Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Penny e i canili lager

La storia di Penny e una testimonianza diretta sulle difficoltà in cui si dibattono i volontari dell'Associazione Canili Lazio.

Se tra i fini di un blog c'è anche quello di dar voce a persone e situazioni che, altrimenti, sarebbero condannate al silenzio... allora vi chiedo di spendere qualche minuto per leggere queste righe.

Sto tentando di dare voce a centinaia di cani, che vivono in condizioni precarie presso il canile di Giuliano di Roma.

E' di questi giorni la notizia che i volontari dell'Associazione Canili Lazio stanno per deporre le armi, perché l'impresa è davvero titanica e non riescono più a fronteggiare il continuo ostruzionismo ai danni del loro operato.

Panorama si occupò di questa struttura lager tempo fa. Ne risultò un'inchiesta che indignò tutta l'Italia e qualche piccolo miglioramento, a dire il vero, riuscirono ad ottenerlo.

Purtroppo però non si trattava di una vera e propria svolta, ma solo di una parentesi non duratura.

Cristina e Cristiana sono le volontarie che mi hanno seguito nell'adozione del mio secondo e non preventivato cane.

Didascalia:
Penny, la sera in cui è arrivata a Bologna

Volevo un cane anziano, di quelli che raramente trovano casa, ma invecchiare in quel canile è cosa assai difficile e pochi cani resistono abbastanza a lungo. Penny, al secolo Rosetta, era catalogata come "adozione del cuore".

Dopo anni di permanenza in una gabbia sovraffollata, con cani di taglie diverse che rendevano la sopravvivenza ancor più difficile, lei e i suoi 10 kg scarsi di peso non ce la facevano più.

Si era messa in un angolo della gabbia, con il pelo completamente bagnato, e si limitava a tremare da ormai quattro giorni. Anche il ricovero in un box al coperto, in seguito alle insistenze di Cristina, non aveva portato giovamento.

Ho detto sì prima ancora di vedere che aspetto avesse, perché non era immediatamente disponibile una foto.

Ammesso che avessi ancora qualche dubbio, la telefonata con il veterinario del canile me li ha fugati definitivamente. A differenza di altri canili, che conosco bene per esperienza personale, lì non era possibile neppure sottoporre l'animale al test rapido per la leishmaniosi, malattia assai pericolosa se in casa sono presenti altri animali.

A nulla sono valse le mie rassicurazioni sul fatto che mi sarei accollata il costo delle analisi ed ogni altra spesa. Questo ovviamente è uno dei motivi per cui i cuccioli trovano casa, mentre gli esemplari adulti sono condannati a morire in quelle gabbie.

Penny arrivò a Bologna il 3 dicembre scorso, su una monovolume carica di trasportini contenenti i cani più disparati.

Li accomunavano lo sguardo rassegnato e le condizioni igieniche allucinanti in cui versavano.

Con Cristiana ho scambiato solo poche parole, perché doveva proseguire per Milano, dove altre famiglie adottive stavano aspettando i cani. Mi sono bastate per capire che non mi ero sbagliata.

In un mondo in cui nessuno fa niente per niente, queste due ragazze stavano facendo uno sforzo inimmaginabile. Come se non bastasse, si accollavano anche l'aspetto economico e ci tengo a sottolineare che, in più di un'occasione, hanno rifiutato contributi in denaro, non accettando neppure un rimborso per la benzina.

Tutto questo perché, in attesa di perfezionare l'Associazione, volevano mantenere la più assoluta correttezza.

Didascalia:
Penny oggi, finalmente tranquilla e
rilassata nella sua nuova casa

Oggi ho un cane meraviglioso, che richiede una pazienza infinita perché porta ancora i segni delle sofferenze patite. In compenso mostra una gratitudine che stringe il cuore, fa progressi ogni giorno e mi sta dando soddisfazioni enormi, oltre ad una devozione difficile da descrivere persino per me, che in trent'anni ho sempre avuto animali.

Fisicamente è in buone condizioni, soprattutto se si considera che credevamo avesse un problema alle zampe, mentre è risultato che erano "solo" semi atrofizzate per la mancanza di movimento.

Non dimentico però che, nonostante ripetuti bagni, il mio cane ha mantenuto a lungo un odore sgradevole, dato dal fatto che restava per ore coricato nei propri escrementi. Che ci sono voluti due giorni per liberarlo dalle matasse di nodi che ormai gli avevano provocato lesioni alla pelle. Che, ancora oggi, manifesta comportamenti atipici dettati unicamente dalla reclusione totale in cui era confinato.

Tutto questo si potrebbe evitare se ai volontari fosse permesso di agire nell'interesse dei cani, se si offrisse la possibilità ai residenti di accompagnare i cani a fare una passeggiata, come avviene in moltissime città.

