Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Il Polo dei senza vergogna

Quando ormai tutte le sentenze e gli accordi con la RAI sembravano garantire a Santoro l'imminente ritorno al suo ruolo di conduttore televisivo, il Polo inventa un emendamento alla par condicio, che impedirà a Santoro di ritornare in TV prima delle elezioni.

Se dovessi scegliere, tra i vari possibili, un solo motivo per mandare a casa Berlusconi alle prossime elezioni, quel motivo sarebbe certamente l'uso delle leggi per fini personali, cioè le cosiddette leggi ad personam e contra personam. E' straordinario come i parlamentari della maggioranza non provino vergogna nello schierarsi compatti a sostegno delle numerose leggi personalistiche che hanno promosso e votato in questa legislatura. Fanno tutti finta di non sapere che lo scopo delle leggi è di essere al servizio del bene comune, non del vantaggio di uno solo o anche di una maggioranza parlamentare. Oppure fanno finta di non accorgersi che le loro leggi non sono per il bene comune, ma per il bene di pochi, di pochissimi, o, al più, della loro sola parte politica. Ma è un "bene" del tutto fittizio: quando si mina il fondamento stesso della legalità, eliminando il principio del bene comune e sostituendolo con quello dell'interesse personale o di casta, si mina agli occhi della gente il valore delle leggi e della legalità, si invoglia di fatto la pratica dell'illegalità e si indebolisce lo Stato.

Questo è il lascito più grave di questa maggioranza parlamentare, un lascito che rimarrà come una macchia perenne su tutti i deputati e i senatori del Polo, che hanno fatto propria l'indegna pratica di asservire le leggi all'interesse dei singoli.

A suggello delle tante indegnità che hanno votato e fatto approvare negli ultimi cinque anni, ecco ora il regolamento contro Santoro: un emendamento alla par condicio, votato dai soli parlamentari del Polo in commissione di vigilanza RAI, che impedisce di condurre una trasmissione televisiva a chi è stato parlamentare nell'ultimo anno.

Riporto di seguito le parole con cui Sandro Ruotolo, giornalista che lavora da anni con Michele Santoro, ha raccontato sul proprio blog l'incredibile vicenda.

Sofia è vicina...

[Sandro Ruotolo]Silvio Berlusconi ci aveva abituati alle leggi ad personam ma quello che è successo nella seduta della commissione parlamentare di vigilanza Rai è ancora più sconvolgente. La giornata di oggi segna una svolta. La casa della libertà ha presentato e approvato un emendamento al regolamento sulla par condicio (che deve ancora essere votato) con il quale impedisce a chi è stato parlamentare nell'ultimo anno di poter condurre una trasmissione televisiva. Se lo sono votati da soli perchè i rappresentanti dell'Unione sono usciti dall'aula, con il solo voto contrario del presidente della Commissione che è Paolo Gentiloni eletto nella Margherita. Tutti ma proprio tutti l'hanno battezzato l'emendamento anti Santoro. La prima norma contra personam. E vi assicuro che, via via che io e Michele leggevamo le notizie che ci riguardavano, siamo rimasti senza parole. Nei giorni scorsi con l'intera Rai Tre, dal direttore Paolo Ruffini a Emanuela Andreani che doveva essere la nostra produttrice esecutiva, abbiamo lavorato per poter andare in onda con le tre prime serate previste. Con lo stesso direttore generale Meocci e i responsabili dei vari settori dell'azienda ci siamo visti per risolvere tutte le questioni aperte. Proprio oggi era previsto il consiglio di amministrazione nel quale il direttore generale avrebbe dovuto informare presidente e consiglieri sull'ipotesi "Santoro". Era stato lui a decidere la messa in onda per le tre settimane di marzo. Quello che leggerete ora è il comunicato scritto da Michele Santoro:

«L'emendamento approvato oggi dalla sola Casa della Libertà in Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai è l'ennesima dimostrazione che l'editto bulgaro proclamato dal presidente del Consiglio contro Enzo Biagi, Daniele Luttazzi e Michele Santoro è ancora in vigore. Dopo il 18 aprile 2002 sono stato privato della mia libertà di autore, sono stato imbavagliato e sono stato fatto oggetto di una vera e propria persecuzione che lede i miei diritti di cittadino e di giornalista, che calpesta l'autonomia del servizio pubblico televisivo e si rifiuta di prendere atto delle sentenze. La mia candidatura al Parlamento Europeo, dopo tre anni di forzata inattività e dopo che erano stati ignorati gli ordini della magistratura, è stata una legittima protesta contro la censura, una protesta condivisa da 750 mila italiani che mi hanno votato. Lo dimostra il fatto che, esattamente un anno fa, all'indomani della decisione del giudice di merito che condannava la Rai a reintegrarmi nelle mie mansioni e a rimettermi in onda, ho manifestato all'azienda la volontà di rinunciare al mandato parlamentare per riprendere il lavoro. Dal settembre scorso ho ribadito questa mia scelta al presidente Petruccioli offrendogli la più completa disponibilità per un rientro che evitasse attriti e tensioni contrari agli interessi della Rai. Ma sono stato costretto a formalizzare le dimissioni dal Parlamento Europeo, in coincidenza con la trasmissione di Adriano Celentano, perché l'azienda continuava ad ignorare le mie richieste. Una volta rientrato, ho suggerito ai vertici aziendali e al direttore generale di mettermi in onda, con tre speciali; e, in accordo con il direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini, ho indicato come date per la messa onda l'ultima settimana di gennaio e le prime due di febbraio. Con le più diverse motivazioni, le date sono state spostate progressivamente; e, infine, il direttore generale Alfredo Meocci ha indicato il mese di marzo, impegnandosi a proporre questa soluzione al consiglio di amministrazione di oggi della Rai. E, guarda caso, proprio oggi è stato presentato e approvato l'emendamento che impedisce ad una sola persona di andare in onda. Una regola che non esisteva quando mi sono dimesso dal Parlamento Europeo».

Il consiglio d'amministrazione ha preso atto dell'emendamento e ha deciso all'unanimità di spostare su Rai Due la messa in onda del nostro programma dopo le elezioni. Questo è accaduto nel giorno in cui il presidente del Consiglio ha detto di odiare la Tv.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Michele Diodati - 1/2/2006 ore 13,29

    Sandro Ruotolo ha pubblicato sul suo blog un chiarimento che sembrerebbe escludere che la norma votata dalla Commissione di vigilanza RAI possa impedire a Santoro e al suo staff di ritornare in video quanto prima.
  2. Commento di brunik - 24/2/2006 ore 10,02

    Caro Sandro e Caro Santoro, siete sempre stati faziosi. Malefici vendicatori dei peggiori politici che in passato volevano ridurre l'Italia ad uno dei tanti satelliti della Russia.Alcuni erano in buona fede,ma erano quindi dei grandi ignoranti a non capire che se li ascoltavamo, oggi saremmo come la Romania, l'Albania ecc.Questa categoria di persone se non capivano allora non capiranno neppure adesso!E voi li vorreste mettere a governare il nostro paese? E anche voi siete in malafede, perchè non condannate mai il comunismo e gli stati ancora comunisti
    Quando metterete sullo stesso piano comunismo,fascismo e nazismo allora sarete credibili.E non fare i martiri cantando "Bella ciaò",nessuno vi crede.Usate la vostra capacità di parlare e documentare con imparzialità e diventerete credibili.Ciaò da un vecchietto di 77 anni.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  26/1/2006 alle ore 11,16.

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