Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Lo stupido, insopportabile razzismo della gente

Una giovane donna coreana, che vive da vent'anni in Italia, si lamenta con una lettera accorata del razzismo di molti nostri connazionali.

C'è un razzismo particolarmente stupido, più stupido degli altri razzismi. E' quello che non muove da premesse ideologiche e che è fatto di offese gratuite a persone colpevoli solo di avere la pelle di un altro colore e i lineamenti un po' diversi dai nostri. La sorgente di tale razzismo è l'ignoranza, ma soprattutto la rozzezza dei sentimenti.

Tale rozzezza si manifesta, per esempio, in quella brutale forma di piacere che nasce dal far sentire qualcuno escluso, inferiore, difettoso, peggiore, mentre chi offende, proprio attraverso le offese regalate al "diverso", rinforza il proprio senso di appartenenza al gruppo. Si manifesta, poi, anche attraverso l'insensibilità di chi non è capace di mettersi nei panni degli altri, di chi non è capace di intuire e prevedere i sentimenti altrui, sicché dice o fa cose apparentemente di poco conto, che però feriscono terribilmente chi, in quelle parole e in quelle azioni, ravvisa il desiderio di mettere in evidenza, anzi in ridicolo, la propria diversità.

Nei giorni scorsi mi è capitato di entrare in corrispondenza con Neve (un nome di fantasia), una giovane donna nata in Corea ma residente in Italia, italiana ai sensi di legge perché in possesso della nostra cittadinanza. Riporto qui di seguito la testimonianza coraggiosa di questa ragazza, che, superando il naturale pudore e il dolore di rivangare episodi spiacevoli, mi ha scritto una bella lettera-confessione, che mi piacerebbe leggessero tutti i razzisti italiani. I tanti puntini sospensivi che Neve ha disseminato nella sua lettera sono come i segni di tutte le ferite gratuite, inferte nel corso degli anni da molti nostri connazionali alla sua sensibilità, di bambina prima, di adolescente e di adulta poi.

Le mie esperienze

Beh... buongiorno Michele... oggi mi sono svegliata... con meno rabbia... e a dire la verità ci ho pensato un po' ... se affrontare il problema del razzismo... perché nei momenti di ottimismo... mi tiro sempre indietro e non mi va di toccare un tasto così dolente... Ma per l'ennesima volta... fare finta che il problema non esiste... direi che non è proprio il caso di non affrontare il problema... anche perché in futuro... sono consapevole... che soffrirò ancora... Ma non me la sento di giudicare l'Italia e gli italiani... perché non mi sembra corretto... generalizzare e accusare l'Italia di essere razzista... Io parlerò semplicemente delle mie esperienze... vissute... e chi sa. Quello che spero ... è che tanti italiani che leggeranno questa lettera possano avere modo di capire... pensare... e giudicare (se per giudizio intendiamo pensato) ... magari immedesimandosi nella mia pelle... e aprendosi di più ... dinanzi a un "diverso", anche se penso che siamo tutti diversi e tutti uguali... in un certo senso.

Desiderei l'anonimato... a parte il semplice fatto che sono una ragazza di 25 anni, coreana residente in italia da oramai 20 anni.

Parto col dirti che mi sono trasferita con la mia famiglia nell'85 dalla Corea... per venire in Italia... e non perché avevamo problemi sociali... o di denaro... (sono della Repubblica della Corea del Sud), ma per il semplice motivo ... che si diceva da amici... che la vita in Italia è bella... con tante colline... insomma un sogno da cartolina per i miei... Io avevo poco più di 4 anni... e a dirti il vero... non ero consapevole che la vita da emigrata sarebbe stata dura... Mi ricordo che mi hanno messo subito in asilo... e anche se ero piccola... non ero scema... capivo... e vedevo che tutti i bambini italiani mi guardavano e ridevano...

