Il Pesa-Nervi

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No, penso a dei critici con la barba».

Una grande e buona notizia: il Parlamento europeo boccia i brevetti software

Il Parlamento Europeo rigetta a grande maggioranza la direttiva sulla brevettabilità del software.

Cito di seguito l'annuncio che è possibile leggere sul sito del Parlamento Europeo. Sembra dunque che la vicenda abbia avuto una conclusione positiva, a dispetto della pressione esercitata dalle grandi case produttrici di software. Resta da vedere se l'Europa dei 25 riuscirà a dotarsi di una politica comune nella gestione dei problemi di brevettabilità dei programmi informatici. Per ora portiamo a casa questa buona notizia, che va a vantaggio della riutilizzabilità del codice dei programmi e a danno dei grandi interessi delle multinazionali del software. Per una volta, forse, hanno vinto i buoni...

Il Parlamento «cancella» la direttiva sulla brevettabilità dei software

Michel ROCARD (PSE, FR)
Relazione relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici
Doc.: A6-0207/2005
Procedura: Codecisione, seconda lettura
Dibattito: 5.7.2005
Votazione: 6.7.2005

Il Parlamento ha respinto a grandissima maggioranza - 648 voti favorevoli, 14 contrari e 18 astensioni - la posizione comune del Consiglio sulla controversa proposta di direttiva sulla brevettabilità dei software. L'Aula ha salutato l'esito della votazione con un lungo applauso. Si tratta della prima volta nella storia che il Parlamento respinge una proposta legislativa in seconda lettura della procedura di codecisione. In precedenza, tuttavia, i deputati hanno respinto cinque proposte in terza lettura, in Plenaria o in comitato di conciliazione.

Prima di procedere alla votazione, il relatore Michel ROCARD (PSE, FR) aveva preso la parola per annunciare la molto probabile reiezione della posizione comune del Consiglio dovuta, non tanto alla convergenza di vedute dei deputati, quanto al fatto che i diversi «schieramenti» presenti in Parlamento preferiscono la reiezione all'adozione degli emendamenti presentati dai gruppi avversari.

Il relatore ha anche colto l'occasione per esprimere la forte disapprovazione sull'atteggiamento, definito «scandaloso», tenuto dalla Commissione e dal Consiglio nei confronti del Parlamento nella gestione di tale questione. Disprezzo e anche sarcasmo sulla posizione espressa dai deputati in prima lettura, assenza di consultazione e tentativi di impedire il dialogo tra i governi, sono i principali addebiti rivolti all'Esecutivo. Il relatore ha poi affermato che anche il Consiglio ha grandi responsabilità e che «la reiezione gli servirà da lezione».

Sul merito, il deputato ha sottolineato la necessità di approfondire il dibattito in quanto la normativa «non è matura» e, in ogni caso, la reiezione sarà un chiaro messaggio all'ufficio europeo dei brevetti con il quale il Parlamento afferma la sua opposizione alla brevettabilità dei software.

Dopo la votazione, Hans-Gert POETTERING (PPE/DE, DE) è intervenuto per ricordare che la Commissione aveva annunciato la sua indisponibilità a presentare una nuova proposta in caso di reiezione. Tuttavia, ha aggiunto, l'Accordo interistituzionale siglato prevede che la Commissione debba prendere iniziative qualora il Parlamento lo chiedesse. Il deputato ha quindi concluso dicendosi certo che questa richiesta sarà presentata.

Monica FRASSONI (Verdi/ALE, IT) ha tenuto a precisare che non è automatico che il Parlamento richieda all'Esecutivo una nuova proposta che, ha detto, rischia anche di essere molto simile a quella precedente.

A nome della Commissione, Benita FERRERO-WALDNER ha affermato di rispettare il diritto democratico del Parlamento di respingere la posizione comune. Tuttavia, ha sottolineato che gli uffici nazionali dei brevetti continueranno a rilasciare brevetti al di fuori di un quadro armonizzato e senza la possibilità di controllo della Corte di Giustizia. L'Esecutivo, ha aggiunto, intavolerà delle discussioni con le commissioni parlamentari competenti e ripresenterà una proposta qualora ciò venga richiesto. La commissaria ha concluso sostenendo che il futuro brevetto comunitario «è nella mani del Consiglio» che sta valutando una serie di opzioni percorribili.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Giorgio Beltrammi - 6/7/2005 ore 18,58

    Penso che si a una gran bella notizia, ma come hai scritto tu, bisognerebbe dare dimostrazione di coerenza e fermezza.

