Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Il duello Prodi-Berlusconi: il fatto e l'interpretazione del fatto

E' possibile arrivare a un punto di vista condivisibile da tutti, cioè a un negoziato delle opinioni, per quanto riguarda il confronto televisivo tra Prodi e Berlusconi?

Fatti e interpretazioni

Scrive Umberto Eco in un articolo su la Repubblica del 13 luglio 2004: «Così come non si può cambiare il fatto che oggi piova, non si può cambiare il fatto che I promessi sposi inizia col "quel ramo del lago di Como", e a scrivere (o intendere) Garda invece di Como si cambia romanzo. Se, come dicono alcuni, al mondo non ci fossero fatti ma solo interpretazioni, non si potrebbe negoziare, perché non ci sarebbe alcun criterio per decidere se la mia interpretazione è migliore della tua. Si possono confrontare e discutere interpretazioni proprio perché le si mettono di fronte ai fatti che esse vogliono interpretare.»

E poco più avanti, nello stesso articolo, aggiunge: «... le nostre interpretazioni sbattono continuamente la testa contro lo zoccolo duro dei fatti, e i fatti (anche se spesso sono difficili da interpretare) sono lì, solidi e invasivi, a sfidare le interpretazioni insostenibili. (...) Si negozia perché, se ciascuno si attenesse alla propria interpretazione dei fatti, si potrebbe discutere all'infinito. Si negozia per portare le nostre interpretazioni divergenti a un punto tale di convergenza, sia pure parziale, da potere insieme fare fronte a un Fatto, e cioè a qualcosa che è là e di cui è difficile sbarazzarsi.»

Mi sono venute in mente queste considerazioni di Umberto Eco ripensando alle diverse e spesso contrastanti valutazioni del confronto televisivo tra Prodi e Berlusconi, visto il 14 sera da oltre sedici milioni di italiani.

Le opinioni di tutti

[Prodi e Berlusconi si stringono la mano]Scrive Vincenzo Vasile su L'Unità di ieri: «Prodi unisce l'Italia, Berlusconi la spacca. Sorpresa: il Grande comunicatore è diventato piccolo piccolo. B. ha perso il confronto, per argomenti, toni, sforature, vittimismo. Ha vinto Prodi, per serietà, temi, proposte, chiarezza di linguaggio. Dicono: due a zero».

Ma il Giornale replica a stretto giro, assegnando la vittoria a Berlusconi: «Duello tv, Prodi a domanda non risponde. Primo duello in tv fra Berlusconi e Prodi. Durante il lungo confronto davanti alle telecamere, con una regia studiata in tutti i dettagli, il presidente del Consiglio è apparso più concreto snocciolando dati e numeri. Al contrario il candidato dell'Unione è apparso evasivo e generico».

Nettamente a favore di Prodi il giudizio di Gabriele Polo, su Il Manifesto: «... a Prodi è bastata un po' di concretezza e un tono già da Presidente del Consiglio, per battere Berlusconi, per smentire il solito snocciolare di cose fatte dal governo in carica, accompagnato dal consueto tono propagandistico».

Di opinione diversa Mario Giodano, direttore di Studio Aperto, in un'intervista apparsa su la Padania: «... si è trattato di un incontro molto ingessato. Ma se dovessi scegliere uno dei due, dovrei dire che ha vinto il Cavaliere perché, se il motto di Prodi è "la serietà al Governo", il presidente Berlusconi ha dimostrato di avere più serietà, più numeri e più cose concrete da dire.»

Tra i maggiori quotidiani italiani, la Repubblica, la Stampa e il Messaggero hanno dato tutti e tre la vittoria a Prodi, titolando rispettivamente: «Prodi vince ai punti» (la Repubblica), «Prodi conduce, Berlusconi insegue» (la Stampa), «Prodi all'attacco, Berlusconi in difesa» (Il Messaggero, che riporta anche, sempre in prima pagina: «E alla fine il maratoneta ha prevalso sul velocista», a firma di Virman Cusenza).

Ma il fido Fede (Emilio) ha visto tutt'un altro confronto e scrive su Il Messaggero: «Ha vinto il cavallo di razza: Silvio», che giunge «Alla meta con chiarezza e onestà. Il Professore incespicava».

[Berlusconi seduto a sinistra del telespettatore, Mimun al centro, Prodi a destra]Renato Mannheimer, sul Corriere della Sera, capovolge a sua volta il giudizio di Emilio Fede: «Lo sfidante ha la meglio ma agli indecisi non basta». L'articolo di Mannheimer comincia addirittura con una sentenza definitiva sulla questione: «Il fatto che Prodi abbia "vinto" il dibattito dell'altra sera è riconosciuto da tutti gli osservatori». Forse Mannheimer intendeva gli osservatori neutrali (Fede certamente non lo è), ma la sua affermazione sembra comunque un po' troppo assoluta, se si considerano i commenti di alcuni altri fedelissimi del presidente del consiglio.

Per esempio Bondi ha sfoderato un panegirico degno della sua miglior vena poetica: «Ha prevalso, com'era prevedibile, la forza della convinzione dei fatti e della personale credibilità del presidente Berlusconi. Berlusconi è stato più convincente di Prodi perchè il leader dell'Ulivo è apparso falso e demagogico, mentre il presidente del Consiglio è apparso serio, concreto, rassicurante, insomma un uomo di governo affidabile».

Gli fa eco, seppure più pacatamente, il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi: «E' stato un confronto corretto, forse anche troppo corretto. Berlusconi lo ha vinto senza ricorrere ad effetti speciali. E' riuscito a far prevalere la concretezza delle cifre, delle cose fatte e di quelle da fare sulla vaghezza delle soluzioni proposte da Prodi. E' una vittoria ai punti ma è una vittoria importante».

Qui si fermano le lodi a Berlusconi. Due dei suoi alleati più importanti, Fini e Casini, sono piuttosto critici nei confronti del leader di Forza Italia. Dice Fini: «Il dibattito ha messo in evidenza un Prodi che prospettava un futuro grigio come lui e Berlusconi ha fatto bene a difendere l'operato del governo. Ma se posso dargli un consiglio, ammetta che in Italia ci sono dei problemi. Un centrodestra determinato e realista, ma anche un po' più umile è garanzia di affermazione».

[Berlusconi e Prodi parlano mentre il cronometro scorre]Casini, da parte sua, commenta: «Credo che ieri sia stata un'occasione mancata. Quello che mi interessa evidenziare è che è stato un dibattito del passato e sul passato. Privo di una dimensione che guardi al futuro degli italiani e ai problemi della gente». Più o meno quello che aveva detto la sera prima Marco Follini, ex segretario dell'UDC: «Un confronto tra l'Italia del 1996 e quella del 2001. Mancava quella del 2006».

Se non si sono esaltati per la prova di Berlusconi neppure i suoi alleati, era inevitabile che i principali esponenti della coalizione di centro-sinistra assegnassero unanimemente a Prodi la vittoria nel duello televisivo di martedì sera. La Repubblica riporta i commenti, tutti favorevoli a Prodi, di Fassino, Rutelli, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Gentiloni, Capezzone e Occhetto.

Ma se la stampa e i politici italiani possono esprimere giudizi di parte, è più difficile che lo faccia la stampa estera, la quale attribuisce in modo piuttosto compatto la vittoria a Prodi: lo fanno giornali prestigiosi come Financial Times, Le Monde, The New York Times, lo spagnolo El Paìs e gli argentini Clarin e La Nacion.

[Berlusconi usa il suo tempo]A dire il vero, però, ciò che soprattutto importa, al termine di questa sfida televisiva, non è l'opinione di stampa e politici, ma l'opinione della gente: gli elettori italiani. Numerosi sondaggi ne hanno riportato i giudizi. Il Corriere della Sera cita un sondaggio di SWG svolto su trecento persone, il cui esito viene così riassunto: «È piaciuto di più, il Professore, al 46,5% degli intervistati, a fronte del 34,7% che al termine ha riconfermato la sua fiducia a Berlusconi. Differenza più o meno simile alla domanda: chi è il vincitore del confronto? Il 42,6% ha indicato Prodi, il 35,6 Berlusconi.»

