Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Matrimoni omosessuali: perché fanno tanta paura?

La deriva oscurantista di cui è preda il nostro paese mostra potentemente i suoi effetti negli anatemi che Chiesa, politici e televisioni lanciano senza sosta contro la nuova legge approvata in Spagna, che consente i matrimoni omosessuali.

La piena dell'indignazione

[Due omosessuali in atteggiamento affettuoso]Mai come in questi ultimi tempi sono numerose e importanti le ragioni di scontro tra progressisti e conservatori. Non si è neppure placata l'eco dello scontro sui referendum del 12 e 13 giugno scorsi, che la lotta infuria di nuovo. La pietra dello scandalo è stavolta il matrimonio tra omosessuali, che il Parlamento spagnolo, con 187 voti a favore, 147 contrari e 4 astenuti, ha appena reso legale, facendo della Spagna, dopo Olanda, Belgio e Canada, il quarto paese al mondo a consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non solo: la nuova legge spagnola consente ai gay sposati di essere, oltre che coniugi, anche genitori: potranno infatti anche adottare dei bambini, rendendo così la loro unione quanto più possibile simile ad una vera famiglia.

In prima linea contro la legge spagnola c'è naturalmente la Chiesa cattolica. Ecco cosa ha scritto in proposito Francesco Valiante su l'Osservatore romano, secondo quanto riportato da Gay News, giornale sull'omosessualità diretto da Franco Grillini.

NOZZE GAY / OSS.ROMANO: LEGGE SPAGNOLA AVVILENTE SCONFITTA UMANITA'

Non è vittoria della storia, famiglia fondata su matrimonio uomo-donna.

sabato 02 luglio 2005 , di APC

Città del Vaticano, 2 lug. (Apcom) - Altro che vittoria della storia. L'approvazione della legge sulle unioni omosessuali in Spagna è un'avvilente sconfitta dell'umanità. E' dura la condanna che arriva dall'Osservatore romano sulla decisione del Parlamento spagnolo di legalizzare le unioni omosessuali equiparandole ai matrimoni. Altro che vittoria della 'laicità' dello Stato contro l'oscurantismo della Chiesa, sottolinea il quotidiano d'Oltretevere, piaccia o no ai politici 'illuminati' (e al loro seguito di compiacenti maître à penser), la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna non è un'invenzione dei cattolici.

Il quotidiano vaticano, nell'articolo a firma di Francesco Valiante, sottolinea come ogni tentativo di stravolgere il progetto di Dio sulla famiglia è anche un tentativo di sfigurare il volto più autentico dell'umanità. Chi oggi canta vittoria contro 'il modello tradizionale di famiglia imposto dalla Chiesa', prosegue, dimentica che qui non si sta combattendo nessuna guerra di religione. La famiglia è patrimonio comune delle grandi culture del mondo. Essa appartiene all'intera umanità perché è iscritta nella natura sin dai suoi primordi. Ed è sopravvissuta lungo i secoli al vaglio di sistemi filosofici, scientifici, antropologici, sociali. Basterebbe questo a spazzare via l'alibi di presunte 'imposizioni' della Chiesa, dimostrando l'infondatezza oggettiva di ogni assimilazione giuridica tra unioni omosessuali e matrimoni.

Dalla Spagna, dove si trova in visita, il Presidente del Senato rincara la dose (cito da un articolo di Repubblica.it): Marcello Pera, in Spagna per inaugurare con l'ex premier Aznar un seminario di studi sociali, si è scagliato contro il matrimonio gay appena approvato dal Parlamento di Madrid. Una cosa è chiara: è falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni o di estensione dell'uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani.

Se Pera rappresenta il volto ragionevole del dissenso, l'esponente leghista e ministro delle Riforme Roberto Calderoli ne rappresenta invece, in perfetta sintonia con l'orientamento del suo partito, il volto massimalista e forcaiolo. Ecco cosa ha dichiarato, subito dopo l'approvazione della legge spagnola:

Il buon Dio creò l'uomo e la donna, e con quell'atto mise la famiglia al centro del Creato, ha oggi affermato il leghista, quello che è accaduto in Spagna, con l'approvazione della legge che autorizza i matrimoni tra coppie gay, è l'ultimo atto contro Dio e contro la natura.

(...) Il mondo inizia ad andare contro natura, ha concluso, personalmente continuo a stare dalla parte della natura e del buon Dio e continuerò per sempre a preferire la spagnola allo spagnolo.

Altre reazioni italiane alla notizia dell'approvazione della legge spagnola sono riportate in un articolo del già citato Gay News:

L'Approvazione della legge spagnola ha scatenato un florilegio di dichiarazioni dai toni irrispettosamente omofobi.

Matrimonio gay. Si scatena l'omofobia italiana

giovedì 30 giugno 2005 , di Stefano Bolognini

(...)

Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha aggiunto: Sono assolutamente in disaccordo, è un passo indietro nel rispetto dei diritti più importanti di una persona, come quello di avere una famiglia con un padre e una madre, e quindi una personalità equilibrata con punti di riferimento maschile e femminile, come è nel diritto naturale, nella storia e nella tradizione.

(...)

Riccardo Pedrizzi, senatore e responsabile nazionale per le politiche della famiglia di AN, ha preferito un attacco politico-religioso: Quello che sta facendo in Spagna il governo Zapatero, dal divorzio lampo ai matrimoni gay con tanto di 'diritto' all'adozione, vale a dire la distruzione della famiglia naturale, cellula primigenia e fondante della società, metta in guardia i cattolici italiani: se la sinistra torna al governo, l'infezione zapaterista, con tutta la sua devastante carica di laicismo, relativismo e nichilismo, contagerà anche il nostro Paese. Basta vedere la proposta del Pacs, altro nome, più politicamente corretto, del matrimonio gay, come ha chiarito anche il cardinal Ruini.

(...)

Ma come la mettiamo quando si tira in ballo un altro dio?

L'imam della moschea di Centocelle di Roma Samir Khadi è in accordo totale, almeno questa volta, con il Cardinal Martini. Strana coppia...

Un'unione contro natura, ha tuonato l'imam, è senza il minimo rispetto per la religione. L'unico matrimonio è quello tra uomo e donna, che consente il permanere della specie umana. È uno di quei modelli di vita costruiti dall'uomo e che non si adeguano alla natura. Non condivido assolutamente questa legge e questo modo di costruire una famiglia.

A lui si è aggiunto il presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, Adel Smith, che prova Solo ribrezzo davanti a simili provvedimenti... Ogni paese ha diritto a scegliere le leggi adatte alle proprie circostanze, ma chi la pensa diversamente può e deve manifestare il proprio disgusto davanti a ciò che è contro natura e contro tutte le religioni. Una famiglia è ben altra cosa e si costruisce sul pricipio della procreazione. Disgusto.

