Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Intervista a Daniele Luttazzi

La trascrizione di un'intervista rilasciata da Daniele Luttazzi a Radio Popolare di Milano il 9 febbraio 2005.

Il testo seguente è una trascrizione realizzata da Elisabetta Corazza, basata sull'audio di un'intervista rilasciata da Daniele Luttazzi a Radio Popolare di Milano il 9 febbraio 2005. Lo scopo della trascrizione è rendere disponibile il testo anche ai lettori non udenti o comunque impossibilitati ad ascoltare direttamente l'audio dell'intervista.

RADIO POPOLARE DI MILANO: Ad aprile fanno tre anni che Berlusconi da Sofia disse: Via Biagi, Santoro e Luttazzi dalla Rai.

DANIELE LUTTAZZI: Sì perché avevamo fatto un uso "criminoso" del mezzo pubblico pagato coi soldi degli italiani, e io all'epoca dissi, proprio perché tutti gli italiani pagano il canone, non è giusto che per la Rai decida una persona sola, e cioè Berlusconi. Io credo nella democrazia, nella libertà di espressione; Berlusconi non ci crede. E' un monopolista, cerca il controllo, come tutte le destre reazionarie nel mondo, vediamo Bush cosa sta facendo: sta utilizzando il pretesto della guerra al terrorismo (che si è inventato lui e sta alimentando lui con la sua guerra criminale in Iraq) per controllare, ovviamente, la vita di milioni di cittadini. Fai caso: noi ci stiamo abituando alle lunghe file ai check-in agli aeroporti, per esempio, non è una cosa normale. Poi, chi stabilirà quando l'emergenza finirà? Bush? Che l'ha generata? Quindi è pazzesca questa cosa. E' uno stato di cose che non mi piace molto. Ora, la satira, così come l'informazione ricorda i fatti, la satira commenta dei fatti accaduti. Ora, questo è il motivo per cui, in questo momento c'è chi, in Rai, e penso a Del Noce, direttore di Rai 1, ha teorizzato che la satira non fa parte dei piani editoriali della Rai, il che vuol dire che: la libertà di espressione, non fa parte dei piani editoriali della Rai e quindi c'è da allarmarsi. La satira è un punto di vista e un po' di memoria, quindi da fastidio perché ricorda un fatto, inoltre da fastidio perché, il punto di vista dell'autore satirico, che è quello che scatena la risata, fondamentalmente, consente allo spettatore, all'ascoltatore, di mettere in prospettiva il fatto stesso e quindi di comprenderlo. Siamo, come sai, immersi da una valanga di informazioni, che è un altro modo, in realtà per disinformare. La gente non ha i criteri per giudicare le notizie e per valutarle. L'autore satirico questo lavoro lo fa prima, e quindi, grazie ai suoi punti di vista, ti da un quadro completo della situazione e ti consente poi di valutare i fatti che, da quel momento in poi, accadranno. Una volta che tu, tramite i tuoi spettacoli satirici (parlo del mio caso, per esempio: Bollito misto con mostarda, il mio ultimo monologo), ricordi il piano piduista e vedi l'applicazione pratica che questo governo fa di questo piano, addirittura il maxi emendamento dell'ordinamento giudiziario, è preso pari pari, nella sua formulazione, con la separazione delle carriere, etc, dal piano di Licio Gelli; e ricordi che è trent'anni che lo stanno portando avanti, e ci stanno quasi arrivando; e una volta che questo emendamento (che Ciampi ha rimandato alle Camere perché, ovviamente, è anti-costituzionale), verrà approvato "di forza", come tutte le leggi vergogna di questo governo, a quel punto, si avrà "tecnicamente" il regime. Io, tre anni fa, per l'allontanamento che avevamo subito io, Biagi e Santoro, dissi: Siamo in un regime; e all'epoca dissero: Oh! no. Non si può esagerare! Ma è ovvio che si tratta di "regime mediatico", nel senso che non ti mandano alconfino a Ventotene, ci mancherebbe, però certo ti esiliano dall'agorà catodica, dalla televisione, che è il modo con cui, la maggior parte degli italiani, in questo momento, si informa.

