Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Gli asini d'Israele

L'inglese Lucy Fensom dedica la sua vita a fornire ricovero, cibo e cure agli asini vecchi e malati d'Israele e Palestina.

Le persone come Lucy Fensom contribuiscono a rendere il mondo un posto migliore. Il guaio è che sono troppo rare. Ho tradotto questo articolo pubblicato sul Middle East Times, apparentemente poco interessante per il lettore italiano, perché la missione che Lucy Fensom ha deciso di sobbarcarsi rappresenta a mio parere una lezione di umanità per tutti noi.

Un porto sicuro per gli asini d'Israele

Amelia Thomas, Middle East Times, 25 maggio 2005

[Lucy Fensom sorride circondata da due dei suoi asini]
Rifugio: Lucy Fensom lavora instancabilmente per salvare la vita degli asini vecchi, malati e matrattati di Israele

Moshav Gan Yoshiya, Israele Centrale -- Lucy Fensom si appoggia ad un cancello metallico ed osserva i campi, delimitati da piantagioni di avocado, che si stendono di fronte a lei. E' una scena idilliaca: una numerosa mandria di asini pascola e sonnecchia pacificamente all'interno di un vasto prato recintato, mentre altri si impegnano in scherzosi inseguimenti, su e giù attraverso una serie di colline artificiali costruite precisamente per questo scopo.

Ma la felicità e la tranquillità della scena nascondono una triste realtà: questo è il Porto Sicuro per gli asini della Terra Santa, di proprietà della Fensom e da lei instancabilmente gestito, la sola istituzione di carità in Israele e nei Territori occupati che si dedichi attualmente a salvare la vita dei numerosi asini ammalati, vecchi e maltrattati della regione.

Gli asini sono considerati come gli ultimi degli ultimi, spiega la Fensom, una donna inglese sui trentacinque anni, bionda e minuta, una volta assistente di volo della British Airways. Sono creature umili, che trascorrono la loro intera vita al servizio dell'uomo. Al termine delle loro fatiche, dovrebbe esserci anche per loro un posto dove andare.

In Israele, come in molti paesi del Medio Oriente, gli asini, le bibliche "bestie da soma", sono ancora largamente usati come mezzi di trasporto, per trasportare carichi e nell'agricoltura. Tuttavia, una volta che si sono ammalati, sono invecchiati o si sono fatti male, è spesso più economico per il padrone acquistare un sostituto piuttosto che cercare l'aiuto di un veterinario.

Gli asini possono essere acquistati in Israele per appena 20 dollari, il che ne fa un bene altamente sacrificabile. Quando arriva il loro momento, sono spesso cacciati via ed obbligati a cavarsela da soli oppure dati ai bambini come animali da compagnia. Ed è qui, dice la Fensom, che cominciano i loro guai: gli asini vengono abbandonati nelle discariche come rifiuti oppure usati per intrattenere i bambini durante una vacanza estiva e subito dopo prontamente dimenticati.

La Fensom ci tiene a mettere in evidenza che, a dispetto di ciò che gli Israeliani possono immaginare, è altrettanto comune trovare asini maltrattati nei cortili sul retro delle costose case nei sobborghi 'buoni' di Isarele quanto trovarli in Palestina o nei villaggi arabi d'Israele.

Ma non è questo il destino peggiore che colpisce gli asini d'Israele. Nei cinque anni da quando Porto Sicuro ha aperto le porte ai suoi primi salvataggi, Lucy Fensom ha dovuto vedere molte scene orribili.

Molti asini erano stati torturati, avevano le orecchie e le code tagliate o erano stati picchiati. Una quantità di quelli che abbiamo salvato avevano solo tre zoccoli, poiché erano stati impastoiati [legati per le zampe per impedire che se ne andassero in giro] con del filo metallico, che blocca la circolazione, ci dice mentre uno di questi asini a tre zampe, Salaam, viene verso il cancello per farsi coccolare.

Ed alcuni dei salvataggi che abbiamo compiuto sono stati pericolosi per noi ed anche per gli asini.