Più sottile il ragionamento di Clemente Mastella, segretario dell'Udeur che pur avendo grande rispetto per i gay sostiene che però la famiglia per me è la famiglia... sono socratico: la legge se è stata fatta va rispettata. Ma le leggi si possono modificare e questa, secondo me, va modificata". Rispetto?

(...) il consigliere lombardo di AN, Pietro Macconi, ha sentenziato, ripetitivo: Una decisione vergognosa, scandalosa e contraria a tutti i criteri del buon senso e della vita... è la completa mortificazione dei valori naturali di una intera civiltà, europea e cristiana, a cui la cattolicissima Spagna è sempre appartenuta. Siamo alla disintegrazione, al più totale annicchilimento del concetto di famiglia. I progressismi propagandistici del premier Zapatero hanno fatto fare alla Spagna un passo indietro di millenni.

Ce n'è insomma per tutti i gusti.

Perché sono favorevole sia ai matrimoni gay che alle adozioni di figli da parte di coppie omosessuali

Vedi anche: Fonti: Articoli precedenti:

Personalmente sono favorevole alla legge sui matrimoni omosessuali. Penso che ciascuno debba essere libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, se lo fa nel privato della sua casa senza esibizionismi e nel rispetto dei propri partner. Se due persone dello stesso sesso decidono di formare una famiglia, cioè di vivere insieme e rendere comuni i propri destini, trovo del tutto giusto che anche a questo tipo di coppie siano concessi i diritti che hanno le coppie eterosessuali: diritti patrimoniali, diritti di cittadinanza, di residenza, ecc.

Sono favorevole anche all'adozione di figli da parte di coppie omosessuali. E' uno stereotipo, sebbene comprensibile, che i figli adottati da coppie omosessuali rischierebbero di diventare degli sbandati o dei malati. Non c'è alcuna prova oggettiva al riguardo. Credo invece che le coppie di gay, proprio perché sono costituite spesso da persone di livello culturale ed economico superiore alla media, oltre che dotate di spiccata sensibilità, potrebbero allevare ottimamente dei figli adottati, sicuramente molto meglio di tante famiglie «tradizionali», funestate da litigi, ignoranza, intolleranza, perversioni e problemi di ogni tipo. Il fatto che vi siano al mondo milioni di ragazzi drogati, figli di coppie eterosessuali, nonché milioni di ragazzi molestati sessualmente all'interno di coppie eterosessuali, non fa altro che dimostrare che una famiglia «tradizionale» tutto è, oggi, fuorché un baluardo contro il male e i malesseri sociali. Vi sono al mondo un'infinità di bambini abbandonati, costretti a vivere nelle strade, nelle fognature, sui treni e nelle metropolitane: per tutti questi bambini l'adozione da parte di coppie gay sarebbe una salvezza, altro che la distruzione della famiglia di cui vanno cianciando schiere di bacchettoni in giacca e cravatta o in sottana pretesca!

Del resto quest'ondata di indignazione, di cui le reti televisive filogovernative si fanno cassa di risonanza, è ben comprensibile. Pensare che due uomini o due donne possano cominciare una vita insieme come una famiglia qualsiasi, venendo in tale scelta legittimati e ufficializzati addirittura da una legge dello Stato, cozza brutalmente contro la morale tradizionale. Milioni di persone cresciute tra feste di battesimo, prime comunioni, messe e prediche religiose, il sesso vissuto in famiglia come un tabù, con la retorica della Chiesa da una parte e i propri desideri morbosi vissuti in silenzio dall'altra, non sono pronte ad accettare la libertà sessuale e affettiva degli omosessuali.

Ciò che dà veramente fastidio negli anatemi dei moralisti è l'idea che la collettività, anzi la parte bacchettona della collettività, debba decidere della vita e della felicità altrui, degli omosessuali in questo caso, privandoli della possibilità di vivere la vita che desiderano. E' un voler togliere la libertà ad altri che ha come unica giustificazione l'idea che esista una legge naturale, universale e assoluta che proibisca le unioni omosessuali: un principio tutt'altro che scientifico e universalmente condiviso; sicuramente non condiviso dalle vittime predestinate della crociata moralizzatrice.

Quand'è che Gesù ha proibito i matrimoni omossessuali?

Il discorso, dunque, torna al dualismo che avevo analizzato in un precedente articolo: i dogmatici contro i relativisti, quelli che pretendono il sacrificio altrui sulla base di princìpi indimostrati e indimostrabili, e quelli che fanno della libertà di scelta individuale il metro di valutazione privilegiato.

Il dogmatico crede nei suoi princìpi eterni ed assoluti e vuole imporli a tutti. E' per lui perfettamente lecito imporre la rinuncia alla felicità alle coppie gay che desiderano sposarsi, perché il «suo» Dio gli ha detto che sposarsi tra uomini e uomini o tra donne e donne è cosa che non si fa. Mi piacerebbe sapere dove è formulato in concreto questo divieto. Quando penso alla figura di Gesù, così come la ricordo da quel poco che conosco dei Vangeli, penso a un uomo ispirato da amore e tolleranza, lontano dai fanatismi e da manie persecutorie. Penso a un uomo che ha gridato contro l'ipocrisia dei farisei, che ha difeso le prostitute, i deboli e i perdenti. Non mi riesce di immaginare un Gesù impegnato in prediche moralistiche contro gli omosessuali e le lesbiche della sua epoca. Non mi riesce di immaginarlo felice per aver impedito ad altri di essere felici. Sarà colpa del fatto che non ho studiato a fondo la dottrina cattolica e mi è rimasto solo il ricordo dei Vangeli imparati a scuola da bambino...

Le incoerenze del dogmatico

Il confronto, insomma, è tra la libertà di scelta individuale ed il potere vincolante della collettività. In questa continua lotta, il dogmatico non è neppure veramente coerente con se stesso. Infatti quella libertà di scelta e di espressione che pretende di togliere a chi non la pensa come lui, la vuole poi per se stesso quando gli fa comodo averla. Ecco cosa dice infatti quel campione di oscurantismo che risponde al nome di Adel Smith: Solo ribrezzo davanti a simili provvedimenti... Ogni paese ha diritto a scegliere le leggi adatte alle proprie circostanze, ma chi la pensa diversamente può e deve manifestare il proprio disgusto davanti a ciò che è contro natura e contro tutte le religioni. Una famiglia è ben altra cosa e si costruisce sul pricipio della procreazione.

Dunque il concetto di Adel Smith è questo: uno Stato serio non dovrebbe permettere i matrimoni omosessuali, che sono contro natura, ma dovrebbe, e deve, lasciare a lui, Adel Smith, la libertà di pensare e di dire quel che gli pare. Insomma: se il mio desiderio è fare un matrimonio omosessuale, allora niente libertà; se invece il mio desiderio è contestare delle leggi che non mi piacciono, allora piena libertà di espressione! E' il concetto della libertà a comando: quella che non piace ad Adel Smith va cassata, quella che invece gli piace e gli fa comodo va mantenuta...

