Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La fiera dell'oscurantismo

La classifica dei dieci libri più dannosi del XIX e del XX secolo, stilata dal settimanale conservatore americano «Human Events».

Mentre l'esercito statunitense è sempre impegnato nell'azione «umanitaria» di portare la «libertà» e la «democrazia» in Iraq, negli Stati Uniti gli araldi del pensiero conservatore (quello stesso cioè che ha ritenuto indispensabile andare a «civilizzare» la vita politica degli iracheni) continuano a sfornare prove della loro lungimiranza intellettuale.

L'ultima, un vero segno di amore per la libertà di pensiero e di opinione, è l'elenco dei dieci libri più dannosi del XIX e del XX secolo. La classifica, in tipico stile americano, è stata prodotta da Human Events, noto settimanale conservatore.

Riporto di seguito una parte dell'articolo con cui Vittorio Zucconi ha commentato su la Repubblica la classifica pubblicata da Human Events.

Nietzsche, Keynes e Gramsci
I libri all'indice della destra Usa

di Vittorio Zucconi
3 giugno 2005

(...)

Di classifiche, hit parades, top ten, l'America è produttrice ingorda e instancabile, nel bisogno nazionale di classificare e semplificare la storia in album di figurine, buoni e cattivi, per capirli meglio. E non sono stati gli americani, paleo, post, neo conservatori, progressisti o moderati che siano, a inventare l'idea dei libri da mettere all'indice e quindi, idealmente, da bruciare. Ma questa summa di scritti «dannosi» per l'umanità prodotta consultando accademici, autori, polemisti, uomini e donne di cultura per uno degli organi dei "con", della destra americana classica, il settimanale Human Events fondato 61 anni or sono, è la traduzione in termini moderni della vecchia e mai soppressa voglia di Sant'Uffizio. E' la prevedibile ma interessante fotografia in negativo di tutto ciò che terrorizza i conservatori.

E' scontato dunque che l'oscar assoluto degli scritti nocivi sia stato assegnato dalla giuria di Human Events a quel Manifesto comunista di Karl Marx e Friederich Engels, dal quale, avverte con un brivido la motivazione, sgorgò l'Impero del Male, l'Unione Sovietica. Per apprezzabile correttezza politica e per coprirsi le spalle, al secondo posto viene piazzato, però con meno voti, Mein Kampf di Adolf Hitler, la cui dannosità si manifestò nella Seconda Guerra Mondiale e nell'Olocausto.

[Il Capitale di Karl Marx, sesto nella classifica stilata da 'Human Events' dei libri più dannosi del XIX e XX secolo]Così, assolto il dovere della par condicio, i commissari della correttezza politica di destra possono poi abbandonarsi alle loro più sentite idiosincrasie, visto che nei restanti 8 premiati e nei 20 altri libri che hanno ottenuto una nomination di pericolosità, non troveremo più un solo scritto che possa essere caratterizzato come reazionario, razzista, retrivo o conservatore. Nulla di quanto prodotto dall'antropologia, dalla politologia, dalla filosofia di destra negli ultimi due secoli, Mein Kampf a parte, ha evidentemente fatto danni.

Il Male è tutto nel pensiero di sinistra, qualunque cosa ciò significhi. Il terzo libro più dannoso della storia è infatti Il libretto rosso di Mao, ma alle sue spalle i censori del Sant'Uffizio americano sbandano, pescando anche oltre gli scaffali più ovvi delle loro fissazioni. Quarto è infatti il Rapporto Kinsey che i cardinali laici della destra accusano di avere scatenato il permissivismo sessuale fra le nuove generazioni.

Quinto è il ponderoso lavoro di John Dewey, massimo filosofo del pragmatismo, colpevole di avere teorizzato il libero pensiero piuttosto che l'insegnamento nozionistico, un'eresia che ha condotto diritta al demonio incarnato, a quella che la commissione definisce con un brivido la Clinton Generation. Al sesto posto riaffiora la politica, di nuovo con il Marx de Il Capitale ma al settimo arriva prepotente Betty Friedan, con la sua Mistica della femminilità, che tanti grilli ha messo nella testolina della remissive casalinghe, amante addirittura, la Friedan, di un fisico nucleare con simpatie comuniste.