L'Istituto Piepoli ha intervistato 150 persone, ottenendo un 38% di persone che hanno ritenuto Prodi vincitore del confronto TV con Berlusconi, un 35% che hanno visto prevalere il Cavaliere ed un 27% che hanno giudicato il match alla pari.

Secondo IPR Marketing la vittoria di Prodi è stata netta: 50% di votanti a favore del Professore, 44% a favore di Berlusconi, 4% pareggio, 2% senza un'idea precisa.

I fatti

Se quelle elencate finora sono le opinioni, cioè le interpretazioni dei fatti, quali sono invece i fatti, i dati oggettivi emersi dal confronto Prodi-Berlusconi di martedì, su cui potrebbe esserci un più o meno generale accordo? Provo ad elencarne alcuni:

  1. Berlusconi ha citato più numeri di Prodi.
  2. I numeri citati da Berlusconi non sono stati contestualizzati: a parte la generica attribuzione all'ISTAT, il presidente del Consiglio non ha fornito date, periodi e contesti di riferimento, che permettessero alla gente di valutare direttamente l'efficacia di quei numeri. Le nude cifre, mitragliate a raffica in questo modo, presumono che l'elettore si fidi sulla parola e hanno tutto l'aspetto di una tecnica di seduzione piuttosto che l'autorevolezza del dato scientifico.
  3. Berlusconi ha sbagliato a suo vantaggio, e non è la prima volta, la percentuale relativa alla diminuzione della pressione fiscale. In proposito, cito il commento presente nell'ottimo blog MenoStato.it: «Nei 5 anni di centro sinistra la pressione fiscale è calata di 0,8 punti di PIL, nei 5 di centro destra di 0,7. Berlusconi invece lascia intendere che è stato il suo governo a far calare [la pressione fiscale] di 4,3 punti (pari a circa 60 miliardi di Euro, cioè 116.000 miliardi di Lire), mentre la realtà è 0,7 punti».
  4. Berlusconi ha usato espressioni retrograde e fuori luogo quando ha affrontato la questione delle "quote rosa" (le «signore» non se la sentono di abbandonare i mariti; la categoria delle donne), espressioni che, sotto la cavalleria di facciata, sembrano indicare una mentalità maschilista e poco sensibile al problema.
  5. Interrogato sul conflitto d'interessi, Berlusconi ha prima liquidato il problema dicendo che in cinque anni di governo è stato costretto ad abbandonare il consiglio dei ministri solo quattro volte a causa del coinvolgimento dei suoi personali interessi economici (al che Prodi ha ribattuto che anche solo quattro volte rappresentano un'enormità); poi ha voluto concludere attaccando, e ha affermato che il vero conflitto d'interessi non è il suo, ma quello delle cooperative rosse, che fanno affari e politica in combutta con le amministrazioni rosse, protette oltre il lecito dalle (immancabili) toghe rosse, che evitano di perseguire i loro crimini.
  6. Berlusconi ha poi attaccato i sindacati, la CGIL in particolare, definendoli organici alla sinistra e dicendo che è stata loro colpa se sono falliti gli sforzi del governo tesi alla conciliazione sociale.
  7. Prodi, dal canto suo, è stato molto evasivo nello spiegare alla gente come intende ridurre di cinque punti il cuneo fiscale (a proposito, ma perché non ci spiega anche che cos'è questo benedetto cuneo fiscale?) durante il primo anno del suo governo.
  8. Lo stesso Prodi è stato però molto efficace quando ha colto la palla al balzo e ha messo in evidenza il fatto che Berlusconi si propone sempre come il leader di una sola parte degli italiani, pronto ad alimentare le divisioni, mentre lui - Prodi - vuole invece proporsi come il presidente del consiglio di tutti, mirando a unificare e a ridurre le tensioni e disposto addirittura a tendere la mano agli avversari nel legiferare e nell'amministrare il Paese.
  9. Prodi ha accusato Berlusconi di pretendere di far ricadere tutti i problemi e i malfunzionamenti dello Stato sempre sui passati governi e, in particolare, sul precedente governo di centro-sinistra.
  10. Il presidente del consiglio ha lodato l'operato del proprio governo, dicendo di aver fatto miracoli nei cinque anni più difficili della nostra storia recente.
  11. Berlusconi non ha perso occasione per contestare a Prodi il suo ruolo di capo dell'Unione ("uomo di facciata") e per contestare la presunta falsità e spudoratezza di qualsiasi affermazione del suo avversario.
  12. La chiusura di Berlusconi è stata molto deludente (con una critica alle regole del dibattito e l'ammissione di non essere stato in grado di dire tutto ciò che avrebbe voluto dire), laddove Prodi ha avuto una chiusura migliore, anche se un po' retorica.

Considerazioni conclusive

La maggior parte dei commentatori ha definito noiosissimo il confronto tra i due leader politici, attaccando in tal modo le regole volute da Prodi.

[Prodi usa il suo tempo]Considero veramente pessimi e infantili questi commenti e la critica che sottendono. La politica non è uno spettacolo. Se anche il dibattito è stato noioso, e allora? Chi se ne frega? Non si chiede a due aspiranti presidenti del consiglio di essere divertenti, ma di essere convincenti. Preferisco di gran lunga un confronto come quello di martedì, con regole certe in grado di garantire la piena parità tra i due avversari, alle serate "goliardiche" di Porta a porta o di Ballarò, dove la mancanza di un calcolo pubblico dei tempi, la possibilità degli interlocutori di interrompersi e offendersi a vicenda impedendo di fatto all'altro di esprimere compiutamente il suo pensiero, la presenza eventuale di comici e cantanti, la difficoltà di far rispondere gli avversari politici esattamente alla stessa domanda, la più o meno velata faziosità dei conduttori portano inevitabilmente a un nulla di fatto finale, che lascia agli spettatori certo la netta consapevolezza del disaccordo tra i contendenti, ma nessuna o poca informazione sulla bontà dei programmi e sulle capacità personali dei candidati.

Perciò, noia a parte, questo duello televisivo tra Prodi e Berlusconi ha avuto secondo me il merito, se non altro, di dire, o confermare, agli italiani alcune cose che mi sembrano appartenere più alla categoria dei fatti che a quella delle interpretazioni, e che rendono i già citati peana, innalzati da Bondi e da Emilio Fede al Cavaliere, degli atti d'amore più che delle obiettive valutazioni dell'accaduto:

Prodi, dal canto suo, benché non sia riuscito a spiegare bene come intende diminuire il famoso cuneo fiscale, ha segnato alcuni chiari punti a suo vantaggio:

[I due contendenti]Rimane impregiudicata la questione della bontà della legge Moratti sull'istruzione: ottima per Berlusconi, pessima per Prodi. I due contendenti avrebbero dovuto citare specifici articoli della legge a sostegno delle rispettive posizioni. E' inutile sottolineare, infine, che le domande e il poco tempo a disposizione non hanno consentito di toccare tutti i temi dei rispettivi programmi di governo.

Mi sembra, in conclusione, che, nonostante i numerosi limiti di un dibattito pubblico di questo genere, restino diversi elementi a favore di Prodi e pochi o nessuno a favore di Berlusconi. A conferma di tale impressione, la maggioranza dei politici, la maggioranza della stampa italiana, la più importante stampa estera nonché i sondaggi sono tutti concordi nel sancire la vittoria del Professore nel confronto televisivo col Cavaliere. Ma questa vittoria in sé significa ben poco. Ha valore solo nella prospettiva elettorale del 9 aprile. Secondo gli analisti l'esito di questo confronto, benché favorevole a Prodi, non sposterà voti o, al massimo, ne sposterà un tre per cento (che pure non sono pochi).

Per quel che mi riguarda, non cambia la mia decisione, ma la conferma. Spero che qualche elettore indeciso, leggendo magari anche questo mio contributo, possa superare la propria indecisione considerando attentamente i fatti fin qui esaminati.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Andrea Paiola - 17/3/2006 ore 0,41

    Ottima analisi.

    Il cuneo fiscale (a quanto ho capito) è la differenza tra i costi sostenuti da chi dà il lavoro (l'imprenditore) e quanto effettivamente si riceve di stipendio: sono quelle tasse che, in fin dei conti, vanno a finanziare (tra le altre cose) le pensioni.

