Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Fioritura di primavera a Roma / 1

La prima parte di una serie di foto scattate il 29 marzo 2006 al Parco dell'EUR che sorge intorno al laghetto artificiale.

Fortunatamente in Italia non va proprio tutto male. Sì, è vero: il governo è quel che è, la crisi economica si fa sentire, l'inquinamento aumenta di giorno in giorno, la popolazione invecchia, ecc. ecc. ecc. Però, se uno ha conservato la capacità di scorgere e apprezzare la bellezza, una passeggiata nei parchi di Roma nei giorni di primavera è qualcosa che rianima i sensi e apre il cuore ad una visione meno triste e cinica della vita e del mondo che ci circonda. Almeno a me capita così.

Le foto che presento qui e nelle pagine seguenti sono state scattate stamattina, durante una passeggiata lungo i viali e i prati del Parco dell'EUR a Roma. I due cani che compaiono in più di una foto sono i miei "figli" adottivi: Maia, la più grande di dimensioni e la più piccola di età (tre anni e mezzo), è un meticcio con ascendenze Husky; Smilla, quella nera, va verso i sette anni e deve avere un Pinscher, ma molto cattivo, tra i suoi antenati... Il terzo cane che compare in una delle foto, un boxer, non fa parte della famiglia: è un "amico" incontrato di passaggio.

La cupola che si vede in un'altra foto appartiene alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. La distesa d'acqua che compare più volte è il laghetto artificiale dell'EUR.

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Le foto successive...

Commenti dei lettori

  1. Commento di Massimiliano - 31/3/2006 ore 13,18

    "... se uno ha conservato la capacità di scorgere e apprezzare la bellezza, una passeggiata nei parchi di Roma nei giorni di primavera è qualcosa che rianima i sensi e apre il cuore ad una visione meno triste e cinica della vita e del mondo che ci circonda."

    Vorrei aggiungere soprattutto che si avverte il "respiro" della Natura, seppure relegata in città in fazzoletti di terra.

    Vorrei ricordare un efficace detto dei Masai:

    la terra non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli

  2. Commento di Michele Diodati - 31/3/2006 ore 13,26

    Ciao Massimiliano, grazie per il bel commento. Pur non avendo io figli (almeno non bipedi...), concordo pienamente con il detto dei Masai. Per questo contesto anche la definizione di "consumatori" nella quale tutti noi occidentali siamo stati, volenti o nolenti, racchiusi. Vorrei che ci definissimo "utilizzatori" della natura, non "consumatori". Ciò perché mi piacerebbe lasciare a chi verrà dopo di me un mondo non "consumato", ma intatto.
  3. Commento di Massimiliano - 31/3/2006 ore 14,59

    Mi chiedo però in quanti si accorgano di questo.

    Racconto un fatto accaduto dalle mie parti.
    In un giardino privato, s'innalzavano maestosi due monumentali pini di oltre 12 metri (il palazzo di quattro piani in cui ho abitato fin da piccolo!). I due solitari giganti, d'estate, riparavano con i loro ampi ombrelli dal caldo cocente sia il giardino che ampie porzioni di strada ed il cortile. Ricordo che da piccolo insieme agli altri raccoglievamo i pinoli e coloravamo le pigne trasformandole in trofei oppure ci soffermavamo meravigliati ad osservare le singolari catene in movimento ai loro piedi (le processionarie!).
    Il giardino, oltre all'intera proprietà, è stata però venduta di recente ed il nuovo acquirente si è arrogato il diritto di decidere delle sorti dei due ingombranti ospiti: era giunto il tempo di sbarazzarsene!
    Così sono stati fatti a pezzi due alberi quasi centenari: che sacrilegio!.
    Ogni volta che passo da quelle parti con malinconica nostalgia mi soffermo a guardare quel pezzetto di terra sul quale incautamente avevano preso dimora.
  4. Commento di Michele Diodati - 1/4/2006 ore 0,25

    Che tristezza...

    Purtroppo il caso dei due pini è solo un piccolo esempio tra tanti. Il Novecento ha portato una vera e propria devastazione nel paesaggio urbano italiano, e non solo. Anche i paesini più piccoli sono stati spesso stravolti dalle strade asfaltate, dalle macchine parcheggiate in tripla fila e da tutti quegli elementi del "progresso", che - utilissimi, per carità - sono stati installati però a danno della bellezza precedente, senza, pare, che gli inconsapevoli proprietari di quella bellezza se ne siano in qualche modo accorti.
  5. Commento di Andrea Paiola - 1/4/2006 ore 19,40

    Bah gli elementi del progresso... io per esempio vivo benissimo senza auto e il cellulare ce l'ho perchè me l'hanno regalato... la spesa la compro alla Coop e chissà la frutta e la verdura che giro ha fatto prima di arrivare da me... in compenso il Piemonte è terra di ottimi funghi (quelli li vado a prendere di persona... certo in auto, ma non con la mia, così comunque inquiniamo di meno).

    Concordo con voi su tutta la linea... oltretutto da ste parti han distrutto molta natura grazie alle olimpiadi e vogliono fare molti danni con la TAV.

    ciao,
    Andrea.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  30/3/2006 alle ore 0,33.

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