RP: Questo esilio per te come ha funzionato? Cioè, da quel diktat, nessuno ti ha più chiamato? Tu dalla Rai non hai più sentito nessuno?

DL: Non solo, non è questo. Io non è che aspetto che la Rai mi chiami, io mi propongo pubblicamente.

RP: e l'hai fatto.

DL: certo. E dopo di che, loro ti dicono: Non ci interessa, vuol dire che non gli interessa avere un programma televisivo che alle undici di sera, su Rai 2, faceva il 25% di share. Sono degli share che loro si sognano in questo momento: con 7 milioni e mezzo di ascoltatori. E' ovvio che c'è il teatro. Non in tutte le regioni. Perché ci sono regioni, come ad esempio la Lombardia, dove i distributori teatrali sono filo-berlusconiani, per cui non puoi arrivare in Lombardia, se non tramite dei piccoli escamotage, per esempio: a Milano non c'è una sala teatrale, perché l'unica sala possibile è il Parenti, ma è in ristrutturazione quest'anno, e quindi andrò a San Donato Milanese. Questo faccio. Mi capita in diverse zone di affittare, da solo, delle sale teatrali, perché, improvvisamente, il teatro comunale non da più la disponibilità, e penso a Livorno, per esempio, o a una sala a Roma, dove era stata stabilità già una settimana di repliche, che improvvisamente ha detto: No, dobbiamo ristrutturare, ok, benissimo, mi affitterò l'auditorium... E' una cosa normale di questi tempi, diciamo, si ha paura che la gente senta punti di vista diversi, e la cosa grave dell'epoca, dell'epurazione bulgara, era che era puro maccartismo. Ora, è facile, lamentarsi del maccartismo americano degli anni '50, cioè l'esclusione delle persone in base alle loro idee, specie le idee politiche, nessuno fa nulla però per il maccartismo italiano. Berlusconi è un bieco maccartista, ed è terribile che la sinistra subisca le sue crociate, le sue violenze. Un altro argomento tipico delle destre, un argomento veramente bastardo, è che in fondo gli autori satirici devono quasi ringraziare Berlusconi, perché avrebbe fatto loro un favore visto che, adesso, i teatri sono pieni. Ora, a parte che Paolo Rossi, Sabina Guzzanti e Corrado Guzzanti non hanno certo avuto bisogno di Berlusconi per riempire i teatri, li riempivamo già prima. Bisogna ricordare che, il danno economico oltre che morale, ovviamente, subito dalla censura berlusconiana è enorme. Tutti noi guadagneremmo miliardi, e quindi molto molto di più di quello che guadagnamo adesso, se continuassimo a lavorare in televisione, come fanno quelli che ci lavorano adesso, cioè facendo finta di niente. E' troppo comodo. Ed in realtà l'argomento qual è, nella sua realtà? E' questo: Berlusconi ti carica di botte, la gente si accorge del sopruso, e quindi parteggia per te, e a questo punto Berlusconi dice: Devi ringraziare me, perché è grazie alle mie botte che loro parteggiano per te. Cioè, devi anche ringraziare dopo che ti da le botte...invece deve essere chiaro il quadro di riferimento: Berlusconi è una persona molto violenta e, il suo governo, è un governo eversivo, perché sta attuando i piani della P2, che era una loggia eversiva.

RP: Senti, a Celentano hanno chiesto i testi, nel suo programma, a te neanche questo, non sono arrivati neanche a leggere la bozza?

DL: Come sai, all'epoca, c'era il direttore di Rai 2 che era un genio della televisione, che era Carlo Freccero, la regola per un programma satirico è che un programma satirico deve essere libero di esprimere punti di vista, non bisogna aver paura dei punti di vista; inoltre Carlo Freccero è anche un teorico della televisione e applica le sue teorie in maniera "applicabile", perché adesso gli hanno impedito di farlo...ci vuole un certo attrito nei programmi televisivi, cioè bisogna che le opinioni vengano messe a confronto e questo è garanzia di libertà di espressione, e Freccero e anche Zaccaria (che all'epoca era presidente della Rai), lo ha garantito, per quanto è stato possibile, anche con Satyricon, quando sono cominciate ad arrivare le polemiche, sin dalla prima puntata, anche in maniera pretestuosa, dicendo: Luttazzi è volgare, ecc..., in realtà si adontavano per i monologhi iniziali, che prendevano di mira sia la destra che la sinistra: le battute più feroci io, all'epoca, le avevo su Rutelli, perché non dimentichiamo che Berlusconi ha vinto, ma contro Rutelli. Se avesse corso da solo, forse avrebbe perso, ma aveva contro Rutelli...rendiamoci conto... ok?