    A parte chi era già fissato col Cavaliere (mi viene per esempio in mente il padre di una mia collega di lavoro, contentissimo dei risultati) sembra che abbia "vinto" Prodi.

    A me il dibattito non è apparso per nulla noioso... anzi: queste regole mi hanno permesso di seguire un dibattito più interessante del solito, in cui finalmente si è passati dal quasi insulto continuo, ai fatti.

    Berlusconi si è trincerato dietro un po' di numeri (buttati lì a casaccio tra l'altro) e al solito negazionismo (va tutto bene), sommato al solito scaricabarile (quello che non va bene è colpa della sinistra). Insomma Berlusconi mi ha profondamente deluso, non riuscendo a trovare qualcosa di nuovo... che abbia finito le barzellette?
  2. Commento di Andrea Paiola - 17/3/2006 ore 0,46

    Sul cuneo fiscale: Imprese, formazione e cuneo fiscale
  3. Commento di Andrea Paiola - 17/3/2006 ore 0,50

    Se si vuole approfondire ho trovato anche Lavoce.info
  4. Commento di Michele Diodati - 17/3/2006 ore 9,34

    Andrea, il Pesa-Nervi ti ringrazia per i chiarimenti e i link sul cuneo fiscale ;-)
  5. Commento di Meno Stato + mercato + liberta' - 17/3/2006 ore 10,42

    Trovate sul sito Meno Stato + mercato + liberta' i numeri del costo del lavoro (cioe' la differenza fra quanto paga l'azienda compresi i vari contributi e quanto prende in busta paga il lavoratore al netto dei contributi e le tasse a suo carico)in Europa:
    COSTO DEL LAVORO IN EUROPA, RETRIBUZIONI LORDE E NETTE
    http://www.menostato.it/fatti_CostoLavoro_LordoNettoOperaio.html

    E come vedete 133,9 e' il costo del lavoro in Italia, il lavoratore ha come netto 71,9 quindi circa' la meta'.

    In questa pagina c'e' il dettaglio delle aliquote contributive a carico dell'azienda (fra il 30% e il 33%) e del lavoratore (9%)
    ALIQUOTE CONTRIBUTIVE VIGENTI IN PERCENTUALE DELLA RETRIBUZIONE PER LE IMPRESE INDUSTRIALI
    http://www.menostato.it/fatti_CostoLavoro_Dipendente.html
  6. Commento di Gabriele Romanato - 17/3/2006 ore 16,50

    Chi ha vinto il confronto? Lo sapremo fra cinque anni, a conti fatti. ;-)
  7. Commento di Andrea Paiola - 19/3/2006 ore 12,10

    Belusconi si è ripreso, simulando una sciatalgia: adesso lo riconosco!
  8. Commento di Mario - 20/3/2006 ore 15,57

    Prendo atto che chi vota per la sinistra italiana, tranne una piccola minoranza (comunista e no-global, di cui peraltro NON faccio parte), abbraccia un' impostazione liberista-ultraliberista (di cui Prodi, Draghi e Ciampi sono naturale espressione), e che comunque Berlusconi ha perseguito col suo governo.

    Capisco l'indignazione per la plateale sfida di Berlusconi alle c.d. "regole", e posso anche comprendere l'antipatia a pelle che il Cavaliere riesce a generare.

    Ma ciò che non capisco e non sopporto è la CONFUSIONE e la cieca IDEOLOGIZZAZIONE di chi si "sente" di sinistra. Ed in questo non posso che dare piena ragione a Berlusconi: la sinistra è FAZIOSA. E giacchè la destra è impresentabile e ricattabile, e la sinistra è cieca e faziosa, il mio pessimismo va alle stelle!
  9. Commento di Michele Diodati - 20/3/2006 ore 16,34

    Mario, io posso anche condividere le tue considerazioni (del resto scontate: ogni partito o coalizione, proprio per il fatto di essere parte e non tutto, nasce fazioso). Quel che non capisco è il riferimento: ti riferisci a me, come autore dell'articolo che hai commentato? Alla sinistra come viene fuori dalle cose che ho scritto? Alla sinistra in generale, indipendentemente dal mio articolo? Non so, chiarisci per favore.

    Per quanto mi riguarda, non mi considero affatto una persona che si "sente" di sinistra, proprio in virtù delle considerazioni che tu hai fatto: cioè la sovrapponibilità, e non solo parziale, dei principi di fondo su cui si basano le politiche economiche delle due coalizioni. Il mio propendere oggi nettamente per Prodi nasce soprattutto dalla considerazione che l'alternativa - Berlusconi - rappresenta, a mio parere, la più grande minaccia alla democrazia italiana. Senza considerare che molti degli uomini "di spicco" del centrodestra (ogni riferimento a Calderoli e Giovanardi è voluto) sono a dir poco impresentabili.
  10. Commento di Mario - 20/3/2006 ore 17,47

    Caro Michele,

    la faziosità, che poi è parente stretta della disonestà intellettuale, non è la caratteristica migliore per governare. Tanto più governare una grande e disastrata nazione come quella italiana.

    Tu mi rispondi:
    "Mario, io posso anche condividere le tue considerazioni (del resto scontate: ogni partito o coalizione, proprio per il fatto di essere parte e non tutto, nasce fazioso)."

    E poi mi chiedi di argomentare, e di spiegare a chi mi riferisco quando parlo di persone di sinistra. Visto che seguo da qualche tempo questo blog, e lo trovo molto interessante oltrechè schierato, senz'altro puoi tranquillamente considerare che il mio riferimento sia diretto a te.
    E poi, tu stesso, nell'articolo in cui hai trovato così tante "prove" della vittoria di Prodi (ah, se in Italia si studiassero di più e meglio le materie scientifiche...) affermavi:
    "Lo stesso Prodi è stato però molto efficace quando ha colto la palla al balzo e ha messo in evidenza il fatto che Berlusconi si propone sempre come il leader di una sola parte degli italiani, pronto ad alimentare le divisioni, mentre lui - Prodi - vuole invece proporsi come il presidente del consiglio di tutti, mirando a unificare e a ridurre le tensioni e disposto addirittura a tendere la mano agli avversari nel legiferare e nell'amministrare il Paese."

    Ora, visto che vedi in Prodi il presidente di tutti, il pacificatore e l'unificatore (ma di chi: di tutti i partiti? nel qual caso è più corretto dire l'inciuciatore...), anche tu accetti il fatto che un governo ed un primo ministro faziosi non siano esattamente una manna.

    Fazioso significa incurante delle ragioni dell'avversario, interessato agli interessi di una parte invece che di tutti.
    E purtroppo tale definizione mi pare invece adattarsi bene anche alla variopinta coalizione di centrosinistra, e non solo al carrozzone del supermiliardario brianzolo.

    Il duello televisivo non è stato noioso, fatto correttamente da te indicato come ininfluente, ma vuoto.
    E la "minaccia alla democrazia italiana" rappresentata dal Cavaliere, ai miei occhi appare un fattore (ahimè!, ahinoi!) marginale, rispetto alle anomalie congenite italiane, che i programmi "sovrapponibili", come dici tu, dei due schieramenti democraticamente in lizza, non danno molte speranze di risolvere.

    Con stima,
    M.
  11. Commento di Michele Diodati - 20/3/2006 ore 19,03

    Caro Mario,
    mi fa innanzitutto piacere avere un interlocutore che pone questioni che stimolano una profonda riflessione.

    Venendo al punto, mi pare di capire che tu mi abbia affibbiato, più o meno chiaramente, una patente di disonestà intellettuale (parente stretta della faziosità, sono d'accordo), nella quale però non mi riconosco.

    Intendiamoci: essendo umano e avendo anch'io le mie preferenze e pregiudizi, so bene che posso apparire fazioso, pur non avendo io alcuna intenzione consapevole di esserlo (anzi facendo di tutto per cercare di esprimere solo giudizi argomentati e documentati). Ma non mi riconosco nel tuo giudizio, proprio in base alla "prova" che tu citi.

    Quando tu scrivi: "Ora, visto che vedi in Prodi il presidente di tutti, il pacificatore e l'unificatore...", stai andando oltre ciò che io avevo scritto. Il mio testo diceva semplicemente: "Lo stesso Prodi è stato però molto efficace quando ... ecc. ecc. ... , mentre lui - Prodi - vuole invece proporsi come il presidente del consiglio di tutti... ecc.".

