Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Un "martire" con del metodo nella sua follia

La traduzione in italiano di un articolo apparso su «The Economist» il 16 febbraio 2006.

Mentre Silvio Berlusconi usa vecchi trucchi rubando la scena politica, i suoi antagonisti sono divisi e scoraggiati.

[Berlusconi ridens]I musulmani oltraggiati dai fumetti sul loro Profeta devono essersi sentiti confusi nel sentire che il premier italiano, Silvio Berlusconi, si è paragonato a Gesù. Sicuri che l'occidente sia incorreggibilmente empio? O è una nuova prova che Mr. Berlusconi, che si è vantato della superiorità culturale dell'occidente dopo l'11 settembre, è un "crociato"?

No davvero. Benchè, o forse perchè, la Cristianità è stata così centrale nella società sud-europea, i Latini dimostrano una familiarità con questa terminologia e questi simboli che può stupire le popolazioni più a nord. In francese o in spagnolo, una prova o un tormento sono chiamati "Calvario" da quando Gesù è stato crocifisso. E gli Italiani chiamano un disgraziato un "povero Cristo". Questo aiuta a spiegare l'affermazione di Berlusconi: «Sono il Gesù Cristo della politica. Sono una vittima paziente. Sopporto qualsiasi cosa. Mi sacrifico per gli altri».

Gli avversari, comunque, definiscono Berlusconi il capo del governo più egoistico e interessato della storia italiana: un uomo il cui governo ha più volte approvato leggi per favorire i propri interessi finanziari e alterato la legge per assicurargli di non essere condannato in nessuno dei molti processi per i quali è stato imputato. Tuttavia Berlusconi si descrive spesso come un martire: un uomo che, non dovesse lavorare giorno e notte per il bene degli italiani suoi connazionali, potrebbe rilassarsi e godere della sua immensa fortuna personale.

Questa volta, comunque, sta facendo più che lamentarsi per il suo destino. I pazzi e oltraggiosi commenti per cui il primo ministro va famoso servono ad uno scopo che di solito non è sottolineato: attirare l'attenzione su se stesso, escludendo i suoi rivali politici. Berlusconi ha usato tale tecnica con buoni risultati prima che il parlamento venisse sciolto l'11 febbraio, in modo da consentire le elezioni generali del 9 e 10 aprile. Avendo fallito nello smantellare la legge sulla par condicio, Berlusconi ha sfruttato al massimo il suo incomparabile accesso ai media prima che le elezioni fossero annunciate pubblicamente. E' azionista di maggioranza delle tre maggiori reti televisive italiane private e, come primo ministro, può decidere il destino delle tre statali.

Per più di tre settimane, i telespettatori italiani hanno visto Berlusconi parlare dei record del suo governo, a volte per ore. Ad un certo punto, Romano Prodi, l'ex presidente della Commissione Europea, che mira a spodestare Berlusconi, ha protestato perchè nelle due settimane precedenti il capo del governo era stato presente in televisione 24 volte più tempo di lui. Le tattiche scioccanti del primo ministro hanno compreso il paragonare i propri successi nella carica ricoperta con quelli di Napoleone e la promessa di astenersi dal fare sesso fino al giorno delle votazioni.

Mera ricerca dell'attenzione, forse. Ma funziona. Prima che Berlusconi cominciasse questo blitz mediatico, la sua coalizione era sotto di 6 punti percentuali rispetto all'opposizione. Un sondaggio pubblicato dal quotidiano Corriere della Sera indica che, alla fine lo stacco si è ridotto a circa quattro.

Finalmente, l'11 febbraio l'opposizione, pensando di fare un passo in avanti decisivo, decise di lanciare il proprio programma di governo. Ma Berlusconi, proprio quel giorno, fece la sua battuta su Gesù Cristo e cosi le 379 pagine di buone intenzioni del centrosinistra furono sommerse dalle polemiche sull'audacia del primo ministro.

Se abbia avuto veramente bisogno di creare quell'azione di disturbo, è un altro problema: il programma dell'opposizione è diventato presto qualcosa di imbarazzante. La sua lunghezza testimonia i problemi di Prodi nel tenere unita l'Unione, la coalizione incredibilmente scomoda che egli guida. Nella quale vi è ad un estremo un trotzkista che difende il diritto degli insorti di attaccare i soldati italiani in Iraq; all'altro i Cristiano-democratici, che sono visti da molti come a destra del centro.

Un programma infarcito di stupidaggini, che include i progetti preferiti di tutti e sette i partiti che l'hanno sottoscritto. Promette che le truppe italiane saranno ritirate dall'Iraq, ma in accordo con una tabella di marcia "tecnica" che garantisca "condizioni di sicurezza": una posizione ben poco differente da quella del governo. Elude la questione se continuare oppure no a lavorare sul tunnel attraverso le Alpi a nord di Torino, vicino ai siti delle Olimpiadi Invernali. Il che non ha impedito l'uscita sulla stampa della notizia di Prodi che - tra le proteste dei Verdi Italiani, che pure fanno parte dell'Unione - dice che si deve proseguire a tutti i costi.

L'episodio lascia un'impressione di disunità e distoglie l'attenzione dal nocciolo del programma: un'analisi del declino economico dell'Italia e dei piani per invertire la tendenza. Prodi si è impegnato a ridurre il costo del lavoro di 5 punti percentuali. Il programma aggiunge una riforma fiscale per abbassare i contributi di assistenza sociale a carico dei datori di lavoro, aumentando allo stesso tempo le retribuzioni nette. Ciò lo rende un programma vigoroso e ambizioso. Ma per dare una scossa ad un'economia malata è necessario inoltre combattere gli interessi acquisiti nelle professioni, nei sindacati e nel settore pubblico, il che appare difficile da perseguire per la sinistra. La promessa principale resta quella di ridurre il numero di lavoratori con contratti a termine.

Una domanda ovvia è: quanti saranno mai gli elettori che si prenderanno la briga di leggere un programma lungo come un romanzo? Berlusconi ha usato un approccio più diretto. Invece di discutere con gli alleati, ha semplicemente annunciato il programma prima di consultarli. Ignorando proteste e dissensi, ha chiesto l'appoggio per un programma di 8 punti, che abbia come cardine il taglio delle tasse. Ha anche promesso 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro, pensioni più alte, più politiche sociali, libri scolastici gratuiti, la fine delle liste d'attesa in ospedale e un piano per la vendita agli inquilini delle case di proprietà dello Stato. Messi di fronte al fatto compiuto, i suoi alleati non hanno potuto far altro che accondiscendere. L'apparente contrasto tra l'unione della destra e la confusione della sinistra era qualcosa di penoso. Mentre i suoi capi dormono, la sinistra non può permettersi di farsi prendere un'altra volta in contropiede.

L'articolo è stato tradotto in italiano da Andrea Paiola. Il titolo originale è A "martyr" with some method in his madness.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Gabriele Romanato - 22/2/2006 ore 19,00

    Ottima traduzione Andrea! l'argomento è eccellente. ciao ;-)
  2. Commento di Andrea Paiola - 23/2/2006 ore 9,31

    Ringrazia anche Michele che ha revisionato la traduzione ;-)

    ciao,
    Andrea.

Articolo di Andrea Paiola pubblicato il  22/2/2006 alle ore 18,19.

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