Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Conchiglie fossili sotto campi di girasoli

Ho riportato dalle vacanze in Umbria un piccolo campionario di conchiglie e rocce erose dall'acqua. Nulla di strano, se non che si trovavano in collina.

Passeggiando tra i campi di girasoli che costeggiano la casa in cui ho trascorso un paio di settimane di vacanza, mi è capitato di notare, soprattutto nel terriccio accumulato lungo gli argini di alcuni viottoli, una gran quantità di conchiglie, intere o in frammenti.

Gli stessi viottoli erano disseminati di ciottoli di forma ovale, quasi perfettamente lisci, molto simili a quelli che è facile trovare sulla riva del mare o dei fiumi, arrotondati dall'azione dell'acqua.

La cosa particolare è che stavo passeggiando in collina, in una zona ben lontana dal mare e a diversi chilometri anche dai bacini d'acqua più vicini (il lago Trasimeno e il lago di Chiusi). Quei ritrovamenti erano dunque segno evidente che mi trovavo in un'area che in epoche precedenti era stata sommersa, forse per milioni di anni, dalle acque.

Da quel pochissimo che so di geologia, in epoca preistorica l'attuale Umbria si trovava sotto l'oceano chiamato Tetide, formatosi per la separazione del continente europeo da quello africano. In epoca più recente, invece, un vasto territorio dell'Umbria era sott'acqua, a costituire il lago Tiberino, ormai completamente scomparso. Non so se i miei ritrovamenti abbiano a che fare con quei due antichi bacini. Mi piacerebbe che qualche geologo, leggendo questo resoconto e guardando le foto che allego di seguito, potesse dirmi qualcosa sull'origine e la datazione delle conchiglie e delle rocce qui documentate.

Cliccando su ogni foto, si apre una versione ad alta risoluzione della foto stessa.

Il conchiglione

Segue didascalia.

Questo è il reperto più voluminoso che ho recuperato. E' una grossa conchiglia, del peso di 3,4 Kg, lunga circa 23 cm. La foto precedente mostra il lato inferiore della conchiglia, all'interno del quale si trovano molti frammenti di "tessuto" piccoli, irregolari e molto friabili.

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Il lato inferiore della conchiglia, fotografato senza il righello, per una migliore osservazione dei particolari.

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Vista della parte superiore della conchiglia.

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Vista laterale.

Conchiglie di media grandezza

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Quattro pezzi, tutti più piccoli del reperto precedente. Tranne il secondo da sinistra, gli altri tre sembrano appartenere tutti alla stessa specie del conchiglione (differenza di dimensioni a parte).

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Uno dei quattro elementi precedenti, visto dal lato superiore.

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Uno dei quattro elementi precedenti, visto dal lato inferiore.

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Vista ingrandita del secondo pezzo da sinistra.

Conchiglie piccole

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Vista collettiva di una serie di pezzi piccoli e di frammenti.

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Uno dei frammenti del gruppo precedente.

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Uno dei frammenti del gruppo precedente.

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Uno dei frammenti del gruppo precedente.

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Conchiglia di due o tre centimetri, molto ingrandita.

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Tre dei pezzi più piccoli della "collezione". Si vede il terriccio di cui ciascuno di essi è ancora ripieno.

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Ingrandimento del secondo pezzo da sinistra nel gruppo delle sei conchiglie di forma allungata.

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I due pezzi più piccoli in assoluto.

Un gruppo di rocce

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Ecco alcuni dei ciottoli e delle rocce che si trovavano nello stesso luogo da cui provengono le conchiglie. Molti ciottoli erano spaccati di netto, forse a causa dei lavori di consolidamento dei viottoli, fatti con ruspe e grossi camion usati da una ditta di movimento terra.

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La sezione di questo ciottolo spaccato (il secondo da destra della foto precedente) mostra molto chiaramente che all'interno si trova una roccia di tipo diverso da quella che costituisce le fasce di accrescimento esterne. La prima idea che viene in mente a un profano di geologia è che questo ciottolo, come molti altri simili provenienti dalla stessa zona, si sia formato in due epoche successive, sotto l'azione di differenti fattori ambientali.

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Un altro dei ciottoli che mostra una duplice struttura interna (è il secondo da sinistra nella foto di gruppo).

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Un altro dei ciottoli che mostra una duplice struttura interna (è il primo da sinistra nella foto di gruppo). Appare chiaro che la formazione dello strato esterno avviene seguendo la forma dello strato interno.