I dogmatici sono spesso così, forse proprio perché sono dogmatici: non vedono l'incoerenza di accettare, anzi di pretendere, alcune libertà e di rifiutarne altre, che pure hanno il medesimo fondamento e il medesimo diritto di esistere.

Inutile precisare, a questo punto, che sono personalmente contro tutti i dogmatismi e i fanatismi, siano essi di tipo religioso o anche laico. Sono a favore, invece, della libertà di scelta degli individui, purché essa non nuoccia agli altri, e non penso che ciò equivalga ad abbracciare una forma di nichilismo, contrariamente a quanto sostiene Riccardo Pedrizzi di AN, nell'articolo più sopra citato.

La prospettiva storica contro l'imposizione degli assoluti

Gli strenui difensori della cosiddetta «famiglia tradizionale», quella cioè basata sul matrimonio tra uomo e donna e sulla possibilità di procreare dei figli, dimenticano di considerare un fattore decisivo: tutta la storia della specie umana, dai suoi albori ad oggi, è la storia di un progressivo passaggio da forme di organizzazione sociale basate sul potere assoluto e vincolante della collettività sull'individuo a forme di organizzazione sociale in cui l'individuo, come centro di desideri soggettivi e personali nonché creatore di idee e di strumenti, diventa sempre più autonomo dalla collettività e libero di allontanarsi dai modi di essere formalizzati dal costume sociale.

Al dogmatico che difende la concezione tradizionale della famiglia opponendosi strenuamente al nuovo che avanza, dico che è troppo comodo accettare del progresso solo l'automobile sotto casa, l'elettricità, l'acqua corrente fredda e calda, la lavatrice e il frigorifero, il lettore di MP3, l'ascensore per non fare le scale a piedi, le vaccinazioni contro le epidemie, la TV satellitare e il DVD. Il progresso o lo si accetta in blocco o lo si rifiuta in blocco, come fanno gli Amish negli Stati Uniti. Accettare l'automobile e rifiutare il matrimonio gay è da incoerenti e da vigliacchi.

La creatività di alcuni uomini, all'interno di una società che ha favorito la libertà d'iniziativa personale e privata, ha permesso di inventare le automobili e gli aeroplani, che tanta parte hanno oggi nella nostra vita quotidiana. Grazie a quella medesima libertà personale, gli uomini possono oggi coltivare anche i propri eventuali desideri omosessuali e, insieme con quelli, sogni d'amore uguali a quelli dei cosiddetti eterosessuali. Chi siamo noi per impedire a chi nutre simili desideri e inclinazioni di realizzare liberamente la propria felicità? Perché le automobili e gli aerei sì e il matrimonio gay no? Eppure sia i primi che i secondi derivano da quell'unico concetto di libertà e autodeterminazione dell'individuo, che si andato manifestando e rinforzando dal Rinascimento in poi.

La paura, la terribile paura dell'ignoto!

[Foto di bacio pubblico tra tre coppie di omosessuali maschi]
Bacio pubblico tra omosessuali a Bloor Street, Toronto, il 17 luglio 1976 nel corso di una manifestazione di protesta.

Al fondo dell'intolleranza che si manifesta nella crociata moralistica contro le unioni gay legalizzate in Spagna, c'è a mio avviso soprattutto un sentimento di paura. Paura di un mondo sempre più complesso, sempre più difficile da capire, privo di riferimenti fissi e assoluti. Una paura che quelli che io chiamo dogmatici percepiscono benissimo ma negano costantemente, mascherando le proprie insicurezze dietro i proclami arroganti delle loro chiese: Dio vuole questo, Dio vuole quest'altro, questo si può fare, quest'altro invece e proibito, ecc. ecc. Tutto il campionario, insomma, delle regole a priori che i religiosi, con le buone o con le cattive, pretendono di imporre anche a chi quelle regole non condivide. Del resto, se non avessero paura, se non fosse la paura il vero motore delle loro reazioni scandalizzate, non si sognerebbero di frapporre ostacoli ai desideri matrimoniali degli omosessuali.

Sono convinto che la paura del nuovo, dell'inconoscibile destino del mondo, sia la molla profonda dei maggiori sconvolgimenti sociali che funestano la nostra epoca. Il fondamentalismo religioso è la massima espressione di questa paura. Non c'è solo il fondamentalismo dei paesi arabi, quello che pretende l'adozione integrale della legge coranica come fondamento della vita politica delle nazioni e che ricorre al terrorismo per debellare i suoi oppositori. C'è anche un fondamentalismo di marca occidentale. Come si può chiamare se non fondamentalismo la pretesa dei cosiddetti creazionisti di cancellare, o quanto meno di boicottare, la teoria darwiniana dell'evoluzionismo? Come si può chiamare se non fondamentalismo la pretesa degli Stati Uniti di essere i difensori del Bene in una lotta apocalittica contro l'Asse del Male?

Questo nuovo millenarismo è la difesa, tardiva, violenta e rabbiosa dell'ideologia conservatrice, basata sul dogma dell'esistenza di valori assoluti, universali e immutabili.

Di fronte a una scienza sempre più aggressiva nelle sue conquiste, che ci dà oggi i mezzi per modificare il nostro codice genetico e strumenti per diffondere le idee e il sapere con una velocità e una capillarità sconosciute a qualsiasi epoca passata, i conservatori si sentono nudi e indifesi. Si aggrappano a qualsiasi cosa sappia di passato e di tradizione, per cercare di frenare l'onda delle trasformazioni sociali in atto.

Già da tempo la famiglia non è più ciò che i conservatori immaginano

[Foto di due pinguini dello zoo di Bremerhaven]
Alcuni pinguini dello zoo tedesco di Bremerhaven formarono naturalmente coppie gay, nonostante la presenza di femmine.

Il matrimonio gay è la vittima perfetta da immolare sull'altare di questa lotta tesa a contrastare la dissoluzione dei valori tradizionali. Eppure anche i conservatori, religiosi o laici che siano, dovranno ammettere prima o poi che anche la famiglia, come tutto ciò che esiste a questo mondo, è soggetta a trasformazioni; è una realtà mutevole, è una società di umani e cambia nel tempo come tutto ciò che è relativo agli umani.

Se i dogmatici pensassero in prospettiva storica invece che in termini di assoluti, si sarebbero resi conto che già da molti anni la concezione e la natura della famiglia stanno cambiando, in Occidente più rapidamente che altrove. Tutte le statistiche mostrano che il tasso di natalità, nei paesi ricchi, è molto minore che nei paesi poveri. Ciò è controintuitivo: verrebbe da pensare che dove ci sono più soldi ci sono anche più possibilità di fare e allevare figli. Invece è il contrario: chi vive una vita più primitiva, con meno soldi, meno ambizioni personali, meno problemi psicologici, fa anche più figli. Il fatto che i ricchi del pianeta facciano pochi figli sembra quindi una piega evolutiva della storia: non ho la pretesa di possedere la chiave di lettura del fenomeno, ma sono portato a credere che - nei paesi dove c'è più ricchezza e più cultura, più individuo e meno collettività - c'è anche una tensione, per lo più inconscia, a ridurre autonomamente il numero di essere umani sul territorio.

