Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Come muore la mia terra (post incazzato nero)

Un'agghiacciante testimonianza sui danni alla salute provocati dall'inquinamento in un'area del napoletano compresa tra i comuni di Nola, Acerra e Marigliano.

La disonestà e l'avidità, unite all'ignoranza, generano un cocktail micidiale. Purtroppo in certe zone della Campania abbondano tutte e tre, producendo mostri. Nel caso specifico, mi riferisco ad un ormai forse insanabile inquinamento del territorio, che in una certa zona del napoletano provoca una percentuale di morti per tumore elevatissima, addirittura superiore a quella delle morti per infarto.

[Rigagnolo con discarica]La disonestà e l'avidità sono i primi motori di questa dissennata catena di azioni inquinanti: per esempio il desiderio della camorra di guadagnare con il traffico sui rifiuti ha portato alla creazione di una gran quantità di discariche abusive, che rilasciano i propri liquami nel terreno, inquinando la terra e l'acqua da cui traggono nutrimento le popolazioni circostanti. La disonestà e l'avidità sono anche i motori che spingono tante industrie a versare fumi e scarichi tossici nell'aria e nell'acqua, evitando di affrontare le ingenti spese che servirebbero per acquistare la tecnologia che serve per trattare gli scarti indutriali in modo da diminuirne la tossicità.

Nel napoletano (ma anche in altre zone d'Italia) ai due fattori precedenti si aggiunge l'ignoranza. In un'area ad altissima densità di popolazione, tutti quelli che fanno parte della catena inquinante - camorristi, industriali, politici, funzionari pubblici corrotti - vivono fianco a fianco con le vittime della loro disonestà: mangiano la stessa mozzarella alla diossina, le stesse verdure nate in terreni contaminati, bevono la stessa acqua proveniente dalle falde acquifere in cui finiscono i liquami delle discariche abusive, respirano la stessa aria avvelenata da fumi industriali non trattati. Forse non se ne rendono conto, ma sono esposti al rischio di ammalarsi di tumore o di altre malattie causate da inquinamento proprio come i tanti poveri cristi a cui avvelenano l'ambiente.

A che pro dunque continuare a inquinare? E' possibile essere così stupidi, così ignoranti, così accecati dall'avidità da non capire che l'ambiente che stanno devastando è anche il loro ambiente? Che se ne faranno delle ricchezze accumulate, quando avranno ridotto tutto il territorio a un'immensa discarica agonizzante?

Sono pessimista. Non credo che le cose miglioreranno. Tuttavia, se a qualcuno dei responsabili del disastro ambientale è rimasto un briciolo d'intelletto, mi auguro che legga il brano che riporto qui di seguito. E' tratto dal blog di un napoletano emigrato molti anni fa a Roma e contiene alcune agghiaccianti testimonianze di persone che sono a contatto diretto con le morti e le malattie, prodotte dagli inquinanti che avvelenano il "triangolo maledetto" tra Acerra, Nola e Marigliano.

Mi sarei potuto limitare a mettere semplicemente un collegamento al post originale. Ho pensato però che riprodurre il testo nella sua interezza serva ad aumentare il rumore. Se tanti cittadini comuni faranno rimbalzare questa notizia, forse c'è una speranza che se ne interessino i mezzi di comunicazione di massa. Finora, infatti, tutta la vicenda è coperta da un colpevole silenzio. Se si fa eccezione per un articolo di Repubblica del 2004, nessuno in Italia si è allarmato per le altissime percentuali di ammalati di tumore registrate in quella dimenticata landa meridionale.

(colonna sonora: Goblins - Profondo rosso)

Premessa.

Potrei sistemarlo meglio, togliendo qualche parolaccia e i riferimenti alle persone, e farne un buon articolo per AltreNotizie, o per il miglior offerente o per chi che sia. Ma non posso. Per farlo con taglio "giornalistico" dovrei essere più "freddo" nella narrazione, ed osservare le cose... non dico dall'esterno, ma quanto meno obiettivamente e soprattutto senza farsi trascinare dalle emozioni. E non posso.
Perchè sono coinvolto. Non personalmente, ma molto da vicino.
Proprio perchè sono coinvolto, preferisco di proposito un taglio personale. Un taglio da blog. Un taglio incazzato.