    In altre parole, rimarcavo un dato oggettivo emerso dal confronto (e rilevato da numerosi commentatori), cioè l'efficacia con cui Prodi ha parlato di unità, proponendosi come unificatore, laddove Berlusconi ha parlato ancora una volta di amici e nemici. In questa mia osservazione non vedo perciò nulla della faziosità di cui mi accusi, faziosità che ci sarebbe stata se avessi scritto che Prodi, caso mai dovesse vincere le elezioni, porterebbe certamente unità e conciliazione in Italia (dovrei essere indovino per poterlo affermare. Al massimo lo spero).

    Quanto al problema della faziosità dei politici, come già detto, sono d'accordo con te. Ma, forse a differenza di te, considero la possibilità che ci sia una faziosità innocente (trasversale, non specificamente di destra o di sinistra), a fianco della comune faziosità subdola e consapevole. Chiarisco con un esempio: un politico che briga per truccare in modo a lui favorevole i risultati di un sondaggio o i dati statistici sull'economia, nel tentativo di convincere gli elettori di aver avuto un successo maggiore di quello che i fatti gli concedono, è un esempio di faziosità subdola. Ma un politico che giudica pubblicamente i fatti in un modo che conferma le sue idee, trascurando di assumere alcune informazioni che pure sarebbero disponibili, o non dando la giusta importanza ad altri fattori che ritiene erroneamente secondari, sta usando una faziosità innocente, nel senso di inconsapevole, non volontaria.

    Questo credo sia un limite quasi ineliminabile della mentalità di ogni politico: assumere un partito, qualsiasi esso sia, significa infatti avere una particolare visione del mondo, dare più importanza ad alcune cose piuttosto che ad altre. I giudizi politici che nascono da una visione del mondo parziale possono apparire faziosi. Ma quanto più ci si documenta, quanto più si impara a riconoscere dignità e ragioni anche alle ragioni degli avversari, tanto più si può ridurre l'influenza dei propri pregiudizi sulle conclusioni a cui si arriva. Personalmente mi sforzo, magari con poco successo, di seguire questa via.

    Tuttavia la mia personale visione del mondo, diciamo la mia parzialità innata, mi procura una vera e propria ripugnanza per i comportamenti di Berlusconi. Scoprire che ci sono milioni di italiani che, come te, pensano che «la "minaccia alla democrazia italiana" rappresentata dal Cavaliere (...) appare un fattore (ahimè!, ahinoi!) marginale» è qualcosa che mi lascia assolutamente sconcertato e marca quella che è innanzitutto una profonda differenza psicologica. Io sono d'accordissimo con te nel sostenere che tutta la politica italiana sia malata; addirittura penso che sia - consentimi l'esagerazione - una sorta di mafia legalizzata. Però abbiamo oggi in Italia un personaggio che attacca un giorno sì e l'altro pure quelle stesse istituzioni dello Stato di cui dovrebbe essere garante e difensore (i magistrati), uno che è in grado di piegare le istituzioni ai propri scopi, che gode indecentemente dei vantaggi di un conflitto d'interessi che non ha uguali in nessuna democrazia avanzata, che è uscito per il rotto della cuffia da una quantità di processi per accuse gravissime, che è stato prescritto per un reato di accertata falsa testimonianza (a proposito della sua iscrizione alla P2), che attacca prepotentemente chiunque gli si metta di traverso (vedi assemblea di Vicenza della Confindustria): be', definire un'anomalia simile come un "fattore marginale" ci pone veramente su pianeti diversi.

    Con altrettanta stima,
    Michele
  12. Commento di Mario - 20/3/2006 ore 20,09

    Caro Michele,

    ti ringrazio della stima, che ricambio.
    Il tuo discorso sulla faziosità innocente e subdola potrebbe anche essere ragionevole, ma apre un baratro sotto il concetto stesso di democrazia, così come lo intendiamo ed applichiamo oggi. Se la democrazia si riduce a mera dialettica tra due parti discordi, che non sono neppure tenute a conoscere a fondo le ragioni della parte avversa, allora (più o meno) necessariamente le nostre istituzioni saranno deboli ed inefficienti.

    A conferma di quanto affermo porto la "complementarietà" tra i programmi di destra e sinistra, che sta appunto nello smantellamento dello Stato, di un'idea di istituzione comune, etica e finalizzata al Bene di tutta la nazione. Tale funzione, secondo leggi para-scientifiche peraltro non dimostrate, può essere agilmente sostituita dal libero mercato, sistema più "moderno" che garantisce maggiore efficienza, oltre che "libertà" (altro concetto illuminista, ancora trasversale alle due parti, e che però mi vede freddo...) ai cittadini.

    Non mi permetto di giudicare la tua personale faziosità-disonestà intellettuale, anche se finora nel tuo blog non ho trovato neanche un accenno a qualcosa di positivo della parte a te avversa, il centrodestra. Concordo con te che schierarsi con una parte spinga a "combattere" l'altra parte in tutti i modi, fino al punto di non curarsi delle sue ragioni. O meglio, delle ragioni dei suoi ELETTORI.
    Sbrigativamente, come hai chiuso la tua risposta, si ipotizza l'appartenenza a pianeti diversi. Io sono di sinistra (quindi sono buono), tu di destra (quindi cattivo), o viceversa. Chi vince le elezioni, se ne ha voglia e soprattutto necessità, sarà "super partes". Altrimenti non importa.
    Gli anglosassoni ed i francesi, nostri maestri in tutto, veri artefici della tanto vantata civiltà occidentale (altro valore "trasversale" agli schieramenti italiani, e che mi vede ancora una volta freddo...) hanno finora stabilito che va bene così.
    E fino a quando non dovessero cambiare idea, noi italiani, macchiati di una vergognosa esperienza fascista, non abbiamo altro diritto che ascoltare ed eseguire.

    Con stima,
    Mario
  13. Commento di Michele Diodati - 21/3/2006 ore 0,32

    Caro Mario, ti confesso che francamente non capisco bene né dov'è che secondo te io sbaglierei né cosa vuoi arrivare a dimostrare (se vuoi dimostrare qualcosa).

    Dai a me del fazioso, ma poi pensi che il problema-Berlusconi sia un fattore tutto sommato marginale. Credi che sia equilibrata la tua visione delle cose? E tutta la stampa estera mondiale, dalla Pravda al Washington Post, da El Paìs al Financial Times, che spara da anni articoli di fuoco criticando l'anomalia italiana, cos'è? Tutta stampa comunista? Tutti giornalisti al soldo di Prodi, anzi di D'Alema? Tutti faziosi? Una quinta colonna di Magistratura democratica? Non sarà che Berlusconi, al di là dei giudizi di parte della politica italiana, è davvero un problema per la democrazia e il pluralismo, e come tale viene percepito da chi si trova al di fuori del nostro Paese e dei suoi condizionamenti?

    Mi accusi poi, pur dicendo di non volermi giudicare, di essere fazioso perché non cito fatti a sostegno del centrodestra. Cosa vuoi che ti dica? Sono fazioso. E' che di cose positive fatte da questo centrodestra io non ne vedo. O ne vedo pochissime (una: la legge 04/2004 sull'accessibilità, votata per altro trasversalmente da tutti i partiti). Evidentemente nella mia visione del mondo hanno importanza azioni e comportamenti che per la tua visione del mondo non hanno importanza (o ne hanno meno), e viceversa. Questo non significa che io non mi sforzi di capire le ragioni di chi vota Berlusconi: è semplicemente che non le condivido. E aggiungo che questa mia non è una posizione di sinistra in senso stretto: è soprattutto un rifiuto di quel che è la destra italiana oggi. Spero che tu colga la differenza.

    Non concordo neppure con le conseguenze che tiri dalle mie parole. Tu scrivi: "Se la democrazia si riduce a mera dialettica tra due parti discordi, che non sono neppure tenute a conoscere a fondo le ragioni della parte avversa, allora (più o meno) necessariamente le nostre istituzioni saranno deboli ed inefficienti."