Lo scopo è quello di conservare le ricchezze, il benessere raggiunto. Dato un territorio limitato nella superficie e nelle risorse, aumentare indefinitamente, grazie al saldo attive delle nascite sulle morti, il numero di individui che quel territorio deve sopportare porterà inevitabilmente ad un impoverimento della popolazione residente. Nei paesi dove ci sono grande povertà e grande natalità, l'ancora di salvezza è da sempre l'emigrazione delle nuove generazioni verso paesi più ricchi e meno popolati. Ma dove potrebbero mai emigrare, oggi, gli eventuali figli in sovrannumero degli statunitensi o degli italiani? Non vi sono più paesi spopolati e ricchi di risorse da colonizzare!

Altri fenomeni collaterali rinforzano la precedente interpretazione. Studi medici dimostrano che la fertilità maschile diminuisce di anno in anno, così come cresce il numero degli omosessuali dichiarati. Cresce inoltre il numero delle persone che, pur costituendo coppie eterosessuali, decidono di non avere figli. Sembra, insomma, che le società più ricche cerchino di difendersi da sole dalla sovrappopolazione, riducendo il numero delle nascite.

Il fatto che le nazioni più povere continuino invece ad avere tassi di natalità molto alti rende davvero problematico immaginare con quali risorse queste persone potranno essere, non solo sfamate, ma messe in grado di costruirsi vite dignitose e indipendenti. Purtroppo le risorse del pianeta non sono infinite. La popolazione umana si avvia a raggiungere i sette miliardi di individui. Troppi perché si possa vivere tutti ad un livello di esistenza dignitoso, troppi perché lo spazio e le risorse disponibili bastino per tutti. L'acqua potabile scarseggia, i mari sono già oggi spopolati a causa di una pesca dissennata, le foreste vengono tagliate giorno dopo giorno, l'aria è sempre più inquinata... E' indispensabile che l'uomo capisca che non può moltiplicarsi all'infinito. Altro che crescete e moltiplicatevi! Ripetere oggi quest'invito è da incoscienti. E' assolutamente necessario che nei prossimi decenni si trovi il modo per far diminuire la popolazione mondiale ad un numero di abitanti compatibile con il cosiddetto sviluppo sostenibile. Secondo alcuni questo numero è di circa un miliardo e mezzo di persone, ben al di sotto dei quasi sette miliardi attuali.

Se diminuire la popolazione mondiale è una necessità, a me sembra che la scelta degli omosessuali di sposarsi tra loro sia una manna per questo pianeta sovrappopolato, non una sciagura.

Inoltre il concetto di famiglia sta cambiando anche perché sempre più coppie mostrano di potere e voler scindere l'aspetto affettivo, quello che ha a che fare con l'amore e il mutuo sostegno tra i partner, dall'aspetto meramente sessuale, che ha a che fare con il piacere fisico ed eventualmente con la procreazione. Non si spiegano altrimenti la crescita dei matrimoni bianchi e l'aumento esponenziale del sesso virtuale, consumato via Internet senza alcun contatto fisico con un partner. Insomma, nella famiglia tutto sta cambiando, e lo fa senza chiedere il permesso ai religiosi o ai politici. Sono solo i nostri concetti che ancora non sono adeguati a trattare con ciò che già oggi la famiglia è diventata. E non è detto che quel che sta diventando sia peggio di ciò che era ieri, anzi. Meglio una famiglia in cui i partner, consapevolmente e volontariamente decidono di mettere in comune le loro vite e i loro interessi, sapendo di poter interrompere in qualsiasi momento il cammino comune grazie al divorzio, rispetto alla famiglia di un tempo (che è ancora l'unica famiglia possibile in molte parti del mondo), in cui il matrimonio era combinato dai genitori, il sesso era un obbligo e non un piacere, i figli venivano a cascata, spesso non voluti, e non esisteva un divorzio per porre fine al rapporto, neppure in caso di violenze familiari e gravi incompatibilità.

I sondaggi del Corriere della Sera e di Repubblica

[Foto di due donne ci si baciano]Per fortuna la gente comune in Italia è più tollerante e meno bacchettona dei prelati, dei politici conservatori e della televisione filogovernativa. Quella reazione sdegnata al matrimonio omosessuale, di cui i telegiornali italiani ci danno testimonianza frequente in questi giorni riportando dichiarazioni di preti e di politici, non trova riscontro nelle opinioni dei comuni cittadini, che sono ben lungi dal costituire un blocco monolitico teso a rigettare il matrimonio omosessuale.

Lo dimostrano due sondaggi svolti via Internet dai due principali quotidiani italiani. Il sondaggio del Corriere della Sera, quotidiano che fa capo tradizionalmente alla borghesia evoluta ed è di orientamento prevalentemente conservatore, ha posto ai suoi lettori la seguente domanda: Siete d'accordo con la possibilità del matrimonio omosessuale?. La risposta dei 21.500 votanti è stata equilibrata: il 54% ha risposto "no" ed il 46% ha risposto "sì". Ed il Corriere, giova ripeterlo, non è un giornale di orientamento progressista.

Ancora più chiari i risultati di un analogo sondaggio svolto dal sito di Repubblica.it. La domanda era: Il parlamento spagnolo ha detto sì ai matrimoni gay in Spagna. Siete favorevoli a una legge del genere in Italia? Al momento in cui scrivo i votanti sono stati circa 40.000 ed il risultato vede i "sì" al 68%, i "no" al 30% e i "non so" al 2%. Certo, Repubblica è un giornale che tende a sinistra. Certo, le persone che usano Internet sono - forse - un campione non molto rappresentativo della popolazione italiana complessiva. Eppure, eppure... 61.500 votanti complessivi ci dicono che l'italiano non è poi così contrario al matrimonio omosessuale, anzi.

I risultati di questi sondaggi, a mio parere, destituiscono di fondamento anche ciò che ha dichiarato il presidente del Senato Pera in un articolo apparso su la Repubblica, a proposito dei risultati del recente referendum sulla procreazione assistita. Ha detto Pera: In Italia (...) il pensiero laicista ha imposto un referendum al Paese contro una legge di compromesso approvata dal Parlamento su materie delicatissime come la procreazione assistita e la manipolazione degli embrioni per la ricerca medica. In quel referendum (...) il laicismo è stato sconfitto in modo clamoroso grazie a un'alleanza niente affatto clericale tra la Chiesa, il sentimento profondo dei cittadini e una minoranza di laici non laicisti.