Sabato 18 febbraio 2006. Località imprecisata della provincia di Napoli, dove ho approfittato della mia augusta presenza per visitare dei vecchi amici persi di vista alla fine del secolo scorso (eh, ero giovane all'epoca...). Ci ritroviamo seduti, come un tempo, sul solito muretto, con la solita birra. Molti di noi non ci sono. Non ci sono più.

Giorgio: "Alex, non sai di Raf, vero?"
Io: "No... non lo vedo dal 1999. Come sta?"
Giorgio: "E' andato..."
Io: "Porc#@ Come caz! Quando?"
Piero: "Tre settimane fa. Non abbiamo neanche avuto la testa per mandare sms a voi che siete via, per avvisarvi dei funerali..."
Io: "Merda... adesso aveva... 33 anni, vero?"
Tiziana: "Già. 33 anni, ed una bambina di due."
Io: "....." (sorso di birra)
Giorgio: "E Rob... sai di Rob?"
Io: "Eh no cazzo! Non può essere andato anche lui! L'ho sentito per mail tre mesi fa!"
Giorno: "No non è andato, non ancora, ma manca poco. E' spacciato..."
Io (sorso di birra): "Ma è del '76... merda... in tre mesi?"
Tiziana: "No. In uno. Un mese solo."
Piero: "Già..."
Tiziana: "Ale... sai che.. sta toccando a me? Ho già finito tutti gli accertamenti... sto messa proprio come stava messa Robby due anni fa."
Io: "...."
Giorgio: "Hai fatto bene ad andare via, col senno di poi...", pausa poi mi fissa negli occhi quasi con rabbia, e urla verso di me: "ma che cazzo ci torni a fare, qui??"

Cerchiamo di capire da dove viene questo scempio.

Era il 31 agosto 2004, quando il dott. Alfredo Mazza, ricercatore in Fisiologia Clinica del CNR, riuscì a pubblicare sulla prestigiosa rivista "The Lancet Oncology" il suo studio, considerato agghiacciante da tutti gli oncologi anglosassoni. In Italia, invece, salvo qualche articoletto su "La Repubblica", non ha avuto effetti agghiaccianti, soprattutto non ha avuto conseguenze a livello politico. Già, perchè in quel lavoro si parla di Italia, ed in particolare si dimostra, statistiche alla mano, come in un pezzo di provincia di Napoli, da Acerra a Nola e Marigliano, passando per Pomigliano d'Arco, si muore di cancro molto di più che nel resto d'Italia, anzi molto più che nel resto d'Europa.
L'elevata densità di popolazione, porta a quasi un milione di persone il conteggio di chi vive nell'area, di questo milione di persone, l'indice di mortalità per neoplasie al fegato si attesta al 35% per gli uomini ed al 20.5% per le donne, contro una media nazionale del 14%. Una vera e propria strage continua.
Attenzione: 35% significa mortalità maggiore dell'infarto.

Le cause? Di sicuro molteplici. Per scoprirle basta guardare indietro nel tempo, e tornare agli anni dello sviluppo industriale della zona.
Nonostante la presenza nell'area di altri complessi industriali molto grandi, primo tra tutti quello della Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, ex Alfasud, non si è mai rilevato un aumento di certi tipi di malattie. Solo con l'apertura del Polo Conciario della Montefibre ad Acerra si rileva, e tra l'altro nel giro di pochi anni, una prima impennata dei casi di tumore e dei morti di cancro nella zona (già perchè poi ci sarà anche una seconda impennata).
Acerra, nota per essere il paese che diede i natali a Pulcinella, dove l'inquinamento da diossina è talmente alto da risultare non compatibile con ogni forma di vita, ha invece ben 46.000 abitanti. E' lì che c'è la Montefibre.
Fino a pochi anni fa, ci passavo spesso nei pressi di quella fabbrica, con le sue ciminiere che emettono fumo denso di colore arancione, pieno di polveri che si depositano poi sui terreni. Tutta illuminata di notte, la si vede bene dall'asse autostradale che collega la Napoli-Roma con Nola.