    Chissà che non si possa parlare un giorno di Accessibilità condivisa a livello europeo.

    Ciao Ciao :-)
  2. Commento di La pulce d'acqua - 7/7/2005 ore 19,25

    Giusto in tema con ciò che ha detto Giorgio, ecco le considerazioni di Lucio Stanca:

    Il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ha espresso "rammarico" per la bocciatura della Direttiva sulla brevettabilità del software da parte del Parlamento europeo, "in quanto l'Europa aveva ed ha bisogno di un quadro certo di norme su questo fronte". Al tempo stesso il ministro ha però rilevato che "è meglio nessuna direttiva piuttosto di una insoddisfacente".


    Tutto il testo completo

    Non capisco: è così difficile comprendere che i brevetti possono solo ostacolare il lavoro di chi, come noi, non abbia la possibilità di contrastare non dico Big Blue, ma neppure la più piccola software house casalinga?
    Quante Lobby ci sono dietro le dichiarazioni di Stanca?

    Marco.
  3. Commento di Michele Diodati - 8/7/2005 ore 0,18

    A giudicare dalla dichiarazione che hai riportato, dietro Stanca sembrano esserci molte lobby... Tuttavia credo che la questione dei brevetti sia veramente molto complessa e non la si possa liquidare con considerazioni rapide, senza conoscere approfonditamente tutte le implicazioni. E' certo che la proprietà intellettuale merita di essere difesa. Il problema sta nel trovare i giusti limiti a questa difesa: occorre garantire chi innova e, allo stesso tempo, non costringere chi riusa il software ad un girone infernale di pagamenti di diritti. Non è facile.

    Ciao,
    Michele
  4. Commento di La pulce d'acqua - 11/7/2005 ore 22,56

    Non conosco così bene Stanca, non so neppure cosa gli hanno raccontato o cosa lui realmente pensi di tutta questa faccenda.

    Però, nessuno ha mai detto di voler disconoscere diritti e podesta del proprio operato.
    Una cosa è riconoscere la paternità di un'opera ed un'altra brevettarla, fino al limite che nessuno possa più, non solo modificarla, ma neppure migliorarla o addirittura reinventarla, senza pagare succose royalty al detentore del brevetto.

    Tanto per citare: Microsoft ha tentato a più riprese di brevettare la parola Windows, non c'è riuscita fin'ora, ma ci riprova ogni tanto, sperando di trovare un ufficio brevetti disattento e al limite compiacente.
    Però nel frattempo ha brevettato la clessidra, ovvero l'iconcina con la clessidra girevole che appare sul desktop quando sei in attesa del lancio di un programma.
    Di rimando Apple ha brevettato l'orologino che ha la stessa funzione.
    GNOME che usava l'orologino, ora usa una ruotina, molto carina a mio dire, ma che non è ne clessidra e ne orologio.

    Vuoi davvero che si arrivi a questo?
    Nessuno toglie la paternità agli inventori di quei semplici simboli, ma perché brevettarli.
    Ed è solo uno stupido esempio.

    M.
  5. Commento di Michele Diodati - 11/7/2005 ore 23,12

    Vuoi davvero che si arrivi a questo?
    Nessuno toglie la paternità agli inventori di quei semplici simboli, ma perché brevettarli.

    Non voglio affatto che si arrivi a questo. Bisogna trovare un equilibrio tra i diritti di paternità dei legittimi autori e la conservazione di un adeguato spazio di manovra per chi lavora nello stesso campo del software. Ripeto: non si tratta di un problema semplice.

    Venendo al tuo esempio, la clessidra è un elemento di riconoscibilità del SO Windows. Che non si possa usare una clessidra qualsiasi in altri sistemi operativi senza pagare dei diritti mi sembra un assurdo (e spero che non sia così). Che però la clessidra specifica di Windows, con quella grafica e quella rotazione particolari, venga protetta, questo mi sembra giusto.

    Ciao,
    Michele

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  6/7/2005 alle ore 16,54.

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