Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Cani randagi mutanti attaccano i moscoviti

La traduzione di un articolo tratto dal sito in inglese della "Pravda" sulle rapide modificazioni del comportamento degli animali che vivono in aree urbane.

Articolo pubblicato sul sito della Pravda il 14/10/2004 e tradotto dal russo all'inglese da Dmitry Sudakov. La traduzione dall'inglese all'italiano è di Michele Diodati.

Un nuovo tipo di cane che sa come spostarsi con la metro e persino come far capire alle gente ciò che gli serve.

[Foto di cani randagi]Non si hanno dati precisi sul numero di cani randagi che vivono a Mosca. Un portavoce del Dipartimento faunistico di Mosca ha detto che raggiungono i 20 o 30mila, benché gli esperti di cani ritengano che la popolazione moscovita di cani senza padrone vada stimata in oltre centomila. I cani randagi attaccano migliaia di moscoviti ogni anno. Talvolta gli attacchi producono conseguenze fatali.

In gennaio dei cani randagi hanno ucciso una donna di 54 anni. Avevano trascinato il corpo della donna per un lungo tratto, facendolo a pezzi, in un terreno libero vicino all'impianto per la pressatura dei rifiuti. I cani scelgono di solito per i loro attacchi aree solitarie e passanti. Di regola un solo cane, il cosiddetto "esploratore", approccia la vittima per primo fino a che, poi, tutto il branco la attacca.

I veterinari dicono che i cani randagi delle grandi città sono diventati animali molto più intelligenti. Le grandi città trasformano i cani abbandonati in combattenti brutali e ben organizzati. Solo gli animali più intelligenti e più forti possono sopravvivere in un'area metropolitana.

Le autorità moscovite approvarono parecchi anni fa uno speciale programma di sterilizzazione dei cani di strada. Tuttavia è un problema impossibile da risolvere, perché la popolazione di cani randagi viene rinnovata di continuo con nuovi esemplari provenienti dalla regione di Mosca, dove tale programma non viene seguito.

[Un'altra foto di cani randagi]Lo psicologo degli animali Andrey Neuronov ha detto durante una conferenza stampa che a Mosca è comparso un nuovo tipo di animali randagi. Si tratta di un gruppo di animali senza padrone con caratteristiche completamente differenti, molto più intelligenti di altre specie. Essi prendono la metro per spostarsi da un punto all'altro della città; sanno dove possono stare caldi d'inverno e dove trovare cibo. Sono in grado di usare persino un primitivo linguaggio dei gesti per "dire" a una persona cosa vogliono [N.d.t.: questo mi pare francamente un tantino esagerato...].

Gli specialisti moscoviti hanno in passato già puntato l'attenzione sulla questione del nuovo tipo sociale di cani randagi. Di regola, si tratta di cani solitari che trascorrono molto tempo nella metropolitana di Mosca. Se si forma un branco di cani randagi, ciascun membro del gruppo ha un proprio ruolo ed uno status sociale. C'è sempre un capo: il cane maschio più forte e più aggressivo. E' l'individuo più intelligente del branco, invece, che ha la responsabilità di scegliere gli itinerari e le tattiche d'azione. Il capo ha un assistente, o un sorvegliante, il cui scopo è di marcare il suo territorio. Il capo tiene spesso la sua femmina nel branco.

Gli specialisti ritengono che le autorità dovrebbero mantenere un'attenzione costantemente vigile al problema degli animali di strada a Mosca: Bisogna considerare la questione in profondità, studiare il comportamento degli animali e cercare di spiegare le loro aggressioni. Tuttavia siamo soliti passare da un estremo all'altro: o li uccidiamo o li proteggiamo, ha detto Andrey Neuronov.

Gli psicologi animali dicono anche che solo gli entusiasti si preoccupano a Mosca del problema della sterilizzazione degli animali randagi. I fondi a disposizione del programma sono ovviamente insufficienti a risolvere il problema dei cani randagi, per non parlare del problema dei ratti e dei corvi.

E' significativo che ratti e corvi abbiano completamente cambiato il loro comportamento negli ultimi trent'anni: sono diventati incredibilmente furbi, intelligenti e curiosi. Per di più, possiedono grandi capacità e resistenza. Sono stati registrati numerosi casi di attacchi di corvi alle persone. Gli specialisti, tuttavia, ritengono che gli uccelli si comportino in questo modo per il desiderio di giocare con gli umani.