Io allora ero molto orgogliosa... forse più di adesso... e avevo deciso di non rivolgere la parola a nessuno... Ma come spesso accade... non so per quale strano meccanismo... non ne parlai a casa... perché si ha come paura che la madre soffra e si senta in colpa di averti portato in un nuovo paese... Quindi mi trattenni tutto dentro... Allora avevo 5 anni. Dopo l'asilo vennero le elementari... e con la mia testardaggine e il mio orgoglio... e la mia conoscenza della lingua italiana ero riuscita a impormi... e a farmi degli amici... anche se spesso mi nascondevo in questa immagine di bambina dura... per non mostrare la mia fragilità... Ma allora... non esistevano gli asiatici... nel mio paese... c'erano solo un po' di africani... e per molti eravamo una novità...

Io quando ero bambina... non mi rendevo conto di essere diversa dagli altri bambini italiani... A forza di frequentarli... mi vedevo come loro... e a dirti il vero non ero ancora entrata nella fase dei problemi esistenziali... E' con le medie... e soprattutto col liceo... che ho capito molte cose.... e ho aperto... gli occhi... L'adolescenza è una fase dura per tutti, penso... Ma per gli emigrati penso che sia leggermente.. più dura... Al liceo mi ricordo che se c'era una piccola discussione... i miei compagni mi offendevano... pesantemente, facendo commenti sulla mia razza... Anche se io avevo la cittadinanza italiana a loro poco importava... Rimanevo sempre una sporca gialla... Mi fa sorridere dire queste cose... perché mi rendo conto... che loro non si rendevano conto di quello che dicevano... e che forse non c'era malignità... Ma il peso allora... che avevo 15 anni... era grande... ma...non so...

Man mano crescevo... Vedevo che avevo reazioni diverse dinanzi a queste persone che offendevano la mia etnia... A volte reagivo... altre volte ignoravo... li sfidavo... e poi li ignoravo... e a volte paradossalmente... ci godevo... Nella mia sofferenza... avevo trovato un lato masochistico... Insomma le avevo provate tutte... ma ho sempre pensato che passerà... che la gente in fondo non è cattiva... e che io sarò più forte da grande...

Mi ricordo che ero andata una volta a Perugia... con un'amica... e che un tipo era venuto ad abbordarmi?... Io avevo rifiutato gentilmente le sue avances... e lui mi rispose: La mia governante filippina fa i pompini meglio di te. Partendo dal presupposto che non è tipo da governante... ma che ne sa lui di come gli faccio i pompini... Ma soprattutto che diritto ha di dirmi queste cose? ... Lei dirà o altri diranno... ignora... è un ignorante... ma non è un caso singolo... Molti uomini vedendomi asiatica hanno dei preconcetti sul mio aspetto... e sopprattutto portano poco rispetto alla mia cultura... perché il mio paese, anche se ne ho un ricordo... molto molto lontano..., è un paese sviluppato e democratico... dove le donne non sono tutte puttane...

Poi mi ricordo di un episodio... in tram... anzi mi succede spesso... stavo andando all'università... e il tram era pieno... Una signora... nervosa... forse... per il caldo... o per altro, chissà... mi disse puntandomi il dito: Voi straniere venite in italia a rubarci gli uomini... E anche qua mi viene da ridere se ci penso... perché è assurdo... Io non voglio rubare niente a nessuno... tanto meno gli uomini...

Una volta, sempre mentre stavo andando all'università, ho attraversato per sbaglio con l'arancione... e un furgone con tre uomini dentro... un po' rozzi... mi ha urlato...: Muso giallo di merda...

Io penso che questa è cattiveria... e che purtoppo... c'è troppa mancanza di rispetto... e che a volte si dimentica... quello che anche gli italiani hanno passato... anni fa, quando emigravano... Le discriminazioni subite... Ma chi vive... rilassato nel proprio paese... curandosi solo del proprio orto... allora mi dispiace... perché quello che io sto dicendo non sono fatti... di 3 o 5 volte nella mia vita... ma fatti quotidiani... E sapete cosa vi dico?... Che non so dov'è che trovo la forza di parlare bene del vostro popolo... anche se per legge io sono italiana... quindi è anche il mio... Ma e giusto... che anch'io non cada nell'ignoranza... generalizzando... perché con grande stupore... esiste gente come te, Michele... e altri magari... ma è sempre una assurda minoranza... Siamo nel 2005... Sono passati tanti anni... dalla preistoria... L'uomo ha fatto tante ricerche ...scoperte... E l'Asia... i gialli... i bianchi... i neri... gli omossessuali... gli islamici... gli atei... sono sempre esistiti... nessuno è spuntato come un fungo... all'improvviso...

