Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Tornare a scuola

Le ragioni di un abbandono e poi di un ritorno agli studi.

Un amico che si accinge a riprendere gli studi mi ha inviato il suo primo tema. Ve ne faccio partecipi perchè mi ci ritrovo totalmente, al punto che potrei averlo svolto io...

Motivi e propositi che mi hanno spinto a tornare a studiare

ma quante volte glielo devo dire
che la scuola non deve formare,
ma informare!

(dal film Bianca, di Nanni Moretti)

Forse non è molto ortodosso riprendere la carriera letteraria scolastica partendo da una citazione cinematografica, ma lo spunto è troppo succulento e rappresentativo del Frascolla pensiero per non coglierlo.

Rivedo almeno una volta all'anno questo film, soprattutto per sondare la bontà delle nuove conoscenze... ed ogni volta, nel riascoltare questa frase rivolta da un bizzarro preside ad un curioso e triste insegnante che vorrebbe formare i suoi studenti, mi ritrovo rassicurato circa l'aver scelto di non proseguire gli studi. E poi, comunque, il cinema s'impadronisce sistematicamente dei soggetti letterari! Quindi perché scandalizzarsi più di tanto se avviene il contrario?!

In realtà si potrebbero riempire pagine e pagine di soggetti letterari ripresi dal mondo del grande schermo; si farebbero dei gran figuroni, passando per persone coltissime, senza scrivere assolutamente nulla di proprio...

Ho deciso di non proseguire gli studi perché se avessi svolto un lungo tema senza mettere punteggiatura e un solo ritorno a capo, come ne: L'autunno del patriarca di Marquez, avrei preso due... Poi perché le cartine sui libri di storia sono fatte di freccine che mostrano gli spostamenti degli eserciti, non di teschi in ricordo di quanti ci hanno lasciato la pelle. E ancora perché la matematica pura è un'astrazione, mentre la realtà si basa sulle convergenze parallele di democristiana memoria...

La scuola dovrebbe essere fatta di domande, non di risposte. Dovrebbe insegnare a risolvere i problemi matematici con lo spirito di chi prepara il ragù, non ad aspettare che la commessa schiacci "=" sulla calcolatrice per sapere quanto verrà a costare un paio di pantaloni col 10% di sconto.

La scuola dovrebbe insegnare a scegliere, non ad accettare acriticamente.
Non dovrebbe forgiare il cittadino di domani, bensì creare spazio nella mente, nella sensibilità e nella coscienza dell'uomo.

Mi sono allontanato dallo studio perché ho capito per tempo che la scuola stava diventando una sorta di distributore automatico di conoscenza, mentre a me è sempre interessato fare esperienza della realtà; ero un amante dei lego, fintanto che qualcuno non ha pensato di confezionarli in modo che si potesse costruire solo il soggetto mostrato sulla confezione...

Lo so che sto per prendermi un bel due, perché lo svolgimento risulta essere off-topic, come si direbbe nei forum di discussione on-line; se avessi seguito fedelmente la traccia avrei preso due lo stesso, poiché lo svolgimento sarebbe durato non più di un paio di righe, visto che in realtà: i titoli di studio servono più a chi non sa leggere, che a chi sa scrivere...

Comunque, proprio in conseguenza di queste riflessioni, impossibili da fare così lucidamente durante l'adolescenza, posso riaccostarmi allo studio con lo spirito critico di chi desidera informarsi, non essere formato.

Commenti dei lettori

  1. Commento di LLa pulce d'Acqua - 4/8/2005 ore 14,58

    Amo quest'uomo, lasciatemelo dire.

    Ho avuto la sua stessa criticità, sia nel lasciare gli studi prima di andare militare a vent'anni, sia nel riprenderli subito dopo.
    Ma solo oggi me ne rendo conto, e scopro mio malgrado, che ne so più oggi che il giorno dopo aver preso l'agognata maturità scolastica.

    Marco.

Articolo di Franco Frascolla pubblicato il  9/1/2004 alle ore 22,59.

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