Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Sondaggio del Pesa-Nervi: «Sei favorevole o contrario ai matrimoni tra omosessuali?»

Quattrocento lettori del Pesa-Nervi si sono espressi in larga maggioranza a favore di una regolamentazione giuridica (o tramite matrimonio o tramite PACS) delle unioni tra omosessuali.

[Foto di un matrimonio tra due donne]E' per certi versi sorprendente la cronaca dei fatti recenti accaduti a Mosca, la capitale della Russia, in occasione del tentativo di attivisti omosessuali locali di celebrare il loro Gay Pride. Nikolai Alekseyev, uno dei leader del movimento gay, è stato arrestato dalla polizia insieme ad altri cinquanta attivisti mentre si preparava ad una cerimonia simbolica: deporre dei fiori sulla tomba del milite ignoto, nei pressi del Cremlino. L'azione avrebbe dovuto rappresentare una risposta alle politiche repressive, giudicate di stampo fascista, adottate dall'amministrazione cittadina.

Certamente vi erano ragioni di ordine pubblico per proibire la sfilata del Gay pride. Non distante dai luoghi dove avrebbe dovuto passare il corteo dell'orgoglio omosessuale, la polizia era impegnata a tener d'occhio il formarsi di un altro corteo, ma stavolta di protesta, composto da skinheads membri di gruppi politici di estrema destra e da militanti della chiesa ortodossa russa, che avevano cominciato ad innalzare cori del tipo: «Sodoma non passerà di qui!» La situazione, insomma, rischiava di diventare esplosiva.

Ma quello che fa riflettere è la dichiarazione del sindaco di Mosca Yuri Luzhkov. Spiegando a Radio Russia le ragioni per cui aveva proibito il Gay pride, ammesso invece in tutte le altre principali capitali dell'Occidente, ha chiarito: «Io credo che una simile sfilata sia inammissibile nel nostro paese soprattutto per ragioni di ordine morale. La gente non dovrebbe rendere pubbliche le proprie deviazioni».

La situazione in Russia è veramente pesante per gli omosessuali. Le dichiarazioni del sindaco di Mosca non rappresentano un'eccezione. Già il patriarca della chiesa ortodossa russa, Alessio II, autorità morale di grandissimo prestigio, aveva preso posizione contro il Gay pride. Altrettanto aveva fatto il leader dei musulmani russi, invitando addirittura i fedeli a dar vita a una violenta protesta di massa, se la sfilata avesse avuto luogo.

Il mese scorso, gruppi di ultranazionalisti e di attivisti della chiesa ortodossa avevano preso di mira due locali notturni moscoviti frequentati da omosessuali, gettando contro gli avventori bottiglie, uova, pietre e innalzando cori omofobici.

Si potrebbe obiettare: tutto ciò accade in Russia; che importa a noi Italiani? Non ci sono forse stati già numerosi Gay pride in Italia, a dimostrazione che la nostra mentalità è di gran lunga più aperta e tollerante di quella dei russi?

[Due uomini contraggono matrimonio (non in Italia)]Certo, l'Italia si è dimostrata in tempi recenti sicuramente più tollerante della Russia, almeno per quanto riguarda la concessione agli omosessuali del diritto di sfilare per le vie cittadine (benché anche da noi ci siano state non poche proteste). Ma se si va a grattare sotto la superficie, si scopre che nel nostro Paese resistono fortissimi pregiudizi contro gli omosessuali. Tali pregiudizi non sono purtroppo solo un affare privato di chi ne è portatore, ma si ripercuotono amaramente sulla vita, le scelte personali e i diritti degli omosessuali, oggetti e vittime di questi pregiudizi.

La polemica sempre accesa sui cosiddetti PACS (PAtti Civili di Solidarietà) è un chiaro esempio di quanto siano radicati anche da noi i pregiudizi omofobici. Lungi dal promulgare una legge libertaria e progressista come quella varata dal governo Zapatero in Spagna, che consente e regola i matrimoni tra omosessuali, l'Italia politica resta divisa tra i sostenitori dei PACS, che appaiono essere una minoranza piuttosto timida all'interno dello stesso centro-sinistra, e i loro avversari: la destra in blocco, la Chiesa, i cattolici, compresi, almeno in parte, quelli che militano a sinistra.

Di fronte a questo arroccamento della politica su posizioni conservatrici e bigotte, è naturale chiedersi quale sia invece l'orientamento della gente comune. Per questo motivo, ho aperto a gennaio un sondaggio del Pesa-Nervi, che è durato fino ad aprile e ha ottenuto 400 voti. La domanda era chiara e precisa: «Sei favorevole o contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso?»

Ecco di seguito il risultato finale del sondaggio.