Ma allora io mi chiedo... cosa c'è ancora... che non ci fa vivere la vita tranquillamente?... Perché tutta questa paura... del diverso?... Poi diverso cosa? ... Da che mi risulti... mi sembra che tutti respiriamo... beviamo... piangiamo ... ridiamo... facciamo l'amore... i figli... Non basta questo... per capire che siamo persone... col diritto tutti di esprimerci e di vivere in pace?... Io non sono una persona perfetta... ma posso migliorare... la mia vita... Ma purtoppo non lo posso fare da sola... Ho bisogno di persone che capiscano... la situazione... della mia ... e di molti altri... Non cerco pietà... Sogno solo un mondo migliore... e spero soprattutto che si possa arrivare ad un'apertura mentale... augurandomi che le persone pensino prima di giudicare e di parlare... Perché un semplice... cin ciun cian detto da un ragazzino mentre cammini... fa male... E' come se un italiano, quando va all'estero, venisse continuamente collegato alla mafia e al mandolino... Ferisce ... l'orgoglio... e la persona.......

Neve

Commenti dei lettori

  1. Commento di "Chi ha un terzo occhio" - 22/6/2005 ore 10,17

    Cosa ne penso?...Penso che al mondo c'è tanta di quella gente ignorante che ci si potrebbe colonizzare un altro pianeta. La lettera scritta da Neve mi ha molto colpita, stupita in un certo senso anche se so che le cose girano così. La natura dell'uomo è strana, tutto ciò che va contrario a quello a cui è abituato, lo allontana, come se fosse un pericolo per la sua sicurezza. Ma io dico, possibile avere paura di una persona che non ha niente diverso da te se non l'aspetto? Anche tua sorella è diversa, eppure mica hai bisogno di insultarla. Quello che qualcuno dovrebbe insegnare a queste persone così stolte, sarebbe quello di pensare. Pensare e impersonarsi in una persona di colore, lingua, religione o cultura diversa. Invece di continuare a ulrare disprezzo verso chi è diverso. Urlare è facile lo sanno fare tutti. Pensare è invece più difficile. Discriminare gli altri non dimostra forza, al contrario solo debolezza. Questa paura del diverso esiste, ma non dobbiamo negarla. Dobbiamo combatterla. Renderci conto che questo problema esiste, è reale e non bisogna trascurarlo dicendo "tanto a me non succede niente".
    Spero di essere stata abbastanza chiara.
  2. Commento di neve - 23/6/2005 ore 17,10

    grazie...a "chi ha un terzo occhio"...sei una persona stupenda...e' bello sapere che ci sono persone che reagiscono al dolore degli altri...non curandosi solo del proprio orto...ma il tuo orto e' sicuramente...molto piu' grande...perche' hai tanto cuore...ultimamente c'e' un gran parlare di razzismo in italia...per i casi di stupro a bologna e a milano e per il caso dell'omicidio a varese...e tutta l'italia...e' divisa...razzisti...non razzisti...e' un momento che ci dovrebbe far riflettere...e come dici tu...non bisogna ignorare il problema e affrontarlo solo nel momento che si presenta il problema....io penso che bisogna intervenire...insegnando gia' negli asili....e nell'eta' infantile...a vivere in armonia...con il "diverso"...purtroppo i bambini di oggi non hanno dei modelli ideali da seguire ...e questo e' un problema...pero' a ogni problema sono convinta che ci sia una soluzione o almeno lo spero...e comunque sapere che ci sono persone come te o michele...mi si riempie il cuore di gioia...e tutti i dolori svaniscono....grazie ancora....
  3. Commento di La pulce d'acqua - 10/7/2005 ore 21,36

    Urlare è facile lo sanno fare tutti. Pensare è invece più difficile.


    Terzo occhio: hai detto l'unica cosa vera.
    Quando non si ha una coscienza propria, ma si usa quella degli altri, si chiede aiuto.
    Ma che aiuto può venire da chi è sordo e non può sentirti.

