Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Le profonde ragioni «ideologiche» dell'anticomunismo di Berlusconi

E' possibile che l'odio di Berlusconi per il comunismo nasca da un fatto personale: le botte subìte da ragazzino, nel '48, ad opera di un gruppo di comunisti.

In una cronaca di ieri, la Repubblica.it riporta quanto segue.

I ricordi del premier davanti ai quadri del suo partito
Stavo attaccando dei manifesti della Democrazia Cristiana

Berlusconi ai dirigenti di Fi
Io, picchiato dai comunisti...

ROMA - Risale a molti anni fa l'ostilità di Silvio Berlusconi per i comunisti. Il presidente del Consiglio si lascia andare ai ricordi e, davanti alla platea di coordinatori e dirigenti di FI al cinema Capranica, parlando dei grandi mali del secolo, il nazismo e il comunismo, torna con la memoria alla sua gioventù. Anch'io racconta Berlusconi secondo quanto hanno riferito alcuni partecipanti all'incontro quando ero appena dodicenne, studente dai Salesiani, una sera andai ad attaccare i manifesti per la Dc. Erano i famosi manifesti contro il Fronte Popolare in cui si avvertiva l'elettore che nel segreto dell'urna Dio ti vede Stalin no.

Così, mentre il futuro premier lavorava di colla e pennello, passò un gruppo di comunisti e mi buttò giù dalla scala su cui ero salito per attaccare i manifesti. Malconcio, Berlusconi tornò a casa e fece fatica a spiegare alla madre che era stato malmenato: Tanto che appena mi vide in quelle condizioni pensò che avessi combinato qualche marachella e mi diede il resto.

(23 giugno 2005)

[Una vignetta di Altan: 'L'ultima su Berlusconi! Magari.']Sono anni che, come tutti gli italiani, sono costretto ad ascoltare dai media, un giorno sì e l'altro pure, le dichiarazioni di odio di Berlusconi per il comunismo, culminate a gennaio di quest'anno nel celebre trittico di "miseria, terrore e morte" (Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l'esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi). Confesso che ho sempre fatto molta fatica a spiegarmi le ragioni di tanto odio. Non tanto perché la degenerazione del comunismo - palpabile in regimi come quelli di Stalin e di Pol Pot - non abbia realmente portato terrore, distruzione e morte a chi l'ha subìta, quanto perché questo scenario apocalittico pare del tutto fuori luogo se applicato all'Italia, paese in cui, per altro, la maggior parte della Sinistra è fatta di ex comunisti, che si sono, in misura più o meno netta, allontanati dalle originarie radici comuniste. Ve lo immaginate, insomma, Prodi che, salito al governo, si affretti a tradurre in pratica l'anatema berlusconiano? Ve lo immaginate Prodi, ritto come un'erinni sulla sua bicicletta, mentre percorre l'Italia seminando ovunque terrore, distruzione e morte? In che modo, poi? Lanciando mortadelle sui passanti? Francamente lo scenario apocalittico profetizzato dal premier mi pare veramente surreale se rapportato a ciò che è la Sinistra italiana, sicché il violento odio di Berlusconi per il comunismo mi è sempre parso più il frutto di un sordo rancore personale che l'esito di obiettivi ragionamenti filosofico-politici.

Ed ecco che finalmente si squarcia il velo del mistero! Ecco che il viscerale odio di Berlusconi per tutto ciò che sa di sinistra e possa, sia pure da lontano, evocare il comunismo, trova finalmente una spiegazione logica. Mi sento tranquillizzato: era solo una questione di botte prese da ragazzino. E si sa che i traumi subìti a quell'età sono i più difficili da dimenticare...

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  24/6/2005 alle ore 10,33.

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