Non è vero niente. I referendum non sono passati perché i quesiti erano troppo difficili e la gente comune non sapeva cosa votare e non ha avuto la voglia, il tempo o la capacità di approfondire adeguatamente la materia.

Essere favorevoli o contrari ai matrimoni tra gay non richiede, invece, profonde conoscenze scientifiche. E' una questione di coscienza sulla quale è molto più facile esprimere un parere. E i sessantamila italiani che hanno partecipato ai sondaggi del Corriere e di Repubblica hanno espresso appunto il loro parere, con una distribuzione numerica che avvantaggia i "sì" piuttosto che i "no". Molto strano, per un paese che ha fatto fallire i referendum sulla procreazione con un'astensione dei tre quarti degli elettori, se fosse vero ciò che Pera ha sostenuto: cioè che i referendum sono falliti per una scelta anti-laicistica degli italiani, invece che per ignoranza della materia e strafottenza, come è molto più probabile che sia accaduto.

Va bene così. Speriamo solo che la nebbia degli assoluti si diradi prima o poi dalla mente dogmatica dei nostri attuali governanti.

Commenti dei lettori

  1. Commento di La pulce d'acqua - 5/7/2005 ore 22,59

    Ma che bella pagina pornografica, piena di maschietti e femminucce che di baciano, persino il velato riferimento agli "uccelli", con i due pinguini, "ritti" sulle loro zampe.

    Ok Michele, sto scherzando e apprezzo ciò che hai scritto, credo di poter condividere la larghissima parte dei tuoi pensieri su questo argomento, ma mi spieghi questa frase, ed in particolare certe parole contenute in essa?

    "Penso che ciascuno debba essere libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, se lo fa nel privato della sua casa senza esibizionismi e nel rispetto dei propri partner." ovvero queste parole in particolare: "se lo fa nel privato della sua casa senza esibizionismi".

    Perché nel privato della casa? Cos'è un velato oscurantismo da parte tua, non me lo sarei aspettato, io credo che volessi dire altro, ma se le tue parole pensate sono propio quelle da te scritte, cade un castello di carte.
    Se sei gay, lo sei anche all'aperto, fuori dalle mura domestiche, se sei gay, hai il diritto di farlo sapere agli altri, non devi nasconderti.
    A me non da fastidio vedere due persone dello stesso sesso che si baciano, o che comunque stanno in atteggiamento amoroso.
    Ovvio, non che "trombino", passami il termine, in mezzo alla strada, ciò non mi piace neppure se lo fanno coppie etero, e questo credo, solo perché io non lo farei.
    Riguardo poi all'esibizionismo, se ti riferisci a manifestazioni come il Gay Pride, sappi che le approvo in pieno, perché chi sa leggerle, capisce bene che l'esibizione è per mettere alla berlina, proprio chi crede che i Gay siano anche "checche", passami il termine, chi ha capito non ha bisogno di spiegazioni.

    Marco, che forse ha un neurone gay pure lui.
  2. Commento di sofia - 6/7/2005 ore 0,01

    Il matrimonio gay mette in crisi perché evidenzia la natura contrattuale e culturale del vincolo: in questo senso mina la sacralità del matrimonio ed evidenzia che invece altro non è che il sovrapporsi di norme economico-assistenziali all'attrazione sessuale.
    Questo piace poco e non solo ai cattolici.
    Non piace nemmeno a me, e non perché gay, ma perché matrimonio. Credo che ciascuna coppia dovrebbe trovare la formula del suo proprio contratto. Bisognerebbe fare questa fatica e questo pensiero in un'ottica di consapevolezza... dirsi cosa si vuole e cosa no, a cosa ci si impegna e a cosa no. E poi davvero impegnarsi (entrambi) a far funzionare la cosa.

    Il matrimonio (gay o no) non aiuta per nulla questo tipo di percorso.
    La gente si sposa ed e' convinta che la felicità sia compresa nel prezzo perché non si chiede mai cosa vuol dire sposarsi con quella determinata persona. Ma le regole non sono mai uguali per tutti.


  3. Commento di Michele Diodati - 6/7/2005 ore 0,03

    Caro Marco, anzi Pulce d'acqua :-)
    innanzitutto una precisazione: i due pinguini della foto non rappresentano affatto un simbolo fallico. Nella fretta ho messo la didascalia della foto solo come testo alternativo, ma comunque eccola qui: I pinguini dello zoo tedesco di Bremerhaven formarono naturalmente coppie gay, nonostante la presenza di femmine.
    Quei pinguini, insomma, stanno lì a simboleggiare che l'omosessualità non è contro natura, non è una deviazione o una perversione, ma una delle opzioni che la natura stessa mette a disposizione dei viventi, e che, sotto certe condizioni, gli animali stessi la praticano di loro spontanea volontà.

    Eccomi ora alla tua richiesta di chiarimenti a proposito di questo brano: Penso che ciascuno debba essere libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, se lo fa nel privato della sua casa senza esibizionismi e nel rispetto dei propri partner.

    Non per caso parlavo di sessualità e non di semplici scambi di affettuosità. Penso che avere comportamenti sessuali troppo espliciti in pubblico sia una forma di invadenza e di mancanza di rispetto verso le persone circostanti, che possono rimanere imbarazzate anche se le effusioni sono fatte da "normali" coppie eterosessuali. Ciò è tanto più vero nelle culture mediorientali, dove la separazione tra i sessi è rigidissima. Gli omosessuali, per il fatto di essere tuttora discriminati e non accettati da larghe fette della popolazione, dovrebbero stare ancora più attenti - per il loro stesso interesse - a non urtare il comune senso del pudore con atteggiamenti esibizionistici: mi riferisco ad atteggiamenti in cui gli scambi di affettuosità travalicano il limite del buon gusto e di ciò che è lecito fare in pubblico senza che appaia manifesta l'intenzione di arrecare di proposito fastidio ai passanti.

    Da tali considerazioni escludo il gay pride: si tratta di una parata, di una sorta di carnevale la cui intenzione è ben chiara e dichiarata fin dall'inizio. Ben venga dunque lì l'esibizionismo, circoscritto com'è a una situazione "istituzionale". Nessuno è obbligato a parteciparvi, chi lo detesta stia a casa propria. A me sinceramente non dà alcun fastidio e non biasimo né chi vi partecipa né chi vi si astiene.

    Ciao,
    Michele

  4. Commento di La pulce d'acqua - 10/7/2005 ore 21,29

    Michele: sui pinguini ero sicuro della loro "onestà", ma dai la battuta, in quanto tale, ci stava tutta.

