Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La festa del fumo negli occhi

Dubbi e riflessioni sul senso dell'intervento di Berlusconi alla "Festa della libertà", celebrata da Forza Italia il 9 novembre scorso a Roma.

[Il manifesto con cui Forza Italia ha pubblicizzato la 'Festa della libertà']Il Parlamento italiano ha trovato anche il tempo, nel corso di questa indaffarata legislatura, di approvare una legge puramente celebrativa, la numero 61 del 15 aprile 2005, intitolata Istituzione del «Giorno della libertà» in data 9 novembre in ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino. La legge si compone di due soli articoli, il primo che istituisce la festa e il secondo che recita testualmente: In occasione del "Giorno della libertà", di cui al comma 1, vengono annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti.

Nel riportare il precedente comma, ho messo in rilievo la parola "obiettivamente". Non a caso.

Prendiamo in esame, tanto per cominciare, il manifesto con cui Forza Italia ha pubblicizzato l'evento. Sopra la scritta a caratteri cubitali «Contro le dittature» campeggiano le foto di cinque dittatori o nemici della libertà. Nell'ordine: Hitler, Stalin, Fidel Castro, Saddam Hussein e Bin Laden. Pigliamo per buono il filotto con i cinque cattivi, anche se per alcuni di loro non c'è la distanza storica sufficiente a formulare giudizi così netti e definitivi [1]. Tuttavia è facile vedere che nel manifesto c'è una mancanza enorme: Mussolini, sia per la statura di dittatore sia per il fatto di essere italiano e di aver pesato enormemente sui nostri destini, avrebbe meritato di diritto un posto accanto agli altri cinque. Eppure non c'è.

Non mi convince neppure un po' la giustificazione comparsa sul sito di Forza Italia, a firma del responsabile Antonio Palmieri:

(...) Non potendo presentare l'album completo dei dittatori mondiali, era evidente la scelta di Hitler e Stalin come "campioni" delle dittature nere e rosse del secolo scorso, artefici della morte di decine di milioni di persone. Con lo stesso criterio abbiamo indicato tre nemici della libertà dei nostri giorni, due dei quali, Castro e Bin Laden, ancora in servizio permanente effettivo.

Chi obbligava Forza Italia a limitare a cinque i personaggi nel manifesto? E perché mai quei cinque dovrebbero essere, per noi italiani, campioni della negazione della libertà più di Mussolini, la cui dittatura ha creato nel nostro Paese lutti e divisioni che durano ancora oggi? La verità è che per Forza Italia, cioè per Berlusconi, Mussolini non è affatto una figura storica negativa, come dimostrano i numerosi tentativi di riabilitazione promossi in questi ultimi anni. Insomma, già a partire dal manifesto, ricavo l'impressione che la Festa della Libertà preparata da Forza Italia sia stata una celebrazione tutt'altro che obiettiva, a dispetto di ciò che richiede il secondo comma della legge.

Didascalia:
«Un tripudio di tricolori alla Festa della Libertà» titola il Giornale
(da cui è tratta e adattata la foto qui sopra)

L'impressione diventa certezza, leggendo il resoconto della festa fatto da Francesco Kamel, in un articolo apparso il giorno dopo su Il Giornale. Cito dall'articolo:

La "Festa della Libertà" è iniziata con la lettura di alcuni brani sul Muro di Berlino e sulle brutalità del comunismo e con musiche liriche e sinfoniche. C'è stato l'Inno di Forza Italia e l'Inno di Mameli. Poi, a prendere la parola è stato il premier. Nel suo intervento, Berlusconi si è appellato agli ideali del liberalismo per attaccare i totalitarismi e le dittature ma anche e soprattutto per polemizzare contro alcuni settori illiberali della società e della politica italiana che fanno riferimento all'Unione.