    Innanzitutto non ho mai sostenuto che le parti politiche non sono tenute a conoscere le ragioni degli avversari. Ma, a parte questo, mi pare che tu qui confonda le regole della democrazia con il livello di cultura e di civiltà di chi è soggetto a tali regole. O forse non ho capito cosa volevi dire. In ogni caso, per me le regole democratiche sono la cornice in cui deve aver luogo il dibattito politico. Tali regole devono consentire uguali condizioni di libertà di espressione a tutte le parti politiche e devono proteggere le istituzioni, soprattutto quelle di garanzia, contro eventuali tentativi di sopraffazione di una parte sull'altra (o sulle altre).

    All'interno di questa cornice di regole, gli attori del dibattito politico possono conoscere o non conoscere le ragioni degli avversari, possono essere faziosi o perfettamente equilibrati, subdoli o innocenti. Se le regole e i meccanismi di garanzia funzionano, il sistema è protetto contro gli arbitri e le violenze che una parte può voler perpetrare. Quando invece le regole vengono stravolte, dall'interno o dall'esterno, cessa la possibilità di avere una democrazia compiuta. E' questo il pericolo che io temo maggiormente.

    Su tutte le altre questioni - critica del libero mercato e del senso di superiorità degli occidentali - posso anche concordare con la tua freddezza.

    Resta il fatto che da noi il fascismo c'è stato davvero ed è durato oltre vent'anni.

    Alla prossima,
    Michele
  14. Commento di Andrea Paiola - 21/3/2006 ore 0,33

    Ho come l'impressione che vi aspettiate troppo dai politici... o almeno dalla attuale classe dirigente.
    Non sono i difensori della democrazia, nè della libertà. Sono i difensori del cadreghino.
    Questo almeno quanto vedo io (per carità una visione parziale... ma chi può vedere tutto?)

    Sabato scorso sono stato al Politecnico di Torino per una conferenza in cui Stallman presentava la nuova versione della licenza (GPL 3).
    Dopo l'intervento del Professore Angelo Raffaele Meo, che metteva in evidenza come forse l'unico modo per risollevare l'Italia è l'adozione e lo sviluppo open source, c'è stato un intervento più politico del giornalista Arturo Di Corinto, che ha precisato che il fatto che l'open source fosse presente nel programma di Prodi, non assicurava nulla, perchè le stesse campagne elettorali sono finanziate da aziende (cita Microsoft, IBM, Cisco) che ci perderebbero.

    Ecco che l'economia governa la politica, riducendo le idee e gli ideali a meri fantocci da sventolare in campagna elettorale per attirare il popolo elettore.

    Il Professore Angelo Raffaele Meo parla di "una rivoluzione culturale della classe dirigente" come unica via di salvezza per l'Italia... e io concordo con lui.

    [http://www.andreapaiola.it/archives/2006/ho-visto-stallman/]
  15. Commento di Andrea Paiola - 21/3/2006 ore 0,36

    Scusate il link corretto è questo:
    Ho visto Stallman!
    ciao,
    Andrea.
  16. Commento di Mario - 21/3/2006 ore 11,45

    Grazie Andrea: "una rivoluzione culturale della classe dirigente", o meglio ancora un profondo ridimensionamento delle rivoluzioni fondanti la civiltà occidentale. Ma il discorso si fa molto più ampio, e va decisamente oltre le piccole beghe politiche italiane, in cui, ed ancora sono d'accordo con Andrea, i politici non sono altro che i difensori del cadreghino. Poi, che qualcuno ci stia (molto) più simpatico di un altro va BENISSIMO. A patto di non costruire barricate. Perchè davvero non ne vale la pena.
  17. Commento di Nerio Zonca - 5/4/2006 ore 12,56

    caro Michele
    ho letto il tuo blog con molto interesse e mi fa piacere che si possa discutere in maniera pacata e intelligente sugli argomenti della politica. Sono d'accordo con te su molte cose, soprattutto sul fatto che la politica non è il cabaret ed è molto meglio cercare di capire anche con delle regole rigide (non ci sarebbero se le persone fossero più educate e rispettose)piuttosto che la solita fiera.
    Ho letto con interesse anche il tuo confronto con Mario, e devo dire che anche Mario è in gamba (seppur un po' complesso nei suoi ragionamenti) e qui ti vorrei fare una critica che è poi quella di cui ti "accusa" Mario.
    Si è parlato di faziosità come di qualcosa di non bello nè giusto non solo dal punto di vista intellettuale ma sotto tutti i punti di vista, se però poi tu dici che sei fazioso perchè in effetti ci sono poche cose a "sfavore" del centro sinistra e quasi tutte pendono sul centro destra, eh beh, dovresti rifletterci su quando dici questo no? Possibile che il centro sinistra non abbia niente da farsi perdonare? E il suo programma sia così illuminato e convincente? E il centro destra non abbia fatto nulla, ma proprio nulla (tu ricordi solo una legge a me indecifrabile) in 5 anni?
    Questo non mi pare nè giusto nè corretto anche perchè c'è una legge di "enorme civilità", oserei dire epocale, che ha fatto l'attuale governo e che purtroppo la sinistra non è stata capace di fare, o non l'ha nemmeno proposta il che è anche peggio.
    La legge in cui tutti veramente siamo d'accordo è la legge antifumo! Ora che io possa con il mio bimbo meraviglio di tre anni e mezzo andare in un ristorante, mangiare e non venire letteralmente invaso (soprattutto il bambino) da nuvole di fumo pernicioso (quante volte uscivo con la mia ragazza da un pub e avevamo quasi remore ad avvicinarci tanto puzzavano di fumo i capelli, i vestiti, oltre ad aver respirato per tutto il tempo un bel fumo passivo cancerogeno tanto quanto quello di chi fumava)ebbene questo è veramente un sogno che si è realizzato, soprattuto in un paese dove il grado di furbizia e di inciviltà non ha eguali, o meglio è più evidenziato rispetto agli altri valori che pure esistono.
    Ma avendo un miliardario al potere non era possibile che questo andasse contro le potenti lobby del fumo,infatti si è visto dopo lentrata in vigore del divieto quanto rancore sputassero ipotizzando scenari apocalittici, a proposito, qualcuno ha visto le scene da far west ipotizzate da Billè con i commercianti - sceriffi? Semmai abbiamo visto poi dopo perchè Billè avesse l'ossessione dello sceriffo che entrasse nel suo quartierino..., ma parte questa divagazione, non proprio disgiunta dal contesto perchè comunque fa percepire la moralità del personaggio, dicevo che era impossibile che un magnate andasse contro altri magnati, il profitto prima di tutto e se poi tutti ci sentivamo intossicati chi se nefrega, è la legge del profitto che con il buon senso non ha nulla (o poco) da spartire...e invece... addirittura c'è una postilla che dice che in presenza di donne incinte e bambini piccoli la pena triplica, come se fossimo veramente in un paese civile.... sono d'accordo che una rondine non fa primavera ma intanto è un passo avanti verso la bella stagione...ebbene so per certo (ho gli articoli) che stimati opinionisti di sinistra hanno avuto IL CORAGGIO di criticare questa legge... e anche in maniera aspra...cosa si dovrebbe dire di questa sinistra? non c'è quella parzialità odiosa che porta a contrapporsi sempre e comunque a prescindere dalla bontà dell'iniziativa?
    Ecco caro Michele un elemento su cui riflettere, e te ne potrei portare altri di argomenti, motivandoli sempre naturalmente, per dimostrare quella faziosità stupida e squallida che rasenta l'infantilismo, un po' come ha fatto la Wanna Marchi di Arcore nell'ultimo duello, alla domanda del giornalista di moderari i toni il buon Prodi faceva autocritica e l'altro non solo non capiva l'importanza della richiesta ma come i bambini piccoli piangeva dicendo che è stato lui, ha cominciato lui, io non ho mai fatto niente e via col liscio..
    Come vedi non c'è nessuna parte immacolata e al massimo possiamo votare per il meno peggio, ma se di là di faziosità c'è 80 su cento di qua c'è ne 77-78, e se andiamo sul ramo ipocrisia, suo parente stretto, addirittura si ribaltano le percentuali (ti ricordi come Bertinotti tiresse in ballo il Papa e la chiesa tutta improvvisamente guida giusta e saggia perchè con forza esprimeva il suo no alla guerra, peccato che lo facesse solo quando gli faceva comodo a lui e ai suoi interessi...) non pensare che il marcio sia meno puzzoso solo perchè si vede poco, è solo nascosto meglio, e ribadisco che di argomenti ce ne sono a decine per dimostrarlo.
    Mi piacerebbe sapere se questa mi pare pacata seppur pungente critica possa averti indotto delle riflessioni.
    un saluto e te e a tutti i tuoi ospiti


  18. Commento di Michele Diodati - 5/4/2006 ore 15,34

    Caro Nerio,
    anche io sono favorevole alla legge antifumo, che reputo una delle cose giuste nate nel corso di questa legislatura (anche se Fini e altri colleghi di governo si sono comportati, relativamente al divieto di fumo, in modo a dir poco inqualificabile).