Poi, nell'ultimo decennio del XX secolo, i morti di cancro sono improvvisamente raddoppiati (seconda impennata), ma dietro questo aumento del tasso annuo di strage c'è l'ombra lunga della camorra: 5.000 discariche illegali, senza alcun controllo, dove viene scaricato di tutto, dal chimico al radioattivo.
Pochi giorni fa, la punta d'iceberg con il caso Pellini: una storia che ha dell'incredibile e portata alla luce dalla Procura della Repubblica di Napoli dopo due anni di indagini, con l'arresto di 13 persone tra cui diversi sottufficiali dei Carabinieri ed i gestori della ditta Pellini di Acerra.
Dal Veneto, ed in particolar modo da Porto Marghera arrivavano ad Acerra fanghi tossici e rifiuti di ogni tipo soprattutto chimici, la ditta Pellini li stoccava e li rivendeva come fertilizzanti, il tutto con la complicità dei Carabinieri di Acerra. Fertilizzanti che finivano per fertilizzare i terreni dove si coltiva l'insalata venduta poi nei mercati. Per approfondire questa notizia rinvio ai maggiori quotidiani o a VAS Campania.
E' un solo caso scoperto. Nel frattempo continua lo stoccaggio abusivo di rifiuti chimici, sepolti nel terreno, in tutta l'area, ma anche le vere e proprie discariche a cielo aperto, sotto gli occhi di tutti. Volete che vi porto a vederne qualcuna? Posso anche organizzare un giro turistico.
Recenti analisi chimiche dei terreni hanno evidenziato alte concentrazioni di diossina, mercurio, arsenico, amianto.
Come lo stesso dott. Mazza ha dichiarato, "migliaia di persone sono state esposte a sostanze tossiche per decenni. Tutto è contaminato: gli agenti inquinanti nell'aria, nell'acqua e nei prodotti della terra sono ben al di sopra dei livelli consentiti. E' una emergenza: io stesso ho perso diversi amici colpiti da tumore. E non c'è dubbio che dietro quelle morti ci siano i rifiuti tossici".
Peccato che, dopo la pubblicazione di Mazza, vari istituti ministeriali si siano dati da fare per contestare i suoi dati, le sue statistiche, per smontare la sua analisi...
Rifiuti tossici, dicevamo, gestiti dalla criminalità, e le Amministrazioni locali lo sanno. Di conseguenza, presumibilmente, lo sa anche lo Stato. Ma sono decenni che non si interviene, dando luogo a più di un sospetto di collusione. Scusateci se ad un certo punto diventiamo sospettosi. Non è sfiducia nelle istituzioni, no, per carità.. ma se permettete il dubbio di collusione viene, prima o poi.
A dire il vero qualcosa si è fatto: camminando nell'atrio della sede A.S.L di uno dei comuni della zona, mi sono imbattuto in un Avviso al pubblico che recita testualmente: "Tra i 20 e i 40 anni il rischio leucemie e linfomi è più elevato", ed invita a fare controlli preventivi.
Il problema viene quindi trattato come emergenza sanitaria, viene negato ogni problema a monte di quello sanitario. Come se questa incidenza di morti fosse una casualità statistica.
Per approfondire, dati di mortalità oncologica ISS (si contestano i dati di Mazza!).