(...) E ancora: [è Berlusconi che parla] La data della caduta del Muro è festa ufficiale della nostra nazione per non dimenticare il comunismo come "impero del male"; a definire così il comunismo sono stati Ronald Reagan e Giovanni Paolo II: due grandi protagonisti della storia dell'umanità. Il premier ha poi criticato la sinistra italiana: Mentre il comunismo negli anni '90 moriva sotto il peso del proprio fallimento, i comunisti in Italia cercavano di aumentare i consensi eliminando il nemico per via giudiziaria. Poi il presidente del Consiglio ha aggiunto: La sinistra in Italia è diversa da tutti gli altri Paesi occidentali perché mentre altrove cerca di accaparrarsi i consensi degli elettori moderati, in Italia sa predicare soltanto l'odio per il nemico. L'intervento di Berlusconi è stato spesso interrotto da scroscianti applausi.

[Berlusconi oratore alla festa della Libertà]Alla faccia dell'obiettività richiesta dal secondo comma della legge 61! La tirata di Berlusconi è stata solo un violento attacco al comunismo e alla sinistra italiana. Altro che giornata contro le dittature: meglio sarebbe stato intitolarla giornata contro il comunismo. E fare un accenno alla dittatura fascista e ai metodi barbari con cui ha conservato il potere per un ventennio? Non sarebbe caduto a puntino nella commemorazione della giornata un accenno al totale controllo dei mezzi d'informazione imposto da Mussolini? Sarà che forse le uniche veline di cui oggi si parla in Italia sono quelle che fanno balletti a Striscia la notizia...

Questa festa così unilaterale organizzata da Forza Italia sotto la falsa apparenza dell'obiettività mi fa venire alla mente anche altre considerazioni.

[Mussolini, il duce]Per esempio: si rende conto Berlusconi che, mentre esalta a parole la libertà, non perde occasione per mostrarsi circondato dalla medesima scenografia che amano tutti i dittatori? Ha fatto caso che quel palco enorme per un solo oratore, quello sventolio ininterrotto di bandiere, quegli applausi scroscianti a scena aperta sono l'apparato tipico che serve per esaltare i dittatori, cioè i nemici della libertà, sempre attorniati da cortigiani adoranti e mai da persone che la pensano diversamente? Piuttosto che con spettacoli propagandistici come questa festa del fumo negli occhi, i princìpi democratici andrebbero esaltati per mezzo di confronti dialettici serrati tra persone di valore che hanno idee diverse, in cornici dove protagoniste siano le idee, non le persone, tantomeno il tifo da stadio e le crociate anticomuniste, che sono invece lo strumento d'elezione di un populismo di bassa lega.

Ripensando alla celebrazione della libertà secondo Forza Italia, mi viene in mente anche un'altra considerazione, forse più importante: cos'è mai questa libertà di cui Berlusconi ama tanto farsi araldo e difensore, al punto da averle costruito addirittura una casa, di cui, per inciso, è lui il padrone?

[Hitler tra le bandiere naziste]E' per caso la libertà dei poveri dalla povertà? E' forse la libertà degli onesti dalle vessazioni dei disonesti? E' la libertà di tutti noi dall'illegalità dilagante nel nostro Paese? E' la libertà del pluralismo dalle censure di ogni tipo e colore politico? E' la libertà che nasce dalla cultura a fronte della schiavitù di chi vive nell'ignoranza? E' la libertà dalle ingiustizie sociali e dalle discriminazioni razziali? E' la libertà che nasce dal rispetto delle diversità e dall'esercizio della tolleranza?

Mi pare che non sia nulla di tutto questo. Mi pare che sia piuttosto, o soprattutto, la libertà dei ricchi e degli imprenditori, o meglio degli imprenditori ricchi, di fare il proprio comodo, riducendo al minimo gli ostacoli posti dalle leggi e dalla magistratura nel condurre affari al limite (e oltre il limite) della legalità. Lo Stato che ha in mente Berlusconi è uno Stato che lascia ai privati il massimo della libertà operativa e che riduce al minimo le sue competenze, ma che, al tempo stesso, perde le risorse finanziarie e legislative per fare da camera di compensazione degli squilibri sociali ed economici esistenti.

Didascalia:
Stalin ritratto come guida del popolo sovietico

La politica di Berlusconi fa scivolare inevitabilmente l'Italia verso un continuo aumento della forbice che separa i ricchi dai poveri, con sempre meno ricchi che diventano via via più ricchi e sempre più poveri che diventano via via ancora più poveri.

