Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

"Impar condicio", il piacere di tagliarsi le leggi su misura

Berlusconi è fermamente intenzionato ad abolire la legge sulla par condicio prima della fine della legislatura.

Chi dice che Berlusconi non ha portato a termine il suo programma, sbaglia. Lo sta portando a termine invece con molto successo. Ma il programma di cui parlo non è quello scritto nel "contratto" stipulato con gli italiani di fronte a Vespa, in una famosa puntata di Porta a porta. Sto parlando piuttosto del piano di riforme costituzionali e legislative che gli consentono di aver campo libero in tutto ciò che veramente gli interessa: affari (condoni fiscali, tasse di successione, leggi Gasparri e Frattini), processi (non processabilità delle prime cinque cariche dello Stato, legge sul falso in bilancio, ecc.), mantenimento del potere (ritorno al proporzionale, abolizione della par condicio). Uno degli ultimi ritocchi che mancano al programma vero di Berlusconi è appunto la legge sulla par condicio, che il presidente del Consiglio si dice fermamente intenzionato a far modificare. Ecco cosa ha dichiarato di recente a tal proposito (Corriere della Sera dell'8 dicembre 2005): «Quella ora in vigore - sottolinea Berlusconi - è in realtà una impar condicio: non credo sia giusto che un partito come Forza Italia che ha avuto quasi il 30% dei voti nel 2001 possa avere in Tv lo stesso spazio di un partito che si presenta magari con un nuovo simbolo e per la prima volta»

Verrebbe da chiedere a Berlusconi se aveva lo stesso punto di vista anche quando ha fondato Forza Italia. Avrebbe ritenuto democratico, all'epoca, che i partiti già esistenti, per esempio gli odiati comunisti con i loro milioni di voti, avessero molto più spazio in TV della nascente Forza Italia, in virtù del fatto che avevano già un vasto elettorato mentre Forza Italia non aveva ancora conquistato nulla? Gli sembrò democratico che Forza Italia, partito appena nato, usasse - come in effetti fece - tutto il potere delle sue televisioni per farsi pubblicità, raggiungendo alla fine come minimo la stessa visibilità di partiti che potevano contare sul 30% dei voti degli elettori?

La verità è che Berlusconi giudica la giustizia e la democrazia esclusivamente con il metodo che gli fa più comodo al momento. Per quanto mi riguarda, penso sia del tutto ingiusto che in campagna elettorale i partiti abbiano sui mezzi d'informazione uno spazio proporzionale al proprio elettorato. In campagna elettorale non dovrebbero valere come fattore discriminante i voti ottenuti nelle ultime elezioni. Il valore di un programma elettorale riguarda sempre il futuro, mai il passato. Avere avuto il 30% dei voti alle ultime elezioni non rende di una virgola migliore il programma elettorale presentato da un partito alle successive elezioni.

La democrazia viene salvaguardata - esattamente all'opposto di quanto sostiene Berlusconi - se si concede anche alle forze nuove e minoritarie il giusto spazio per presentare le proprie idee, i propri candidati, il proprio programma elettorale. Solo se tutti i partiti e tutti i candidati hanno uno spazio equivalente, gli elettori saranno in grado di trarre giudizi adeguati sul valore e le potenzialità di un programma, di un partito, di una coalizione. Altrimenti si opera uno sbarramento ideologico, una bocciatura a priori che condanna le forze politiche nuove e minoritarie a rimanere perennemente nel limbo degli sconosciuti e degli sconfitti.

Il che - tra parentesi - è esattamente ciò che Berlusconi vuole e la ragione per cui ha deciso di far abolire dal Parlamento la par condicio.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Gabriele Romanato - 13/12/2005 ore 18,40

    Mah.... direbbe un aficionado del bar Sport: "Siamo in Italia!", ed avrebbe ragione. Il problema vero è l'indifferenza della gente, una giusta indifferenza. ormai le famiglie faticano per arrivare alla fine del mese (ma, ehi, ci sarà il bonusino di Tremonti...)e dubito che abbiano il tempo, purtroppo, di pensare agli usi e abusi della politica italiana. da ultimo ci siamo beccati anche la ciliegina di Fazio dall'unione europea. logico che il Polo lo sa, e gioca sporco per rimestare nel torbido. tanto chi li ferma? se provano a far qualcosa ci pensa il longo manganello di Pisanu, definito da qualcuno "il fiore all'occhiello di questo governo". ciao :-)
  2. Commento di tommaso Cante - 14/12/2005 ore 9,58

    Avevo intenzione di complimentarmi con Lei dopo aver letto ancora i suoi articoli su i fogli di stile che mi stanno togliendo il sonno.
    Stamani però leggendo questo Suo articolo non posso rimandare.
    Sostengo le sue ideee di democrazia e mi permetta di complimentarmi per la Sua eccellente preparazione sulle pagine web.

    Sinceramente...Congratulazioni...e cordiali saluti da
    Tommaso Cante
    tommaso@superbit.it
  3. Commento di Michele Diodati - 14/12/2005 ore 11,06

    Grazie per i complimenti, Tommaso. Mi consenta di accettarli per le idee di democrazia, di gran lunga più utili dei fogli di stile, in questo particolare momento della storia italiana.

    Con i migliori saluti,
    Michele Diodati

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  11/12/2005 alle ore 18,49.

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