    Hai detto l'unica cosa vera, per pensare ci vuole il cervello, qualcuno non l'ha.

    Marco.
  4. Commento di headcracker. - 2/8/2005 ore 12,05

    Spero che la situazione possa migliorare per te neve purtroppo in questa italietta strabordante di fascisti intolleranti e ignoranti queste non sono cose nuove!!!
    Gridiamo tutti VIVA L'INTERNAZIONALISMO VIVA I POPOLI DI TUTTO IL MONDO, LE CAROGNE E I BASTARDI NON SI RICONOSCONO DAL COLORE DELLA PELLE MA DAL LORO COMPORTAMENTO ED é UNA REALTA CHE LA MAGGIORANZA DI LORO ABBIANO SEMPRE AVUTO LA PELLE BIANCA!!!

    Auguri di cuore Neve, pugni chiusi al cielo, morte ai nazifascisti!!!

    Headcracker.
  5. Commento di Ilja - 20/1/2006 ore 12,32

    Che ne penso??
    Sono un tedesco che vive da 8 anni in italia, e visto il nostro passato non mi piace affatto il razzismo. Ma avendo girato molto in italia, sardegna, milano, bologna e adesso napoli, posso solo confermare le esperienze di neve, e devo purtroppo dire che aumenta andando verso il sud. Ma questa gente sono solo cafoni, che soffrono di grande insicurezza e non hanno il cervello per agire in un modo intelligente. Quando stavo in sardegna, proprio in campagna, mi guardavano come se fosse un alieno, ma per due anni. Avevano paura? Non lo so. Ma cmq e anche vero che, piu si va al sud, piu aperto e accogliente diventa la gente buona. Percio, la verità e che di stronzi ci sono sempre troppi e ci saranno sempre, perche non dipende dall essere aperto, ma dalla ignoranza, e quella dalla intelligenza, con quale non si nasce sempre o le circostanze, come spesso accade a napoli, non permettono di svilluparla.
    Cmq auguro buona fortuna a neve mi auguro che trovera il modo di vivere in tranquilità e felicità
  6. Commento di Anna - 8/5/2006 ore 16,54

    Penso che sia disgustoso...io vivo in una città molto piccola dove le differenze etniche sono sostanzialmente visibili e non vengono ignorate...c'è troppo pregiudizio...io ho conosciuto parecchi ragazzi senegalesi che alla fine sono simpaticissimi,hanno veramente il ritmo nel sangue,la musica,l'arte DENTRO! e con questo apprezzo tantissimo tutte le altre etnie perchè mi portano novità...mi piacciono le cose diverse; peccato che non tutti la pensino come me. Bisogna smetterla di sputare sentenze e inutili pregiudizi...l'ignoranza purtroppo è sconfinata....
  7. Commento di claudio - 24/6/2006 ore 18,40

    Ho solo 13 anni, ma mi ritengo molto sensibile, particolarmente a questi problemi di carattere sociale. Fino a pochi anni fa non capivo cosa fosse il razzismo e perchè esistesse perchè per l'ingenua freschezza infantile tutto è roseo e colorato e "si amano tutti i colori". Cara Neve mi dispiace tanto per la tua esperienza (che poi è tutta la tua vita) in Italia, ma io ci ho riflettuto e ho capito che l'uomo che dice sporco giallo nel preciso istante in cui pronuncia quelle due parole non si rende conto di che dolore provoca, ma lui non ci pensa, ignora i suoi confini e prosegue per la sua via borbottando qualche insulto qua e la a chi gli capita davanti. E' questo il problema: si ignora. E questa ignoranza nasce dalla poca conoscenza di sè perchè allorquando un italiano dice "sporco muso giallo" non sa di quanto sporco sia lui e di quanto risulti bianco agli altri, allora riflettendo bene su questo concetto si dovrebbe capire che il bianco, il giallo, il nero, li notanavano gli uomini primitivi e si allontavano perchè avevano paura, ma noi per non farci paura da soli avviciniamoci a quel giallo, a quel nero e a quel bianco.
    Claudio

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  16/6/2005 alle ore 15,41.

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