Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

L'impresa di David Blaine

David Blaine, l'uomo che ha passato 44 giorni in una scatola di vetro sospesa sul Tamigi, è il simbolo del bischero nascosto in ciascuno di noi.

È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia ... (Giovanni Pascoli, Il fanciullino, cap.1).

[La gabbia di David Blaine in una foto notturna. Fonte: Corriere della Sera]Alessio Altichieri, che scrive sul Corriere della Sera, nutre dubbi al riguardo. L'impresa di David Blaine rivela una presenza diversa e usa quindi un inconsueto per i più, triviale toscanismo.

E' il bischero che c'è in noi, la caricatura della poetica invenzione pascoliana, il bischero collettivo, rimasto per 44 giorni nella scatola trasparente sospesa a dieci metri sul Tamigi e - insieme - naso all'aria, o sintonizzato su SkyOne o Channel Four, distratto e dimentico, in un singolarissimo transfert tra spettacolo e spettatore.

Vi amo tutti più che mai - ha detto alla folla Blaine - Ho imparato quanto noi esseri umani possiamo essere forti. Ma, soprattutto, ho imparato ad apprezzare le cose semplici della vita, come il sorriso di un estraneo, il levarsi e il calar del sole.

La storia non s'è sognata di passare di lì, avverte Altichieri. Già, leggendo i giornali ti rendi conto che più probabilmente stava alitando in Vaticano sull'arazzo con i tratti della Beata Madre Teresa di Calcutta, o spingeva fortunosamente verso gli avamposti di una nuova Europa qualche barcaccia di superstiti defedati, senz'altro pane ormai che la speranza.

Nell'assenza, c'era invece la cronaca a registrare puntuale la banalità delle parole - ma l'eroismo è banale - da cui sfugge il senso dell'impresa, voluta forse per onorare Houdini, nel centenario di una leggendaria - quanto fasulla - prova del celebre illusionista.

Alle 21.30 del 19 ottobre 2003, quando la prigione trasparente è stata calata a terra dalla gru, Blaine ne è uscito davvero meglio che Houdini dal forziere in cui non era mai entrato. Questi ebbe a lamentarsi di scarsi guadagni in terra d'Albione, mentre il contratto con Murdoch ha fruttato al suo emulo un milione di sterline! Permetterà certo di apprezzare più di qualche sorriso di banchiere, così come molte albe e tramonti in qualche paradiso tropicale dove rifocillarsi, preparare per le stampe il diario dei 44 giorni e magari inventarsi qualcos'altro di nuovo da tentare.

Tuttavia, la morale della vicenda credo sia in fondo questa: nella gabbia sospesa è entrato un solo uomo ed è uscito comunque un uomo solo. L'Umanità è invece rimasta attaccata al filo e non ha ancora superato la sua prova più impegnativa.

Si tratterebbe di divorziare tutti, ora e per sempre, dal bischero che c'è in noi, quel bischero collettivo che fa sì che - in un modo o in un altro - ci si inganni e ci si derubi l'un l'altro ora della fatica di una vita, ora della salute, o della pace, quindi del futuro nostro e dei nostri figli.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Contromano - 14/4/2006 ore 0,42

    Articolo commentato su http://contromano.ilcannocchiale.it

    Saluti dalla redazione di Contromano

Articolo di Vittorio Bica pubblicato il  22/10/2003 alle ore 19,13.

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