Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Fazio e Berlusconi sotto la lente di «The Economist»

La traduzione di due brani tratti dalla recente inchiesta sull'Italia pubblicata dall'autorevole rivista britannica.

La follia di Fazio

Un banchiere centrale troppo indipendente

(Tratto da The Economist, A survey of Italy, pagina 9. Traduzione in italiano di Michele Diodati)

Didascalia:

"Secure in his job" recita la didascalia
della foto di Fazio sulla pagina di
The economist ("Saldo al suo posto",
potremmo tradurre in italiano)

Era un vero articolo di fede per gli osservatori di cose italiane che, per quanto potessero essere incapaci le altre istituzioni del paese, sulla Banca d'Italia si potesse fare pieno affidamento. Negli anni '90 dalle sue file uscirono persino due primi ministri, Carlo Azeglio Ciampi (attuale presidente della Repubblica) e Lamberto Dini. Ma la credibilità della banca centrale è stata letteralmente distrutta dall'intransigente comportamento di colui che è il suo governatore fin dal 1993, Antonio Fazio.

Mr.Fazio si è opposto a lungo all'acquisizione di banche italiane da parte di stranieri. Ciò nonostante, all'inizio di quest'anno, una banca spagnola, BBVA, ed una banca olandese, ABN Amro, lanciarono offerte pubbliche di acquisto per due banche italiane. Fazio incoraggiò alcune offerte pubbliche d'acquisto nazionali concorrenti per le due banche inseguite dagli stranieri, inducendo la Commissione Europea a chiedere spiegazioni sul perché l'Italia stesse discriminando altri paesi dell'UE. Le banche centrali in altre nazioni europee possono avere i loro metodi per scoraggiare gli acquirenti stranieri, ma nulla di paragonabile all'esplicito comportamento di Fazio.

Si dà il caso che Fazio abbia perseguito delle politiche perfettamente ragionevoli, promuovendo la privatizzazione e le fusioni tra banche italiane. Tuttavia la sua reazione all'offerta pubblica di acquisto fatta da ABN Amro per la Banca Antonveneta è stata strampalata. Ha ignorato l'opinione dei suoi consiglieri, fornendo il proprio appoggio alla concorrente offerta pubblica di acquisto di Banca Popolare Italiana, un istituto non affidabile, guidato da un suo intimo amico, Gianpiero Fiorani. Alcune intercettazioni telefoniche lasciate trapelare dai pubblici ministeri avevano registrato Fazio che telefonava a Fiorani dopo la mezzanotte, per avvertirlo che aveva appena approvato l'offerta pubblica d'acquisto. Ma quando divenne chiaro quanto fossero traballanti le finanze di BPI, la sua OPA fu annullata e ABN Amro ebbe partita vinta.

Per Fazio i problemi erano appena cominciati. Il suo intervento fu attaccato da tutte le parti. I suoi amici furono rapidi a denunciare una cospirazione anticattolica, massonica o addirittura giudaica ai suoi danni (Fazio è un fervente cattolico, che va a messa tutti i giorni). Membri del governo esasperati, tra i quali il ministro delle finanze Domenico Siniscalco, chiedevano le sue dimissioni. Quando Siniscalco si rese conto di non avere il sostegno dell'esecutivo, fu lui a dimettersi (benché non solo a causa della vicenda Fazio: giocarono un ruolo anche i problemi di bilancio relativi al 2006). In seguito alla rinuncia di Siniscalco, anche il capo del governo, Silvio Berlusconi, invitò Fazio ad andar via, lasciando intendere che toccava alla Banca Centrale Europea sbarazzarsi di lui.

Il guaio è che, verso la metà degli anni '90, il governo italiano, ansioso di entrare a far parte dell'euro, rese la sua banca centrale la più indipendente d'Europa. La carica di Fazio è a vita. Egli ritiene di non aver fatto nulla di sbagliato ed è riluttante a sacrificare il suo posto di banchiere centrale meglio pagato d'Europa. Può essere rimosso solo dal Consiglio direttivo della Banca d'Italia, che è tecnicamente un'istituzione privata, i cui membri sono stati scelti per la maggior parte da lui stesso.

Il governo ha steso un nuovo disegno di legge per rinazionalizzare la Banca e rendere il suo governatore soggetto a un limite temporale, ma giace in Parlamento. Un Fazio sprezzante ha dimostrato di avere santi in paradiso, non solo in Vaticano, ma anche presso la Lega Nord e Alleanza Nazionale, e persino presso alcuni partiti dell'opposizione. E' probabile che, a dispetto delle pressioni ricevute, egli rimanga al suo posto fino alle prossime elezioni e, perché no?, anche dopo. Dopo tutto, a 69 anni, è di due settimane più giovane di Berlusconi. Perché mai dovrebbe farsi da parte prima del Cavaliere?