[La versione in inglese delle 'Lettere dal carcere' di Antonio Gramsci, inserito nella lista allargata dei libri giudicati come i più dannosi dalla giuria di 'Human Events']Ecco la prova del grande complotto marx-sessual-eco-femminista. Nel pantheon degli orrori che hanno rovinato l'umanità, danzano insieme sinistra politica e femminismo, ricerca scientifica e filosofie troppo pragmatiche (Galileo capirebbe) o materialiste, che valgono un buon settimo posto ad Auguste Comte, padre del positivismo pur essendo il figlio degenere (nota la motivazione) di una rispettabile famiglia di cattolici francesi monarchici. Né poteva mancare alle sue spalle Frederich Nietzsche, colui che osò proclamare la «morte di Dio» e morì pazzo. E' nono in classifica con il suo Al di là del bene e del male. Ma anche nel mondo apparentemente asettico e meno accaldato della dottrina economica gli inquisitori della destra americana trovano un libro micidiale, quella Teoria Generale dell'Occupazione, Interessi e Danaro di John Maynard Keynes che fu l'embrione dal quale nacque l'esecrata idea dell'intervento della mano pubblica nel mercato.

Ancora più bizzarro è il catalogo delle nomination degli altri venti libri pericolosi, ma non abbastanza per meritare un posto nei top ten. Ci troviamo il Darwin evoluzionista, che i fondamentalisti cristiani vorrebbero esorcizzare per tornare all'interpretazione letterale della Creazione, con fango e alito divino. Ci sono l'antropologa Margaret Mead, che si macchiò di multiculturalismo relativista, studiando con simpatia gli indigeni delle isole Samoa; il tremendo Aurelio Peccei con il suo Limiti della crescita che scosse il dogma dello sviluppo, l'insidioso Ralph Nader che svelò gli altarini dell'industria automobilistica, il filosofo Theodore Adorno, un altro pericoloso "sinistro" e per di più tedesco. Non c'è stranamente Marcuse, ma non poteva mancare Freud, terrorista dell'inconscio agli occhi dei cardinali della destra americana, né Rachel Carson, che con il suo Primavera silenziosa sparse dubbi eretici sull'agricoltura dei pesticidi e del Ddt.

Torna il femminismo, perenne spauracchio, col Secondo sesso di Simone de Beauvoir e anche l'Italia ha l'onore di una nomination per dannosità storica con i Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci, quel pericoloso cervello al quale opportunamente un uomo non nocivo come Mussolini finalmente impedì di pensare.

(...)

L'idea di creare una lista dei libri più dannosi è oscurantista per due ragioni:

  1. dà per scontato che la propria chiave di lettura dei loro contenuti sia l'unica giusta e possibile;
  2. ritiene implicitamente che i lettori debbano essere protetti dal «virus» delle idee contenute in quei libri, debbano cioè essere messi sull'avviso da un giudizio preventivo (un pre-giudizio dunque), forse perché chi ha pensato di produrre una simile classifica non crede che i lettori abbiano la maturità mentale necessaria per valutare in autonomia cosa ci sia di giusto o di sbagliato nei libri che leggono.

Se la lista dei libri all'indice reca in sé, come rilevato da Zucconi, un agghiacciante richiamo a pratiche da Sant'Uffizio, non meno deprimente e allarmante è la lista dei cinque libri più venduti dalla libreria online di Human events, lista che campeggia nella prima pagina del sito della rivista.