RP: Senti che programma vorresti fare adesso in Rai, se te ne fosse data la possibilità?

DL: E' quello che dico sempre, propongo sempre di fare un programma quotidiano di 5 minuti, come «Il fatto» di Biagi, però satirico. Cioè di commento, con battute, battute vere, battute satiriche sui fatti appena ascoltati, magari, al telegiornale, sui fatti della giornata. Avremmo un audience enorme, stando anche agli ultimi dati. L'ultima volta che sono andato in televisione era da Baudo, quando mi chiamò per parlare della censura, in un programma sui cinquantanni della tv italiana, un programma dove la Rai mi ha censurato parecchio: nel senso che in un'intervista di 10 minuti, hanno tagliato 5 minuti, tutte le battute satiriche le hanno tolte praticamente. Baudo era al mio fianco con un campanaccio, questo era l'accordo, e avrebbe suonato il campanaccio nel caso la battuta fosse stata eccessiva secondo i suoi gusti. Nel programma messo in onda si vede che non suona mai la campana, perché quando la suonava, e la suonava violentemente, in realtà è stato tagliato...

RP: in compenso hanno «suonato» Baudo però...

DL: sì, e anche in questo, vedi, lui si è messo subito a fare la vittima, in realtà non può fare la vittima, perché lui è vittima del sistema che lui ha foraggiato per tanti anni: è troppo comodo lamentarsi dopo quando subisci tu, quando poi, in realtà, non fai nulla perché la censura non accada quando hai i tuoi ospiti. L'ideale sarebbe adesso per me partecipare a programmi televisivi dove ognuno può esprimere le sue opinioni, ma programmi in diretta, perché ho visto come fanno: ti tagliano, e non va bene. E' incredibile la facilità con cui, anche funzionari semplici, decidono di deturpare il tuo pensiero, semplicemente perché temono che, in alto loco, non possa essere gradito. E' una cosa molto triste ma, dal mio punto di vista, anche molto entusiasmante, perché sono tempi difficili che però ti rendono necessario un esame di coscienza quotidiano e la frequentazione di amici giusti con i quali elaborare strategie e riconfermarti nelle tue idee, perché è importante, credo, la comunità è importante, non a caso le destre stanno distruggendo il senso di comunità di questo nostro paese.

RP: Senti, questo programma di 5 minuti di cui ci accennavi, l'hai già proposto?

DL: Lo propongo continuamente, pubblicamente, in tutte le interviste...

RP: ma alla Rai?

DL: all'epoca di Satyricon. Subito dopo la censura [dissi]: Io vorrei fare questo programma, [risposta] Non ci interessa. E adesso lo dico pubblicamente, continuamente lo faccio, da tre anni a questa parte: in un paese dove c'è una libera concorrenza, parlavo prima che Berlusconi è monopolista, dove c'è una libera concorrenza, se un personaggio televisivo che fa questo tipo di audience, dicevo prima di Baudo: il suo programma faceva l'8%, come compaio io è schizzato l'auditel al 20%, ed è rimasto lì per tutta la durata dell'intervista (questo è il dato che volevo ricordare), nel momento in cui questo capita, è ovvio che un'emittente televisiva si attiva, dice: ok. Le televisioni vogliono fare audience, questo vogliono fare. Qui siamo al paradosso: gente che fa audience, che veramente sarebbe molto vantaggiosa per la Rai, viene esclusa dalla televisione. In questo modo si fa un ulteriore favore a Mediaset, questo non viene mai ricordato, gli uomini di Berlusconi che sono in Rai, in questo modo, cassando certi personaggi televisivi, penso a Biagi, Santoro, Paolo Rossi, ai Guzzanti, etc, favoriscono Mediaset, ulteriormente.