Lo strano caso di Silvio Berlusconi

Un primo ministro dalle nove vite legali

(Tratto da The Economist, A survey of Italy, pagina 14. Traduzione in italiano di Michele Diodati)

Articoli precedenti:

Silvio Berlusconi fa notare con orgoglio che, in tutti i processi che gli sono stati intentati nel corso degli anni, non è mai stato condannato neppure una volta. Egli sembra vedere in ciò la prova evidente del fatto che i magistrati coinvolti devono essere prevenuti nei suoi confronti, membri della sinistra o addirittura di una cospirazione comunista. Tuttavia il quadro non è proprio così semplice come lui lo dipinge.

Negli ultimi anni The economist ha studiato approfonditamente il registro delle imputazioni contro Mr.Berlusconi. Abbiamo pubblicato le nostre conclusioni nei numeri del 26 Aprile 2001 e del 31 Luglio 2003 (nel secondo caso, la maggior parte dei dettagli sono stati pubblicati solo sul nostro sito web, www.economist.com).

La tabella dà un quadro d'insieme delle vicissitudini legali di Berlusconi. Due punti emergono chiaramente. Il primo è che, benché non sia mai stato definitivamente condannato in nessun processo, Berlusconi non è mai stato neppure definitivamente dichiarato innocente. In numerosi casi era stato dichiarato inizialmente colpevole, ma se l'era poi cavata a causa della sopraggiunta prescrizione del reato.

Il secondo punto è che la vittoria nelle elezioni del 2001 ha consentito al suo governo di cambiare la legge in molti modi, che gli hanno reso più facile sfuggire ad ulteriori condanne. L'esempio più rimarchevole è stato quello del reato di falso in bilancio, che è stato declassato dall'attuale Parlamento ed ha ottenuto l'abbreviazione del termine di prescrizione.

Malgrado ciò, due degli amici più intimi di Berlusconi sono inciampati nella legge. Marcello Dell'Utri, senatore siciliano di Forza Italia, un tempo a capo di Publitalia, l'ala pubblicitaria dell'impero Mediaset di Berlusconi, è stato condannato nel 2004 da un tribunale di Palermo per favoreggiamento alla mafia (è in corso l'appello contro il verdetto). I pubblici ministeri di Palermo non accusano né lui né Berlusconi di essere, o di essere stati, mafiosi. Ma sanno che la mafia ha sostenuto fortemente i rappresentanti di Forza Italia e che può aver trovato in Dell'Utri un utile canale. Nelle elezioni del 2001, il centro-destra conquistò tutti e 61 i collegi uninominali della Sicilia.

Il secondo amico nei guai è Cesare Previti, ex avvocato personale di Berlusconi e ministro della difesa nel suo governo del 1994. Previti è stato condannato in un processo per corruzione dei giudici, nel quale lo stesso Berlusconi l'ha fatta franca grazie alla prescrizione. Previti è ricorso in appello, ma il governo sta cercando di salvarlo grazie a una nuova legge, nota come "Salva Previti", che abbrevierà i termini di prescrizione. La legge forse non salverà ora Previti, ma potrebbe aiutare Berlusconi nel suo ultimo processo, per evasione fiscale e appropriazione indebita. Se passerà, getterà ulteriore discredito sulla vita pubblica italiana [1].

Il registro delle imputazioni
Processo Affare Imputazione Verdetti (dopo gli appelli*)
Villa Macherio Proprietà Evasione fiscale; falso in bilancio Prosciolto da tre capi d'imputazione; prescrizione** per uno
Medusa Film Falso in bilancio Prosciolto
Giocatore dell'AC Milan Calcio Falso in bilancio Prescrizione**
All Iberian Società offshore Finanziamento illecito di partito politico Prescrizione**
Mediolanum, Mondadori, Videotime, Telepiu Finanza, editoria, film, TV Corruzione, tangenti alla guardia di finanza Prosciolto
Mondadori Editoria Corruzione di giudici Prescrizione**
Fininvest 1 e 2 Società finanziaria Falso in bilancio Prescrizione**
SME Azienda alimentare Corruzione di giudici Prosciolto da tre capi d'imputazione; prescrizione** per uno
Mediaset Televisione, film Evasione fiscale, appropriazione indebita Udienze preliminari
Fonte: The Economist

* Se applicabile.
** Per il codice penale italiano, la prescrizione estingue il reato.

[1] L'inchiesta dell'Economist è precedente all'approvazione, avvenuta giorni fa, della legge ex Cirielli. L'ulteriore discredito sulla vita pubblica italiana, citato come eventuale nell'articolo, è dunque ormai stato abbondantemente gettato.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Andrea Paiola - 4/12/2005 ore 11,51

    Certe volte non ti viene voglia di non essere italiano?
  2. Commento di Michele Diodati - 4/12/2005 ore 14,09

    No, francamente no. Mi viene voglia piuttosto di fare qualcosa per aiutare il mio paese ad uscire da questa fase di abbrutimento morale della classe dirigente.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  4/12/2005 alle ore 11,20.

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