Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

«Quando c'era Silvio»

L'informazione critica su Berlusconi circola molto bene su Internet e sulla carta stampata, molto male sulle televisioni e al cinema. Il documentario in DVD del Diario tenta di colmare, almeno in parte, questa lacuna.

[La copertina di 'Berlusconeide 5 anni dopo']Il TG1 delle 20 ha aperto anche stasera, come di regola, con un santino su Berlusconi. Stavolta si è trattato della medaglia ottenuta in America (Intrepid freedom award 2006) come difensore della "libertà". Di Berlusconi il telegiornale riferisce le parole: «senza libertà non c'è democrazia». Una frase che presuppone una ferma volontà, da parte del presidente del Consiglio, di difendere la libertà e la democrazia in qualsiasi loro forma, per esempio la libertà di espressione e di informazione.

Ma è disposto a difendere questa libertà quando viene usata per diffondere informazioni critiche contro lui e il suo operato? Pare proprio di no. O almeno non sono disposti a difendere la libertà di critica gli uomini che governano l'informazione televisiva in Italia e tantomeno i rappresentanti della sua parte politica. A tal proposito è istruttivo leggere l'inizio del libretto allegato al DVD «Quando c'era Silvio», uscito ieri come allegato al Diario di Deaglio. Cito di seguito ciò che è scritto alle pagine 7 e 8 di Berlusconeide 5 anni dopo.

Realizzato in sette mesi (dal maggio al dicembre del 2005), Quando c'era Silvio era in realtà in gestazione da quel gennaio del 1994, quando Berlusconi inaspettatamente scese in campo sconvolgendo la politica italiana. Tutti conoscono la storia, naturalmente. E molti che si occupano di inchieste, cinema documentario, fiction realistica, da quel tempo hanno capito di avere tra le mani "la storia grossa". Ma, a dimostrazione che le cose più evidenti non sono sempre le più facili, film su Berlusconi, la sua storia, il suo impatto sulla società italiana o anche documenti visivi di controinformazione, finora non ne sono usciti.

Perché? I perché sono molti e proviamo a indicarli. In primo luogo, la potenza reale dello stesso Berlusconi nell'industria di produzione e di distribuzione cinematografica, che ha fatto desistere tutti; in secondo luogo una sorta di divieto a trattare la materia da parte delle reti televisive, cui poteva essere destinato un prodotto per la visione di un vasto pubblico; in terzo luogo una sagace e scientifica opera di ritiro dal mercato - a opera dello stesso Berlusconi - del materiale audiovisivo che non aveva la sua approvazione. Sono spariti così dai giornali interi archivi di fotografie di cronaca, materiale girato in occasioni pubbliche ed è stato messo al sicuro tutto quanto veniva considerato non confacente per l'immagíne pubblica dell'industriale diventato uomo politico. D'altro canto, è stato lo stesso Berlusconi a diffondere l'unica biografia autorizzata, sotto forma di opuscolo spedito a tutti gli italiani (Una storia italiana), che ha contribuito non poco alla sua vittoria elettorale del 2001. Nell'opuscolo sono scelte immagini e testi rigorosamente selezionati che offrono al lettore un percorso di vita del protagonista che non consente possibilità di visioni alternative. Nell'opuscolo si vede Berlusconi ragazzo intraprendente, Berlusconi amante dei fiori. Berlusconi buon padre di famiglia (o meglio, di due famiglie), Berlusconi industriale illuminato e infine Berlusconi uomo di Stato.

L'unico settore della comunicazione che ha potuto esprimersi sul Protagonista, è rimasto quello dell'editoria. Che è stata estremamente proficua: a oggi i libri, in maggioranza saggi e inchieste, su Berlusconi sono più di cento, scritti dai nomi più noti del giornalismo italiano ed europeo. I temi: le oscure origini delle fortune di Berlusconi, i suoi rapporti con la mafia siciliana, i suoi metodi di governo, i bilanci delle sue aziende, il suo potere strepitoso nei confronti del Parlamento e del sistema di comunicazioni italiane. A questo filone si sono aggiunti libri di satira, florilegi di dichiarazioni, aneddotica, per ultimo anche un inizio di gialli e di noir, e una notevole quantità di musica pop, in prevalenza satirica. Alcuni di questi libri hanno raggiunto il rango di best seller, ma non hanno trovato mai uno sbocco televisivo o cinematografico, quasi che questo fosse il confine da non varcare assolutamente; quasi che si volesse assolutamente segnare un confine tra "consumo intellettuale" e "consumo di massa".

Un piccolo esempio, fra i tanti: agli autori di questo film capitò di mandare in onda su Rai Tre un programma in cui veniva intervistato, per circa cinque minuti, il direttore del settimanale inglese The Economist, Bill Emmott, noto per aver espresso, in termini molto precisi, l'avversione del capitalismo anglosassone per la presa di potere in Italia di Silvio Berlusconi. La questione era nota e aveva fatto la prima pagina di tutti i giornali italiani, ma in televisione praticamente la notizia non era mai passata. Ebbene, bastarono quei pochi minuti (a ora tarda) in cui si vedeva e si sentiva parlare il direttore dell'Economist, perché da parte del partito di Forza Italia si levasse una straordinaria levata di scudi, che portò alla fine del programma.