RP: tu a Mediaset ci hai pensato? Vorresti lavorarci?

DL: Io ci lavorai, come si ricorderà, a Mai dire gol, per 2 anni, e poi a Barracuda che era un proto Satyricon fino al 97, e secondo me si pone adesso un problema deontologico enorme degli autori comici satirici di sinistra che continuano a lavorare nelle reti Mediaset, per un semplice motivo: la discesa in campo di Berlusconi trasforma ogni sua azienda in macchina di propaganda, Berlusconi stesso lo fa sovente quando cita gli attacchi satirici che secondo lui riceverebbe da programmi in onda sulle sue reti, in realtà fino alla mia intervista a Marco Travaglio, qualcuno poteva ancora dire: Beh, in fondo di Berlusconi cosa si può dire?, non dimentichiamoci che, fino al '99, Berlusconi in un'intervista poteva dire: Di All Iberian, giuro sulla testa dei miei figli che non so nulla, all'epoca nessuno sapeva niente perché i processi erano appena cominciati, quindi cosa si sapeva? Due anni dopo, cominciano i processi e David Mills, l'avvocato d'affari inglese che creò il sistema All Iberian, disse: No, i soldi per All Iberian, cioè il sistema di società off-shore con cui Berlusconi si è vantato di aver eluso le tasse per anni (se ne è vantato pubblicamente), questo sistema di società riceve i soldi dalla Silvio Berlusconi finanziaria in Lussemburgo. Adesso noi sappiamo, date anche le sentenze su Cesare Previti: 5 anni e 11 anni per aver corrotto giudici, corruzione che ha consentito a Berlusconi di avere la Mondadori prima e di bloccare la vendita dello Sme, procedimento in base al quale lui dovrebbe ricevere una medaglia, ha dichiarato sovente e anche nell'ultima conferenza di fine anno, e nessun giornalista si è alzato a dire: Mi scusi, ma in base alla mancata vendita della Sme, caro Berlusconi, l'Imi, cioè lo Stato, cioè noi, abbiamo perso 1000 miliardi, non se ne vergogna? Andrebbe fatta questa seconda domandina, no? Perché non c'è mai il contraddittorio: lui può sparlare e fare i suoi monologhi, ma i fatti esistono. L'altra sentenza è quella di Dell'utri, all'epoca si scatenò il delirio, all'epoca di Satyricon, perché io intervistai un giornalista, all'epoca sconosciuto, Marco Travaglio, perché aveva appena scritto un libro, che appunto era L'odore dei soldi , dove raccontava quello che stava emergendo, per esempio, nei processi a Palermo su Dell'utri, fatti che stavano emergendo, in base a questi fatti Dell'utri, a novembre, è stato condannato a 9 anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa, perché è risultato che Dell'utri faceva da cerniera tra la mafia e la Fininvest, ora questo è scritto nella sentenza, non è l'opinione di un autore satirico o di un giornalista, un giornalista che sta facendo il suo lavoro, che sta informando di quello che sta accadendo in questo paese. Bene, per questo motivo, il potente di turno ti arriva con delle querele da miliardi, ed è un modo per, ovviamente, metterti la mordacchia perché, come parte la querela, a quel punto tu sei sotto schiaffo, nessuno ti fa più parlare di queste cose, perché è arrivata la querela. Bisognerebbe riformare la legge sulla diffamazione perché è un modo con cui, da tre anni a qusta parte, i potenti di turno, mettono la mordacchia alla libera informazione. Io proporrei un piccolo codicillo: tu puoi querelarmi per la cifra che vuoi (Berlusconi mi ha querelato per 20 miliardi, Fininvest per 5 miliardi, Mediaset per 5 miliardi, Forza Italia per 11 mliardi), però poi, se perdi il processo, quei soldi li dai tu a me. Io credo ci penserebbero due volte prima di sparacchiare le cifre grosse per far vedere quanto sono spavaldi e gradassi, sono dei vigliacchi in realtà. Berlusconi ha un patrimonio personale di 40.000 miliardi, ed è ovvio che a lui, un processo in più, un processo in meno, non fa ne caldo ne freddo, lui ha 98 avvocati a libro paga, per adesso ha centinaia di milioni da pagare ogni anno in avvocati, sono schifosi ma insomma...il tempo è galantuomo.

