incredibile velocità abbia ormai raggiunto la distruzione organizzata della foresta amazzonica.

La distruzione della foresta amazzonica sembra essere diventata, per noi che viviamo all'altro capo del mondo, una specie di luogo comune, un argomento di conversazione che ci consente, magari stando seduti comodamente in poltrona, di solidarizzare con l'interlocutore del momento, stigmatizzando insieme il cattivo comportamento di altri, lontanissimi uomini, che per interesse economico e ignoranza, stanno facendo a pezzi da anni quella strana entità, anch'essa lontanissima e forse vagamente mitologica, che chiamiamo "foresta amazzonica".

Purtroppo, lungi dall'essere un luogo comune ed un passatempo per conversatori annoiati, la deforestazione dell'Amazzonia è una tragica realtà. Il polmone verde del pianeta ricopriva, prima che cominciassero i disboscamenti su scala industriale, una superficie di vari milioni di chilometri quadrati, appartenenti per la maggior parte al Brasile. Oggi la sua superficie risulta essere notevolmente ridotta. Le conseguenze sono drammatiche:

Non si può rimanere indifferenti di fronte a questo scempio. Il primo antidoto all'indifferenza è la conoscenza. Traduco in italiano qui di seguito un recente articolo tratto dal sito di Greenpeace, che spiega con chiarezza a che punto (drammatico) è ormai giunta la situazione.

Distruzione dell'Amazzonia: sei campi di calcio al minuto

[foto di una vasta area disboscata della foresta amazzonica]
Deforestazione illegale
per la produzione di soia
nel Nord dello stato del Mato Grosso

Amazzonia, Brasile (24 maggio 2005) - La distruzione dell'Amazzonia ha accelerato a livelli da record, stando alle cifre rilasciate dal governo brasiliano. Il tasso annuale ha raggiunto i 26.130 Km quadrati, il secondo più alto di sempre [N.d.t.: una superficie maggiore di quella dell'intera Sicilia] - un'area equivalente all'incirca a sei campi da calcio viene distrutta ogni minuto. Quasi la metà della deforestazione avviene nello Stato del Mato Grosso, governato da Blairo Maggi, il maggiore produttore individuale di soia nel mondo.

Più del 70% della perdita di foresta amazzonica si è verificata tra maggio e luglio del 2004, quando il Piano di azione del Presidente Lula per tenere a freno la deforestazione era già stato adottato. Il Piano, che era stato presentato nel marzo 2004, ha richiesto sette mesi di elaborazione ed ha avuto la partecipazione di 13 ministeri, che hanno stanziato risorse, definito le responsabilità e pianificato una tabella di marcia. Durante il medesimo periodo, il governo di Lula ha celebrato la rapida espansione della produzione di cereali ed il primato mondiale nell'esportazione di carne, con il Ministro del Tesoro Antonio Palocci che ha dichiarato: L'agribusiness è l'affare più redditizio per il Brasile.

Una vergogna nazionale

Paulo Adario, il nostro coordinatore per la campagna in Amazzonia, ha detto: E' evidente che l'amministrazione Lula fino a questo momento ha fallito nel rendere operativo il Piano d'Azione per la protezione dell'Amazzonia. Benché vi siano state misure positive prese dal governo, quali la creazione di aree protette e la demarcazione dei terroritori indigeni, il fatto che la media annuale di deforestazione sia stata di più di 23.000 km quadrati per gli ultimi tre anni è semplicemente inaccettabile. Questa è una vergogna nazionale.

Lo stupro della foresta pluviale

Dei 12.576 km quadrati persi nello Stato del Mato Grosso, 4.176 kmq erano stati autorizzati dal governo. Il resto era illegale. Maggi non nasconde la propria opinione circa la deforestazione: Un 40% d'incremento nella deforestazione non vuol dire proprio niente ed io non mi sento minimamente colpevole riguardo alle cose per le quali voi siete qui, disse Maggi in un'intervista al New York Times nel settembre 2003, riferendosi al tasso di deforestazione dell'anno precedente. La scorsa settimana il giornale britannico The Independent ha denunciato Maggi come l'uomo che si trova dietro ... lo stupro della foresta pluviale. Ma Maggi ha risposto piccato: Posso dire che, per quanto mi riguarda, la mia società (Grupo Amaggi) non ha compiuto alcuna deforestazione negli ultimi anni. Io penso che loro [i giornali] ci siano andati giù pesante ed abbiano esagerato. Tuttavia Maggi è il maggiore produttore di soia al mondo. Il boom della soia è responsabile per molta parte della deforestazione. Si sta trasformando la foresta pluviale in mangime per il bestiame. E' evidente, ha detto John Sauven, responsabile della campagna a favore della foresta pluviale della sezione britannica di Greenpeace.

I veri colpevoli e le soluzioni

L'agribusiness e l'industria del legname sono i veri colpevoli della deforestazione ha detto Adario. L'amministrazione Lula si trova di fronte ad una contraddizione fondamentale: combattere la deforestazione dell'Amazzonia o promuovere il business agrario per pagare il debito estero del Brasile. Per fare realmente la differenza sul terreno, il governo deve limitare le piantagioni di soia soltanto nelle aree già deforestate, combattere il taglio illegale del legname, continuare a creare aree protette e rendere davvero operativo il proprio Piano antideforestazione.

Permettendo un simile livello di distruzione dell'Amazzonia, il governo sta anche contribuendo agli effetti devastanti del riscaldamento globale. Le emissioni di diossido di carbonio provenienti dalla deforestazione e dagli incendi nell'Amazzonia sono il principale contributo del Brasile al cambiamento climatico, e c'è una crescente evidenza che il cambiamento climatico sta seccando le foreste, creando così un circolo vizioso.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Messina Ciro - 10/2/2007 ore 21,51

    L'uomo pur di ottenere il suo potere, non si arresta davanti a niente.
    Se gli indigeni fossero una potenza come gli Stati Uniti,certamente non subirebbero passivamente la distruzione del loro mondo.
    C'è sempre qualcuno che vuole sopraffare un altro.
    L'amazzonia crea fascino,attrazione e pensare che si è impotenti di fronte a tanta incredibile distruzione.
    Tutto a vantaggio di pochi rispetto a quello che rappresenta l'Amazzonia per il nostro pianeta.
    Un ringraziamento particolare a coloro che si adoperano per arginare questa tragedia.
    Questo messaggio non vuole essere altro che un incoraggiamento a tutti per tutto quello che fate.
    Grazie.Mille volte grazie.
  2. Commento di Messina Ciro - 10/2/2007 ore 22,04

    Sono molto lontano dall'Amazzonia e come detto nel precedente commento, sentire questa parola mi rattrista enormemente. E' come se noi stessimo ammazzando un gigante, proprio come i virus ammazzano noi.
    Nel primo caso vi è molta indifferenza.
    Nel secondo tremiamo solo a sentire parlare di aviaria.
    La politica fa poco e niente, perfino a livello informativo. Chi vuole sapere di più sul polmone della terra deve fare ricerche e una volta saputo manca la possibilità di diffonderle agli.
    Un saluto affettuoso a chi si adopera con coraggio per una giusta causa.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  27/5/2005 alle ore 10,21.

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