    Per il resto, non è che io anelo a incontri pubblici, ma certo che se il comune senso del pudore, dovrebbe avere la predominanza sulla gestione del libero arbitrio di una coppia, allora saremmo all'assurdo.
    Certo che due uomini o due donne che si baciano, fanno effetto, almeno in quelle persone che pudicamente, certe cose non le farebbero, no, no.
    Ma persone "normali", accettano scambi di effusioni amorevoli, sia da coppie etero che da coppie omosessuali, almeno per me è così. E non sto parlando di sesso ;-)
    Non mi imbarazzano due uomini o due donne che se ne stanno teneramente accoccolati, anzi mi fanno tenerezza, perché sono persone che si vogliono bene.

    Sulla questione di Sofia invece, non sono affatto daccordo; primo perché questo stato "laico", impone regole anche alle cosidette coppie di fatto, regole che non comprendono l'omosessualità.
    Poi perché il matrimonio non è solo un vincolo civile/religioso, ma una conquista di pari diritti e dignità, negarlo vorrebbe dire negare questi diritti.
    Per esempio di poter avere dei figli e iscriverli in una scuola, di poter ereditare il patrimonio di famiglia, dato che famiglia non è.
    E ho tirato fuori solo due argomenti terra, terra, che però sono prepotenti in questa civiltà della (in)tolleranza.

    Marco.
  5. Commento di Michele Diodati - 10/7/2005 ore 23,05

    E' vero, Marco, non c'è un comune senso del pudore relativo alle affettuosità che si possono scambiare degli omosessuali in pubblico, perché ancora oggi per troppe persone anche il semplice tenersi per mano da parte di due uomini è considerato un comportamento disdicevole.

    Personalmente non mi dà alcun fastidio se due persone dello stesso sesso o di sesso diverso si scambiano affettuosità in pubblico come baci o carezze. Mi dà fastidio, invece, l'esibizionismo: cioè l'ostentare i propri comportamenti affettivi proprio perché diano fastidio ai presenti. L'esibizionismo mi sta sulle scatole in tutti i casi, eterosessuali compresi. Ma non pretendo di farne una regola generale: è solo la mia particolare concezione della riservatezza.

    Ciao,
    Michele
  6. Commento di La pulce d'acqua - 11/7/2005 ore 22,38

    Concordo in questo tuo pensiero, però un bel paio di pantaloni a vita bassa ... ok come al solito una simpatica battuta per chiudere.

    Marco.
  7. Commento di sofia - 20/7/2005 ore 12,14

    La pulce d'acqua dice che "... il matrimonio non è solo un vincolo civile/religioso, ma una conquista di pari diritti e dignità, negarlo vorrebbe dire negare questi diritti.
    Per esempio di poter avere dei figli e iscriverli in una scuola, di poter ereditare il patrimonio di famiglia, dato che famiglia non è."

    Vorrei rassicurarti sul fatto che per fare figli (e anche per iscriverli a scuola, per vaccinarli, per portarli all'estero...) non è necessario essere sposati.
    Quanto all'eredità, questa dipende dal fatto che il padre riconosca i figli o meno.
    Non c'è bisogno di essere sposati per dire che quel figlio è tuo.
    Se è tuo figlio ha tutti i diritti di un figlio. Fortunatamente la legge non fa distinzione.

    Infine io non sono contraria ad un contratto, ma solo a che questo contratto sia standard, uguale e imposto a tutti.

    A mio avviso avrebbe più valore, morale e sentimentale, un contratto studiato e specifico per ciascuna coppia.
    Costringerebbe a pensarci sopra ed eliminerebbe il romanticume che a mio avviso è uno dei mali delle nostre relazioni amorose e familiari.
  8. Commento di La pulce d'acqua - 2/8/2005 ore 19,52

    No Sofia, mi riferivo al fatto, che se sei omosessuale, ovvero se non sei sposato con una persona dell'altro sesso, non puoi adottare figli.

    Mi riferivo all'adozione con quel "non puoi avere figli".
    E' implicito che puoi avere figli anche da non sposato, come è persino implicito che un omosessuale possa avere figli.
    Ma non tutti gli omosessuali hanno o vogliono un figlio biologico; solo che quello è ancora l'unico modo legale per averlo, e se non sei eterosessuale è un problema.

    E se sei omosessuale e senza figli, non puoi averne in nessun altro modo che col "vecchio metodo", sempre che la cosa funzioni, ovvio.

    M.
  9. Commento di sergio ballo - 16/7/2006 ore 14,12

    sono d'accordo. sergio
  10. Commento di Gentleman (Morris) - 16/8/2006 ore 21,50

    Salve Michele,
    ho letto con interesse il tuo articolo.
    Ti chiedo se mi autorizzi a pubblicarlo integralmente, sia nel mio portale amatoriale "www.gayguy.it - "La Voce del Rispetto - Sardegna Gay" che nel blog "Papa Boys!? Ajo!!!" (http://papaboysajo.splinder.com/)
    In attesa di un Tuo riscontro
    Ringrazio Anticipatamente
    AugurandoTi/Vi Buon Proseguimento di Nottata e Giornata prossima

    Con Simpatia e Rispetto
    Gentleman (Morris)
    P.S.: ovviamente precisando sia l'autore dell'articolo che il vostro portale. Ancora complimenti!
  11. Commento di Michele Diodati - 17/8/2006 ore 8,00

    Salve Gentleman Morris,
    grazie per i complimenti. Ti autorizzo senz'altro a ripubblicare il mio articolo sui siti che hai indicato.

    Un saluto e a presto,
    Michele Diodati
  12. Commento di Gentleman (Morris) - 17/8/2006 ore 22,04

    Salve Michele,
    ho pubblicato il tuo articolo (url: http://www.gayguy.it/matrimoni_omosessuali.htm ).
    Non sono un esperto di codici HTML, tutto quanto vedrai è frutto della mia fantasia
    (sbagliando imparo). Avendo fatto l'artistico, questo mi agevola un tantino; tempo permettendo, lo aggiorno e inserisco nuove pagine e/o sezioni; interamente amatoriale e senza grandi pretese. Lo gestisco quasi interamente da solo, quando può mi da una mano il Mio Compagno Danny, che per ora ha cose più urgenti da fare visto che si trova immerso con i libri per prepararsi la tesi di laurea, dunque prima il dovere e poi il piacere.
    Ho apprezzato molto il Vostro portale web, oltre che per i contenuti anche per la sua ottima navigabilità e veste grafica. Spero un giorno di realizzarlo simile al vostro.
    Entro questo mese dovrei riuscire a mettere in linea una sezione dedicata ai "siti web
    Amici", portali che pur non trattando in modo esplicito le tematiche omosessuali, li riteniamo importanti; questi verranno suddivisi in categorie. In attesa, ho deciso di linkare il vostro sito nella home page www.gayguy.it
    Con la speranza di poter in futuro avere con Voi, collaborazioni, consigli, critiche,
    Rinnovo Saluti e Ringraziamenti a Te e a tutto lo Staff de "il Pesa-Nervi.org".

