Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Intitolare una strada a Craxi: inevitabile in un paese di smemorati

Politici senza memoria storica e senza vergogna, spalleggiati da media servili, hanno cancellato in quindici anni la coscienza di cosa sono state realmente Tangentopoli e Mani pulite.

Una notizia dell'Adnkronos del 28 dicembre:

Roma, 28 dic.(Adnkronos) - Si' alla possibilita' di intitolare una via a Bettino Craxi. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, nel corso della conferenza stampa di fine anno. ''Sarebbe giusto'', ha aggiunto il premier aggiungendo che ''e' abbastanza noto quanti scontri ho avuto con Bettino Craxi, ma se dedicassero, ad esempio a Sigonella, una via a Craxi credo che sarebbe giusto''.

Sono una persona malata, lo confesso.

Infatti, a differenza di Prodi, di quasi tutti i politici italiani, di giornali e televisioni, ricordo benissimo gli anni di Tangentopoli e di Mani Pulite. Ricordo i lanci di monetine contro Craxi, la sua vergognosa chiamata di correo in Parlamento a voler giustificare i furti e le appropriazioni indebite come lecite perché le facevano tutti, il diniego della casta dei politici a più richieste di arresto per l'illuminato "statista", i processi e la condanna passata in giudicato per una mostruosa serie di tangenti incassate (ad uso personale e non solo del partito), la fuga anch'essa vergognosa ad Hammamet, che non aveva nulla dell'esilio (come oggi si ama definire il suo espatrio), ma era un modo di darsi alla latitanza per sfuggire all'arresto.

Per rinfrescare la memoria dei lettori, che magari all'epoca dei fatti erano troppo giovani, riporto alcuni brani dall'ultimo libro di Marco Travaglio («La scomparsa dei fatti», Il Saggiatore). Cominciamo da un paragrafo intitolato significativamente «Bottino Craxi» (pag. 81).

Nel gennaio '93 Bettino Craxi, indagato da un mese per corruzione, concussione e finanziamento illecito, chiede al suo vecchio compagno di scuola Giorgio Tradati, che da vent'anni gli fa da prestanome per i suoi conti personali in Svizzera, di svuotarli e far sparire il bottino per evitare che il pool di Milano lo sequestri. Tradati, spaventato, si tira indietro. Allora Craxi si rivolge all'amico ex barista di Portofino Maurizio Raggio, che porta via tutto: una cinquantina di miliardi di lire. E fugge in Messico con la contessa Francesca Vacca Agusta. Verrà arrestato il 4 maggio 1995. Vuoterà il sacco (almeno in parte). E sosterrà di aver speso, in poco più di un anno di latitanza, quasi la metà del bottino di Bettino: 15 miliardi su 40.

La sua «lista della spesa» dà il colpo di grazia alla difesa craxiana sui «costi della politica» e sul «finanziamento irregolare ai partiti». «Craxi» scriverà la Corte d'Appello di Milano «dispose prelievi» non soltanto «per pagare gli stipendi dei redattori dell'Avanti!», ma anche per altre più prosaiche destinazioni [...].

Tra le «prosaiche destinazioni» vi erano, per esempio, i sussidi alla stazione Roma Cine Tivù (la cui direttrice, Anja Pieroni, era legata sentimentalmente a Craxi), investimenti immobiliari a New York e in Italia, prestiti per 500 milioni al fratello Antonio seguace del santone indiano Sai baba.

Insomma, Craxi faceva gli interessi del partito o i propri? Soprattutto i propri, stabilirono i giudici, conti alla mano (pag. 83):

Craxi è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell'apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti [...] non confluiva in quella ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall'imputato tramite i suoi fiduciari, così da mettere in difficoltà lo stesso Balzamo [...]. Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti, se non per soccorrere finanziariamente Gbr [la tv di Anja Pieroni], in cui coltivava soprattutto interessi «propri», politici e non politici.