    Non penso, in generale, che tutte le leggi volute dalla maggioranza di centrodestra negli ultimi cinque anni siano state negative o deleterie per il Paese. Anche volendo, non si riesce a fare proprio tutto male. Inoltre non ho neppure la competenza, le conoscenze per poter affermare che ogni legge votata in questi ultimi cinque anni sarebbe da cancellare. Tuttavia ho parecchi elementi per dire che molte e importanti leggi volute dalla maggioranza sono degli autentici scandali, vere e proprie schifezze votate solo per interesse privato (quasi sempre quello di Berlusconi), che squalificano chi le ha votate e, di conseguenza, il nostro Paese agli occhi del mondo. La legge Frattini sul conflitto d'interessi, la legge Gasparri, la ex Cirielli, la legge che stabiliva la non perseguibilità delle cinque maggiori cariche dello Stato (poi sconfessata dalla corte costituzionale), il codicillo scritto per impedire a Caselli di candidarsi per la carica di procuratore antimafia, lo scudo fiscale, i condoni, il ritorno al proporzionale, ma più di tutte la riforma della Costituzione: una rivoluzione nella legge fondamentale della nazione, fatta approvare in fretta e furia, con grappoli di articoli e di emendamenti votati senza possibilità di approfondimento, senza preoccuparsi del fatto che la Costituzione rappresenta l'identità della nazione e che perciò non può essere stravolta in questo modo, senza pagarne un prezzo.

    Non nego che ci sia (o ci possa essere) anche del bene, ma il male fatto da questa maggioranza di governo all'Italia è talmente profondo e grave, che ci vorranno anni - se ci riusciremo - per riprenderci. Poi ognuno è libero di pensarla come crede, e di ritenere che le cose buone superino quelle cattive, ma mi piacerebbe vederle documentate in modo serio, non con le raffiche di cifre senza contesto sparate dall'"ubriaco" col lampione storto.

    Un saluto e grazie per il tuo commento,
    Michele
  19. Commento di Andrea Paiola - 5/4/2006 ore 23,39

    L'articolo sui fumatori abusivi del Consiglio dei Ministri mi ricorda i portaborse in nero...

    In Italia si fanno le leggi e non si applicano: la legge scritta non riesce a prevalere sui (mal)costumi, sintomo di una mafiosità diffusa.

    Un altro esempio è l'obbligo della museruole per i cani(alcune razze e dimensioni almeno): han fatto multe per 2 o 3 mesi e poi è stata dimenticata.

    Tutto sommato la legge sul fumo nei locali pubblici è stata abbastanza rispettata.

    Scusate il fuori argomento... ma non potevo non notare tutto ciò.

    ciao,
    Andrea.
  20. Commento di Nerio Zonca - 8/4/2006 ore 1,25

    ...Ssssi Michele.. il mio lungo si lo motivo così: non posso che essere d'accordo con te in quello che dici, senz'altro le caratteristiche più salienti sono state delle leggi non tanto portate a tutelare la comunità tutta, ma c'è un ma...e neanche piccolo, quello che non si dice è che la gran cassa della sinistra ha contribuito a diffondere questo clima dove ci si straccia le vesti davanti ad alcune leggi ma si tace sulle altre...tu dici caro Stefano che non hai competenza e conoscenza per sapere di tutte le leggi tuttavia hai parecchi elementi per dire ecc. ecc.. ma questi parecchi elementi, da dove sono usciti? Dai giornali e da altre fonti di informazioni mi dirai, certo, ma tu sai benissimo che se io strepito contro qualcosa e/o qualcuno e poi vengo rilanciato attraverso varie fonti ESISTO, se io faccio il mio dovere e faccio il mio lavoro e faccio buone leggi non mi fila nessuno, posso anche annunciarle ma per il giornalista non è una notizia il fatto che io faccia bene il mio dovere (per la politica dovrebbe una notizia sensazionale vista la penuria..) lo è senz'altro se lo faccio male ma lo è anche solo se qualcuno lo insinuasse soltanto .. il polverone vale più del contenuto..è triste ma è così..e vale da una parte come dall'altra, intendiamoci.

    Infatti all'opposizione è più facile scatenare tempeste da un bicchier d'acqua, e quando la destra era all'opposizione era anche più abile, Berlusconi si mise addirittura a piangere per i poveri albanesi morti... più ipocrita di così...però il messaggio passava eccome.

    Costruire è lungo e faticoso, distruggere è un attimo.

    Se io faccio il maestro e ogni giorno cerco di barcamenarmi tra mille riunioni, assemblee, programmazioni e nel frattempo cerco di insegnare BENE la mia materia, con passione, e oltre a quello insegno anche l'educazione civica, e cerco di formare nel migliore dei modi i ragazzi, cioè svolgo un compito delicatissimo nella formazione dei nuovi cittadini, beh se faccio bene tutto questo quanti titoli ho suoi giornali? Zero! Ma se io un giorno sequestrassi un cellulare per insegnare che a scuola non si va a fare i propri comodi, e se il genitore sollevasse il polverone.. quanta eco avrebbe questa notizia?

    Da 0 a 10 almeno sei,.. ma se mi andasse male e nel prendere il cellulare glielo strappassi di mano e gli facessi male al povero ditino ecco che allora ci sarebbero anche le percosse e allora la notizia avrebbe risalto 10 !(è successo). E bada bene che non tutti i commenti potrebbero essere a favore dell'insegnante perchè insegnare va bene << ..ma sempre nel rispetto delle maniere e senza oltrepassarre... e ricorrendo a mezzi persuasivi idoneii..>> e altre miserie di questo tipo.

    Capito il discorso?

    Tu dici che hai avuto diversi elementi per documentare il tuo sdegno.. accidenti, sembra che tu sappia tutto, un elenco così dettagliato bisogna andare a cercarlo per averlo, io sapevo di alcune leggi che hanno suscitato polemiche ma tu le elenchi prorpio tutte, però se vogliamo essere onesti fino in fondo e non solo per una parte, bisogna aggiungere che nei tuoi elenchi (il famoso polverone alzato per propaganda) ci sono anche quelle leggi che non bisognerebbe elencare...prendi quella sul conflitto d'interessi, dire che l'ha fatta il centro destra e non il centro sinistra è come darsi le martellate sulle palle!

    E' un elemento di vergogna non per la destra ma per la sinistra.. prima chi c'era al governo, i marziani e topo gigio?

    E qualunque scusa non sarebbe accettata, l'hanno fatta loro che più di tutti potevano avere interesse a non farla, che poi l'abbiano fatta male (per una parte politica) è un altro discorso, c'era un vuoto legislativo e la sinistra non NON E' STATA CAPACE di colmarlo, punto.

    Per il ritorno al proporzionale vale lo stesso discorso, sarà anche una schifezza ma io non ho visto tutta questa foga nel combatterlo, come abbiamo detto se si vuole far casino ci sono mille modi per farlo, semplicemente dopo qualche protesta di facciata hanno fatto tre conti e, tra premi di maggioranza e candidati senza nome, han visto che conveniva anche a loro... tu hai la minima idea di chi andrà al parlamento? I nomi dei candidati? E chi andrà al governo? Non era più trasparente se ce lo dicevano prima? potremmo ritrovarci Previti ministro della giustizia ma potremmo anche trovarci Diliberto ministro degli esteri.. o Caruso agli interni, per quel che ne sappiamo noi..da capelli verdi entrambi..

    Dunque per fare un vero favore agli italiani bisogna dirle tutte le magagne, non solo alcune.

