Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Il coraggio delle proprie azioni

Persino firmare una petizione contro gli inceneritori richiede ad alcuni troppo coraggio per i loro pavidi cuori: mettono solo il nome, perché sono d'accordo con la petizione, ma non troppo.

Ho firmato la petizione per l'abolizione dei finanziamenti a inceneritori e fonti assimilate (raffinerie, centrali a carbone, etc.), promossa dal blog di Beppe Grillo. Prima di me lo avevano già fatto quasi 12.000 persone, evidentemente sensibili ai temi dell'ambiente e della salute.

Dubito fortemente che questa petizione riesca a ottenere il risultato a cui mira, perché siamo un popolo che vive di interessi personali perseguiti a qualsiasi costo, meglio se a danno dell'interesse pubblico (tanto per dire, il governo di centrosinistra, che avrebbe dovuto ripristinare la legalità dopo i cinque anni tragici di Berlusconi, ha appena fatto approvare in finanziaria la prescrizione per i reati contabili, un provvedimento che mostra una splendida armonia di intenti con la politica di elogio della criminalità, perseguita dal precedente governo di centrodestra).

Ma non è di questo che voglio parlare. Quello che mi ha colpito, sfogliando qualche pagina di firme della petizione di cui sopra, è stato che ve ne sono molte, moltissime in cui manca il COGNOME del firmatario!

Ora, io vorrei dire a Veronica, firmatario 265 che aggiunge il commento "E' ora di finirla", a Jessica (264), a Daniel (267), a Chiara (255), a Marco (249) e a tutti i numerosissimi altri che hanno omesso il cognome, che è proprio il loro comportamento vigliacco che rende possibile, moltiplicato per milioni di situazioni per tutti i giorni dell'anno, un paese di sottosopra come l'Italia. Qui da noi, infatti, vige lo scaricabarile perenne, l'omertà istituzionalizzata. Aggiungere un nome a una petizione senza mettere il cognome vuol dire: sono d'accordo con il fine della petizione, ma non sono disposto a rischiare in prima persona per sostenerne il raggiungimento.

Ma quale rischio c'è - mi chiedo - nel firmare con nome e cognome una petizione? Che qualcuno sappia che siete contrari agli inceneritori e possa usare contro di voi quest'informazione? Che l'ENI non vi assuma più se siete in cerca di lavoro? E figuriamoci, se uno non ha il coraggio di firmare con nome e cognome una petizione contro gli inceneritori, come si comporterà in una situazione in cui occorre davvero un po' di coraggio, come per esempio testimoniare in un processo contro un criminale colto in flagrante!

Non mi resta che complimentarmi con chi ha il coraggio di firmare le petizioni con nome e cognome. Per fortuna l'Italia non è fatta solo di persone che chiudono gli occhi e si nascondono.

Commenti dei lettori

  1. Commento di La pulce d'acqua - 28/1/2007 ore 20,41

    E a che serve nascondersi dietro il ditino del nickname?
    Michele, come dici tu, sono daccordo abbastanza con la petizione ma non troppo; chissà che se poi un funzionario del'ENEL che legga i loro nomi online, non gli aumenti la bolletta :-)

    Marco GRAZIA

  2. Commento di Michele Diodati - 28/1/2007 ore 23,45

    Eh sì, Marco, sarà proprio per la paura di un rincaro nella bolletta... Altrimenti, perché?
    A proposito: bentornato da queste parti! :-)

    Ciao,
    Michele

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  16/12/2006 alle ore 10,49.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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