Che Berlusconi, cioè uno stramiliardario che ha avuto mille grane con la giustizia, porti avanti una politica che mira a consentirgli di poter condurre i propri affari in completa libertà, è perfettamente comprensibile, così come è comprensibile la sua ossessione contro il comunismo e la magistratura: uno Stato più forte significa più controllo legale, più tasse e in definitiva meno possibilità per i ricchi di continuare ad accumulare danaro indipendentemente dalle sorti del resto della popolazione.

Didascalia:
Hu Jintao, presidente della Cina

Che tanta gente si esalti ancora per l'idea di libertà di Berlusconi e per i suoi slogan populistici mi riesce invece oggi molto più difficile da capire, soprattutto dopo gli sciagurati anni di governo del centrodestra. Credo che l'Italia abbia bisogno nei prossimi anni di un governo e di una classe dirigente che sappiano fare soprattutto due cose, per le quali Berlusconi mi sembra veramente negato: far nascere nella gente l'amore e la pratica della legalità; stimolare i giovani a studiare di più e meglio, ad amare la cultura e la scienza.

Senza legalità e senza innovazione scientifica siamo un popolo destinato al declino, ma è molto difficile pensare che possa far bene in questi due campi - dopo cinque anni di governo fallimentare - un uomo che non perde occasione di denigrare i magistrati e la legge, che si rivolge agli elettori con slogan pensati per bambini di quinta elementare e che ha fatto tutto quanto era in suo potere per trasformare i cittadini italiani in una popolazione di teledipendenti idioti, imbottiti di pubblicità, di partite di pallone e di spettacoli televisivi sempre più demenziali.

[1] Molti, magari non in Italia, considerano Castro e addirittura Bin Laden come figure positive, o almeno non del tutto negative.

Commenti dei lettori

  1. Commento di headcracker - 14/11/2005 ore 13,3

    voglio fidel castro come premier e berlusconi a marcire in galera!!!
  2. Commento di Michele Diodati - 14/11/2005 ore 13,16

    Non ti resta che provare a chiedere asilo politico a Cuba.
  3. Commento di Luca Morelli - 14/11/2005 ore 15,35

    A Cuba non c'è democrazia e alle elezioni politiche c'è un solo partito da votare, quello di Fidel. E' sufficiente questo per essere contro al governo cubano.
    Sul fatto che Berlusconi dovrebbe passare un po' di tempo in carcere sono d'accordo. Anzi, mi basta che si occupi di altro che non sia politica.
  4. Commento di cosmo de la fuente - 8/12/2005 ore 18,23

    Chavez: sirena venezuelana
    Di Cosmo de La Fuente


    Quando al mattino spalanchi la finestra su Caracas la vita è già cominciata da un pezzo. La naturale allegria del venezuelano è un po' intiepidita dalla soffocante situazione economica.
    E' vero che il caraibico ha sempre voglia di vivere e che trova nella musica e nell'amore la giusta compensazione alla miseria in cui vive. Quando però il caraibico diventa genitore cominciano ad esistere anche le necessità dei figli, che per crescere hanno bisogno di alimentarsi e tutto il resto. In Venezuela manca il necessario oramai, da Svizzera sudamericana, come veniva chiamata, si avvia verso una situazione simile a Cuba o all'Albania .
    Sapete cos'è la 'cadena'? Ve lo spiego in due parole. Chavez che a reti unificate e magari 'sniffato' fino ai reni parla e parla, in diretta tv, per dieci ore senza fermarsi mai, in un turbinio di parole e insulti simil Saddam.
    Non è vero che tutto il popolo è con Chavez, provate a entrare in qualsiasi chat venezuelana e se masticate un po' di spagnolo l'aggettivo più usato dalla gente per definirlo è 'el loco' (il pazzo).
    Pazzo di sé, dietro una facciata comunista si nasconde un dittatore violento abituato ad atti cruenti. Parla di popolo e di povera gente ma la maggior parte sa che non è vero quello che dice.
    Anti Usa si dichiara perché sa di poter essere smascherato, mentre la Spagna l'ha armato fino ai denti.
    Pochi giorni fa le elezioni per il Parlamento. I milioni di oppositori si sono astenuti dal votare, tanto il signore avrebbe dimostrato con la forza di essere il vincitore. Lo è stato ugualmente, con il 100% dei voti perché hanno votato solo i suoi e sapete quanti erano i votanti di quelli aventi diritto?
    Erano soltanto il 15%, del 85% restante cosa vogliamo farne?
    Bugiardi i sinistroidi italiani che asseriscono che Chavez sta con il popolo, bugiardi e noi venezuelani lo sappiamo. Vergognatevi a dirlo, lui non sta con noi. Noi abbiamo bisogno di cibo e di poter vivere, lui ci sta portando alla deriva.
    E' questo il vostro concetto di Comunismo che volete anche per l'Italia? Ma la vostra propaganda politica è basata soltanto sulle bugie?
    Hugo Chavez è un altro falso comunista preso ad esempio anche dalla sinistra italiana e per noi, che di politica non ci occupiamo se non per denunciare quando stiamo male, prendiamo le distanze dalla sinistra se averla al governo significa soltanto distruzione, oppressione e miseria nel nostro Paese bellissimo.
    Chiedetelo ai venezuelani, per la strada, chiedetelo voi cari turisti quando siete a Margarita o a Los Roques o passeggiate nei shopping centers di Caracas e vi renderete conto di come sia falsa la propaganda elettorale della sinistra italiana.
    Cosmo de La Fuente

