Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La vicenda di Sabina Guzzanti vista dalla stampa britannica

«The Independent» dedica un lungo articolo al film documentario di Sabina Guzzanti «Viva Zapatero!», presentato di recente al festival di Venezia.

Benché i principali telegiornali italiani abbiano dato ampio spazio nei giorni scorsi ai fatti da Venezia, ai vari film in concorso e ai personaggi del festival, attori e registi, ho avuto l'impressione - diciamo così - che il grande successo di critica ottenuto da Viva Zapatero!, il film-documentario di Sabina Guzzanti (ben 12 minuti di standing ovation finale), sia passato invece completamente sotto silenzio. Forse è colpa mia che non seguo come dovrei i telegiornali, ma non ricordo alcun servizio della televisione pubblica dedicato al film della Guzzanti, che pure - vista l'accoglienza della critica - l'avrebbe ben meritato.

Per riparare a tanta «disattenzione», mi sono preso la briga di tradurre in italiano buona parte di un lungo articolo che The Independent, noto quotidiano britannico, ha dedicato ieri a Sabina Guzzanti e al suo film-documentario Viva Zapatero!.

Traduco tale articolo anche per dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quanto sia menzognera l'affermazione di Berlusconi, spesso ripetuta [1], che il suo governo e la sua attività di primo ministro abbiano aumentato il prestigio internazionale dell'Italia. Credo che sia vero esattamente il contrario e il contenuto di questo articolo sta qui a dimostrarlo.

L'Italia sotto Berlusconi: Sabina ridotta al silenzio

Quando lo spettacolo televisivo di un'autrice satirica italiana fu drasticamente bloccato per le pressioni del Primo Ministro, lei reagì con un documentario in stile Michael Moore, acclamato dalla critica, che sta ora per uscire nelle sale. Un servizio di Peter Popham da Roma sulla donna che è divenuta la spina nel fianco di Berlusconi.

15/09/2005

[Sabina Guzzanti nei panni di Berlusconi, la sua caricatura più riuscita]Sabina Guzzanti ha imparato a proprie spese che si può essere troppo bravi nel proprio lavoro. [...]

Dopo due anni di assenza dal piccolo schermo, l'attrice comica preferita dagli italiani si ripresenta, ma sul grande schermo, reinventandosi una Michael Moore all'europea. Il suo scottante documentario di debutto, Viva Zapatero!, è stato accolto al Festival del cinema di Venezia con grandi acclamazioni e le ha fornito la tribuna per raccontare la vera storia di come le è stata messa la museruola.

In ogni nazione, i comici vanno e vengono. E' una carriera dalle prospettive incerte e non c'è una solida pensione che luccica alla sua fine. Ma l'allontanamento della Guzzanti dalle trasmissioni della televisione pubblica RAI Tre nel novembre 2003 non aveva nulla a che fare con un crollo della popolarità, copioni scadenti o l'indifferenza del pubblico.

Al contrario, fu cancellata dai palinsesti dopo un singolo episodio della sua nuova serie satirica RaiOt, pronunciato come l'inglese riot. Mediaset, la società di Berlusconi che possiede tre delle reti private italiane, si lamentò di tremende bugie e insinuazioni nel ritratto fatto dalla Guzzanti del Primo Ministro. Dando voce ai timori di immensi costi legali se fosse andata avanti facendo finta di nulla, la RAI decise piuttosto di cancellare l'intera serie.

[...] Berlusconi era il bersaglio preferito della satira della Guzzanti. Dopo tutto egli è il Primo Ministro. E' un uomo molto buffo, probabilmente il politico più divertente al mondo tra quelli che ricoprono un'alta carica. Talvolta l'umorismo è intenzionale, altre volte forse no. Ma egli si considera un uomo arguto e un burlone: da qui i suoi numerosi scherzi in pubblico, non tutti graditi. Quando egli disse al parlamentare europeo dei Socialdemocratici tedeschi Martin Schultz che sarebbe stato idealmente scritturato come "kapo" in un film sui campi di concentramento nazisti, egli stava facendo intenzionalmente una battuta. A stento si accorse che nessuno aveva riso.

[...] Alla maggior parte dei politici probabilmente non fa piacere essere oggetto di satira, ma forse Berlusconi è l'unico oggi in Europa che possiede sia la volontà sia i mezzi per fare qualcosa in proposito. Si deve trasportare fino ai lidi britannici ciò che accadde nel novembre del 2003 per avere un'impressione di quanto sia stato bizzarro. E' stato come se Maggie Thatcher o John Major o Tony Blair fossero stati così esasperati da uno sketch di Ben Elton o di Rory Bremner, da prendere la decisione di mettere la parola fine una volta per tutte a simili idiozie. E si fossero alzati la mattina dopo, fossero usciti e avessero fatto davvero quanto progettato: bloccare la carriera di quel particolare comico.

Ma Sabina Guzzanti ha ottenuto la sua rivincita. Il suo film non parla soltanto del modo in cui la sua ultima esperienza di notorietà in TV sia stata prematuramente rovinata, ma tocca una quantità di altri argomenti. Vi sono sketch e interviste a persone per la strada, interazione con autori satirici europei ed interviste ad altri importanti uomini di spettacolo e giornalisti che Berlusconi ha defenestrato. L'intelligente composizione, ha detto uno dei critici, è la stessa ricetta che ha portato all'acclamazione della critica Bowling for Columbine e Fahrenheit 9/11 di [Michael] Moore. La Guzzanti salda il suo conto e ravviva il dibattito sulla censura nei media.

