Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La Madonna dei cellulari

L'ennesimo caso di credulità popolare: ad Acerra, presso Napoli, la gente giura che una statua della Madonna si muove.

Alle Madonne piangenti ci eravamo ormai abituati. Ci mancavano le Madonne semoventi. Il Corriere della Sera ci aiuta a colmare la lacuna, aiutandoci anche a trovare un nome per questo nuovo fenomeno: lo chiameremo la Madonna dei cellulari...

[Immagine tratta dal servizio del TG1 sulla Madonna dei cellulari]
La Madonna dei cellulari di Acerra nel servizio del TG1 delle 13,30

ACERRA (Napoli) - Ormai sono diventate migliaia i fedeli in processione davanti alla chiesa di San Pietro ad Acerra. All'interno della basilica c'è una statua di marmo raffigurante una vergine, e da alcuni giorni sempre più abitanti della cittadina alle porte di Napoli sono convinti che la statua si muova. Lo giurano in tanti, a cominciare da un gruppo di donne che qualche giorno fa ha notato un cambiamento nell'immagine della Vergine mentre stavano facendo le pulizie in chiesa. C'è chi dice che la statua abbia mosso le ginocchia, chi sostiene che il velo che copre la Madonna, anch'esso scolpito in marmo, abbia cambiato le pieghe. Quel che è certo è che sta diventando un fenomeno collettivo. I fedeli gridano al miracolo e per dare forza alla loro convinzione scattano continuamente foto, soprattutto con i cellulari, in modo da poter documentare gli «spostamenti» della statua.

Quello che mi dà sommamente fastidio della credulità popolare che s'innesca in questi casi è la mancanza di senso critico: c'è come una «sete di miracolo» nelle persone che si affollano intorno a madonne piangenti e semoventi, una sete che si alimenta di suggestioni reciproche e di tanta immaginazione.

[Una donna in atteggiamento da fedele di fronte alla Madonna dei cellulari]
Il volto inequivocabile della fede

Di fenomeni inspiegabili ed inspiegati il mondo è pieno. Siamo ben lungi dal sapere tutto e la scienza stessa brancola nel buio riguardo a molti argomenti. Tuttavia tra il dire non so perché sia accaduta la tal cosa e il gridare al miracolo c'è un grosso salto logico. La credulità popolare non si accontenta di fare il salto logico, affermando il miracolo dove o non c'è nulla o c'è la sola ignoranza delle cause; no, fa di più: attribuisce di solito l'evento ad una precisa entità del suo pantheon di riferimento, con la quale, evidentemente, ha canali di comunicazione privilegiati... San Pio, la Madonna, San Gennaro, l'elenco è praticamente infinito.

E' sorprendente vedere la velocità con cui s'appicca l'incendio della credulità: dal passaparola dei fedeli alla chiesa gremita, dagli scatti coi cellulari agli articoli sul Corriere della Sera e ai servizi dei principali telegiornali nazionali il passo è brevissimo. Schiere di persone inginocchiate a sgranare rosari, con gli occhi circonfusi di emozione, comunicano a chi guarda foto e servizi televisivi l'impressione dell'avvenimento, la sensazione che lì possa davvero essere accaduto un miracolo.

In tutto ciò è pessimo, come sempre, il ruolo dei telegiornali: si limitano, come il TG5 delle 13 e il TG1 delle 13,30, a rendere conto del fatto di cronaca, avvertendo che, come da copione, le gerarchie religiose prendono le distanze dalla tesi del miracolo. Perché - mi chiedo sempre in casi simili - non cogliere l'occasione per far seguire al servizio che innalza la credulità a notizia un corrispondente servizio con l'intervista ad uno scienziato o a uno psicologo, che tentino di spiegare con parole semplici che c'è anche un modo diverso, più razionale, di porsi di fronte a simili fenomeni (o non fenomeni)? Perché la par condicio deve esistere - quando esiste - solo in politica e non anche in ciò che coinvolge l'approccio delle persone alla realtà?

Segue didascalia.
Persone in adorazione davanti ad una macchia d'umidità in un sottopassaggio di Chicago

La credulità è dannosa. E' una malattia da scarso sviluppo dell'intelletto e della conoscenza. E' l'anticamera delle truffe e la vera ricchezza su cui basano il proprio potere i dittatori, populisti per eccellenza. La credulità è l'esatto opposto della mentalità scientifica: mentre lo scienziato si preoccupa di ricercare fatti reali che spieghino altri fatti, di creare esperimenti controllati che rispondano in modo certo e ripetibile alle proprie domande, il credulone si affretta a dare l'impossibile per vero, accontentandosi di non-spiegazioni: il «miracolo» è infatti per definizione una non spiegazione, dal momento che rimanda la causa di un fatto vero (una guarigione inspiegabile) o presunto (una statua che si muove) a enti soprannaturali, la cui azione sfugge e sfuggirà sempre a qualsiasi possibilità di accertamento.