RP: Tu hai detto che da Fabio Fazio non ci vai per proteggerlo. Ci spieghi questa cosa?

DL: Molto semplicemente perché mi rendo conto, quando ho visto Fabio Fazio alle prese con alcuni ospiti, penso a Michele Santoro ma anche a Battiato, che non appena un interlocutore esprime un'opinione personale piuttosto forte, in contrasto col main-stream, con l'opinione corrente attuale, quella governativa, automaticamente Fabio prende come le distanze, si rivolge ai dirigenti e a Michele Santoro ha detto: Anche su questo io con Michele non sono d'accordo, lo dice in maniera ironica, però intanto lo dice. L'ironia è il suo stile, ok perfetto, il problema è che, come ha detto Battiato, gli ha replicato: E' una mia opinione, certo, sono adulto, ed esprimo opinioni ovviamente, non bisogna temere le opinioni. Ora io capisco il tipo di controllo che evidentemente subisce, altrimenti Fabio non farebbe queste cose, e quindi voglio evitargli delle sorprese, voglio evitare la scena di lui che prende le distanze da quello che dico, non voglio che succeda insomma. Io penso che il pubblico da casa sia un pubblico di adulti, e mi rivolgo ad un pubblico adulto, Berlusconi pensa che il pubblico a casa sia un pubblico di undicenni, lo ha raccomandato ai suoi candidati alle ultime elezioni e ha vinto, poi, fra l'altro, con questa strategia, per cui credo che magari l'Ulivo, alle prossime elezioni, dovrà usare slogan più semplici tipo: Vota Ulivo perché Berlusconi ti ruba tutti i giocattoli... cose di questo genere, magari funzionano.

RP: Secondo te chi le vince le prossime elezioni?

DL: Io mi auguro che Berlusconi vada a casa, ovviamente, non posso però fare pronostici, perché mi sembra che il centro-sinistra faccia di tutto per perdere anche le prossime: non è possibile confondere così gli elettori. C'è una guerra mediatica in atto, in Italia, oltre che politica ed economica, molto forte. Occorre sapere come comportarsi in una guerra mediatica, non è possibile subire continuamente la cornice che Berlusconi sta imponendo al discorso pubblico. E' un discorso di framing, ed è giusto sapere che queste tecniche sono tecniche di marketing, che Berlusconi ha studiato e conosce alla perfezione. La sinistra è impreparata su questo, ed è drammatico, perché, realmente, rischi di perdere pur avendo la ragione dalla tua parte, perché dall'altra parte si è più efficaci nella comunicazione. In questi 3 anni di governo Berlusconi sentiamo spesso dire: Va beh, se non c'è Berlusconi poi chi mettiamo?, un momento, un momento, ci sono differenze enormi, cioè il suo principale collaboratore, Marcello Dell'utri, fondatore di Forza Italia, già presidente di Publitalia è stato condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è una cosa gravissima e nessuno chiama in causa Berlusconi per questa vicenda, è una cosa gravissima, idem per Cesare Previti per la corruzione. Berlusconi viene prosciolto perché il reato risulta prescritto, oppure gli si consentono le attenuanti generiche, ok, ogni volta la sua fedina penale risulta pulita, ma è già il settimo reato che lui commette e che il reato viene prescritto per attenuanti generiche, perché l' Italia è l'unico paese al mondo in cui, apparentemente, essere il capo del governo è un'attenuante generica e non un aumento di responsabilità. E' una cosa gravissima anche questa, quindi ci sono diverse storture che in questo paese stiamo accettando e che non vanno bene, non fanno parte di un tessuto democratico.

RP: Senti, a proposito di centro sinistra, in questi giorni l'opposizione sta tentando, in vigilanza Rai di sfiduciare il CdA di viale Mazzini...