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Nel terreno da cui provengono conchiglie e ciottoli, si trovano anche sassi e rocce costituiti da materiali molto diversi dai precedenti, come sembra essere questo fotografato qui sopra.

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Anche questa sembra una roccia di un tipo del tutto differente da quelle che hanno dato origine ai ciottoli con doppia struttura interna.

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Altri due campioni di rocce spaccate, con l'interno molto differente l'una dall'altra.

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Molti sassi presentano una struttura di buchi rotondi analoga a quella del ciottolo fotografato qui sopra. E' possibile che i buchi derivino dall'azione di organismi viventi marini o lacustri che si sono "impiantati" sul ciottolo?

Il terreno da cui provengono i reperti precedenti

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Un gruppo di ciottoli ai lati di uno dei viottoli da cui provengono le conchiglie. Al centro si nota un grosso sasso bucherellato, simile a quello mostrato nella foto precedente.

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Una grossa roccia spaccata, con un nucleo interno completamente diverso dal blocco in cui è inglobato.

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Veduta panoramica del terreno in cui sono avvenuti i ritrovamenti.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Giorgio Beltrammi - 25/8/2006 ore 17,23

    Che ne penso?
    Che sei una persona straordinaria!
    Hai la capacità di riflessione e di curiosità tipica delle persone intelligenti e di statura intellettuale elevata.
    Scusa, non è sviolinatura, ma esattamente quello che penso e non voglio imbarazzarti.

    Ciao Ciao e grazie :-)
  2. Commento di Michele Diodati - 25/8/2006 ore 17,56

    Non so cosa risponderti :-), per cui ti chiedo una cosa che non c'entra nulla con quest'articolo e con i fossili: quel CD sulla medicina cinese, che tempo fa mi avevi anticipato di volermi inviare per avere un parere, l'hai poi realizzato?

    Un saluto e a presto,
    Michele
  3. Commento di Andrea Paiola - 29/8/2006 ore 9,53

    Non sarò un geologo o un paleontologo ma vediamo se riesco a ricordarmi qualcosa :-) ... devi sapere che ho avuto un professore alle superiori eccezionale: un vero geologo che ha lavorato per anni anche per aziende petrolifere e ho studiato sui suoi testi (anche di biologia... un uomo veramente eccezionale).

    I reperti fossili sono molto interessanti per quantità e qualità... io ho fatto anni fa "scavi" durante un corso estivo del WWF a Bolca dove si trovano più che altro pesci ( ho trovato anche un pezzo enorme di un ammonite che in origine doveva essere veramente grossa).

    Conchiglie fossili invece le avevo trovate nelle campagne intorno a Fossano e mio nonno aveva un sacco di piante fossili (lavorava in fonderia... penso le abbia trovate nei dintorni di Ferrere ).

    Per quanto riguarda le "rocce composite" penso siano metamorfiche e in particolare metamorfismo da contatto. Comunque sia mi hai ricordato il coso :D

    I buchi rotondi nei ciottoli (almeno da quanto vedo) mi sembrano precedenti alla loro "uscita in superficie". Secondo me sono semplici bolle di gas rimaste intrappolate durante la solidificazione del minerale e venute alla luce grazie all'erosione del ciottolo stesso.

    ciao,
    Andrea.
  4. Commento di Michele Diodati - 29/8/2006 ore 10,29

    Ciao Andrea, il tuo intervento mi dà l'occasione di aggiungere un chiarimento. Giorni fa mi sono iscritto a un forum di paleontologi (Paleofox, si chiama) e ho chiesto se qualcuno sapesse qualcosa sui miei ritrovamenti. Per quanto riguarda il conchiglione mi hanno detto che è un bell'esemplare di "Ostrea edulis", insomma un'ostrica, e che dovrebbe risalire al Pliocene, cioè a un periodo compreso tra 4 e 6 milioni di anni fa. Invece i resti di conghiglia dentellata appartengono a varie specie di Pecten.

    I gasteropodi (le conchiglie piccole rotonde e allungate) non sono invece fossili, ma specie terricole contemporanee.

    Ciao,
    Michele
  5. Commento di AlessandroIacuelli - 5/9/2006 ore 18,11

    Eh! Stavo giusto per consigliarti Paleofox :) Il post mi ha fatto aprire una riflessione, tutta personale e ancora in corso, sul quanto sia ricca la nostra terra, e su quante scoperte magiche si possono fare, semplicemente passeggiando... Ciao a presto!

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  20/8/2006 alle ore 14,45.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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