Nel processo emergono anche le dichiarazioni di Silvano Larini, amico architetto di Craxi (pag. 84):

Ho raccolto 7-8 miliardi di tangenti sulla metropolitana e in buona parte sono finiti personalmente a Craxi. Portavo i soldi al quarto piano di Piazza Duomo 19. Ero io a confezionare il pacchetto, utilizzando buste marroncine. A volte le posavo sul tavolo della segretaria, a volte le lasciavo sul tavolo della camera di riposo di Bettino.

A quindici anni di distanza dai fatti di Tangentopoli, possiamo dire forse che le ruberie di Craxi & soci erano un fatto veniale, che non incideva sul tenore di vita del Paese, che non danneggiava i cittadini? No, affatto! E' vero semmai il contrario: quel sistema stava portando l'Italia alla bancarotta. L'enorme aumento del debito pubblico negli anni '80 e nei primi anni '90 si deve in buona parte proprio a quello sciagurato sistema generalizzato di mazzette sugli appalti pubblici, che ricadeva sui contribuenti, svenandoli per ragioni che nulla avevano a che fare con la pubblica utilità (pag. 106-107):

I partiti, per mantenere i loro apparati elefantiaci e il tenore di vita principesco di molti loro boss, imponevano il pizzo su ogni appalto; gli imprenditori gonfiavano il prezzo dei lavori con continue varianti in corso d'opera, lo Stato si svenava con una spesa pubblica sempre più fuori controllo, e ogni anno veniva da noi a bussare a quattrini con leggi finanziarie sempre più giugulatorie. Nel 1993 eravamo sull'orlo della bancarotta. Lo Stato italiano non aveva letteralmente più un soldo in cassa: mancava persino di che pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Una situazione pre-Argentina, che costrinse il governo Amato a varare la più spaventosa legge finanziaria della storia d'Europa. Era, quello, lo scontrino finale di Tangentopoli.

Per me che ricordo bene quegli anni, la situazione che si è creata successivamente in Italia, culminata nella benedizione del presidente del consiglio in carica a intitolare una strada ad uno dei maggiori responsabili di quel sistema degradato e criminale di gestire la res publica, è non solo paradossale, ma agghiacciante.

La dichiarazione di Prodi costituisce il suggello di una totale rimozione di memoria storica dei fatti, voluta dai politici e avallata dai media.

Craxi era incontrovertibilmente un tangentista; era il centro di smistamento di un fiume di danaro illecito: lo dicono le sue stesse testimonianze e quelle di molti altri, le prove trovate dagli inquirenti, le sentenze passate in giudicato. Come si può oggi dimenticare tutto ciò e volergli intitolare una strada, come fosse uno specchiato esempio di virtù?

Ciò è possibile solo perché, da oltre un decennio, media e politici hanno completamente deviato l'attenzione degli italiani dai fatti, cioè dal vorticoso giro di tangenti miliardarie scoperte dai giudici di Milano e dalle successive condanne (1200 condannati in pochi anni), spostandola sulle opinioni, peraltro false: cioè che si trattasse di processi politici orditi da giudici politicizzati. Alla base di quei processi c'era invece un mare di fatti: episodi di corruzione documentati e confessati, che gettavano luce su un sistema malato, del quale Craxi era tra i principali beneficiari e responsabili.

Oggi delle tangenti non si parla più. Sono scomparse. Si parla soltanto di giudici politicizzati, che avevano gettato l'Italia nel terrore. E quegli stessi politici e giornalisti che negli anni tra il '92 e il '93 esaltavano l'opera di Di Pietro e dei suoi colleghi, spronando il pool di Milano a far piazza pulita del marcio che avvelenava l'Italia degli affari, sono oggi tra i principali accusatori di quei giudici, completamente dimentichi, almeno così pare, dei fatti di corruzione all'origine dei processi di Mani Pulite.

Tutto ciò mi dà l'idea di una palude morale. E' come se per un paio d'anni le acque di quella palude fossero state smosse e agitate, quasi che l'acqua stagnante potesse essere finalmente sostituita da un'acqua migliore, più trasparente. Purtroppo, invece, dopo il "maremoto" di Mani Pulite, l'acqua stagnante ha prevalso di nuovo. Le acque della palude si sono richiuse su se stesse, nascondendo tutto sotto una patina di bugie e di smemoratezza.

