Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Basta panem et circenses

La traduzione in italiano di un articolo pubblicato sul quotidiano «International Herald Tribune» il 15 aprile 2006.

Titolo originale: No more bread and circuses. La traduzione in italiano e i collegamenti inseriti nel testo sono a cura di Vittorio Bica.

Basta panem et circenses

[La testata dell'International Herald Tribune]PARIGI - La sconfitta di Berlusconi ha posto fine, almeno temporaneamente, a uno dei più significativi esperimenti di demagogia politica del giorno d'oggi.

Quella di Berlusconi è una demagogia naturale, che scaturisce dall'intimo di questo uomo fuori dal comune, il quale cominciò come intrattenitore, dimostrando quell'istinto per l'assecondamento e la manipolazione dell'opinione pubblica che portò alla sua spettacolare carriera negli affari e alla sua anche più spettacolare ascesa nella politica italiana dopo il 1994.

La demagogia è di norma una strategia, impiegata deliberatamente in funzione dell'ambizione politica, o per acquistare potere e ricchezza fini a se stessi. Nel demagogo politico istintivo, una sensibilità per la gente comune e per le sue brame determina un'ambizione a cambiare la società.

Questo fu vero per Mussolini, che cominciò come intellettuale socialista, traduttore di Kropotkin, e trasformò il quotidiano rivoluzionario Avanti nel giornale popolare di maggior successo nell'Italia prima della guerra mondiale. Il fascismo, invenzione di Mussolini, fu un miscuglio di socialismo e di nazionalismo.

Il brillante demagogo americano Huey Long, soprannominato The Kingfish, era un giovane campagnolo della Louisiana e divenne un commesso viaggiatore. Fu eletto governatore nel 1928. Era la vigilia della Grande Depressione, ed egli costruì strade, ingrandì il sistema ospedaliero statale e portò le scuole statali al servizio dei poveri nell'arretrata Louisiana rurale.

Fu eletto al Senato americano nel 1932, ma, fatto governatore un uomo di sua fiducia, continuò a dirigere la Louisiana da Washington. Il suo programma di fare di "ogni uomo un re", con un reddito minimo garantito e la garanzia della proprietà fondiaria per ogni famiglia nel paese, fece di lui una figura di rilievo nazionale e un potenziale candidato per la presidenza, fino al suo assassinio nel 1935.

Berlusconi non è entrato in politica per fare del bene a dei poveri agricoltori. La sua carriera decollò, affermano i suoi critici, quando una valigia piena di denaro cadde attraverso il soffitto per atterrare sul tavolo del giovane ex cantautore e crooner [NdT: cantante sentimentale]. Egli trasformò quel denaro nella più grande fortuna in Italia, e anche la più controversa.

Entrò in politica, sostiene il quotidiano La Repubblica, per le stesse ragioni che hanno motivato la sua frenetica battaglia per rimanere al potere questa primavera: salvare il suo impero finanziario e mediatico, e salvare se stesso dai tribunali.

Ha dimostrato di essere un politico di grande originalità, cosa che fu chiara fin dall'inizio quando lui e lo staff dei suoi media organizzarono il suo movimento come se fosse un fan-club sportivo, cantando "Forza Italia!" ai suoi raduni.

Ha sempre promesso di liberarsi dal suo quasi monopolio sulla televisione privata in Italia, ma in realtà lo ha semplicemente esteso alla televisione pubblica. Ha promesso di portare la rivoluzione di Reagan in Italia, ma in realtà ha portato la confusione e la commedia dei suoi espedienti per cambiare la legge e non essere accusato del conflitto di interessi e dei falsi in bilancio che lo inseguivano.

È sopravvissuto nella maniera in cui Giovenale diceva eccellevano i capi della Repubblica Romana: con panem et circenses. La bella novella di Robert Penn Warren, Tutti gli uomini del Re, fu ispirata da Huey Long. Warren disse che voleva descrivere un uomo «il cui potere era basato sul fatto che egli poteva indirettamente soddisfare qualche segreto bisogno della gente che lo circondava».

L'italiano medio ha pensato che in qualche modo Berlusconi gli avrebbe potuto mostrare come avere successo a sua volta. Ma si è rivelato non esserci tutto quel panem per le masse, o anche per il settore delle imprese italiane, che gli si è rivoltato contro. C'è stata invece abbondanza di circenses. La televisione italiana è diventata straripante di fanciulle prosperose, giochi e musica, e notiziari favorevoli a Berlusconi.

Gli anni di Berlusconi possono essere considerati una vacanza dalla realtà per gli Italiani. E' difficile trovare qualche serio successo del governo di Berlusconi. Forse qualcuno può dire, come dei coscienziosi dottori, che non ha fatto alcun danno.

E' un fatto che il presidente George W. Bush gli ha prestato Karl Rove per la campagna elettorale di quest'anno. Berlusconi ha blaterato di una minaccia comunista, ma l'incoerenza delle ultime settimane di campagna non ha mostrato alcun segno dello stile determinato e della concentrazione letale che Rove ha portato nella politica americana, concepiti per distruggere gli avversari, non per sconfiggerli.

Non c'è alcuna innocenza nel nuovo esperimento americano di demagogia. Berlusconi ha prosperato trattando la politica come se fosse intrattenimento, Bush trattando la guerra come se fosse politica.

Quando Berlusconi andò al governo per la prima volta nel 1994, la gente temette che il suo nuovo stile nel fare politica l'avrebbe mantenuto al potere per sempre. Si è dimostrato che senza sostanza il divertimento è svanito. Le vacanze dell'Italia dalla politica sono finite.

William Pfaff, International Herald Tribune, 15 aprile 2006

Articolo di Vittorio Bica pubblicato il  18/4/2006 alle ore 0,38.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.