Un incidente particolare, ella ricorda, riguardò una chiamata d'aiuto da parte di una donna nel Sud d'Israele, che aveva visto un gruppo di giovani, la settimana precedente, picchiare a morte un asino con un martello.

Quando la Fensom arrivò sul posto e cominciò ad armeggiare nel tentativo di far salire gli asini sul rimorchio, la banda di giovinastri - ognuno dei quali brandiva una sbarra metallica - comparve e la minacciò intimandole di lasciare gli animali dove si trovavano. Compiendo quella che ora - lei ride - è nota come l'azione di quella pazza donna bianca, la Fensom riuscì da sola a mettere paura ad una quindicina di giovani, prima di darsi ad una rapida fuga portandosi a rimorchio entrambi gli asini, che ora si chiamano Romeo e Giulietta.

E' questo coraggio dimostrato nelle avversità che fa di Lucy Fensom una vera eroina. Non solo ha aperto Porto Sicuro per Asini in un paese straniero e talvolta ostile, da sola e spesso soggetta a minacce di violenza contro di lei e contro i suoi animali, ma si è prefissa anche degli ideali che molti avevano giudicato come troppo elevati.

Quando ha deciso di promuovere l'istituzione di un servizio veterinario gratuito destinato ad aiutare i possessori di asini da lavoro, fu avvertita che avrebbe ricevuto poca collaborazione dalle città primariamente arabe in cui molti asini lavorano. Tuttavia, dice trionfante, il progetto si è dimostrato un successo incredibile ed ha migliorato enormemente le vite degli asini da lavoro in quelle zone.

Le insidie sono state comunque notevoli: i maggiori rifugi internazionali per asini si sono rifiutati, fino ad ora, di concedere a Porto Sicuro l'affiliazione con loro, per la paura che i paesi arabi all'interno dei quali essi operano potessero contestar loro di avere rapporti con Israele.

Il rifugio e tutte le spese di contorno sono finanziati per intero da donazioni, che provengono principalmente dalla Gran Bretagna: a differenza di quanto accade per i vicini rifugi per asini che si trovano a Cipro e in Giordania, il governo non contribuisce finanziariamente alla sua esistenza. E così, dice la Fensom, è una battaglia infinita per assicurare che il rifugio per asini rimanga in funzione.

L'inadempienza da parte dello stato nel fornire aiuto per le cure dei suoi animali indesiderati sembra essere solo uno dei molti segnali in Israele che indicano un atteggiamento prevalente, qualcosa che potremmo esprimere all'incirca così: Perché mai dovremmo preoccuparci degli animali quando la nostra gente soffre?

Mentre sotto molti aspetti Israele considera se stessa come un'avanzata nazione occidentale, l'atteggiamento del paese verso le cure prestate agli animali è tristemente inadeguato, come le molte associazioni animaliste israeliane, indipendenti e duramente impegnate quali CHAI e Let the Animals Live, possono testimoniare.

La stessa Fensom dice che cerca di contrastare un tale sentimento, cioè che gli animali non dovrebbero essere aiutati finché la sicurezza umana è minacciata, mediante due argomenti.

In primo luogo, io credo che quando uno ha compassione per gli animali, ha compassione anche per gli esseri umani, afferma con decisione. In secondo luogo, precisamente aiutando gli asini da lavoro si aiutano anche i loro padroni. La sussistenza di queste persone dipende dai loro asini, così è nel loro interesse mantenerli in forma, in buona salute e capaci di lavorare. E dopo tutto, aggiunge, la situazione politica non può essere certo colpa degli animali.

Mentre lei parla, due piccoli asini grigi arrivano al cancello ed aspettano ansiosamente di ricevere attenzione. Molly e il suo puledro Focaccina sono entrambi sopravvissuti a dispetto delle avversità. Focaccina è nato sotto una pioggia torrenziale, sprofondato fino alle ginocchia nel fango, con la sua mamma esausta e dolorante, legata all'intelaiatura di una vecchia sedia da una matassa di corda e fil di ferro. Lucy gratta entrambi sul naso e loro socchiudono gli occhi riconoscenti.