Altro passo indietro. Di circa un anno. Sabato 15 gennaio 2005

Passeggio per un corridoio al sesto piano dell'Istituto Nazionale per la lotta ai tumori "G. Pascale" di Napoli, mi guardo attorno. Non c'è un solo letto libero. Infermieri vari corrono da una parte all'altra a infilare e sfilare aghi, sostituire bocce di chemioterapici vari, principalmente taxolo, un medico bestemmia in un angolo. Il reparto è affollato più affollato di quelli degli ospedali normali.
Dopo un po', volendo capire qualcosa, riesco ad attaccare discorso con un giovane ricercatore, più o meno mio coetaneo, fermatosi con me su un balcone a fumare.
Io: "Ma... sempre così tanta gente?"
Lui: "E' poca."
Io: "Come poca? Non ci sono letti liberi. Ho girato tutte le stanze."
Lui: "Appunto. Se avessimo più stanze e più letti, allora sì vedresti quanta gente ha bisogno di noi."
Io: "Quindi vivete in emergenza sanitaria continua..."
Lui: "Ma quale emergenza sanitaria! Dai! Mica è un'epidemia! Il cancro non è un virus. Se la percentuale di cancro sale troppo non è emergenza sanitaria, è emergenza sociale."
Io: "Ma... scusa... emergenza sociale lo sarebbe, se tutta questa gente venisse dallo stesso posto..."
Lui: "Acerra, Pomigliano, Sant'Anastasia, Marigliano, Nola, Brusciano, Mariglianella. l'80% dei ricorverati viene da questi Comuni, che sono tutti vicini tra loro. Il rimanente 20%.... è quella percentuale normale, nella media nazionale."
Io: "Ok. E' emergenza sociale."
Lui: "E sai quanti siamo? La metà di quanti dovremmo essere, come personale medico".
Io: "E... perchè?"
Lui: "Perchè questo Istituto è una Fondazione, il Ministero sgancia sempre meno soldi, visto che si preferisce finanziare le cliniche private, e ci dobbiamo reggere sulle donazioni".
Io: "Beh... magari qualcuno che qui da voi guarisce... magari qualche donazione ve la fa..."
Lui: "Col cazzo. La gente che guarisce mica capisce che è guarita grazie alla terapia. Buttano i soldi in viaggio e alberghi e vanno a Lourdes o a Piazza San Pietro. Se li dessero alla ricerca, quei soldi, staremmo molto più avanti."
Io: "La ricerca va piano, vero?"
Lui: "Vieni con me, ti porto nella mia stanza, ti faccio vedere una cosa su internet. Una cosa successa due anni fa".
Mi fa vedere un trafiletto del Resto del Carlino, che ho ritrovato, sta qua, ma lo copio/incollo per chi è svogliato e non vuole cliccare:

"NAPOLI - La banca dati con le ricerche scientifiche sulla lotta ai tumori è stata trafugata all'Istituto Pascale di Napoli: nei tre computer rubati le informazioni sull'attività della Fondazione per la cura del cancro. Il furto ha provocato il blocco delle attività di ricerca. Si tratta del terzo colpo in venti giorni. Tra le ipotesi la pista racket: obiettivo il ripristino della vigilanza."

Intanto la gente continua a morire, giorno dopo giorno, la malavita continua a lucrare, lo Stato non si sa se c'è e da che parte sta, visto che l'unico intervento ad Acerra è stato il tentativo di metterci un inceneritore, e infine, dulcis in fundo, i carabinieri sono stati arrestati dalla polizia giudiziaria perchè collusi con la camorra. Bel quadretto, direi.
Sull'inceneritore è già stato scritto di tutto di più, dalle cose serie alle emerite stronzate, io ho sempre preferito non parlarne, vorrei andare al nocciolo del problema.
Eh no. Sabato 18 febbraio, dopo il bollettino di guerra datomi dai miei vecchi amici, ho deciso che volevo capire qualcosa... qualcosa di più...

Sabato 18 febbraio 2006. Sera, dopo cena

Sfruttando certe conoscenze fatte in gioventù, e trascinate nel tempo, sono andato di persona a premere il pulsante del citofono di casa dell'Assessore all'Ambiente di uno dei piccoli Comuni del "triangolo della morte", di sabato sera.