DL: Sì, ma anche questa qui, è una situazione anomala che ovviamente il governo non ha interesse a cambiare, e il centro sinistra, l'opposizione, sì, fa sentire la voce dell'ottimo Giulietti, ogni tanto, qualcuno in commissione di vigilanza, però niente si muove. Non è possibile che niente si muova. Qui bisogna fare le barricate, altro che non demonizzare Berlusconi, qui bisogna fare le barricate, non è possibile questa cosa. Lì c'è un CdA che è illegittimo, anche in base alla legge Gasparri, che loro stessi hanno approvato, eppure tutto va vanti così. In questo momento l'informazione pubblica televisiva, non è libera proprio perché non c'è, come dire, un equilibrio nei controlli. In questo momento è il governo che controlla che tutto quanto funzioni. Ma scusate, è ridicola questa cosa.

RP: Tra le altre cose, anche da parte della società civile, quando ci fu: Via Biagi, Santoro, Luttazzi, dalla Rai, girotondi...

DL: No, perdonami. Non fecero i girotondi nell'immediato. Si aspettò diverso tempo, sì, diverso tempo. E questo la dice lunga anche sul vantaggio che Berlusconi ha e le distanze che lui riesce ad avere, perché è molto più rapido, e sa perfettamente qual è il posto da occupare. Non bisogna dimenticare quando fece la campagna: «Vietato vietare», all'epoca, uno slogan magnifico, inventato da Costanzo, «Vietato vietare», ma in realtà è uno slogan micidiale, perché quello che loro stavano facendo era un sopruso, in base alle leggi dell'epoca. Però Berlusconi, all'epoca, diceva, fra i suoi argomenti, la televisione in fondo non è così importante. E gli altri ci hanno creduto. La televisione è importantissima, ovviamente, specie di questi tempi: tu sei l'unico speaker, nella piazza mediatica, ed è ovvio che, a un certo punto, la gente comincia ad avere idee sbagliate su quello che sta accadendo. Berlusconi è una persona molto violenta, è una persona eversiva, e dall'altra parte, si dice: Non bisogna demonizzarlo. E caspita! Io ho visto un depliant, ieri, in allegato all'Unità, dove lo slogan è: La tua impresa più importante: la tua famiglia, ora già nello slogan si accetta il frame di riferimento di Berlusconi, quando mai Togliatti parlava di impresa? Non ha senso.

RP: Di chi era il depliant?

DL: Il depliant era dei DS. E si parla del lavoro, dei problemi del lavoro. Berlusconi in questi tre anni ha cancellato i diritti dei lavoratori. E non succede niente. Sembra che sia nella logica delle cose: sta cambiando il post-fordismo. No signori, qui c'è un governo reazionario che sta cancellando i diritti dei lavoratori. E li ha cancellati. Ok, si pensa, per favorire l'economia. Ma chi lo ha stabilito? Io ho visto un documento di Porto Alegre, pubblicato su Il Manifesto l'altro giorno, entusiasmante, l'ho messo subito anche sul mio sito, eccetera, Saramago, Galeano, Ramonet, e altri: un altro mondo è possibile, e tu vedi che la logica che le banche mondiali cercano di imporre al mondo, in realtà può essere tranquillamente sfiduciata e rovesciata con pratiche di tipo diverso. Un altro mondo è possibile, e va detto. Tu vedi questo depliant che, a un certo punto, dice: conosciamo i problemi della maggior parte delle persone, i problemi del lavoro, il problema dell'asilo nido che non è vicino a casa, tu ti immagini, Togliatti, che dice: il problema dell'asilo nido che non è vicino a casa? Non ha senso. Lì cosa vedi all'opera? Dei sondaggisti, che dicono: abbiamo chiesto alle signore cosa vogliono, l'asilo vicino a casa, ah! Mettiamo il problema. Non ha senso questa cosa. Poi, nella parte iniziale di questo depliant c'è sempre la descrizione dello sfascio attuale, questo governo ha sfasciato il paese, e subito dopo la frase: A me non interessa dire di chi è la colpa di tutto ciò, questo è Fassino, questa è una frase disumana, dal mio punto di vista, perché, se tu ti accorgi di una stortura, la prima cosa che pensi, come essere umano, è: di chi è la colpa? Sua. E indichi di chi è la colpa. Quindi qui di nuovo entra in gioco l'ufficio marketing che dice: non demonizziamo Berlusconi. Questa è una frase disumana, è una frase astratta, non ha senso. Quando uno fa politica si incazza quando vede delle storture. Ed è quello che bisogna fare:incazziamoci. C'è un governo fascista, lo stiamo subendo, non ha senso.