Pos. Scelta % Voti
1 Due persone dello stesso sesso non possono sposarsi né adottare figli, ma possono acquisire uno status giuridico di coppia riconosciuta, per mezzo dei cosiddetti PACS (Patti Civili di Solidarietà) 34,8 139
2 Due persone dello stesso sesso possono sposarsi e adottare figli come una qualsiasi coppia eterosessuale 23,8 95
3 L'unione tra due persone dello stesso sesso è contro natura, per cui lo Stato NON deve permettere neppure quella forma di regolarizzazione minore, rispetto al matrimonio, definita dai cosiddetti PACS 22,8 91
4 Due persone dello stesso sesso possono sposarsi ma non adottare figli 18,8 75

E' probabile che i lettori del Pesa-Nervi siano persone per la maggior parte di idee progressiste e di mentalità molto aperta. E' altrettanto probabile che, se questo sondaggio si fosse svolto sui siti di Alleanza Nazionale, della Lega Nord o di Comunione e Liberazione, i risultati sarebbero stati molto differenti. Resta il fatto che 400 votanti sono un campione tutto sommato non trascurabile e che le scelte che questo campione ha espresso nel sondaggio rappresentano una netta sconfessione del bigottismo di ecclesiastici e neoconservatori.

Andando ad analizzare i risultati nel dettaglio, troviamo che il 42,5 per cento dei votanti si è detto favorevole al matrimonio tra omosessuali, differenziandosi per quanto riguarda la possibilità di adottare figli all'interno di un simile matrimonio (il 23,8% favorevole all'adozione, il 18,8% contrario). Il 34,8 per cento si è detto favorevole ai PACS, quindi comunque a una forma di regolamentazione giuridica delle unioni omosessuali, e solo il 22,8 per cento dei 400 votanti, meno di un quarto cioè, si è attestato sulla posizione completamente negativa che è propria del centrodestra, della Chiesa e di parte del centrosinistra (di Mastella, per esempio).

Se il 77,2 per cento di chi ha partecipato al sondaggio del Pesa-Nervi pensa che le unioni tra omosessuali debbano essere riconosciute dalla legge e i loro contraenti debbano essere in qualche misura tutelati, è lecito chiedersi se per caso i politici italiani, e la stessa Chiesa come istituzione, non siano ormai scollati dalla realtà del Paese, tesi come sono a difendere posizioni che forse sono meno rappresentative degli orientamenti della popolazione italiana di quanto politici ed ecclesiastici vogliano farci credere.

Se anche in Italia fosse permesso alle coppie omosessuali di sposarsi e adottare figli, occorrerebbe ripensare e ridefinire i concetti di matrimonio e di famiglia. Personalmente credo che questa ridefinizione sia molto necessaria.

[Matrimonio tra due giovani uomini]Gli argomenti su cui la Chiesa basa la sua lotta contro i matrimoni gay sono per definizione indimostrabili, e perciò a mio parere insostenibili: è giusto che uno Stato moderno, che si definisce laico, limiti i diritti di gruppi più o meno vasti di persone sulla base del fatto che sposarsi tra persone dello stesso sesso non sarebbe conforme alla volontà divina? E' forse Dio un soggetto di diritti nello Stato italiano? E' giusto che i religiosi, per il solo fatto di sentirsi offesi dalle scelte di vita di persone omosessuali, pretendano (e ottengano, purtroppo) che quelle persone abbiano meno diritti degli eterosessuali nel costituire una famiglia? A mio parere no: c'è una profonda ingiustizia in simili pretese.

L'altro argomento portato da chi non vuole che venga promulgata una disciplina giuridica delle unioni omosessuali è che tali unioni sarebbero contro natura, sarebbero delle perversioni, delle deviazioni. Anche questo argomento è insostenibile. Basterebbe considerare la diffusione dell'omosessualità nel regno animale e in molte civiltà umane, per esempio tra gli antichi greci e tra i romani. In Occidente è stato soprattutto l'avvento del cristianesimo, con la sua sessuofobia, a relegare l'omosessualità tra le perversioni. Senza farla troppo lunga, è difficile che qualcuno possa dimostrare oggi che l'omosessualità sia una malattia (e in ogni caso anche i malati hanno dei diritti).

In conclusione, credo che la battaglia per regolamentare le unioni tra omosessuali sia una battaglia di civiltà e che l'Italia, dal punto di vista del rispetto dei diritti individuali, stia attraversando un brutto momento storico: quella italiana sembra infatti una società vecchia non solo anagraficamente, non solo in declino economico, come tutte le statistiche degli ultimi anni dimostrano, ma anche in declino culturale. E' probabile che la disaffezione degli italiani per la lettura di libri e di quotidiani, attestata da numerose ricerche, unita alla mancanza nel nostro Paese di un'informazione televisiva libera e indipendente, abbia giocato una parte non trascurabile nella formazione di idee così conservatrici e bigotte.

O forse ciò che rimbalza dalla televisione è solo una facciata non veritiera. Forse l'orientamento dell'opinione pubblica è piuttosto quello rispecchiato dal sondaggio del Pesa-Nervi...

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  28/5/2006 alle ore 18,36.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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