Mi ha fatto entrare in casa, e ci siamo accomodati su un divano, con una buona tazza di caffè.
Io: "Ciao T. come va?"
T.: "Alex!! Come va? Non eri a Roma?"
Io: "Già... a Roma. Per questo sono tra i sopravvissuti, solo perchè, per ironia della sorte, sono emigrato."
T. (vena sarcastica): "Ti riferisci per caso ai dati oncologici?"
Io: "Come hai fatto a indovinare?"
T.: "Perchè ho saputo di Robby e poi perchè in quanto sfigatissimo assessore all'ambiente di questo sfigato paesone di 25.000 anime, sto studiando il problema da due anni!"
Io: "E...??"
T.: "E.. nulla. Un cazzo."
Io: "In che senso?"
T.: "Ho detto 'un cazzo', mica pubblicherai questa intervista sulla testata dove scrivi?"
Io: "No sulla testata no, ma magari sul blog...."
T.: "Ok, sul blog sì. Ma non fare nè il mio nome nè quello del Comune!"
Io: "Affare fatto, ma ora spiegami questo fatto. Qui siamo a 10 Km e rotti da Acerra... non è che ci stiamo proprio addosso..."
T.: "Ma tu stai a Roma! Non hai idea, quando alla Montefibre è il turno di pulizia e lavaggio degli impianti.. non puoi sapere se si alza il vento qui cosa arriva! Ma non ricordi? Scusa, abitavi qui!"
Io: "E... non si può fare niente?"
T.: "Come fai? Vorrai mica chiudere Montefibre... mandi 20.000 famiglie, tra fabbrica ed indotto, sul lastrico..."
Io: "Ok, chiudere no.. ma non so, bonificare gli impianti... ed i terreni, convertire le produzioni più inquinanti..."
T.: "Lo abbiamo chiesto. Tutti gli assessori e i sindaci di 12 Comuni"
Io: "Risposta?"
T.: "Non c'è stata alcuna risposta. Siamo stati ignorati."
Io: "E delle discariche che mi dici?"
T.: "Qui nel nostro comune ce ne sono circa 8... tutte abusive."
Io: "E che ne sai? Scusa, sono abusive..."
T.: "Sono andato di persona a cercarle, con la macchina fotografica, e la planimetria dei terreni del Comune".
Io: "E le hai trovate..."
T.: "E sono anche stato invitato gentilmente ad andarmene."
Io: "Che ti hanno detto?"
T.: "Mi hanno detto 'sappiamo chi sei, dove abiti e soprattutto ricorda che sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli'..."
Io: "Ottimo! Quindi immagino che non hai avvisato i carabinieri?"
T.: "Certo che li ho avvisati! Ho parlato con due sottoufficiali!"
Io: "Risultato?"
T.: "Sono due di quelli arrestati per il caso Pellini. Collusi."
Io: "Amen. Possibili soluzioni?"
T.: "Beh, tu per te l'hai trovata... te ne sei andato. Fai andare via anche la tua famiglia, i tuoi conoscenti, tutti via di qui!"
Io (scaldandomi un po'): "No! Ti rendi conto? Non ha senso! Che facciamo lasciamo il deserto qui?? Se ce andiamo... significa che abbiamo perso, significa che hanno vinto loro!!!"
T. (urla, proprio come ha urlato Giorgio qualche ora prima): "Alex! Ma ti rendi conto? Fai il conteggio degli ultimi 10 anni: 100.000 morti in 12 Comuni, gli ospedali oncologici con la lista chilometrica di chemioterapizzati! Con una situazione del genere hanno già vinto loro!"
Non ho saputo rispondere.
L'assessore mi ha spiazzato. Sono rimasto in silenzio. Siamo rimasti in silenzio per qualche minuto. Poi T. ha ripreso a parlare, come se volesse in qualche modo consolarmi della sconfitta.
T.: "Che devo dirti... oramai, ti dico, statistiche del Comune alla mano, che c'è, e guarda che te lo posso dimostrare, un caso di cancro in ogni famiglia. Putroppo una neoplasia c'è anche nella mia".
Io: "Già. Anche nella mia. Prima c'era un carcinoma".

La prossima volta parlerò della Sicilia sud-occidentale, dove c'è lo stesso problema, anche se per motivi parzialmente diversi.

Ecco come muore la mia terra.