RP: Torno un secondo sulla Rai e chiudiamo, la guardi?

DL: Sono abbonato alla Rai, perché secondo me è un dovere dei cittadini italiani, abbonarsi alla Rai. Perché in realtà non bisogna dimenticare che è un canone Rai-Mediaset, nel senso che è un canone sull'apparecchio. Anche qui è un frame che Berlusconi dice: voi pagate il canone alla Rai, è vero che la Rai si gode i soldi del canone, ma in realtà è una tassa sull'apparecchio, e quindi anche Mediaset si gode i frutti di questo canone, indirettamente. La Rai non la guardo, se non saltuariamente, il TG3, mi informo tramite internet, in questo momento, che è una voce molto più libera, a volte sono più informato sull'Italia leggendo i giornali stranieri. E questo la dice lunga, stiamo tornando a Radio Londra. E' tristissima questa cosa. Non posso vedere programmi biecamente propagandistici, guardo certe puntate di Porta a Porta, guardo certe puntate del programma nuovo di Moncalvo, perché mi interessa vedere le dinamiche, vedere i vari attori in scena, recitare la loro parte, sono sempre ottimi spunti per riflettere e poi magari inventarsi monologhi e capire meglio la realtà che ci circonda. Non so se avete visto la puntata strappalacrime coi parenti di Mussolini a Porta a Porta, Mussolini di Rivombrosa, e lì c'è una parte del mio spettacolo, mezz'ora su questa cosa, perché è una deriva politica-sociale ma una deriva anche culturale, stiamo tornando a Dio, Patria e Famiglia. Oppure la puntata, sempre di Porta a Porta, dove si spiegavano i tagli delle tasse, per il Governo c'erano Brunetta e La russa, per l'opposizione c'erano Bersani e Letta, a un certo punto Vespa illustra i tagli delle tasse nella proposta del centro destra con una tabella, e la proposta del centro sinistra con un'altra tabella, a un certo punto chi illustra la proposta del centro sinistra per il taglio delle tasse? La russa, che spiega la proposta del centro sinistra, Bersani a un certo punto si accorge che qualcosa non va, e dice: un momento! Fra l'altro la nostra tabella risulta svantaggiosa, dice Bersani, perché non avete messo le riduzioni, quindi è una tabella taroccata...Vespa sbianca dice: me ne accorgo solamente ora. Poi risulta, nel piccolo battibecco che, la tabella chi gliel'ha data a Vespa? Brunetta, cioè il tecnico del governo. Cioè la tabella dell'Ulivo gliel'ha data Brunetta. Ora, io è tre anni che dico: non andate in questi programmi, date un segno, loro continuano ad andarci, poi si indignano, questo è il minimo che può capitare, questa è bieca propaganda, il tg1 di Mimun, sembra il tg della tv rumena sotto Ceausescu, allora, hanno mostrato Berlusconi, questo esempio è emblematico, che parlava all'assemblea dell'ONU, era mezzogiorno, l'assemblea era deserta, cosa fanno? Si vede Berlusconi che parla e poi, l'assemblea dell'ONU, stracolma di gente che applaude, ma chi? Kofi Annan, era un altro filmato, hanno taroccato la notizia, questo è grave. All'estero, per molto meno, ti cacciano dall'ordine dei giornalisti, da noi ti fanno direttore del TG1. Questo è un fatto, non un'opinione, è un fatto. E' triste questa cosa.

RP: Ultima domanda: ce l'hai un CdA della Rai dei tuoi sogni? Cinque nomi.

DL: No, non è nel mio genere di pensieri, io cerco di capire cosa sta capitando, cerco di commentare...mi piacerebbe veramente un CdA che in realtà fosse talmente illuminato da riportare la situazione a quello che era prima che Berlusconi decidesse di scendere in politica, perché, comunque, c'era più democrazia.

Articolo di Elisabetta Corazza pubblicato il  7/4/2005 alle ore 15,23.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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