Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

LEGOmania, i mattoncini della felicità

Leggere il libro del canadese Allan Bedford permette a chi oggi è un adulto di fare un magico salto nel passato e riscoprire il piacere di incastrare tra loro mattoncini colorati, alla ricerca della costruzione perfetta.

[La copertina di LEGOmania]C'è un libro che consiglio a chiunque, ma soprattutto a chi ha passato i trenta, e magari i quaranta, e trascorre la propria vita davanti a un monitor di computer, avendo ormai relegato nel dimenticatoio i giochi della propria infanzia. Il libro, edito da Apogeo, s'intitola LEGOmania. La guida non ufficiale ai mattoncini LEGO, ed è opera del canadese Allan Bedford, un analista finanziario che non ha affatto dimenticato ciò che lo affascinava da ragazzo: non appena può abbandonare mezze maniche e quotazioni di borsa, tira fuori, infatti, da uno scaffale i mattoncini LEGO e, non solo li adopera per costruire gli oggetti più svariati, ma li studia, oserei dire scientificamente, al punto da aver formalizzato il suo sapere in questo libro denso di schemi di costruzione, glossari e tabelle informative. Un vero enciclopedista del mattoncino.

Mi fa particolarmente piacere aver scoperto questo libro, perché avevo vissuto con un certo dispiacere il progressivo scomparire dei mattoncini colorati dalle fantasie e dagli interessi di bambini e ragazzini delle ultime generazioni. La LEGO, celeberrina fabbrica danese dei mattoncini colorati, aveva pagato lo scotto del cambiamento di gusti dei piccoli, arrivando l'anno scorso a registrare forti perdite. Un articolo dell'aprile 2005 su la Repubblica spiegava: «Il piccolo mattoncino crolla sotto i colpi dei giocattoli cinesi a basso costo, della caduta del dollaro ma soprattutto per il fatto che i bambini non giocano più o meglio hanno cambiato giochi, anche i più piccoli hanno gusti da adulti e ai prodotti manuali preferiscono telefonini, lettori Mp3, oggetti ad alto tasso tecnologico».

[La home page del sito della Lego]E' vero, il gioco manuale sembra non affascinare più i bambini come una volta: è facile vederli oggi sempre più spesso accaniti, se non persi, nell'uso spasmodico di cellulari e di videogiochi. La stessa LEGO ha dovuto fare di necessità virtù, e, se si va a vedere il suo sito web, si noterà che le costruzioni, i mattoncini colorati non sono più il suo prodotto principale. Al centro della home page campeggiano invece minacciosi robot alieni, sorta di invincibili guerrieri sparatutto, che sono il compromesso con la tecnologia e la modernità che la fabbrica danese ha trovato per rimanere sul mercato.

Ma la voglia di assemblare mattoncini, di costruire case, ville, palazzi, stazioni, treni, aeroplani, continua tutto sommato ad essere presente e viva, anche oggi, come un fiume sotterraneo, nella mente di bambini e ragazzi. I più sofisticati programmi di modellazione tridimensionale sono il migliore esempio di questa perdurante volontà di assemblare e creare nuove forme. Solo che oggi lo si fa non più manualmente, ma grazie a un computer e ai suoi software. Così, il mondo virtuale dell'informatica è riuscito a duplicare anche i mattoncini LEGO, trasportandoli nel regno immateriale delle immagini computerizzate, fatte di asettiche schiere di 0 e di 1. Esistono numerosi programmi che consentono di utilizzare una nutrita serie di mattoncini virtuali e di assemblarli in tutti i modi possibili, con lo stesso fine di chi lavora sui mattoncini fisici: costruire oggetti che prima non c'erano, partendo dai componenti minimi (l'immagine qui di seguito mostra appunto il piano di lavoro di uno di questi programmi).

[Schermata tratta da un software che simula l'assemblaggio dei mattoncini LEGO]

Il bel libro di Allan Bedford parla però soprattutto di costruzioni e mattoncini veri, fisicamente reali. Descrive i numerosi tipi esistenti, le funzioni, i trucchi per assemblarli nel modo migliore, i metodi per organizzare le proprie scorte di mattoncini, in modo da sapere sempre dove trovare il pezzo che serve. E' un invito a ritornare alla manualità, perché i computer sono sì importanti, ma non possono sostituire del tutto la vita reale, le cose che possiamo fare con le mani agendo fisicamente nello spazio che ci circonda. Personalmente credo che questo libro, unito a una buona scorta di mattoncini LEGO, possa essere non solo un passatempo per un adulto nostalgico, ma anche un buon regalo per bambini e ragazzini troppo precocemente assorbiti dal mondo puramente virtuale dei computer.

Parola di informatico.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  20/3/2006 alle ore 0,30.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.