Ale_Incazzato_Nero

Commenti dei lettori

  1. Commento di Giambattista - 6/3/2006 ore 11,20

    Porca miseria... la situazione è davvero disastrosa... leggendo la prima conversazione mi è venuto un accidenti.
    Come mai queste notizie non escono sulle tv, sui quotidiani?
    La camorra ha davvero tutta questa influenza sulla vicenda?
    Ci stiamo ammazzando con le nostre mani, viviamo in una società sprecona, che pensa solo a come fare più soldi, non ci preoccupiamo minimamente delle cose fino a quando non siamo direttamente interessati (e quando questo succede ormai è troppo tardi per protestare).

    Mi sono anche chiesto: ma questi cammorristi non hanno una famiglia nelle zone colpite da questo "disastro ambientale"? Sono emigrati tutti?

    Ho dato uno sguardo al blog dell'autore dell'articolo è ho visto, con mio grande piacere, che la vicenda ha molto seguito e stà andando avanti (ho visto foto satellitari prese da google sulle zone colpite con le discariche abusive..), speriamo che internet riesca a far uscire questa storia anche sugli altri canali di comunicazione.
  2. Commento di Michele Diodati - 6/3/2006 ore 11,56

    Per far andare avanti la vicenda, occorre secondo me che chiunque abbia un blog riproduca l'intero pezzo, dandogli rilievo e diffusione. E' molto più facile che la gente legga il pezzo se lo trova già nei blog che legge abitualmente piuttosto che in una pagina collegata.

    In queste cose poi il passaparola è fondamentale (ha funzionato anche con me, che ho ricevuto la segnalazione da Andrea Paiola).
  3. Commento di Alex321 - 14/3/2006 ore 18,11

    BBuonasera,
    prima di tutto un sincero, e non retorico, ringraziamento per aver dato spazio a questo argomento anche qui, tra l'altro presentato benissimo.
    Volevo aggiungere una cosa al volo: grazie allo spazio dato da tanti bloggers, la cosa sta andando avanti, ed
    un filo di speranza... va be' forse esagero.
    Per ora questo post è riuscito ad uscire fuori dal mondo dei blog e della rete, essendo stato letto su alcune radio, e questa per certi versi è già una vittoria. Intanto io vado avanti...
    Una considerazione personale: andando avanti mi sono accorto, e non nascondo di aver provato molta amarezza, che il peggiore nemico è proprio l'ignoranza di cui si parla all'inizio di questo post su diodati. L'ignoranza di chi in quei luoghi ci vive, e non comprende della pericolosità del territorio. L'ignoranza di chi mi ha detto: "Sì è vero c'è la puzza, ma grazie alla puzza qui le case costano di meno". L'ignoranza della vecchia contadina che mi mostrava orgogliosa la sua insalata (a pochi metri da un canale dei Regi Lagni), ripetendomi: "Chist è o' tesor e' sta terra!".
    Seguiranno aggiornamenti :)
    Grazie ancora!

  4. Commento di Michele Diodati - 15/3/2006 ore 10,42

    Ciao Alex e grazie a te per la tua testimonianza. Mi fa molto piacere che il tuo post sia uscito dalla blogosfera, per approdare almeno al mondo delle radio. Meglio sarebbe, naturalmente, se riuscisse ad arrivare alla televisione.

    Non mi sorprende poi la tua conferma a proposito dell'ignoranza che affligge le popolazioni che vivono in quei luoghi superinquinati. Sono da sempre convinto che solo una capillare opera di educazione civica, non certo l'occasionale repressione poliziesca, potrà risollevare le sorti della nostra terra (io sono nato a Caserta e mi sono laureato a Napoli: conosco bene quei posti).

