Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

«Ora basta!»

Un testo di Corrado Guzzanti su democrazia e informazione.

Allo spettacolo-manifestazione Ora basta!, al Palalido di Milano lo scorso 14 dicembre (stampa e RaiSet non hanno sprecato troppi commenti), tra i «marcondirondellisti» c'è stato un serissimo Corrado Guzzanti, che ha letto un testo secondo me interessante e, se divertente, suo malgrado, ha specificato lui.

Ne trascrivo qui un brano, perché mi ci ritrovo e mi pare possa ben ricollegarsi a un altro recente articolo, in cui, come di seguito, sembra accendersi qualche barlume della filosofia costruttivista (costru... cheee ?!).

Ai fini di quel discorso mi sembra però che Rumsfeld sia davvero un poco credibile seguace di quella scuola, mentre mi pare assai più probabile che Guzzanti abbia assimilato qualcosa da Heinz Von Foerster (einzvonf... chiii ?!).

Ad ogni modo:

Alla democrazia oggi si pensa astrattamente come al sistema delle regole. A me sembra riduttivo. La democrazia, secondo me, è una filosofia, è una cultura, è un progetto politico.

La democrazia - lo dico in senso buono - è un'ideologia, è un progetto di trasformazione della società.

Chi crede nell'ideologia democratica, di fronte ai problemi della società ha un preconcetto, un pensiero guida, un obiettivo che si potrebbe riassumere in questa frase: come possiamo fare perché il diritto, la libertà di scegliere e di decidere nel nostro paese ci sia per tutti, sia accessibile a tutti e sia più la più estesa possibile?

Questa idea travalica i confini della politica.

Chi crede nella democrazia e, ad esempio, fa informazione vuole contribuire ad arricchire il lettore perché possa capire di più e quindi crearsi una propria opinione; si preoccupa quindi di rendere l'informazione più completa e fruibile per tutti.

Chi fa l'insegnante e crede nella democrazia sa che il suo compito è trasmettere il sapere a tutti quelli che ascoltano le sue lezioni; se gli studenti hanno difficoltà considera la cosa una sua mancanza e non degli studenti; invece di bocciarli cerca di trovare il linguaggio giusto per coinvolgerli nel processo dell'apprendimento, per renderli poi più padroni in futuro di fare scelte libere e consapevoli, della loro vita.

Chi crede nella democrazia, al di là di come vota, ha già una precisa identità politica.

La democrazia è lo sviluppo sistematico dell'idea di libertà, ma anche la libertà è un'idea in movimento, è un concetto relativo. Non esiste una persona libera in assoluto. La libertà ha un dominio: sei libero rispetto a che?

Un uomo nato nella giungla, che impara a sopravvivere, è libero di fare ciò che vuole, anche di uccidere, ma non è libero di scegliere o non scegliere ciò che non conosce. Può scorrazzare con le frecce, ciondolare dalle liane, ma non è libero ad esempio di leggere un libro. Nessuno glielo impedisce fisicamente e con una legge. Non è libero perché non sa che esistono i libri.

La democrazia come progetto dovrebbe quindi preoccuparsi non soltanto di garantire le libertà base del cittadino in rapporto agli altri, e cioè le regole di convivenza, ma allargare gli spazi decisionali di un individuo oltre a quelli di cui ha coscienza di disporre.

Chi è veramente democratico non dovrebbe solo tollerare o garantire la libertà di informazione, dovrebbe averne il culto. Ma l'informazione non è la semplice completezza dei dati e delle notizie, è anche il luogo in cui le idee si confrontano ad armi pari, è educativa in sé perché è la ginnastica dello spirito critico, ovvero permette insieme l'ampliamento della possibilità di scelta e quello della consapevolezza della scelta.

La televisione degli ultimi anni ha fatto danni non soltanto e non prevalentemente perché ha creato modelli diseducativi e premiato e promosso e dato sempre più spazio a personaggi, come dire, non intellettualmente attivi, ma soprattutto perché non ha dato spazio anche ad altro, impedendo un confronto con modelli di vita e ambizioni diverse.

La gente è invitata nella grande complessità dei programmi televisivi ad occuparsi di sesso e di calcio, spesso contemporaneamente.

Io penso che non solo il cittadino abbia diritto all'informazione, ma ha diritto di chiedere di essere stimolato, attratto e consultato anche su argomenti di cui non si interessa. L'informazione e la libertà sono anche la creazione e la crescita di questi nuovi interessi.

Il sistema è complessivamente diretto a rendere difficile l'accesso alle informazioni, esattamente come è complicato e faticoso accedere a dei servizi pubblici che spettano di diritto.

Per inciso, lo spettacolo Ora basta! è stato registrato ed è disponibile su arcoiris.tv.

Così pure sul sito di Articolo 21 sono disponibili le registrazioni audio, interessanti articoli e commenti, mentre c'è pure il volenteroso sito Raiot.com che si offre come gateway informativo.

Articolo di Vittorio Bica pubblicato il  20/12/2003 alle ore 2,31.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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