    Buon Proseguimento di Serata e Giornata Prossima

    Con Simpatia e Rispetto
    Gentleman (Morris)
    e-mail: morris@gayguy.it
  13. Commento di Michele Diodati - 19/8/2006 ore 17,21

    Ciao Gentleman,
    sono contento che tu abbia apprezzato la navigabilità del Pesa-Nervi. In effetti ho fatto ogni sforzo, nella progettazione del sito, per rendere la navigazione veloce e accessibile.

    In bocca al lupo per il tuo sito. Puoi considerare il Pesa-Nervi certamente tra i siti amici, nel senso di un sito dove troverai sempre articoli che cercano di affrontare qualsiasi argomento senza pregiudizi.

    A risentirci presto!
    Michele
  14. Commento di Serafino - 31/1/2007 ore 13,13

    La causa e la troppa pretesa delle donne di avere una superefficienza dei propri maschi, da nerbo ramo di Quercia nodoso, come qUELLA MOGLIE ROMANA CHE HA DATO ALL'INSAPOUTA DI LUI DUE VIAGRA ED HA FATTO AVERE L'INFARTO, PERCHE' AGOGNAVA AD UN BEL RAPPORTO MAGNIFICO. HO CAPITO LE RAGIONI MA NON SEMPRE SI PUO' AVERE LA LUNA....DICO VOGLIO LA LUNA ED ESSA ARRIVA.. DEBBONO COMINCIARE AD ACCONTENTARSI E NON FARE PARAGONI CON GLI ALTRI ATTREZZI... E FIGURATI SE SI VA AD UNA MOSTRA EQuina.. che battute ci escono.. per esperienza vissuta diretta--.. che devi solo litigare....
    troppo offensive poi se non si è subito superman...........E' un argomento da trattare bene al pubblico altrimenti si vive di illusioni e ci si prende in giro.. Ovvero. una trasmisisone. come le donne giudicano sessualmente i lolro partner.. che sono molto piu' violente del giudizio del maschio......
  15. Commento di Claudio - 13/6/2008 ore 22,23

    Penso che gli omosessuali italiani debbano svegliarsi, alzare la testa e pretendere dallo Stato al quale appartengono riconoscimento e diritti a gran voce (non bastano i gay pride che sono sempre utili ma non certo sufficienti per sperare di ottenere diritti negati). Basta, occorre uscire allo scoperto ed essere finalmente consapevoli che vergogne e timori appartengono al passato. La determinazione di ciascun soggetto omosessuale deve scaturire dalla consapevolezza di vivere (purtroppo!)in un paese retrogrado che schiaccia ed umilia pesantemente le diversità di genere, al contrario del resto del mondo occidentale più avanzato che tutela queste minoranze. Solo in Italia si assiste a forme medioevali di razzismo sessuale così eclatanti. Sarebbe auspicabile la formazione di specifiche lobby omosessuali a tutela dell'intera categoria a prescindere dalla fede politica di ciascuno. Questo Paese è governato da lobby clericovaticane ed i risultati per i cittadini gay sono sotto gli occhi di tutti.
  16. Commento di Alessio Mameli - 28/6/2008 ore 13,07

    Questo commento lunghissimo è la somma dei commenti che ho inviato al blog di Simone Spiga, cagliaritano militante di AN, che si è posto contro il manifesto del Movimento Omosessuale Sardo (www.movimentomosessualesardo.org) .


    Caro Simone,
    ti faccio notare :

    1) L'omosessualità è un orientamento sessuale presente in natura in tutte le specie animali. Gli scienziati non sanno bene quale sia il motivo della sua esistenza in natura:

    a) la mia opinione è che la natura limiti il potenziale demografico di una specie aumentando il tasso di omosessualità, per evitare
    che la popolazione diventi troppo numerosa

    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071009072859AA5qJsd

    http://it.wikipedia.org/wiki/Cause_dell'omosessualit%C3%A0


    b) è stato però riscontrato che spesso i gay hanno parenti donne
    più fertili rispetto al normale; quindi l'omosessualità farebbe parte
    di un pool genico che incentiva la natalità... le donne che hanno
    geni che provocano l'omosessualità, ma non ne hanno abbastanza
    per essere omosessuali loro stesse, fanno più figli di quelle
    che non hanno quei geni...

    Eccoti dei link in merito:

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/
    La_conservazione_evolutiva_dell_omosessualita/1332379

    http://www.google.com/search?q=geni+dell%27omosessualit%
    C3%A0%2C+aumento+della+fecondit%C3%A0+femminile&rls
    =com.microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&
    sourceid=ie7&rlz=1I7GZAZ

    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=200806
    19064308AAPV04D

    Posto che la Natura e la Realtà sono la stessa cosa e che quindi nulla
    che esista può essere contronatura (altrimenti non esisterebbe affatto),
    quando i conservatori dicono che l'omosessualità è contronatura lo fanno
    intendendo dire che è contro una morale che veda nella riproduzione
    l'unico scopo del sesso. E quando la Chiesa parla di "natura umana"
    in realtà vuol dire "morale cattolica"; difatti non siamo fatti con lo stampino
    e di nature umane ne esistono quanti sono gli esseri umani nel Mondo.

    Riguardo all'omosessualità essa è presente anche in altri animali:

    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_
    19/natura_animali
    _omosex_25953a6e-25a7-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml

    http://www.ibs.it/code/9788889490440/trasatti-filippo/
    contro-natura-omosessualita.html

    2)Lo stato dovrebbe difendere le minoranze discriminate. Estendere
    il matrimonio civile anche alle coppie omosessuali, non inficia in nulla
    il valore e la liceità e la fattibilità del matrimonio civile delle coppie
    eterosessuali, che potranno continuare tranquillamente a sposarsi
    e magari, se vogliono, fare dei figli come se nulla fosse cambiato.

    Infatti nulla cambierebbe: si tratterebbe solo della presa d'atto da parte
    dello Stato che esistono anche altre coppie. In quanto al matrimonio
    civile, andrebbe scollegato del tutto dal matrimonio religioso:
    io ne cambierei anche la demoninazione in "Unione Civile"; la si potrebbe
    sciogliere anche uniliteralmente e in pochi mesi (non certo i tre anni attuali);
    il matrimonio civile è l'istituzione con cui una coppia si fa riconoscere diritti
    e doveri dallo Stato, ma non fonda di per se la famiglia; la famiglia si fonda
    sull'amore ed esiste già con la coppia. Può crescere con l'avvento della prole.

    L'art.31 della cost. prescrive che lo Stato debba aiutare le famiglie
    che hanno figli e sono in difficoltà: questo però lo fa male e poco
    e non certo per colpa di noi omosessuali.

    3)In quanto al fatto che l'omosessualità sia una scelta, sei fuori strada:
    l'omosessualità non si sceglie esattamente come non si sceglie
    l'eterosessualità o la bisessualità o l'asessualità.
    L'unica scelta possibile è tra accettare o rifiutare la propria omosessualità.