    Tu dici che non sei competente sulle leggi fatte ma sei competentissimo su molte altre tutte a sfavore della destra... allora riequilibriamo gli assetti, e naturalmente tra di noi ci diciamo cifre e temi tutti ben motivati e non estrapolati nella fioca luce dei vapori alcolici...

    Allora ti segnalo un'altra legge di civiltà morale ALTA, che naturalmente la sinistra non si è mai sognata di fare nonostante i drammi veri e le tragedie che ha suscitato la sua mancanza, ed è la legge 210 in tema di acquisto della casa, lo so perchè fra poco la devo acquistare anch'io e mi sono informato, in tanti mi avevano detto di stare attento ad acquistare una casa perchè più di una famiglia si è trovata senza casa nonostante avesse speso tutto per comprarla, senza casa e senza soldi, un dramma, e tutto perchè la casa non è tua fino al momento del rogito, quando cioè il notaio ufficializza l'acquisto, che naturalmente avviene quando la casa è costruita. Dunque tu facevi il tuo contratto e preliminare e la ditta iniziava a costruire la casa, tu gli davi i soldi ad avanzamento lavori fino a darglieli quasi tutti quando la casa era quasi finita, ebbene in quel momento il costruttore falliva, la casa non era tua perchè non avevi fatto il rogito e la banca si prendeva la casa come pegno del fallimento del costruttore, hai capito? Poi la casa andava all'asta e tu te la dovevi ricomperare (se ci riuscivi)...sai quante famiglie sono andate sul lastrico con questo giochetto? Circa 200.000! Hai inteso la cifra? Non sono una decina, un fenomeno circoscritto... Ebbene cosa ha fatto la sinistra per evitare queste furbate veramente delinquenti? Niente, se tu comperavi una casa che si doveva costruire potevi solo pregare come mi ha spiegato disarmato un commercialista... ma questa, a te, che mi sembri avere bei valori, non ti suona come una schifezza e una vergogna per un paese civile? Ebbene dall'agosto 2004, convertita poi in legge l'anno dopo, questa tremenda spada di Damocle non c'è più perchè ora il costruttore è obbligato a rilasciare una fideiussione in modo tale che se fallisce in corso d'opera la banca ti restituisce tutto quello che hai versato. E questa legge l'ha fatta questa maggioranza, tra l'altro io non so perchè non lo dicano, forse perchè è stata proposta da un deputato della margherita, ok, ma comunque l'hanno recepita, votata, e convertita in legge.

    E' o non è un dato di fatto? E' o non è un'altra legge di grande valore?...

    Parliamo delle famiglie? Ora tutti a dire degli asili nido, la Livia Turco già due anni fa starnazzava sulla assurda mancanza di queste strutture, ma solo tre anni prima chi c'era al governo? La redazione di novella 2000? Mi sa di si a questo punto... Ecco, questa è l'ipocrisia che proprio non sopporto, NOI possiamo dire che mancano queste cose, ma non può il pizzaiolo dire che fa schifo la pizza che ha appena fatto perchè allora è cerebroleso... Perchè quando è stata in incarico lei non ha fatto nulla per creare nuove strutture per l'infanzia? Io ho un bambino piccolo, se non ci fossero i nonni dove lo metterei? Che cosa mi dici di questi argomenti?

    Ti prego di non eluderli nella tua risposta, può far male ammettere certe cose ma se si è onesti bisogna esserlo a 360 gradi, e bada bene che io voto centro sinistra (margherita) e dunque non posso essere accusato di partigianeria. Un conto se dicessi che la Juve gioca male e poi sono del Milan, un conto se sono della Juve (che è un po' come l'ulivo, vincerà anche ma non è che faccia vedere un bello spettacolo..).

    Questo lo dico per onestà e per sgomberare il campo da equivoci.

    In un sito intitolato società civile (mi sembra) sono riportati tutti gli inquisiti che siedono nel nostro parlamento ( che bello..), naturalmente ce sono tipo 50 di forza italia e 3 dei ds, ma il bello è che sotto ad ognuno c'è una fila lunghissima di tutte le loro angherie di solito in odore di mafia, nei 4 o 5 della sinistra tre o quattro righe.... Che splendore, sembra di vedere Emilio Fede al contrario...eppure io quando vedo qualche operazione grossa di antimfia nel meridione c'è sempre l'intero arco istituzionale implicato.. come è logico che sia, là comandano loro e allora, visto che nessuno vuole combatterli sul serio nonostante tutti sappiano chi siano, di fatto scendono a patti, a te la possibilità di spadroneggiare a me i voti e il potere. Lo so che dico cose banali ma quel sito si chiama società civile (?!)... non è ingannare alla Berlusca? Cioè dire solo le verità che fanno comodo?

    Se poi la serietà andasse al governo allora Pannella e compagnia rancorosa dovrebbe essere presa a calci in culo, e non avere dentro anche chi considera il vaticano come i talebani... ma stiamo scherzando? Vai a leggere i loro siti e vedi cosa dicono della fecondazione assistita, uno di loro mi ha scritto << ..di fronte alla clonazione che tu indichi come spauracchio io invece non vedo altra strada..>> naturalmente per guarire di colpo tutte le malattie del mondo... non vedo altra strada al di fuori della clonazione umana? Non ti fa rabbrividire questo pensiero? Questi pensano veramente a manipolare la vita con l'unico scopo (è chiarissimo) di far un dispetto alla chiesa e ai suoi valori... che grandi uomini ci governeranno... e queste personcine per bene che lottano per liberalizzare la droga e il sesso (come se le donne non fossero già a sufficienza considerate carne da macelleria) sono parte della serietà al governo?

    Ma veramente queste cose non le vedi caro Stefano?

    Però non dirmi che sono i guasti del maggioritario o di queste ibride leggi elettorali, queste son scuse ridicole... allora se Totò Riina portasse in dote un 5 % verrebbe arruolato?

    Parliamo di un altro punto caldo? La riforma della scuola? Non proprio una cosina da niente, e facciamo il paragone tra quella che ha fatto Berlusconi e quella che aveva (sich) fatto il centrosinistra... ebbene, prova ad informarti, e domani vai alla convention di Forza Italia a cantare a squarciagola l'inno con gli altri intruppati.. ti dico solo questo, 20 soloni dell'intellighenzia più snob, di quelli che pontificano dall'alto delle loro torri d'avorio, han partorito una riforma che se fosse stata attuata, ascolta bene questa allucinante realtà, sarebbe partita senza i libri di testo! Io stesso non ci credevo ma avendo una moglie insegnante che mi portava a casa prove concrete ho fatto presto a ricredermi... domanda, ti risulta che siano scesi in piazza i popoli della sinistra a protestare come per questa? Vuoi vedere che, la butto li, siccome l'aveva fatta la sinistra, nonostante gli insegnanti la giudicassero oscena, questa andava bene a priori?

    Ebbene? Va bene di là gli affaristi senza scupoli e valori... e di qua?

    Non ti sembra di sentire la puzza dell'ipocrisia (anche) da questa parte?

    Posso continuare a darti altre prove che tu non hai, la patente a punti e le luci accese non saranno la panacea di tutti i mali ma almeno han ridotto notevolmente le morti su strada, poi dire che funzioni perchè nel week end ne sono morti solo 22 invece dei soliti 35 mi fa schifo, allegria, sono solo una ventina i nostri giovani deceduti...ma intanto qualcosa si è fatto, the question is the same: che minchia ha fatto la sinistra per la sicurezza dei nostri ragazzi per le stragi del sabato sera? Ora c'è il divieto di non servire più alcolici dopo una certa ora e di ridurre la musica e le luci, sarà poco, concordo, il coraggio dei valori è merce rara, un bel compromessino non lo si nega a nessuno, ma intanto un piccolo passo in avanti si è fatto. O no? E i nostri amici di Cuba e del sol levante che innovative strategie hanno adottato? Quali provvedimenti rivoluzionari han guidato con mano ferma per invertire la rotta? Niente, nulla. Allora la domanda è: ma ci arrivano, o no? Gliene frega qualcosa, o no?

    Vedi, se la sinistra non avesse governato tutto sarebbe più facile, ma cribbio sentire la Melandri e le altre ipocritine infilzate pigolare che per la famiglia non si è fatto nulla, ma porca troia voi che cosa avete fatto? Dove sono questi centri per l'infanzia? Ancora adesso le politiche per la famiglia non sono al centro dell'attenzione perchè io sento parlare più di Pax che di famiglia, o sbaglio? E se anche può essere giusto dare delle giuste tutele non mi sembra che quete siano le priorità degli italiani, o sbaglio?