Ieri mattina ho provato a comprare il DVD del Diario presso una delle edicole più grandi e fornite dell'EUR (sapevo infatti che sarebbe uscito il primo marzo). L'edicolante ha cominciato a scartabellare tra la montagna di materiali accumulati dietro il bancone, ma inutilmente. Non sapeva o non ricordava di questa uscita e comunque non ha trovato il DVD tra le cose arrivate quella mattina.

[La copertina del DVD 'Quando c'era Silvio']Non mi arrendo e vado all'edicola più fornita della Magliana, il quartiere di Roma dove abito. Memore di una volta precedente, in cui avevo chiesto in quella stessa edicola un numero di Micromega e l'edicolante aveva perduto un quarto d'ora a rovistare dovunque prima di riuscire a trovarlo, formulo la mia richiesta e mi predispongo anche stavolta a una lunga attesa. L'uomo comincia infatti a guardarsi intorno spaesato alla ricerca del Diario e del suo allegato (sono senza alcun dubbio il primo - e forse ultimo - acquirente); poi cerca senza successo nella sua memoria; decide allora di interrogare il computer su cui sono memorizzati gli ultimi arrivi e si rende conto che deve averne effettivamente qualche copia; quindi riesce a trovare l'ultimo numero del giornale e scopre nelle prime pagine che aspetto deve avere la copertina del DVD che sto cercando; ha come un lampo di genio: poiché non riesce proprio a trovarlo da solo, telefona a un'altra persona che lavora all'edicola e che evidentemente ha fatto il turno precedente e gli chiede se sa dove si trovi il chimerico DVD. Riceve finalmente l'informazione giusta: esce dall'edicola e va verso i banconi posti all'esterno, supera l'esposizione nutritissima delle riviste e delle cassette pornografiche e, appesi nell'angolo più estremo della tenda sotto la quale si trovano i suddetti banconi, in un posto dove un lettore di cose politiche non andrebbe mai a cercare, spuntano tre copie di «Quando c'era Silvio». Chi la dura la vince! Sono passati dieci-quindici minuti buoni dal mio arrivo all'edicola: qualsiasi altro cliente meno determinato sarebbe andato via prima. Tutto questo lungo racconto per dire che davvero non è facile in Italia, per l'uomo della strada, imbattersi casualmente in fonti d'informazione su quell'oscuro passato del quale Berlusconi non ama che si parli...

Giusto per la cronaca, ieri pomeriggio, poco dopo aver comprato il DVD del Diario, mi sono caduti a terra gli occhiali e si è spaccata la montatura proprio in mezzo tra le due lenti, lasciandomi quasi orbo e impossibilitato a guardare il documentario. Trovato fortunosamente un vecchio paio di occhiali con una gradazione minore, guardando di sbieco e a costo di un mal di testa, sono riuscito finalmente a vedere il DVD. Ma doveva esserci una specie di maledizione in agguato: stamattina mi è caduto a terra anche il secondo paio d'occhiali, quello vecchio, e si è spezzato esattamente nello stesso punto dell'altro paio. Erano almeno dieci anni che non rompevo un paio d'occhiali. Poi ne ho rotti due di seguito nell'arco di 12 ore: che c'entri qualcosa l'acquisto di quel DVD?

Commenti dei lettori

  1. Commento di zoneX - 18/7/2006 ore 19,28

    ciao Michele mi sa che l'ipotesi sui 2 occhiali forse l'avrei pensata pure io...:-P
    bellissimo racconto di vita quotidiana ma che sembra fantascienza...
    a presto
    p.s. Studio come un pazzo,con passione, fonti sulla vera accessibilità e sugli accorgimenti possibili e trovo spessissimo articoli tuoi.Volevo chiederti alcune cose che non capisco, ma credo tu sia troppo indaffarato e io penso sia meglio seguire il forum...
    Lo so ho fatto un discorso senza senso logico.Lascia stare e non giudicarmi troppo fuso, ma i miei dubbi mi è venuto di scriverteli dopo aver letto 2/3 articoli tuoi. Erano sul comportamento dei WM che potrebbero fare dei siti validi ecc ...:-)Io sono solo un autodidatta ma, credo che come ipovedente, posso dimostrare in pratica, facendo io stesso delle migliorie alla visibilità dei link, ai tag che servono davvero,aiuti alla navigazione,sul mio blog e che, ai WMo webdesign non gli costerebbe nulla.Solo un po' di buona volontà o sbaglio a prendermela?
    [ io non ho riscontri,ne confronti: molti nemmeno rispondono alle domande nei loro blog...]
    Smetto e scusami lo sfogo!
    buon lavoro...
    con stima
    Francesco
    ciao
  2. Commento di Michele Diodati - 18/7/2006 ore 22,58

    Ciao Francesco,
    la tua esperienza personale come ipovedente, unita alla passione per realizzare siti accessibili, può produrre risultati molto interessanti.

    Usa i forum di Diodati.org per qualsiasi domanda o dubbio relativo all'accessibilità. Anche se produci tuoi siti con accorgimenti per l'ipovisione può essere interessante postare sul forum, in modo da condividere la tua esperienza con gli altri utenti interessati all'accessibilità.

    Un saluto e a presto!
    Michele
  3. Commento di zoneX - 19/7/2006 ore 0,51

    Grazie della pronta risposta e stai sicuro che seguirò il forum e condividerò le mie esperienze.
    Anche quelle, senza fare flames, di trovare WM che si vantano di avere portato il blog a 1A e nemmeno si leggono i fonts, purtroppo.
    A presto
    ciao

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  2/3/2006 alle ore 23,53.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.