Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Quel che non ha governo, non ha vergogna e non ha giudizio

Pensieri fertili di uno sterile dopo i referendum del 12 e 13 giugno; esperienze e considerazioni dal versante anonimo della propria verità.

Un po' di acqua è passata sotto i ponti dei referendum del 12 e 13 giugno e sul relativo quorum mancato; forse il tempo giusto per una riflessione che scaturisce da una posizione particolare.

Ho pensato a lungo prima di cimentarmi nel racconto della mia esperienza e di condividere le mie riflessioni; alla fine ho deciso che parlarne è forse l'unico modo per cercare di modificare le convinzioni forse anche di un solo altro mio simile.

Ripenso al clero cattolico che si è dato il divieto di avere figli, poi penso a quelli come me; a noi è Dio stesso, chi per esso o la natura, che lo impedisce.

La sterilità ha diverse forme e cause (nel mio caso non è stata trovata, generici problemi organici); comunque ho la fortuna di far parte del tipo «scopa quanto ti pare, ma solo per diletto».

Le donne si preoccupano quasi solo del rimanere incinte, raramente delle possibili implicazioni sanitarie del coito; così a volte mi è stato chiesto di "uscire" per tempo, altre volte mi è stato detto di non preoccuparmi tanto prendo la pillola. Mi sono capitate donne che tornavano, sapendo di me, perchè: vuoi mettere scopare senza correre rischi; ma è capitato pure che la partner non dismettesse la sua soluzione contraccettiva nonostante sapesse che io fossi sterile...

Ogni volta un dolore diverso, più acuto quando capita di pensare che con lei un figlio lo farei volentieri o quando chi mi è vicino si espone consciamente e con amore alla remota possibilità.

In realtà non sono molti anni che ho scoperto il mio problema; fino a un certo punto c'erano altre priorità e, per fortuna, la compagna che ha condiviso con me il palesarsi della mia sterilità non era un'aspirante mamma ad ogni costo.

Ricordo le molte esperienze con gli spermiogrammi, precedute dal noto atto di auto-erotismo maschile, in sè affatto spiacevole e peccaminoso; però fatto a comando e in un anonimo bagno di un ambulatorio ospedaliero...

Alla fine mi ci ero quasi abituato e sorridevo all'infermiera che mi diceva: Si accomodi lì..., quasi mi invitasse a prendere il caffè alla machinetta.

Ricordo le visite di approfondimento e la diffidenza dei dottori che vedendomi da solo, senza "moglie", si chiedevano cosa stessi cercando, come se capire il perchè della propria sterilità fosse un fine meno nobile dell'avere un figlio ad ogni costo.

Il ciclo di indagini prevedeva anche una sorta di radiografia da espletarsi per via anale (non ricordo il nome dell'esame); un'esperienza impegnativa se non ricordi d'aver mai fatto neanche una peretta.

Alla fine ho rinunciato a capire il perchè, anche a causa del fatto che nessuno sembrava interessato a limitarsi a così poco... Intorno a me coppie al secondo o terzo "tentativo"; casi sicuramente più interessanti clinicamente del mio.

Nel recarmi al seggio per esprimermi sui 4 referendum in questione ho ripensato a tutto questo. Mi sono detto che la scelta di avere ad ogni costo un figlio è personale; che io non la farei, ma non posso impedire ad altri di perseguirla; che la ricerca è sicuramente condizionata da interessi economici, ma se non ci fosse sarebbe peggio; che l'alternativa, l'adozione, è se possibile più complicata del farsi un figlio in provetta; che un uomo diventa tale se e quando viene accolto con amore, non trascorso il tempo X dal concepimento.

Per questo ho votato 4 Sì.

Ora penso, non in modo disinteressato... che se più persone avessero a che fare con gente sterile le cose sarebbero andate diversamente. Ma diceva bene De André: ...e per tutti il dolore degli altri è dolore a metà.

Commenti dei lettori

  1. Commento di sofia - 22/6/2005 ore 23,45

    Outing? OK

    beh.. si può votare 4 sì anche per altri motivi. Quando avevo 30 anni volevo un figlio ad ogni costo (anzi possibilmente più d'uno). "Ogni costo" per me era costituito da lunghe discussioni col futuro papà che preferivo... comprese le minacce di fare questo/i figlio/i con un altro (l'eterologa esiste da sempre :).