    Caro Stefano, non puoi non considerare questi argomenti, essi sono validi, motivati e soprattutto veri, non c'è traccia di parzialità.

    Non volevo scrivere questo "lenzuolo" ma la tua risposta ha di nuovo omesso alcune verità scomode, e visto che non mi sembri un esaltato, anzi, ti chiedo di riflettere e di analizzare quanto ho detto sotto questa luce nuova, punto per punto. Se ne sarai capace sarai stato uno dei pochi, con altri di sinistra ho avuto questi scambi e alle strette ragazzi come si inviperivano, e questo non faceva che confermare il loro ottuso paraocchi.

    Però ti dico che senza il coraggio dell'onesta non si vive, si vivacchia, e un governo così non mi esalta per nulla.

    Un caro saluto

    Nerio
  21. Commento di Nerio Zonca - 10/4/2006 ore 12,11

    Sono molto contento caro...asdrubale...
    Come vedi l'arterio può colpire anche a 37 anni.
    E' probabile che abbiaparlato con Stefano al telefono e poi questo nome mi sia rimasto appiccicato.
    A parte questo sono molto felice delle riflessioni che hai scritto, ed è molto vero quello che dici, il web può aiutare a stanare certe situazioni e anche a migliorare le nostre conoscenze. Tu stesso hai riconosciuto che non sapevi di certe leggi che oggettivamente sono buone a prescinndere dal proponente, e questi scambi vanno in un direzione giusta, conoscere per capire. Sono convinto che se molti fatti fossero portati alla luce molto astio sarebbe smussato, perchè il dubbio, il sano dubbio intendo, porta con se la riflessione e la voglia di approfondire.
    Poi è chiaro quando dici che le critiche possono essere intercambiabili e infatti non hai mai udito una frase dalla destra a favore della sinistra, ma questo è chiaro, vedrai ora se saranno all'opposizione quanto veleno spargeranno, ma assodato questo il discorso deve elevarsi altrimenti non se ne esce.
    E questa mia ultima riflessione riguarda i contenuti, se di la non c'era Berlusconapoleone ma un avversario "normale", alla Prodi, le inefficenze su fatti importatni che ti dicevo anche nel dettaglio,e beh, quelle c'erano sempre, sarebbero comunque rimaste, ed è questo il vero scandalo, o la cosa grave se preferisci.
    Per assurdo l'Innominato ha dato la possibilità alla sinistra di stringere più salde unioni in nome alla lotta da portargli, non in nome di proposte illuminanti, no, solo per contrastare lui, il resto venive ed è sempre venuto dopo...unirsi per essere "contro a" non è il massimo della vita, intendiamoci, ci può stare soprattutto in politica, ma che sia il motivo princiapale per restare coesi mi sembra un po' troppo...
    Ho paura che se lui si dissolvesse si dissolverebbero anche i propositi fattivi per far posto a vecchie ideologie ancora dure a morire e che sono il contrario dell'operosità intelligente, puro astrattismo intelletuale ( come la riforma della scuola dove si parlava di "onde anomale" (!?!?))che nasconde troppo spesso l'inconcludenza, l'inefficacia di certi strattismi fini a se stessi e poi alla fine gli sili nido sono solo propaganda e nulla più.
    Spero che cambi questo andazzo, e noi dobbiamo fare in modo (con le nostre sollecitudini e quant'altro) a far si che cambi, la logica del gattopardo ci ha veramente stufato. Se l'armata brancaleone sarà più concentrata a trattenere insieme i suoi cocci navigando a vista più che a costruire... va bè, finisco qui, e vediamo come andranno i risultati... io Michele cerco di essere comunque ottimista, è dura, è molto molto dura, ma essendo un inguaribile idealista ,resto ottimista..
    Un saluto Michele
    Nerio
  22. Commento di Michele Diodati - 10/4/2006 ore 15,06

    Caro Amilcare,
    è evidente che il dibattito politico nazionale ha bisogno di elevarsi, e di molto, oltre il livello attuale. Non per niente la campagna elettorale appena conclusa è stata aspramente criticata all'estero, non solo per le volgarità di cui è stata infarcita, ma anche per la sua inconcludenza.

    E' anche per questo che io mi auguro che la politica italiana riesca prima o poi ad espellere Berlusconi dal suo corpo. Finché infatti Berlusconi non si ritirerà, sarà possibile continuare a deviare l'attenzione dell'elettore su di lui (pro e contro le sue sparate quotidiane), dimenticando le svariate e gravi incongruenze e debolezze della politica italiana, di destra e di sinistra.

    Paradossalmente, non è neppure importante se Berlusconi vinca o perda: è proprio la sua presenza nelle istituzioni democratiche, con l'enorme conflitto d'interessi che si porta appresso, con il disprezzo per le regole democratiche che non perde l'occasione di manifestare, con l'uso pubblicitario del messaggio politico che lo caratterizza (vedi ICI), che abbassa indecorosamente il livello del dibattito politico italiano.

    Speriamo bene!

    Ciao,
    Michele
  23. Commento di Michele Diodati - 8/4/2006 ore 1,41

    Caro Nerio,
    a parte che mi chiamo Michele e non Stefano (come mi hai chiamato più volte nel tuo testo), cosa posso dirti? Sono d'accordo con te.

    E' una caratteristica purtroppo molto negativa degli italiani quella di essere estremamente partigiani: per fare l'interesse della propria parte sono spesso (per non dire quasi sempre) disposti a qualsiasi sconcezza. E' il trionfo, qui da noi, del fine che giustifica i mezzi. Personalmente cerco di star fuori da questa regola: per me il fine non giustifica mai i mezzi. Se pecco a volte di faziosità, è per mera ignoranza di qualcosa, mai per il desiderio di nasconderla e far credere agli altri che le cose stiano in altro modo.

    Tu mi citi delle leggi buone fatte del centrodestra e io dico che, a giudicare dagli esempi che hai portato, hai sicuramente ragione. Tu mi citi la cattiva pubblicità fatta dal centrosinistra alle leggi del centrodestra, e io ti dico che è vero. Ma qui entriamo in una logica perversa che è assolutamente reciproca: io non ricordo una sola dichiarazione di esponenti del centrodestra positiva verso gli avversari politici. Diciamo allora che è tutta la politica italiana che è ammalata di una sorta di viscerale gioco delle parti, che trascura l'onestà e mira solo a demolire l'avversario, a tutto scapito del cittadino.

    Secondo me Internet è un gran mezzo per far sì che le cose in futuro possano migliorare. Grazie al Web, si diffondono rapidissimamente gli smascheramenti delle falsità dette per pura propaganda politica (vedi per esempio la critica feroce che sta volando sul web da giorni, circa ciò che è scritto a pag.154 del giornale dei miracoli inviato da Berlusconi a tutti gli italiani - parlo della "Vera storia italiana"). Ciò obbligherà a poco a poco i politici a diventare più sinceri e più disinteressati.

    E comunque, sarò anche fazioso, ma in questa campagna elettorale io ho visto molta più onestà nelle dichiarazioni degli esponenti del centrosinistra e molta più cialtroneria puramente elettorale in quelli del centrodestra.

    Un caro saluto,
    Michele (non Stefano)

    P.S.: aggiungo una postilla a qualche ora di distanza. Scusami, Nerio, per non aver affrontato punto per punto i tanti temi che hai toccato, ma: 1. l'ora tarda non mi lasciava la lucidità per una risposta approfondita; 2. non ce n'era veramente bisogno. Come ho scritto più sopra, infatti, non ho nessuna difficoltà ad ammettere che i tuoi rilievi erano corretti. Gli esponenti politici e i sostenitori del centro-sinistra sono altrettanto parziali di quelli del centro-destra. Sugli errori del centrosinistra, non so se lo avevi già visto, c'è da mesi in questo blog una lunga recensione del Topino intrappolato di Elio Veltri, che è un'impietosa disamina dei tanti sbagli compiuti nell'ultimo decennio dal centrosinistra.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  16/3/2006 alle ore 23,44.

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