Tolto un primo posto abbastanza neutro, occupato da The Grammar Bible, cioè La bibbia della grammatica, abbiamo al secondo posto Infiltration di Paul Sperry, presentato con queste parole: Come i musulmani radicali mascherati da "moderati" si stanno inflitrando nel nostro governo, tra i nostri militari, nelle nostre prigioni, nelle nostre scuole e persino nel Dipartimento della Sicurezza Nazionale.

Al terzo posto nelle vendite troviamo The Life and Religion of Mohammed (La vita e la religione di Maometto) di J.L. Menezes, un prete. Ecco la presentazione: Maometto: la spiacevole verità circa il fondatore della più violenta religione al mondo.

Al quarto posto possiamo rilassarci con una lettura più tranquilla, che ci pone però un dubbio amletico: Safely Prosperous or Really Rich? (Ricco quanto basta o ricco sfondato?). La presentazione ingolosisce il lettore, avvertendolo che grazie a questo libro ognuno potrà trovare il proprio paradiso finanziario. (Un riferimento alle Isole Cayman?)

['Ricco quanto basta o ricco sfondato?' di Howard Ruff, al quarto posto della classifica dei libri più venduti dalla libreria online di 'Human Events']Al quinto ed ultimo posto troviamo The Sword of the Prophet (La spada del Profeta) di Serge Trifkovic, annunciato come il libro che mostrerà ai suoi lettori tutte le false verità sull'Islam propagandate da musulmani e multiculturalisti. Tra i vari fatti riportati nella recensione, come anticipazioni delle verità contenute nel libro, troviamo curiosità come la seguente: Nel 1993, le supreme autorità religiose dell'Arabia Saudita dichiararono che la Terra è piatta e che chiunque sia in disaccordo è un infedele che deve essere punito.

Tutto ciò - la lista dei libri più dannosi come la lista dei libri più venduti ai lettori di Human events - sarebbe materia da confinare alle recensioni sul folklore locale, se non fosse che la lista dei presunti libri più dannosi è il frutto della spremitura di meningi di fior di professori universitari, cioè persone che hanno un'influenza non trascurabile sulle menti degli studenti. Su Human events, inoltre, scrivono penne del calibro di Ann Coulter, notissima giornalista e frequentatrice di talk show, il cui pensiero è tenuto in gran conto dall'opinione pubblica americana, se non altro quella di parte conservatrice.

Si tratta insomma di un segnale importante di oscurantismo. Il mondo ideale del conservatore americano, dell'elettore di destra, così come lo si intuisce dalle due liste di libri citate, è un mondo fatto di bene e di male assoluti, in cui il bene è rappresentato dall'iniziativa privata del capitalista americano, ricco e all'occorrenza spregiudicato; cattolico praticante che accetta in toto la Bibbia e che rifiuta al tempo stesso la scienza, se questa turba i valori tradizionali; buon padre di famiglia della classica famiglia patriarcale, che si arroga il diritto di usare la forza contro chiunque si opponga alle sue «verità».

Il «male» è rappresentato da tutte le forze eversive, che rischiano, oggi come nel passato, di far crollare le fondamenta - per nulla solide ed equilibrate - del suo mondo ideale: ieri i comunisti, oggi i musulmani, i terroristi e il libero pensiero, domani chissà...

Per chi invece crede che il libero pensiero sia un valore da preservare a tutti i costi, la mentalità oggi dominante dei conservatori americani è una delle più grandi minacce che gravano sul nostro presente: con la sua intolleranza per il diverso, per nulla inferiore a quella dei fondamentalisti islamici, rischia di far precipitare il mondo in una guerra perenne e di far perdere a noi occidentali le grandi conquiste intellettuali che quattro secoli di pensiero scientifico hanno prodotto.

Commenti dei lettori

  1. Commento di La pulce d'acqua - 3/6/2005 ore 23,57

    Penso che non mi meraviglio più di nulla, se non ci fossero già gli americani, penso che mi sarei trasferito laggiù.

    Mi fate sapere quando se ne andranno?

    Marco.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  3/6/2005 alle ore 12,54.

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