Commenti dei lettori

  1. Commento di sofia - 12/11/2005 ore 1,48

    Se costa troppo sterilizzare gli animali perché non sopprimerli (in modo indolore, ovviamente)?

    Io amo gli animali, ma centomila cani randagi intelligenti, affamati e aggressivi, che hanno già ammazzato una donna, mi sembra che giustifichino una soluzione drastica.

    Anche in Sicilia ci sono numerose bande di cani randagi (tutti di tagliamedio-grande o grande: selezione naturale) ma mi risulta che si accontentino dei rifiuti e non siano pericolosi.

    Quanto allo sviluppo dell'intelligenza (cioè di quella che riconosciamo come tale) direi che chiunque abbia avuto in casa degli animali e li abbia guardati con una certa curiosità sa quali capacità abbiano.
    Anche la vita in branco è di tipo conosciuto, mi pare... è il motivo per cui il cane si affeziona all'uomo in modo così "dipendente".

    Il mio gatto è sorprendente. Per esempio ama molto l'acqua, e si tuffa nella vasca quando facciamo il bagno. L'acqua calda gli piace molto e comincia a prendere confidenza anche con quella fredda...
    Si scoccia un po' di essersi bagnato, ma non ne fa un dramma: aspetta che noi lo asciughiamo, anche col phon, ma se siamo arrabbiate e lo lasciamo nel suo brodo (pardon, acqua) si lecca pazientemente... pronto a ricominciare alla prossima occasione.

    Insomma, gli animali, come del resto noi, si adattano all'ambiente e se non c'è niente di meglio da mangiare di un passante...
    ... ma in questo caso io faccio il tifo per il passante.

    ciao Michele

    Sofia

  2. Commento di Michele Diodati - 12/11/2005 ore 10,5

    La tua soluzione, Sofia, mi pare un po' troppo crudele; è una forma di arroganza, da parte dell'uomo, sterminare un'intera popolazione animale perché non gli è gradita. Io comincerei, più modestamente, a far pagare il biglietto della metro a tutti i cani che la prendono a sbafo... :-)

    Ciao,
    Michele
  3. Commento di sofia - 13/11/2005 ore 10,22

    Beh, ma non facciamo lo stesso coi topi?
    Cioè sterminiamo (o cerchiamo di sterminare) una popolazione animale perché non ci è gradita?
  4. Commento di Michele Diodati - 13/11/2005 ore 12,46

    Sì, ma due errori non fanno un'azione corretta :-) Ogni volta che l'uomo stermina delle specie si arroga il diritto di decidere della vita e della morte di un enorme numero di esseri viventi. Sfrutta la propria superiorità intellettuale per ottenere una garanzia di sicurezza, ai danni della specie animale colpita, che va molto al di là del danno realmente subito (uccidere oltre cento milioni di volatili a fronte di poche decine di uomini colpiti dall'aviaria; sterminare 100.000 cani perché qualche uomo è stato ucciso; e così via). "Non c'è proporzione", per citare la frase usata da Eduardo in una sua celebre commedia.
  5. Commento di Vittorio Bica - 13/11/2005 ore 22,18

    Ho letto l'articolo e mi domando come lo commenterebbe un sincero cinofilo, come il ticinese Piero Scanziani, autore di un'enciclopedia del cane, di monografie e d'altri bei libri incentrati sul rapporto tra il cane e l'uomo.
    Conobbi Scanziani casualmente, agli inizi degli anni '80, a casa di un amico dove ci aveva condotti il comune interesse per certe piante esotiche. Gentile, coltissimo, giornalista,editore, grande scrittore - fu due volte candidato al premio Nobel per la letteratura - Scanziani era un piacevolissimo conversatore e nel nostro breve incontro seppe intrattenermi con il racconto della sua vita e dei suoi molteplici interessi, tra cui appunto i cani. Si definiva umilmente un canettiere, anche se gli dobbiamo la riscoperta e il recupero di una delle più belle e antiche razze canine, il mastino napoletano.
    Fosse ancora tra noi, chissà cosa avrebbe detto allora della paventata anomalìa di questi cani moscoviti lui, l'autore de Il cane utile, il cui pensiero tutto si riassume nell'aforisma senza cane, niente uomo.