L'accoglienza a Venezia - finora l'unica proiezione pubblica del film - è stata entusiastica, con applausi che scoppiavano ogni due o tre minuti e una standing ovation finale di 12 minuti. Per chi è dalla parte di Berlusconi il tutto è una baggianata di nauseante predicibilità. Giocare il ruolo della vittima, come Sabina Guzzanti, è stato l'acido commento del quotidiano Il Giornale, di proprietà di Berlusconi, è uno dei modi per far carriera nello spettacolo. La ragazza ... possiede un'indubbia qualità: la testardaggine ... Basta dire Berlusconi è così e così e ciascuno vi aggiunge l'aggettivo dispregiativo che lo soddisfa di più e l'applauso viene automaticamente.

[...] Nei commenti successivi alla proiezione di Venezia, la Guzzanti ha negato che Berlusconi fosse il suo bersaglio. In realtà questo non è un film contro Berlusconi, ella ha detto. Tra le altre cose, non ho mai pensato di fare satira contro qualcuno. Non credo che Berlusconi sia un genio del male, non l'ho mai pensato. Certamente non è un genio ed avrei pensato che nessuno potesse avere ancora dubbi al riguardo.

Il vero problema è un sistema in decomposizione che consente a lui oggi - ma forse a qualcun altro domani - di fare ciò che vuole. Viva Zapatero! è una critica a questo sistema.

La Guzzanti non è, ci tiene a sottolinearlo, un'aspirante rivale di Berlusconi. La chiave per comprendere il film dice è quando dico all'inizio Io sono un clown. Una simile affermazione rende chiaro da che punto di vista racconto questa storia, quello cioè di una persona che per vivere fa un tipo di lavoro piuttosto inusuale, che consiste nel fare satira: in altre parole, nel dire liberamente ciò che penso, con l'idea di far ridere la gente.

Allo stesso tempo è la storia di una persona che ha il suo lavoro ed è incapace di fare altro. Io non voglio essere un politico o fare un qualsiasi altro lavoro. Io voglio fare il mio lavoro, ma mi è stato impedito di farlo. Così cerco di raccontare che cosa mi è successo in maniera semplice e lineare, provando a mettere insieme i fatti e le ragioni per le quali avvennero ...

[...] E' stata davvero popolare e famosa in Italia per più di 10 anni, ha detto un ammiratore di vecchia data. I programmi che lei ha fatto con il fratello Corrado, con Serena Dandini e con altri sono stati la sola vera satira trasmessa dalla televisione italiana: realmente divertente ed arguta, non la solita farsa costellata di donne mezze nude.

Lei ha questo genio per la caricatura. Il suo Berlusconi è fantastico, ma ha anche impersonato brillantemente Massimo D'Alema [il leader del centro-sinistra, considerato come un traditore da molta parte della sinistra, che divenne primo ministro nel 1998, dopo la caduta di Romano Prodi]. Ha ridicolizzato la sinistra incredibilmente bene.

Ma è stato grazie alla brillante ridicolizzazione di Berlusconi che ha raggiunto la maggiore notorietà, e questo ruolo ha condotto ad una netta spaccatura in famiglia. [...]

Di Viva Zapatero! si è ampiamente parlato (ed è stato elogiato, con riserva) sui principali quotidiani spagnoli, ma in pratica il solo riferimento al Primo Ministro spagnolo nel film riguarda il fatto che i vertici della televisione pubblica in Spagna non sono, a differenza di quanto avviene per la controparte italiana, designati dal Primo Ministro. La televisione spagnola è, quanto a ciò, costituzionalmente più libera di quella italiana.

Malgrado tutto, la Guzzanti spera che il suo film abbia risonanza in Europa. Ciò che mi ha affascinato nel portare avanti questo progetto, racconta, era di testimoniare in tempo reale la trasformazione di una democrazia in qualcos'altro. Al di là delle ragioni storiche e politiche del cambiamento, io racconto come la percezione degli eventi muti gradualmente agli occhi della gente. L'idea di intervistare colleghi che fanno satira all'estero - in Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna - venne dopo qualche tempo e fu il punto di svolta decisivo nella realizzazione del film.

Era importante rendersi conto che queste restrizioni della libertà di espressione riguardano unicamente l'Italia... Ho pensato che questo film potesse servire a dare una piccola scossa alle nostre coscienze.

[1] Si veda per esempio il recente volantino-promemoria di Forza Italia, del quale parlo in un precedente articolo del Pesa-Nervi.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Marghe - 12/4/2006 ore 22,41

    è la solita minestra antiberlusconiana! La gente forse comincia ad intuire che con la demonizzazione di un nemico, che comunque è sempre una persona, non si risolvono i problemi di una nazione e soprattutto questo modo di porsi ideologico e falso propagandista non contribuisce certo al bene comune....
    Anche se l'Unione, coalizzazione da Circo Togni, ha magramente vinto le elezioni, gli italiani hanno dimostrato di essere meno stupidi ed ingenui di quanto una certa lobby cattocomunista e radical chic abbia creduto!
    Ma poi, come si fa a dire che tutti questi intellettuali/comici/attori tanto maltrattati sono messi a tacere, se poi parlano sempre? Come si fa a dire che un uomo comanda giornali, media e televisioni varie se è da almeno dieci anni che lo stesso uomo viene pubblicamente sbeffeggiato, indagato, dove???? sugli stessi media e dalle stesse persone che dicono di essere messe a tacere!!
    scusate se rimango un pò perplessa...
  2. Commento di sabrina - 15/5/2006 ore 16,56

    ebbene si e triste a dirsi, ma siamo costretti a "ridere" con i fichi d'india, e pensare che in dosi elevate provocano stipsi.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  16/9/2005 alle ore 10,08.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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