Con 84 asini attualmente sotto le sue cure ed altri che arrivano di continuo, è davvero difficile riuscire a sbarcare il lunario, ma la dedizione della Fensom alla sua causa le impone di continuare, non importa quali ostacoli si trovi di fronte.

Andiamo avanti alla giornata e speriamo di farcela, dice con sereno ottimismo, ho fiducia che alla fine tutto andrà per il meglio.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Vittoriii-ooooo - 30/5/2005 ore 21,49

    Da bambino m'accadde più di una volta di non eccellere nelle prestazioni scolastiche e di meritarmi l'epiteto affettuoso di asinello, o quello dispregiativo di asinaccio.
    Così, un po' per la mia connaturata caparbietà e un po' perché istintivamente mi viene da schierarmi dalla parte del più debole e del perseguitato, è dai miei anni più verdi che iii-ooo nutro una grande considerazione e simpatia per gli asini.
    Almeno in un caso, anche un po'd'invidia :-)) Apprezzo dunque senza incertezze la bella iniziativa di Lucy Fenson e segnalo volentieri ai lettori del Pesa-Nervi il bel sito web del porto sicuro degli asini in Terra Santa.
    Anche in Italia ci sono brave persone che pure si stanno adoperando per la valorizzazione e la salvaguardia delle razze nostrane, ma va detto anche che importiamo, spesso in condizioni vergognose, asini dalla Turchia, l'Albania e in genere dall'Europa Orientale, per farli finire, ahiii-nooooi, sulle nostre tavole.
  2. Commento di D Maestrini - 24/3/2006 ore 22,39

    ho anch'io due asini (madre e figlio) cio' che possono dare e' stupendo: Lei e' di una dolcezza infinita, Lui che ha sei mesi e' un giocattolo.
    Ho 70 anni e capisco Lucy Fensom vorrei poter essere la' ed aiutarla,
    persone come Lei le definirei delle Sante.
    cordiali saluti
    Maestrini D
  3. Commento di Valentina Barbasso - 28/9/2007 ore 22,16

    salve... sono Valentina da torino, da 2 anni e 6 mesi ho un asino sardo,in quanto regalatomi dal mio fdanzato per natale. Da quel giorno la mia vita e cambiata in quanto ho dovuto trovare del tempo apposta per Pepe, ne è valsa la pena. Dopo i primi giorni di ambientamento ho incominciato a portarlo a passeggio con i miei cani per la collina, per rade sterrate e circondata da boschi e tuttora lasciandolo libero non scappa. In questi anni ho capito quanto sia un animale dolcissimo e intelligentissimo; infatti ogni volta che mi vede andare via o tornare mi rivolge il suo straordinario raglio.
    A giugno di quest'anno gli ho comprato la femmina e spero che da marzo in poi Nespola possa rimenere in cinta per poi allargare sempre di più la mia passione, fino ad aprire un allevamento.
    Grazie ha una mia ricerca per la tesi scolastica ho scoperto quanto l'asino per l'uomo sia molto importante in più occasioni come:il suo latte molto raro da trovare e indicato per i neonati allergici al latte vaccino o in polvere... il latte ha caratteristiche organolettiche molto simile al latte maderno.
    L'asino è molto utile per i bambini e persone che hanno problemi di autostima e timidezza grazie ha degli approcci con questo animale molti casi si sono conclusi per il melio, soltanto grazie all' onoterapia.
    In Italia oggi per valorizzare l'asino si organizzano passeggiate in montagna lungo i sentieri.
    Detto ciò sono sicura che con l'andar del tempo questi animali saranno sempre più riconosciuti e apprezzati per le loro qualità. Cordiali saluti Valentina
    Coldiali saluti e sono molto felice che ci siano delle persone che si prendono cura di questo animale a dir poco dolcissimo.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  30/5/2005 alle ore 18,02.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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