Il Pesa-Nervi

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No, penso a dei critici con la barba».

Ma quanto è fesso il genio del computer

Sandro Veronesi mette in ridicolo dalle colonne del Corriere della Sera la stupidità indescrivibile del correttore automatico di Microsoft Word.

Riprendendo una segnalazione di Vittorio Bica sul forum "Universo Mondo", riporto di seguito questo interessante e divertente elzeviro di Sandro Veronesi, apparso sul Corriere della Sera (25/4/2004, Pag. 33).

Ma quanto è fesso il genio del computer

Elzeviro. Orrori del correttore di stile

Ho comprato un nuovo computer e, in omaggio, mi sono ritrovato una versione più aggiornata di Microsoft Word. Tra le novità del programma la più appariscente è una schiera di cosiddetti nuovi «assistenti» alla scrittura, cioè loghi animati che si accampano in un angolo dello schermo e intervengono per segnalare errori e suggerire soluzioni mentre si scrive. Oltre alla vecchia graffetta ammiccante chiamata «Clippy» che avevo nel precedente Word, ora c'è una pallina rossa di nome «Caucciù», il robottino «F1», un Albert Einstein chiamato «Genius» e altri personaggetti del genere: si tratta di scegliere quello che si preferisce, in base - credo - a considerazioni di carattere puramente estetico. Prima di disinserire la funzione, cedo alla tentazione di provare Genius/Einstein, la cui didascalia di accompagnamento dice: «Genius pensa alla velocità della luce. Fatevi aiutare da lui e risparmierete tempo e lavoro», mentre il pupazzo saluta con la mano e sfodera dalla tasca una lampadina accesa. Per provarlo lo porto con me nel romanzo che sto scrivendo, in un capitolo rognoso, sul quale mi sto scornando da un po'. Comincio a rileggere, correggere, scrivere e dopo poco mi dimentico di lui, che se ne sta buono buono con le mani dietro la schiena nell'angolo alto dello schermo. Finché un dlin mi segnala che ha un suggerimento da darmi: infatti ha di nuovo cavato dalla tasca la sua lampadina. Ci clicco sopra e appare una finestra di dialogo nella quale viene isolata la seguente frase appena scritta: «Una che va al lavoro con la coda di cavallo vuol dire che ha i capelli sporchi». Accanto all'immagine di Einstein è apparso un fumetto con una specie di lezione intitolata «Forme lingua parlata» che dice così: «Le forme della lingua parlata sono comunemente utilizzate nel linguaggio di tutti i giorni ma non sono adatte ai documenti scritti perché peggiorano la qualità del testo. Si consiglia di evitare queste forme e di sostituirle con le alternative suggerite». Rileggo la mia frase: d'accordo, non è una frase da Accademia della Crusca, ma si tratta di una battuta pronunciata in un dialogo e per me andava bene così, un po' sporca. Prendo atto che, a quanto pare, alla Microsoft non si limitano a farci «risparmiare tempo e lavoro», come dice la didascalia del mio assistente, ma stanno impegnandosi nella titanica impresa di migliorare lo stile della scrittura mondiale e vado a leggere il suggerimento di Genius nella finestra: «Sostituire dire con affermare ». Risultato: «Una che va al lavoro con la coda di cavallo vuol affermare che ha i capelli sporchi». Genius/Einstein mi guarda soddisfatto, gli occhioni pieni di speranza. Clicco su «ignora» e vado avanti; sarà un caso, penso, diamogli un'altra possibilità. Con mia sorpresa il rilievo successivo riguarda la seguente battuta di dialogo: «- Francesca?», dove il trattino è utilizzato convenzionalmente come richiamo di inizio battuta. La concione di Genius si intitola «Uso Errato»: «Questa regola segnala l'uso errato di preposizioni, congiunzioni e aggettivi in relazione alla costruzione della frase. Si tratta spesso di forme errate diventate frequenti nella lingua parlata e per questo utilizzate anche nei testi scritti. Si consiglia di correggere sempre questi errori». Giusto, ma continuo a non vedere il mio errore e passo ai «Suggerimenti»: «Ad eccezione degli elenchi alfabetici è consigliabile mettere prima il nome e poi il cognome. Sostituire - Francesca , con Francesca -». Non riesco a crederci. Guardo il pupazzetto di Einstein, su, nel suo angolo, che mi fissa con le mani dietro la schiena sbattendo dolcemente gli occhi, come aspettandosi un complimento. E' un deficiente. Tutte quelle belle menti, lassù, a Redmond, Washington, hanno partorito un povero idiota e gli hanno dato le sembianze del più grande genio partorito dall'umanità (senza pagare alcun diritto d'immagine, suppongo) per poi appiopparlo a noi, nel mondo, allo scopo migliorare la nostra scrittura. Perché qui c'è proprio la presunzione immensa e dichiarata di arricchire con un clic lo stile di centinaia di milioni di persone, senza però esser capaci nemmeno di progettare un software che sia in grado di distinguere un cognome da un maledetto trattino. E questi dominano il mercato. Siamo messi male. Ho tenuto attivo Genius per tutta la mattina, così, per vedere come Bill Gates vorrebbe che fosse il mio romanzo. Mi ha sostituito «Se non altro non è impazzito» con «Se altro è impazzito» perché «l'uso di due non vicini è inutile e brutto»; poi mi ha sostituito «Se ne andrebbe» con «Se n'andrebbe» perché «l'uso della forma apostrofata spesso migliora la leggibilità e la scorrevolezza del testo»; mi ha ordinato di non usare «diamo un'occhiata in giro» perché espressione definita «logora», suggerendomi di sostituirla con «badiamo in giro»; mi ha informato che non è consigliabile cominciare una frase con una congiunzione, intimandomi di riformulare la battuta «Come dici?»; mi ha impestato le pagine di «d» eufoniche; e infine mi ha svelato un imprevisto legame di parentela tra due personaggi che io credevo estranei quando mi ha sostituito «- Pietro», con «Pietro -». Il tutto sbattendo i suoi teneri occhioni disneyani, producendo simpatici rumoretti e, di tanto in tanto, sfilandosi una matita dalla folta chioma canuta per scrivere chissà quali cazzate su un taccuino. Oppure - meglio metterla così - è più realistico: il tutto impegnando chissà quanti Kb della memoria Ram del mio nuovo computer, per far sì che presto ricominci a impallarsi come ha fatto il precedente, sempre più spesso, sempre più pericolosamente, fino a costringermi a cambiarlo per disperazione.

Commenti dei lettori

  1. Commento di carlo serantonio - 22/11/2005 ore 20,54

    splendido!
  2. Commento di francomur99 - 12/2/2008 ore 13,01

    Ma fatti una canna !!!
  3. Commento di Giovanni Pagani - 13/3/2008 ore 16,54

    Se per lei Albert Einstain è stato il più grande genio mai esistito vuol dire che non conosce un cazzo di fisica.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  25/4/2004 alle ore 22,20.

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