Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Retorica e democrazia

In questi ultimi anni si parla tanto, troppo, di democrazia. E' segno che ne stiamo perdendo il concetto e la pratica.

In un articolo su L'espresso intitolato Quella giungla chiamata democrazia, Giorgio Bocca scrive tra le altre cose:

(...) La democrazia è sconfitta, langue, sopravvive nei riti e nelle forme desuete, ha un urgente bisogno di essere ridefinita perché la società umana in cui vive non è più democratica o lo è in una maniera riduttiva sui cui bisognerà pure mettersi d'accordo.

La democrazia trapiantata in una civiltà antidemocratica è una contraddizione continua, una necessità continua di mentire sulla sua sopravvivenza. Capi di Stato e pontefici possono predicare in continuazione la buona onesta informazione, ma nella realtà essa consiste in una comunicazione di massa dominata dall'anarchia del mercato e dalla specializzazione tecnologica. In apparenza comandata dai padroni del vapore, da chi possiede i mezzi di produzione, in realtà condizionata da un mercato che si morde la coda, da una pubblicità divorante e devastante.

(...) La democrazia non vive di leggi, ma di costume. Il potere democratico della maggioranza del 50 per cento più uno dei voti è una assurdità senza il consenso del costume, senza il convincimento dei cittadini ad accettarlo.

Privo di un radicato costume democratico il mondo torna a essere una giungla incomprensibile di guerre non dichiarate, di diritti umani non rispettati, di aggressioni e usurpazioni gabellate per diritto internazionale. La democrazia non è furbizia e indisciplina. Che democrazia è questa in cui il capo del governo è il primo a violare le leggi, a combattere la giustizia, a concepire la pubblica amministrazione come un comitato di affari dei più ricchi e potenti?

Ciò che Bocca denuncia nel suo articolo è la crisi della democrazia, sia in Italia che nel mondo: i governanti sembrano quasi fare a gara nel riempirsi la bocca con questa parola, ma i loro atti e i meccanismi generali che regolano la vita dei cittadini, anche nei paesi istituzionalmente democratici, sembrano andare in tutt'altra direzione.

La vittoria dell'ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad nelle recenti elezioni presidenziali dell'Iran farà venire ben presto altri nodi al pettine. Gli Stati Uniti già minacciano ritorsioni, pensando che il nuovo presidente iraniano vorrà portare avanti con ancor maggiore decisione la politica di rafforzamento dell'uso del nucleare, già intrapresa dal suo predecessore.

Nell'arroganza con cui gli Stati Uniti (che da soli spendono per armamenti quanto tutto il resto del mondo messo insieme) pretendono che l'Iran ridimensioni il proprio programma nucleare, c'è tutta la misura della crisi in cui versano oggi l'idea e la pratica della democrazia. Se vivessimo in un mondo normalmente democratico, voglio dire guidato da persone con la maturità emotiva di adulti e non di bambini, la prima preoccupazione dovrebbe essere quella di smantellare immediatamente tutti gli arsenali nucleari esistenti al mondo e la seconda di rimettere alle Nazioni Unite - ma in modo serio, non fittizio - ogni decisione riguardante presunte violazioni del diritto internazionale.

Invece gli Stati Uniti pretendono di esportare la democrazia in Iraq con le armi, forse pretenderanno di esportarla tra breve anche in Iran, ma non riconoscono che il proprio strapotere militare, imposto con la forza, è quanto di meno democratico possa immaginarsi oggi al mondo.

Finché chi non pratica una vera democrazia continuerà a farsi difensore e paladino della «democrazia» (le virgolette sono d'obbligo), la situazione non potrà che peggiorare. La cosa veramente triste, in tutto ciò, è la passività con cui gli italiani riescono quotidianamente ad accettare situazioni in cui la democrazia non esiste o è messa in serio pericolo: la commistione tra mafia e politica ed un'informazione vigliacca, falsata, parziale, serva dei potenti e della pubblicità, sono i due principali esempi di quanto dico.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  28/6/2005 alle ore 18,25.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.