Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Iran, patria della discriminazione politica

Il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione ha escluso tutti i candidati riformisti, e in particolare le donne, dalla corsa per le presidenziali del 17 giugno in Iran.

E' noto come l'Iran sia uno dei paesi più illiberali al mondo, la manifestazione reale di quanto l'attribuzione del potere politico ai religiosi sia deleteria per la giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani e la democrazia. Sono innumerevoli i casi di violazione dei diritti umani e di limitazione della libertà di stampa e di espressione che ci vengono da quella nazione.

Il caso delle elezioni presidenziali è però emblematico, perché mostra nel modo più cristallino la perfetta ingiustizia del sistema su cui si regge il paese: il potere politico dei religiosi può sopravvivere nel tempo solo impedendo l'esercizio di una vera democrazia. Il controllo sulle spinte eversive rispetto ai cardini religiosi del sistema viene attuato per mezzo di leggi elettorali discriminatorie e soprattutto grazie al diritto di veto sulle candidature espresso dal Consiglio dei Guardiani, un organismo religioso non eletto.

Come ogni dittatura, anche la dittatura religiosa dell'Iran cerca di giustificare se stessa agli occhi del popolo, dandosi una patina di presunta democrazia, che si esprime attraverso le elezioni presidenziali.

La cosa che infastidisce di più in un simile sistema politico è che formalmente l'Iran sarebbe obbligato a concedere una vera democrazia ai suoi cittadini, in quanto paese firmatario delle convenzioni internazionali che difendono e promuovono la libera espressione dei diritti civili e politici.

L'articolo tratto dal sito di Human Right Watch, che riporto di seguito nella mia traduzione, è la sintesi di un più ampio rapporto sulla gestione antidemocratica del potere in Iran.

Iran: i capi religiosi proibiscono libere elezioni

Interferenza arbitraria e criteri discriminatori escludono i candidati

(New York, 12 giugno 2005) - Le discriminatorie leggi elettorali dell'Iran e l'esclusione di candidati da parte del Consiglio dei Guardiani impediscono agli elettori iraniani di eleggere liberamente i propri candidati o di concorrere a pubblici impieghi. Lo ha detto oggi Human Rights Watch, prima delle elezioni presidenziali di venerdì.

In un documento informativo di 17 pagine, Accesso negato: le elezioni iraniane ad esclusione, Human Rights Watch descrive nei dettagli come le leggi elettorali impediscano ai candidati esterni alla élite governativa di concorrere per alti incarichi pubblici. Il Consiglio dei Guardiani dell'Iran, un corpo non eletto di 12 esponenti del clero musulmano sciita e di giuristi religiosi, ha interpretato queste leggi in modo da escludere tutte le donne come pure tutti i candidati con opinioni critiche nei confronti dell'attuale gruppo dirigente.

Le elezioni in Iran sono a tutti gli effetti precotte ha detto Joe Stork, vicedirettore della Divisione mediorientale di Human Rights Watch. Il Consiglio dei Guardiani designa un tot di candidati e agli iraniani non resta che scegliere da questa lista molto ristretta.

Il Consiglio dei Guardiani gode di poteri arbitrari, noti come supervisione approvativa [nizarat-e istesvabi], che consente di escludere dei candidati anche se essi soddisfano i criteri discriminatori stabiliti dalle leggi elettoriali.

In pratica il Consiglio dei Guardiani ha approvato, coerentemente, solo quei candidati che sono "membri" interni al circolo governativo. I candidati registrati per le elezioni presidenziali del 17 giugno erano più di mille, ma il Consiglio dei Guardiani ne ha approvati soltanto otto, ciascuno dei quali è o era un funzionario governativo.

Per le elezioni presidenziali di quest'anno avevano registrato la propria candidatura 89 donne, ma nessuna di esse è stata approvata. Il Consiglio dei Guardiani ha interpretato la regola che i candidati presidenziali siano personalità religiose o politiche in modo da escludere categoricamente le donne.

Tutti i candidati alle votazioni presidenziali sono precedenti o attuali funzionari governativi. Si tratta del precedente ministro dell'istruzione superiore Mostafa Moin, del vicepresidente Mohsen Mehralizadeh, del precedente presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, del sindaco di Tehran Mohammad Ahmadinejad, del precedente capo della polizia Mohammad Baqer Qalibaf, del precedente capo delle Guardie della Rivoluzione Mohsen Rezai, del precedente direttore della radio e della televisione Ali Larijani e del precedente portavoce parlamentare Mehdi Karrubi.

Queste elezioni non sono né libere né eque ha detto Stork. Gli iraniani non possono votare per candidati che rappresentano punti di vista alternativi rispetto a quelli dell'élite governativa.

Come membro della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, l'Iran è obbligato a permettere ai suoi cittadini di competere in elezioni senza ingiustificate restrizioni. Ma i discriminatori criteri di ammissione delle leggi elettorali iraniane, combinati con il diritto di veto sui candidati del Consiglio dei Guardiani, esclude la maggior parte di coloro che desiderano concorrere a ruoli pubblici.

Le leggi elettorali dell'Iran discriminano anche sulla base delle credenze religiose, nel loro richiedere che tutti i candidati proclamino la loro lealtà verso la dottrina che conferisce potere assoluto al Giureconsulto [velayat faqih motlaqeh], il che vuol dire che i giuristi islamici detengono il supremo potere politico. Tale dottrina, che giustifica la non eleggibilità del Capo Supremo, si è sviluppata solo tra i musulmani sciiti. Anche tra i capi religiosi sciiti, tuttavia, questa dottrina è ben lungi dall'essere universalmente accettata.

Human Rights Watch ha sollecitato il governo iraniano a porre fine alla discriminazione contro gli aspiranti candidati, basata sul sesso, sulle credenze religiose o sulle opinioni politiche, e di revocare l'autorità del Consiglio dei Guardiani di decidere chi può concorrere agli uffici pubblici.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  16/6/2005 alle ore 11,26.

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