Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Opinionare, non informare

I telegiornali sono diventati la fiera delle opinioni e i giornalisti dei reggimicrofono e dei passacarte, che non si preoccupano più di raccontare i fatti per quello che sono, ma semplicemente di amplificare le opinioni dei politici, accostandole in successione senza commentarle.

Marco Travaglio, uno che scrive anche mentre dorme, ha appena sfornato un nuovo libro, intitolato La scomparsa dei fatti, dedicato a smascherare le infinite trappole della (dis)informazione giornalistica. Il libro ha un bellissimo sottotitolo: «si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni».

Quel sottotitolo sembra fatto apposta per descrivere la missione dei maggiori telegiornali italiani.

Ho appena ascoltato l'inizio del TG1 delle 20. Il primo servizio è un'intervista di Attilio Romita al ministro dell'economia Padoa Schioppa, nel corso della quale il ministro esprime una serie di convinti apprezzamenti sulla finanziaria appena approvata dal Parlamento; manifesta inoltre grande fiducia nel fatto che, fin dall'anno prossimo, gli italiani capiranno quanto bene avrà fatto al Paese questa manovra e quanto è giusta ed equilibrata.

Finito il servizio, immediatamente ne parte un altro: per par condicio mediatica, viene intervistato l'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti, anch'egli ripreso in uno studio opulento di libri come il collega Padoa Schioppa. Naturalmente Tremonti, da buon centro-destro, non può far altro che maledire ogni aspetto della finanziaria: Prodi l'ha definita una medicina amara, dice Tremonti. Ebbene, è amara, ma non è una medicina, perché non rappresenta una cura per i mali dell'economia italiana, ecc. ecc.

Finisce anche questo servizio e David Sassoli, il conduttore, passa ad altre notizie, come se fosse del tutto normale aver dato in successione due interviste che affermano l'una l'esatto contrario dell'altra. Qual è il messaggio di un simile modo di fare giornalismo? Il mondo è schizofrenico e noi ne prendiamo atto? I fatti non esistono e se esistono non c'interessano? Per quieto vivere, possiamo mostrare solo opinioni? Boh... qualunque sia la risposta, un simile modo di fare giornalismo è devastante, perché rende ammissibile tutto e il contrario di tutto.

Qualche minuto dopo il direttore del Tiggì Gianni Riotta è comparso in video a ricordarci quanto è bello schierarsi a fianco di quei coraggiosi che in Iran stanno lottando per la libertà, manifestando contro il fondamentalismo antiisraeliano del governo. Peccato che Riotta si sia dimenticato della libertà, anzi del dovere, dei giornalisti di informare ogni tanto i telespettatori con fatti, invece di sommergerli di opinioni. Sarebbe stato proprio così difficile venire in video qualche minuto prima per dire due parole a commento di due interviste dai contenuti completamente opposti? Prendere una posizione chiara basata su un'analisi documentata della finanziaria e della situazione politica? Rassicurare i telespettatori sul fatto che anche i giornalisti sanno che nel mondo reale vige il principio di non contraddizione, per cui se è vero A («la finanziaria è buona») non può essere vero, nello stesso tempo e sotto lo stesso rispetto, B («la finanziaria è cattiva»)?

Per fortuna che esiste Internet (e il Time se ne è accorto)...

Commenti dei lettori

  1. Commento di Alex - 18/12/2006 ore 12,44

    SSiccome "per fortuna che esiste Internet"... ho smesso di guardare la TV da anni, e da allora devo dire che sto benissimo ;)
    Oramai qui (forse) non c'è neanche più da parlare di (dis)informazione, ma di vera e propria propaganda...
    Strilloni ed altro per comunicarci cosa dobbiamo fare a chi dobbiamo e in cosa dobbiamo credere...
  2. Commento di Massimiliano - 18/12/2006 ore 13,4

    Vero quello che dici sull'assenza della vera Informazione nei telegiornali, eccetto che per i fatti di cronaca, che mantengono livelli di dettaglio ... "invidiabile"!

    Avete mai posto attenzione all'enfasi dei termini utilizzati per raccontare i fatti?
    E' ragionevole sencondo voi in prima serata sulla Rai far uso di verbi quali "sgozzare" o "decapitare" al posto di un meno truculento "uccidere"?
  3. Commento di Michele Diodati - 18/12/2006 ore 16,46

    @ Alex

    E' vero che l'informazione televisiva è ormai quasi soprattutto propaganda, però milioni di persone formano le proprie opinioni sulla base di quello che ascoltano in TV. Non si può abbandonare il campo agli squali della vendita generalizzata di tutto, perché quelli si stanno comprando tutto ciò che ci circonda, forse fra poco anche noi stessi.

    @ Massimiliano

    Sono d'accordo. Quel linguaggio truculento è adatto ai film horror piuttosto che all'informazione televisiva. Del resto anche per le notizie di cronaca vale il principio che il telespettatore è un cliente (da conquistare nel modo possibilmente più pacchiano).
  4. Commento di Vittorio Bica - 13/3/2007 ore 15,28

    Segnalo l'interessante articolo Sono scomparsi i fatti dai nostri giornali?, di Grazia Casagrande, che riporta l'opinione di Marco Travaglio, Gianni Barbacetto, Gian Antonio Stella e Curzio Maltese.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  17/12/2006 alle ore 20,37.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

Inizio pagina.