Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Parcheggi «creativi» alla Magliana

La quotidiana battaglia tra spazzini e parcheggiatori notturni in un quartiere popolare di Roma.

In questi giorni il quartiere romano della Magliana è tornato alla ribalta delle cronache per la scarcerazione di Pietro De Negri, meglio noto come er canaro, autore nel 1988 di un efferato omicidio per vendetta, i cui particolari macabri sono rimasti scolpiti nella memoria collettiva (su questa vicenda è reperibile in rete un bell'articolo di Massimo Fini, pubblicato all'epoca dei fatti sull'Europeo).

[Parcheggio creativo in una strada della Magliana]Della Magliana si parla quasi sempre per ragioni che hanno a che fare con la criminalità, organizzata e non. Per fortuna la Magliana non è solo questo: è un quartiere popolare in cui vive tanta brava gente che fa lavori onesti. Tuttavia è un quartiere che risente di problemi urbanistici gravi: negli anni '60 e '70 si riempì di enormi casermoni di edilizia popolare, costruiti in piena epoca di speculazione edilizia. Da quei casermoni discendono i problemi di viabilità odierni: vi abita infatti una popolazione fittissima, che non dispone di garage né di posti auto in numero sufficiente.

Per questo motivo, le strade della Magliana sono un immenso parcheggio, dove ogni spazio utile finisce per ospitare un'auto parcheggiata, anche quegli spazi comuni che, se occupati, creano ostacolo alla circolazione e alle operazioni di pulizia delle strade e dei cassonetti.

La foto qui sopra, che ho scattato stamattina dal balcone di casa mia, mostra un esempio di parcheggio «creativo». Sono anni che tra la nettezza urbana e gli abitanti della mia strada è in corso una silenziosa battaglia, che richiede doti di strategia e di inventiva. Gli spazzini studiano sempre nuovi posizionamenti dei cassonetti, tali da permettere loro, quando passano con il camion, di agganciarli e di svuotarli: beh, insomma, svuotarli è il loro lavoro; non fanno altro che organizzarsi per poter fare ciò per cui sono pagati.

Ma perché devono studiare di continuo nuovi posizionamenti? Perché il loro nemico giurato, il parcheggiatore notturno, riesce quasi sempre a spostare i cassonetti in qualche angolo impossibile, per ricavare un posto auto che non c'è ed evitare così la fatica (e il rischio) di andare a parcheggiare la macchina sulla vicina riva del Tevere.

Come si può capire facilmente dalla mia foto, anche questa volta ha vinto il parcheggiatore notturno: il cassonetto dei rifiuti sulla destra, chiuso ai lati da due auto e davanti da un cassonetto della raccolta differenziata, è risultato irraggiungibile per gli spazzini, ed è così rimasto lì a riempirsi per un'altra giornata, fino a che non è stato necessario depositare la spazzatura sulla strada.

Per chi avesse difficoltà a ricostruire la situazione, il colpevole è il padrone dell'auto messa in mezzo tra i due cassonetti della raccolta differenziata: al posto di quell'auto c'erano - e avrebbero dovuto rimanere lì - i cassonetti dei rifiuti solidi comuni, che sono stati invece spostati dietro, dove gli spazzini non riescono ad agganciarli al camion per svuotarli.

[Didascalia: ]
Piazza del Popolo, all'epoca delle carrozze

Già in un precedente articolo mi ero soffermato sull'inciviltà che traspare da simili comportamenti. Stavolta non voglio rimarcare l'inciviltà, ma sottolineare il problema urbanistico. E' necessario che il Comune di Roma intervenga massicciamente nel quartiere della Magliana (qualcosa, a dire il vero, l'ha già fatta e la sta facendo), per cercare di riorganizzare gli spazi stradali in modo che le auto parcheggiate consentano anche agli umani di vivere, camminare e svolgere le operazioni di manutenzione necessarie.

Quanto è diventata assurda la nostra vita cittadina, impegnati come siamo nella quotidiana battaglia per la circolazione stradale ed il parcheggio! Non mi voglio imbarcare in un sermone moralistico alla Celentano, ma, guardando le immagini di alcune litografie che ritraggono la Roma del passato, costruita a misura d'uomo e priva di automobili, non si può che provare nostalgia, e la speranza che gli uomini del futuro rinsaviscano dalla loro follia per i motori: autobus, furgoni, automobili e motorini in città sono utili ai singoli (e non sempre) ma dannosi alla collettività.

E' indispensabile che gli urbanisti reinventino l'ambiente e la mobilità cittadina secondo criteri ecologici, che rispettino le necessità vitali degli esseri umani: la città appartiene ormai ai mezzi a motore, non più a chi li ha creati.

Ma forse ci penserà l'imminente fine del petrolio a buon mercato a far giustizia della nostra stupidità.

Postilla del 20 novembre 2005

La guerra in corso nella mia strada tra il parcheggiatore creativo e la nettezza urbana assume sempre nuove forme. Ecco come stamattina è stato impedito agli spazzini di compiere, ancora una volta, il loro dovere. I cassonetti sono già pieni da scoppiare: non resta che lasciare la spazzatura in strada. Un grazie di cuore all'ignoto posteggiatore per il suo alto senso civico, in tutto degno dell'attuale maggioranza di governo: parcheggi ad personam e leggi ad personam appartengono evidentemente allo stesso filone "sociale".

Foto: auto parcheggiata davanti ai cassonetti dell'immondizia, in modo da impedire il loro svuotamento.

Postilla del 29 dicembre 2005

Nei giorni scorsi altre auto avevano impedito lo svuotamento dei cassonetti. Stavolta la Smart incastonata tra i bidoni non ha impedito agli spazzini di fare il loro lavoro solo perché, fortunatamente, le macchine parcheggiate ai lati dei cassonetti sono andate via prima dell'arrivo del camion dei rifiuti.

Foto: auto parcheggiata in mezzo ai cassonetti.

Commenti dei lettori

  1. Commento di La pulce d'acqua - 28/10/2005 ore 14,09

    Penso, che la mancanza di benzina a basso prezzo, aumenterà il numero delle auto in sosta.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  27/10/2005 alle ore 21,20.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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