    Spero che tu possa pubblicare presto altri contributi su questa terribile vicenda di inquinamento, affarismo e corruzione. Da parte mia, sono disponibile a usare ancora, ogni volta che ce ne sarà bisogno, questo blog per contribuire a dare più risonanza a ciò che scriverai.
  5. Commento di Un cittadino di Pomigliano d'Arco - 8/6/2006 ore 11,32

    Ciao,
    ho letto dopo un bel po' di tempo dalla sua redazione questo pezzo e l'ho subito diffuso in un forum che frequento, di studenti universitari. Non è mai troppo tardi per conoscere la verità.
    Sono nato a Pomigliano d'Arco e qui vivo da sempre, dal 1981, e con mio grande rammarico e sconforto, posso solo pensare di fuggire per salvarmi. Ma vi rendete conto? Per strada, quasi tutti i giorni i manifesti funebri "narrano" di morti giovanissimi, nella maggior parte dei casi tra i 30 e i 45 anni, sia uomini che donne. Non credo si tratti di infarti. Conosco storie di leucemie fulminanti (7 giorni - 1 mese). La mia ragazza, recatasi al cimitero per un saluto alla sua nonnina, ha visto una caterva di lapidi recanti foto di giovani, fatto confermato dalle parole dell'addetto alle sepolture "Signurì, sapesse quanta gente giovane sta murenn!" - Velo di terrore e tristezza -
    Tutto ciò, oltre allo sconforto mi suscita Rabbia.
    Penso seriamente che TUTTA la popolazione debba cominciare ad organizzarsi, anche in maniera armata, ma compatta e organizzata, ripeto, contro la criminalità. Sì, auspico una vera e propria guerra civile, con relativo versamento di sangue, per cacciare a calci nel sedere questa gentaglia che sta rovinando il futuro nostro e dei nostri figli (io non ne ho, sono solo uno studente, ma spero di averne presto, e la diossina di cui si parla è il principale fattore di sterilità, a quanto pare, oltre che causa di tumori).
    Inutile fare appello alle autorità competenti, alle forze dell'ordine: sono i primi malavitosi.
    Quindi, qui o si muore di malattia o si muore di lotta. Per il momento a tutti conviene la prima...
    Non conosco le statistiche ufficiali delle morti attribuibili agli effetti di discariche abusive, fumi et similia, ma credo che bisognerebbe raccogliere le firme per un referendum che renda MASSIME (per me, meglio ESTREME) le pene per tutti coloro che siano accertati come responsabili di reati ambientali GRAVI (come quelli che si vedono in questa zona), perchè compiono una *strage*, che si perpetua e che colpisce tutte le categorie sociali, che infligge sofferenze a donne, bambini e soprattutto ai giovani. In tempo di guerra forse questo si chiama genocidio, in tempo di pace, come lo definiamo?
  6. Commento di Alex - 8/6/2006 ore 12,10

    Ciao Cittadino di Pomigliano d'Arco.
    Non siamo a livello di "guerra civile" come auspichi,
    ma ti garantisco che qualcosa si sta muovendo eccome..
    Negli ultimi tre mesi le acque si sono smosse. Ne ho parlato qui:

    http://alex321.splinder.com/post/7893446/

    A Marigliano, che non è affatto lontana da dove sei tu, è attivo un "Comitato per la tutela della salute" che sta seguendo questa questione... Se ti interessa fammi un fischio, sul mio blog trovi la mia mail.
    Anche Napoli, anche se tra mille limiti e difetti che
    sono propri di una città, inizia a muoversi un po'.
    Insomma... piano piano stiamo "erodendo" il muro del
    silenzio...
    A presto!
    Alex
  7. Commento di lio - 9/1/2007 ore 23,34

    sono rimasto angosciato da questo articolo per il semplice motivo,
    anni fa nella zona di sant'anastasia ci furono alcuni blitz dei carabinieri per il ritrovamento di alcuni siti di sostanze nocive.
    Passato il furor e la rabbia del popolo tutto tacque.

    pensavo che avessero fatto una bonifica del territorio e la bonifica di tutte le amministrazioni.
    ho creduto che avessero confiscato tutti i beni immobili del proprietario terriero .
    perchè la soluzione migliore è la confisca di tutti i beni immobili sia del proprietario terriero sia della società proprietaria delle scorie e della ditta primaria appaltatrice.
    La gente che sa tace, il popolo tace
    le amministrazioni taciono
    anche gli uccelli taciono.
    cordiali saluti
    lio

    (ho letto che è possibile stampare e distribuire l'articolo).

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  6/3/2006 alle ore 1,09.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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