    Convintolo, abbiamo scoperto (conferma anche in una seconda occasione) di essere una di quelle coppie che mette in cantiere un bambino la prima volta che ci prova.

    Non per questo però non comprendo le varie aspirazioni di chi o non vuole figli, o non li ha e gli va bene, o non li ha e ne vuole adottare, o non ne ha e vuole che nascano dopo una gravidanza condotta in proprio, o vuole essere sicuri che siano sani nonostante.

    Sono scelte personalissime.

    L'embrione?
    Chi si preoccupa dell'embrione per esempio per la spirale?
    Quanti sanno che il suo meccanismo contraccettivo, ancora non ben conosciuto con ogni probabilità funziona in quanto impedisce all'embrione di impiantarsi?

    Eppure non mi risulta che ci sia un movimento di opinione altrettanto vasto contro la spirale...

    E' stata una scusa per portare a casa un consenso che in pratica non c'è stato. Per contare come consenso l'indifferenza e la scarsa comprensione di un argomento di cui ben pochi erano a conoscenza.
  2. Commento di Michele Diodati - 23/6/2005 ore 0,31

    E' stata una scusa per portare a casa un consenso che in pratica non c'è stato. Per contare come consenso l'indifferenza e la scarsa comprensione di un argomento di cui ben pochi erano a conoscenza.

    Concordo. Personalmente, però, tra tutte le cose strane che ho sentito nel corso dei dibattiti per questi referendum da parte dei sostenitori dell'astensione, quella che mi ha dato più fastidio è stata la presunta equivalenza tra embrione e persona.

    Affermare tale equivalenza è la somma di una serie di errori:

    • Nasconde l'argomento vero dei cattolici e dei conservatori, che sarebbe ben più plausibile da sostenere: cioè l'idea della sacralità della vita in qualsiasi sua manifestazione e il desiderio che l'uomo non alteri i meccanismi della generazione.
    • Va contro l'osservazione: vedere una persona in un mucchietto di cellule ancora indifferenziate è quantomeno bizzarro...
    • Va contro la logica. Ho sentito La Loggia a Ballarò dire enfaticamente che in quella sala tutti i presenti erano stati embrioni. Ha dimenticato di aggiungere, però, che, in base a una simile logica bacata, tutti i presenti erano stati in un passato più o meno lontano anche spermatozoi, ovuli, molecole, atomi; e che in sostanza tutti noi siamo esistiti, in una forma o nell'altra, fin dalla nascita del nostro pianeta se non addirittura fin dalla nascita dell'universo...

    Buonanotte,
    Michele

  3. Commento di La pulce d'acqua - 7/6/2006 ore 18,50

    Sono mesi che commento con il mio collega e amico in ufficio su questi argomenti.
    Lui è un "murphiano" puro, cioè uno che vede la vita solo bianco o nero, con un'ottima propensione per il nero assoluto.
    Detto ciò in argomento dico solo che le leggi sono fatte da persone, e che poi altre persone in altre epoche le modificano, ma le leggi non sono mai assolute.
    Concordo pienamente con Sofia riguardo a ciò che ha detto, e con Michele quando parla dell'embrione.
    Oggi in Italia almeno, per avere un figlio fuori dai metodi "classici", ci sono molti altri metodi: l'adozione per esempio o "l'acquisizione" come la chiamo io scherzosamente, ovvero il mettersi insieme (e perché no, sposarsi) una persona che ha già una sua prole. Ma perché ci si accanisce contro gli embrioni.
    Voglio dire, se questo accanimento è dovuto ad una paura di rimanere senza propri simili lo capirei, ma mi pare che la crescita zero nel mondo, non ci sia.
    Ma allora perché dobbiamo essere diversi da quegli animali, che mettono in pratica più o meno consapevolmente un controllo delle nascite, in funzione di ciò che li circonda.
    Ma perché, potendolo, non posso usare un embrione per fini diversi da quelli di dover formare un essere vivente, se quest'ultimo è stato rifiutato dalla portatrice (aborto?), perché un altro essere umano, mi dice che è sbagliato, ma chi lo dice che è sbagliato.
    Scusate anche il mio è outing, ma porca miseria, quando ci vuole ... ci vuole.
    M.

Articolo di Erasmo pubblicato il  22/6/2005 alle ore 1,26.

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