Un altro concetto di canile è possibile.

Potrei citare due esempi per tutti, il Canile di Lecco e il Rifugio del cane di Ponte Ronca (Bologna), strutture gestite nell'interesse dei cani ed in cui è quasi un piacere entrare, se non fosse che si tratta pur sempre di canili.

Quello che vorrei chiedervi è semplicemente di scrivere un'e-mail all'Associazione Canili Lazio, per esortare queste persone meravigliose a non arrendersi e a non permettere che dietro quel cancello si consumi l'ennesima tragedia dell'indifferenza umana. E di diffondere il più possibile queste righe, affinché tutti possano sapere quello che per troppo tempo è rimasto in parte nascosto.

Sono convinta che, se riusciremo ad alzare la voce in molti, anche le Autorità competenti non potranno esimersi dall'intervenire.

LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA... allora facciamo in modo che la legge n.189/04 sul maltrattamento degli animali sia applicata alla lettera, dal momento che esiste e, in quanto legge, non ammette deroghe.

Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci a nome mio, di Penny e di tutti i cani che non hanno avuto la sua stessa fortuna, ma forse avranno un'altra chance grazie alla nostra iniziativa.

Un grazie speciale a Michele Diodati, per la disponibilità e per la solidarietà che ci ha dimostrato.

Roberta

Quello che segue è il resoconto di Maria Cristina, una delle volontarie dell'Associazione Canili Lazio, che racconta le tante difficoltà frapposte dalla gestione del canile di Giuliano di Roma all'azione dei volontari. Alla fine del testo, i recapiti dell'Associazione, con tutti i riferimenti per chi desidera dare una mano.

Associazione Canili Lazio

Premessa

Sono spiacente di dovere informare tutti coloro che da anni ci aiutano nelle adozioni dal canile di Giuliano di Roma, che l'associazione deve formalmente ritirare i propri volontari per manifesto boicottaggio della nostra attività da parte del gestore, almeno fino a quando non riceveremo la più ampia assicurazione, da parte degli organi preposti, che la nostra opera atta a favorire le adozioni potrà svolgersi in maniera tranquilla e regolare, nell'interesse dei cani che si trovano presso la struttura.

Dovremo purtroppo limitarci a prelevare i cani già fotografati e prenotati come Francesco, Spillo e Marechiaro.

Didascalia:
Le cucciole prese
per l'adozione

Che i rapporti con la ditta S.M. non fossero sereni non era un mistero per nessuno. Ed infatti il 22 settembre 2005 eravamo dovuti entrare scortati dalle forze dell'ordine per potere prelevare un cane del Comune di Cassino (Barney, la cui triste storia si trova sul sito dell'associazione) e tre cucciole del Comune di Frosinone adottate a Modena (per le quali siamo in costante contatto con i felicissimi affidatari).

Fino a quel momento il canile non garantiva l'apertura al pubblico se non alla presenza di un veterinario ASL, e spesso si era costretti ad aspettare fuori inutilmente, malgrado ci si recasse sul posto dalle ore 12.00 alle 13.00, secondo l'orario imposto per l'ingresso. In seguito ad una vibrante protesta, si riusciva ad ottenere l'ingresso libero (ovviamente con limitazioni di orario) ed una volta a settimana era consentito fare le foto ai cani per proporli in adozione. Non ci veniva permessa alcuna altra attività riguardante il benessere degli animali.

Da oltre un mese a questa parte, però, per un problema di "privacy", a detta del gestore, non ci viene più permesso di scattare fotografie, e ci viene impedito di immortalare i nuovi ingressi (tra cui due splendidi boxer del Comune di Frosinone). Ma quello che è più grave, non ci è consentito neanche di verificare le condizioni e la presenza dei cani già prenotati, sui quali gli adottanti chiedono informazioni relative alle condizioni di salute e al carattere. Tutti i volontari, come Laura, Michela, Cristiana, Cinzia, vengono sistematicamente scoraggiati.

Le nostre difficoltà sono evidenti e gli accadimenti di questi due ultimi giorni ci stanno portando a valutare la dolorosissima e triste decisione di ritirarci.