    Ci sono persone omosessuali che non si accettano e che preferiscono
    una relazione eterosessuale, anche se non piace loro, solo perchè
    così si sentono a posto con i dettami della morale della loro religione
    o del loro gruppo familiare; io non mi azzardo a criticare queste persone:
    hanno fatto una scelta che non condivido perchè si comportano in modo
    falso, ma comumque sono liberi di fare ciò che vogliono; ciò che non
    mi aggrada affatto è che si spacci questa scelta come "guarigione"
    dall'omosessualità, come si può leggere in vari siti:

    http://www.agapo.net
    http://www.narth.com

    E guarda questo sito cattolico integralita le boiate che dice:
    http://www.acquaviva2000.com/OMOSESSUALITA/
    Omosessualit%C3%A0.htm

    La cosidetta terapia riparativa dell'omosessualità in realtà è solo
    un lavaggio del cervello che induce chi è omosessuale a un
    comportamento eterosessuale che non gli è naturale.


    http://www.google.com/search?q=terapia+riparativa&rls=com.
    microsoft:*:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid
    =ie7&rlz=1I7GZAZ
    L'omosessualità non è una malattia ma solo un orientamento sessuale
    (la pedofilia è invece una parafilia: riguarda eterosessuali come omosessuali
    e consiste nell'attrazione verso bambini prepuberi... l'attrazione verso adolescenti
    si chiama più propriamente efebofilia ed è causa di confusione tra omosessualità,
    della quale è una forma, e pedofilia ... ma in genere chi è attratto da persone
    puberi anche minorenni, non è attratto dai bambini in senso stretto).

    http://cadavrexquis.typepad.com/cadavrexquis/2006/02/
    francis_m_mondi.html

    http://www.gionata.org/chiese-e-omosessualit-/documenti/
    noi-omosessuali-cristiani-e-la-nostra-chiesa.html

    http://operazioneverita.splinder.com/tag/orientamento+sessuale

    http://adolescenza.dberardi.it/Tesi/3.Orientamento_sessuale
    _e_omosessualita.htm

    4)L'omosessualità non si contraddistingue per gli atti sessuali, che sono simili
    a quelli degli eterosessuali (i quali, se vogliono possono anche praticare sesso
    orale e anale); non è materialmente possibile un vero rapporto sessuale
    tra persone dello stesso sesso, ma comunque ciò non sminuisce l'omosessualità
    in se: si tratta di amore o, almeno, di attrazione, tra due persone.
    Fa parte della Natura che una piccola percentuale della popolazione
    delle specie animali (nell'uomo circa il 10%) sia attratta da persone
    del loro stesso sesso.

    5)L'omosessualità è innata e non è acquisibile; dire che un manifesto che raffigura due uomini che si baciano imponga l'omosessualità come modello è una cavolata; ma secondo voi se uno è eterosessuale diventa omosessuale solo perchè vede due uomini o due donne baciarsi? è cosi fragile la vostra eterosessualità?

    ------
    Se la chiesa e voi fascisti e conservatori non vi foste messi contro l'estensione
    del matrimonio civile e anche contro il riconoscimento giuridico della coppie
    non sposate, nonchè contro la legge antidiscriminazioni (che forse sta arrivando,
    per fortuna... ma ce n'è voluta) forse non ci sarebbe bisogno di simili provocazioni.

    In ogni caso è grave che a te faccia schifo un atto d'amore tra due persone,
    ancorchè dello stesso sesso. Ed è ancora più riprovevole che voi conservatori
    continuiate a diffondere pregiudizi come:
    1) l'omosessualità è una scelta immorale e contro natura,
    non un orientamento sessuale insito in natura.
    2) l'omosessualità non deve essere imposta (ma come si può imporre
    l'omosessualità in una persona eterosessuale? me lo spieghi?):
    quindi va temuta nascosta ( ti invito a leggerti questo articolo http://www.ilmondodigalamay.ilcannocchiale.it/post/1951522.html )
    3) il sesso ha come unico scopo la pocreazione
    4) le coppie omosessuali non hanno alcuna utilità sociale,
    dato che non procreano, e non si possono far vedere, in quano tali, in pubblico.


    Io ho un amico gay che ha portato il suo fidanzato al Poetto.
    Si sono abbracciati e coccolati e sbaciucchiati a lungo, sbattendosene
    di che cosa potesse pensare la gente attorno. Del resto fanno così
    anche le coppie eterosessuali. Che cosa avresti detto tu? che era una provocazione?


    Riguardo al manifesto, io ne avrei fatto uno più onnicomprensivo con tre coppie,
    una gay, una lesbica e una etero, che si baciano appassionatamente.
    A seguire lo slogan: "liberi di essere ciò che siamo! liberi di amare chi amiamo!".


    Sono stato in Germania per 6 mesi, a Kassel, grazie all'Erasmus;
    alla stazione centrale di Wuppertal ho visto una coppia gay baciarsi
    indisturbata in mezzo alla banchina. Nessuno ha avuto di che recriminare.
    Non so che cosa avresti fatto tu se li avessi visti... o se vedessi una coppia
    gay baciarsi così al bastione o in via Garibaldi.
    ----
    Non c'è nulla di ideologico (almeno non nell'accezione che usi tu dell'aggettivo)
    in una foto che raffigura due uomini che si baciano: è la rappresentazione
    di una parte della realtà; il problema è solo che a voi non piace.

    Ideologico semmai è non volere ammettere che l'omosessualità
    non è tanto fare le porcate (come mi ha rinfacciato mio fratello...
    siete in buona compagnia) ma semmai avere una relazione sentimentale
    con una persona del proprio stesso sesso. Questa relazione si presenta
    esattamente come una relazione eterosessuale (fatto salvo che non
    ci possono essere veri rapporti sessuali, per ovvie ragioni)
    e ha l'amore suo fondamento: amore fine a se stesso.

    Quei gay che hanno avuto da ridire su quel manifesto
    (che tra'altro io non ho ancora visto... ma in quale parte è di via Diaz?)
    sicuramente non si farebbero mai vedere in giro con il loro compagno...
    esattamente come voi volete che tutti i gay facciano! e invece no!!!
    io invito tutte le coppie gay a uscire allo scoperto!!! un sit-in, anche
    non autorizzato, in almeno una piazza di Cagliari (magari Piazza Carmine)
    con tanti baci in pubblico... baci gay e lesbici insieme con baci etero,
    nelle stesse piazze dove liberamente "sfranellano"
    le coppie eterosessuali!

    Voi ragionate così: "non ho nulla contro gli omosessuali, basta
    che non si facciano vedere..." un ragionamento simile a quello
    del ministro degli interni britannico, il quale ha detto
    che gli omosessuali iraniani non rischiano la pena di morte
    se vivono discretamente (cioè nascosti e guardinghi e magari
    anche soli) la propria omosessualità.

    Cari saluti

    Alessio Mameli

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  4/7/2005 alle ore 17,17.

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