    cosmo@cosmodelafuente.com
  5. Commento di Michele Diodati - 8/12/2005 ore 18,51

    Caro Cosmo, non so perché tu abbia inviato il tuo post a questo blog. Non c'è nessun articolo sul Pesa-Nervi che parli di Chavez e del Venezuela; e non perché non sia un tema interessantissimo e di attualità, ma perché ne so troppo poco per permettermi di dare giudizi. Anzi, ti ringrazio del tuo racconto, del quale non ho ragione di dubitare. Non mi sorprende che Chavez abbia modi dittatoriali: basta guardarne l'aspetto fisico e l'espressione per immaginarlo. Non mi sorprende neppure che la maggior parte dei venezuelani - stando a ciò che tu dici - gli sia contro. Ricordo che qualche anno fa ci furono nel tuo paese disordini terribili, quasi un inizio di guerra civile, per la lotta popolare tra chi non lo voleva più come presidente e chi, invece, lo sosteneva. Mi piacerebbe saperne di più di quella vicenda (se vuoi raccontarcela).

    Mi dà fastidio, però, il tono che hai usato. Su questo blog non scrivono "sinistroidi" per partito preso. Se proprio vogliamo dargli una connotazione politica, è un blog antiberlusconiano, che appare di sinistra prioprio perché è antiberlusconiano. Ma non è la stessa cosa. Per quanto mi riguarda, non ho nessun problema a criticare, anche aspramente, gli esponenti politici del centro-sinistra italiano: li ritengo per buona parte complici del malaffare e del declino economico, sociale e morale del nostro paese, in atto già da svariati anni.

    Penso, infine, che tra Berlusconi e Chavez, per quello che tu ci hai raccontato di Chavez, ci siano delle allarmanti analogie: per esempio il populismo e l'uso della televisione come arma politica. Cose per le quali l'essere di destra o di sinistra conta ben poco: è solo il rivestimento ideologico usato per continuare a fare i propri comodi, infischiandosene del bene pubblico.

    Ma che mi dici della nazionalizzazione del petrolio di Chavez? E' solo una montatura pubblicitaria e un gioco di potere?
  6. Commento di cosmo de la fuente - 9/12/2005 ore 9,50

    Si scusami, è il tono del disperato. Non so esattamente a chi somigli questo pazzo, ma ti posso dire una cosa, non è vero che la gente lo vuole dal momento che il 90% (ultime notizie) si è astenuto per le elezioni del Parlamento. Ho un filmatino in Mp3 che prova quello che dice e quanto possa essere razzista e pericoloso questo uomo.
    Per sinistroide intendo il falso di sinistra, quello che per i voti direbbe che il diavolo è Dio.
    In questo caso, trattandosi di Chavez che si professa comunista, a dirlo sono certi della sinistra.
    Io non mi occupo di politica ma non sopporto queste bugie.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  14/11/2005 alle ore 1,14.

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