    Che posso dire io, più modestamente?
    L'articolo della Pravda cerca l'effetto già nel titolo, ammicca a truculenze da film horror e si dilunga in particolari che, a chi un poco sappia del comportamento canino, appaiono francamente incredibili o, viceversa, assolutamente normali.

    Il problema dei randagi a Mosca esiste certamente, ma mi sento anche di affermare che probabilmente l'articolista ha confezionato un bel serpente di mare, come si dice in gergo giornalistico di un articolo a metà tra il verosimigliante e l'invenzione fantastica, che è pure un tangibile paradosso per il giornale che ha avuto ed ha tuttora la pretesa di chiamarsi Verità.
    Pur tuttavia l'articolo addita, ma nella direzione sbagliata. Non aiuta infatti a comprendere come e perché la condizione urbana - sempre più alienante e innaturale - possa cambiare e di fatto cambi il comportamento degli animali, né quanto alla fine questo adattamento animale sia invece e proprio lo specchio della nostra mutazione umana, del nostro immiserimento morale e materiale, questi sì autentici.

    Ancora, osservo che un tale articolo può servire intuibilmente al fine assai poco nobile di fare profitti letteralmente sulla pelle dei poveri randagi, di cui l'opinione pubblica potrebbe a gran voce reclamare la soppressione in massa.
    Quindi, a complemento e contrappeso, suggerisco di leggere quanto con maggior concretezza riferisce l'IFAW (International Fund for Animal Welfare). E raccomando soprattutto di leggere il bel racconto di Martha Cooley Dogs: A Moscow Triptych (Cani: un trittico moscovita), pubblicato anche online su AGNI, l'interessante rivista letteraria della Boston University.

    Traduco qui di seguito solo l'incipit.
    Ogni inverno, a Mosca quattro o cinque cani muoiono settimanalmente di freddo o d'inedia. A un cane senza casa che non sia raccolto e portato a un rifugio restano circa sei mesi di vita, se è fortunato. Questo può spiegare lo sguardo fisso e premonitore che i cani randagi indirizzano agli umani che li guardino negli occhi: uno sguardo che dice - Sì, sto pensando alla morte, e così tu.
    Già da queste parole si capisce che il racconto offre molta materia per riflettere.

    Un caro saluto.
    Vittorio Bica

  6. Commento di Michele Diodati - 14/11/2005 ore 10,52

    Scrive Vittorio:

    L'articolo della Pravda cerca l'effetto già nel titolo, ammicca a truculenze da film horror e si dilunga in particolari che, a chi un poco sappia del comportamento canino, appaiono francamente incredibili o, viceversa, assolutamente normali.

    E' vero. Devo precisare che ho tradotto quest'articolo non per fornire ai lettori del blog una visione obiettiva del problema dei cani randagi nelle grandi città, ma per dare un esempio di giornalismo popolare russo. La Pravda, infatti, a leggerne gli articoli, è imbottita di uno stile giornalistico che sta a metà strada tra la cronaca e il romanzo popolare, con fughe verso l'esoterismo e il magico, che evidentemente piacciono molto al lettore tipo di questo giornale. Mi ha spinto, insomma, una motivazione antropologica più che cronachistica, anche se l'articolo fornisce comunque informazioni su un problema reale e inquietante.

    Grazie a Vittorio per le ottime precisazioni e gli altrettanto ottimi inviti ad approfondire.

  7. Commento di valeria - 13/11/2009 ore 21,50

    vivo a mosca da circa dieci anni... se volete la verita' sulla situazione del randagismo a mosca, posso dirvi che e' ai confini della realta'... avete mai visto uccidere una cucciolata di cani in un secchio di vernice, lasciandoli agonizzare uno sopra all'altro e, se non bastasse sotto la pioggia? io si, l'ho visto. e la cagna dov'era? scacciata a bastonate dalla tana che si era scavata sotto un container..
    ma ci sono anche tante persone che li amano e li aiutano a "sopravvivere". io continuo il mio volontariato individuale in strada, ogni giorno.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  11/11/2005 alle ore 14,52.

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