Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Il mare di Titano

La sonda Cassini ha scoperto quello che sarà forse classificato come il primo mare extraterrestre.

[Immagine della superficie di Titano catturata dalla sonda Cassini: sulla destra quello che forse è un mare]L'immagine sulla destra è stata catturata il 7 settembre scorso dalla sonda Cassini, nel corso dell'ottavo dei 45 passaggi preventivati a poca distanza dalla superficie di Titano, la più grande delle lune di Saturno.

L'immagine radar mostra una zona di territorio grosso modo rettangolare, larga all'incirca 330 chilometri e alta 175, che si trova nell'emisfero meridionale di Titano. E' un'area un po' più grande di quella occupata dalla Sicilia e dalla Sardegna messe insieme. Secondo le prime analisi degli scienziati, le zone luminose e dai contorni frastagliati, visibili sulla sinistra dell'immagine, rappresentano aree di terreno presumibilmente accidentato, su cui si scorge una geografia di canali, che lascia supporre il passaggio di liquidi, probabilmente idorcarburi.

L'elemento più interessante è però la vasta area scura sulla destra, che sembra rappresentare una regione non accidentata e poco riflettente, con buona probabilità un mare, riempito in un recente passato o anche ora da liquidi, secondo quanto sostiene Steve Wall, capo del gruppo di lavoro che si occupa dei rilevamenti radar della missione Cassini, presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.

La linea di confine tra la zona più luminosa e quella più scura, che disegna golfi e sporgenze, potrebbe essere dunque una linea costiera.

Parlando di mare, non bisogna però pensare ad una distesa d'acqua. Molto probabilmente, se mari vi sono sulla superficie di Titano, si tratta di mari di metano. Titano è una luna gelida, la cui atmosfera è spessa e pesante come una coltre di smog, costituita com'è in gran parte da azoto e da idrocarburi.

Secondo gli studiosi, questa luna di Saturno rappresenta per noi una sorta di macchina del tempo: le sue condizioni climatiche sembrano, infatti, molto simili a quello che deve essere stato il clima della Terra, qualche miliardo di anni fa. E' ipotizzabile che la superficie di Titano, con la sua abbondanza di idrocarburi, costituisca un incubatore per la vita, così come è stato il nostro pianeta agli albori della sua esistenza. La grossa incognita è data, naturalmente, dalla differenza di temperatura: la distanza di Titano dal Sole è notevolmente maggiore di quella della Terra, il che rende le sue termperature glaciali. Forse troppo basse perché possano innescarsi i meccanismi che sulla Terra hanno prodotto la vita.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  18/9/2005 alle ore 1,37.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.