Piace anche ai creduloni poter disporre di automobili, di aerei con cui girare il mondo, della tecnologia necessaria a ricevere un trapianto salvavita di cuore o di reni; piace anche a loro disporre di telefonini, di acqua corrente nelle case, di elettricità con cui far funzionare televisori, frigoriferi, forni a microonde e computer. Il credulone utilizza parassitariamente i prodotti della scienza e della tecnologia, ma vive in un altro mondo: un mondo magico in cui le madonne si muovono, piangono, si manifestano come macchie di umidità su un muro o addirittura - perché no? - stampano i loro lineamenti su un tramezzino ammuffito, messo all'asta su E-bay! Il credulone è l'arma perennemente innescata dei potenti e dei furbi e viene utilizzato senza risparmio: tanto, per uno che muore, centomila altri sono pronti a prendere il suo posto. Cosa sono, infatti, se non creduloni, tutti quelli che danno per indiscutibilmente vere le promesse di paradiso con cui vengono "assunti" per farsi esplodere come bombe umane?

[Una donna mostra un tramezzino ammuffito in una teca.]
La Madonna del tramezzino

Oggi più che mai abbiamo bisogno di intelligenza e di persone intelligenti; abbiamo bisogno di diffondere cultura e metodo scientifico, e di farlo fin dai primi anni di scuola e tramite ogni mezzo di comunicazione. Televisioni e giornali hanno una grande responsabilità: è ora di smetterla di limitarsi a fare da cassa di risonanza ai furbi-potenti; è ora di capire che c'è un modo più etico e utile di fare informazione. Sono stufo di oroscopi, di lotto e di lotterie di Stato. Voglio che almeno la TV pubblica la smetta di buttare i miei soldi in reality show che umiliano l'intelligenza e cominci a fare informazione vera: a smascherare i venditori di fumo, a mandare in onda nei momenti di massimo ascolto interviste a scienziati che spieghino alla gente che le statue, sia pure di San Pio o della Madonna, non piangono e non si muovono.

Il credulone, da ignorante qual è, mentre crede con tutta l'anima ai suoi «miracoli» da quattro soldi, degni di prestigiatori di serie C, è per altro cieco di fronte alla vera magia del mondo. E' cieco di fronte alla complessità meravigliosa dell'universo, è cieco di fronte alla bellezza, dovunque essa si manifesti: in un fiore, in una poesia, nell'armonia di un corpo in movimento, in un'antica statua. Ed infatti non c'è nessuno disposto quanto il credulone a distruggere in cambio di nulla (si veda il caso dei millenari Buddha di Bamiyan) la bellezza e la complessità del mondo...

Se desideriamo davvero sconfiggere il terrorismo, bisogna capire che i principali nemici da combattere sono l'ignoranza, la credulità e le asserzioni dogmatiche, che hanno solidissime radici anche nelle nostre troppo enfatizzate democrazie.

Commenti dei lettori

  1. Commento di sofia - 25/7/2005 ore 19,33

    Quello che trovo straordinario in questi fenomeni di religiosità deviante è la scarsa stima della divinità che ne emerge.

    E' una divinità narcisista ed esibizionista che si compiace di apparire in luoghi strani (come un muro bagnato o un tramezzino marcio) e si diverte, in generale, di "far colpo sui paesani" facendo lacrimare statue e ondeggiare drappeggi di marmo, quando ci sarebbero cose ben più necessarie da fare, se proprio si vuole intervenire dall'alto...

    Come è possibile credere a questo tipo di dio?

    Questo e' il vero mistero, per me...

  2. Commento di Michele Diodati - 25/7/2005 ore 23,31

    Come è possibile credere a questo tipo di dio?

    Tieni presente che non sono passati troppi secoli da quando i paesi si combattevano a colpi di reliquie: un dito di qui, una falange di là, un tarso da una parte, una tibia dall'altra... Si sono combattute guerre per le reliquie e sono stati dati nomi a paesi e città in onore dei santi a cui sono state asportate. Vedi per esempio la storia di San Gimignano:

    S.Geminiano accomuna nella devozione due città lontane fra di loro come Modena e San Gimignano la famosa città turrita in provincia di Siena, dove viene conservata una sua reliquia arrivata in Toscana già nel 1106, data in cui a Modena venne traslata la salma del Patrono nella nuova sede del Duomo. In quell'occasione la sorveglianza dei modenesi non fu così severa e un sacerdote di Centotorri (così si chiamava la città di San Gimignano) si narra che fosse riuscito a sottrarre un dito, trafugandolo, della mano del santo modenese. Dito che poi portò con sé nella cittadina toscana dove venne collocato nella chiesa di S.Maria Assunta e divenne oggetto di devozione degli abitanti. La presenza della reliquia fece sì che il nome del paese diventasse San Gimignano e il patrono di Modena venne accomunato nel culto ai precedenti patroni, S.Fina e S.Bartolo.

    E vogliamo parlare della mano di Sant'Ubaldo?

    Ma senza bisogno di tornare indietro nei secoli, si venerano e si cercano ancora oggi reliquie di santi morti meno di ottant'anni fa:

    Il prezioso reliquiario, che contiene una falange del dito del piede di S.Giuseppe Moscati, è stato esposto dal 10 al 17 febbraio in diverse parrocchie cittadine, ha visitato i malati all'Ospedale Umberto I e nella Clinica Villa Rizzo".

    Non è e non sarà facile liberarsi da questo retaggio di credulità popolare. Purtroppo i veri eretici, ancora oggi, sono gli scienziati e quelli che credono nella scienza...

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  25/7/2005 alle ore 17,15.

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