Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La civiltà dello spreco

Milioni di tonnellate di carta vengono sprecati ogni anno per riempire le case degli italiani di una marea di elenchi più o meno inutili, spesso mai utilizzati.

[Una pila di volumi di elenchi inutili, pronti per essere gettati via]Nella foto qui accanto ho immortalato la pila di elenchi che sto per eliminare perché vecchi e già sostituiti da elenchi più nuovi, oppure perché del tutto inutili (metto in questa personale graduatoria le Pagine Utili della Mondadori, che non ho mai capito a cosa servono e cosa hanno di diverso rispetto alle preesistenti Pagine Gialle). Dalla pila mancano i due tomi vecchi dell'elenco telefonico di Roma, che vengono ritirati dagli addetti della Telecom. Come si intravede dalla foto, le Pagine Gialle dell'anno precedente non sono mai state neppure tolte dal cellophane; le nuove, che mi sono state consegnate due giorni fa, sono state già messe via dentro uno scaffale, anche queste senza neppure toglierle dal cellophane.

Ogni volta che vedo accumularsi questi tomi giganteschi, mi chiedo per quale ragione si debba sprecare tanta carta (sia pure in qualche misura riciclata). Naturalmente, per chi gestisce questo affare, c'è una convenienza economica. Fino a un certo punto c'è utilità anche per l'utente, o almeno per determinate categorie di utenti, che hanno bisogno di trovare società, numeri e indirizzi, e non hanno altra fonte d'informazione che gli elenchi periodicamente consegnati a domicilio.

Bisogna però considerare che, con l'avvento di Internet, la consultazione di elenchi cartacei diventa sempre più inutile e più rara. Sono già anni, per esempio, che a me capita di non aprire mai più, neppure per sbaglio, un elenco del telefono o un volume delle Pagine Gialle. Da vecchio utente di Internet (primo abbonamento a gennaio '95), trovo in rete tutte le informazioni, gli indirizzi e i numeri di telefono che mi servono, con molta più rapidità e ricchezza di dettagli di quanto mi sarebbe mai possibile consultando gli elenchi cartacei.

I siti delle Pagine bianche, delle Pagine gialle e persino delle Pagine Utili coprono ad abundantiam qualsiasi esigenza di ricerca. E, se non bastasse, c'è Google, con i suoi miliardi di pagine indicizzate, che consente di trovare in un attimo i recapiti di alberghi, ospedali, fiorai, meccanici, ecc. ecc. ecc. Insomma, per chi usa il Web gli elenchi cartacei sono preistoria; sono solo un inutile spreco di carta, di tempo, di danaro e di spazio (trovare una sistemazione a questa montagna di carta in appartamenti sempre più piccoli è tutt'altro che facile).

Mi piacerebbe che Telecom e Seat chiedessero annualmente agli abbonati se desiderano ricevere oppure no gli elenchi cartacei. Scommetto che nel giro di pochi anni, a mano a mano che aumenta il numero degli internauti, la richiesta dei tomi cartacei diminuirebbe sempre più. Naturalmente i soldi risparmiati dovrebbero essere scalati dal canone telefonico pagato da chi opta per il no. Non sarebbe un gran risparmio, per gli uomini e per la natura, eliminare il rito annuale della consegna degli elenchi e, cosa più importante, la necessità di impiegare le montagne di carta che lo rendono possibile?

Commenti dei lettori

  1. Commento di federico - 16/12/2005 ore 14,39

    daccordo
  2. Commento di Sudboy - 19/7/2008 ore 9,48

    L'altro giorno mi hanno consegnato 3 elenchi telefonici nuovi in 2 giorni,uno spreco totale.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  24/11/2005 alle ore 19,29.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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