I fatti

Giovedì abbiamo telefonato in canile per avvisare che il giorno successivo ci saremmo recati presso la nuova struttura di Sgurgola (inaugurata nel mese di marzo dalla stessa ditta ed ancora priva di telefono) per prelevare tre cucciole, trasferite lì da Giuliano e promesse in affidamento, ed un meticcio di pincher toy di appena due chili di peso, che dovevamo portare martedì 2 maggio alla trasmissione di Enrica Bonaccorti (con l'adozione già prenotata!). Ci veniva riferito che dovevamo recarci alla ASL di Anagni e così ho fatto personalmente venerdì mattina alle 10.30. Ho trovato in ufficio un'operatrice ASL disponibilissima, che stava andando lei stessa a Sgurgola a prendere un cucciolo, e mi ha detto che potevo seguirla. Lì abbiamo trovato Giuseppe, il ragazzo che di solito è presente presso la struttura di Giuliano, e abbiamo prelevato con tutta tranquillità i cuccioli, dopo avere rilevato il microchip ed avere sbrigato le solite pratiche burocratiche. L'addetta ASL telefonava intanto più volte al dott.Figliozzi, medico veterinario della ASL di Anagni preposto al canile, e si assicurava di potermi consegnare i cani, ricevendo risposta affermativa. Purtroppo però non abbiamo potuto prendere il meticcio di pincher perché l'abbiamo trovato morto, probabilmente schiacciato dai due cani di taglia media presenti nello stesso box.

Invece di preoccuparsi dell'episodio, il gestore del canile pare abbia fatto una raccomandata o un esposto (non ho ben capito) per segnalare che il nostro ingresso a Sgurgola non era regolare e non era autorizzato.

Siamo alle solite! La struttura pare sia chiusa al pubblico se non vi è un medico veterinario della ASL presente.

Didascalia:
Marechiaro

Come se non bastasse, ieri Cristiana (una volontaria) si è recata al canile di Giuliano per prendere una setter e Marechiaro, adottati a Milano, e le è stato impedito di scattare foto ed anche solo di avvicinarsi ai box ed alle casette dei cuccioli. Il gestore parla di privacy e riferisce che non ha intenzione di metterci a disposizione il personale per consentirci di girare per il canile e fare le foto, poiché pare che non riceva il relativo compenso dai comuni.

Non era possibile prelevare Marechiaro, perché, una volta presa dai box per essere portata via (ed adottata da Sabrina, splendida persona che l'aspetta a braccia aperte), ci si è accorti che aveva un taglio sotto l'addome, per il quale le sono stati messi dei punti di sutura dal medico veterinario presente.

Eravamo disponibili a farla uscire ugualmente e curarla a nostre spese (anzi di Sabrina, che si era immediatamente offerta), ma non ci è stata consegnata. L'animo con cui Cristiana ha affrontato il viaggio per dare in adozione i cani a Milano, era tutt'altro che sereno.

Fino ad oggi la correttezza, il rispetto e la disponibilità nel seguire le "volontà" del gestore, sono state pazientemente dimostrate. Noi volontari e l'associazione abbiamo soprasseduto, come richiestoci, dallo scattare e diffondere foto sui cani di Giuliano che non fossero finalizzate alla loro adozione (a parte il caso di Barney), malgrado nei nostri accessi avremmo potuto ottenere immagini ben diverse da quelle che girano su Internet.

Valga per tutti l'ultimo episodio: lo spettacolo di un cane come il meticcio pincher toy, adottabilissimo, trovato morto in gabbia con la linguetta di fuori, rovinerebbe il week end a chiunque ami gli animali. Ma essendo il cane PUBBLICO, in quanto di proprietà di un Comune, si avrebbe non solo il diritto ma anche il dovere di immortalarlo per segnalare eventuale episodi di detenzione incompatibile.

Questo il doveroso resoconto. A voi ogni più opportuna considerazione. Predisporremo una lettera ai comuni convenzionati per essere espressamente autorizzati ad entrare presso le strutture di Giuliano di Roma e di Sgurgola e fotografare i loro cani per proporli in adozione IN QUALUNQUE CONDIZIONE E DOVUNQUE SI TROVINO AL MOMENTO DELL'ACCESSO.

Predisporremo anche una lettera formale di protesta che vi preghiamo di appoggiare - se ne condividerete il contenuto - e di inoltrare a vostra volta alle istituzioni competenti.

Concludiamo con una buona notizia riguardante un'altra struttura: siamo stati - sempre venerdì - al canile di Ceccano (Hotel Dog di Palatta Elisa), a pochi chilometri dal canile di Giuliano, sempre in provincia di Frosinone. Sebbene avessimo avvertito la mattina stessa, non solo ci hanno fatto entrare senza la minima difficoltà, ma ci hanno fatto girare ovunque liberamente. L'orario di apertura al pubblico è molto ampio per chiunque voglia anche solo vedere un cane e ci hanno garantito la massima libertà di fare le foto. E andremo quanto prima a farle, perché ci sono circa una trentina di cani di taglia veramente piccola che non avrebbero difficoltà a trovare casa.

Maria Cristina

Associazione Canili Lazio
Sede Legale: Viale Angelico 32,
00195 Roma
Tel/Fax: 06-45432285
Banca di Roma, agenzia 090
C/C 27014-30 Abi: 3002 Cab: 3390

Articolo di Roberta Scerri pubblicato il  10/5/2006 alle ore 10,52.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.