Le parole con cui Prodi si dice favorevole a intitolare una strada a Craxi sembrano la vittoria finale della palude, la pietra tombale messa su una stagione straordinaria ma troppo breve della vita italiana. In questo comportamento, Prodi è davvero troppo simile a Berlusconi. Si vede che la differenza tra destra e sinistra è molto meno radicata della differenza tra politico e non politico, cioè tra chi è rappresentante e difensore della casta al potere e chi, invece, come comune cittadino, ha l'insolita possibilità di vedere il re nudo, in tutto lo squallore della sua (apparente) smemoratezza.

Commenti dei lettori

  1. Commento di valerio - 30/12/2006 ore 12,8

    Politici senza memoria storica e senza vergogna, spalleggiati da media servili... cancellano regolarmente la storia.
    Tante strade sono state intitolate a partigiani, dopo aver seduto per anni nel nostro parlamento, erano puri assassini. Non c'è un altro termine.
    La giustizia va applicata sempre. Non solo per certi.
  2. Commento di Michele Diodati - 30/12/2006 ore 16,0

    Poiché i media politicizzati cancellano i fatti senza vergogna, sui blogger ricade un compito importante: documentarsi e ricordare i fatti, con obiettività e precisione, ogni volta che possono. Anzi, più spesso che possono. Che il Web diventi la memoria storica che la TV cancella ogni giorno.
  3. Commento di annalaura - 4/1/2007 ore 22,53

    approvo perfettamente quanto detto e mi viene il senso di nausea ogni volta che ci penso. ma visto che qualcuno proprio lo vuole si potrebbe aggiungere sotto al nome, come post scritum, " il più grande ladro legalizzato che si è arrabbiato quando gli hanno detto che non avrebbe dovuto farlo e per dispetto si è autoesiliato"
  4. Commento di La pulce d'acqua - 28/1/2007 ore 20,28

    E proprio a Sigonella ... tu parli di Tangentopoli, io ricordo addirittura i missili Cruise a Sigonella, 1984 più o meno.
    Fu proprio il governo Craxi a volerceli, o ma che caso, proprio ora si discute dell'allargamento di un'altra base USA in Italia, va bè è un caso, però ....

    Marco.

    PS Ciao Michele, ogni tanto passo.
  5. Commento di Giacomo Montana - 12/2/2007 ore 22,1

    QUANDO IL CRIMINE NON PAGA
    Autore: Giacomo Montana (Sisuista)

    Tutti sanno che di fatto la politica oggi è sempre più divenuta l'arte del raggirare la gente con la parola. Qui non si tratta di abbandonarsi alla sfiducia, rotolando nel pessimismo, ma di constatare riscontri oggettivi inoppugnabili. Per questo bisogna rompere il muro del silenzio e informare. Sappiamo altresì che, da che mondo è mondo, ci si è preoccupati di fissare delle regole e poi di come poterle raggirare sotto il naso di tutti, al fine quindi di avere una sorta di prontuario da utilizzare a danno o a beneficio di qualcuno, a prescindere sia dal merito sia dal diritto: un raggiro sempre più prepotente e purtroppo ancora sempre attuale. A questo punto specialmente in questi ultimi anni ho visto senza ombra di dubbio che la religione, la civiltà, il diritto, la giustizia e la morale vengono, di fatto, messe in una interminabile lista di attesa, facendole divenire tutte esclusivamente e soltanto enunciazioni di principio, senza alcuna equa e vera attuazione generale. C'è però un punto di cui non è stato tenuto conto. Questo punto è l'eloquenza messa a disposizione di chi vuole sapere dettagliatamente e senza veli o reticenze in che paese si vive e il relativo grado di civiltà e di razionalità realmente praticato. Per vincere il naturale scetticismo e l'apatia del lettore, pare buona regola provare in ogni caso, ogni tipo di affermazione, deduzione, constatazione. Vedi http://www.mobbing-sisu.com e http://sisu.leonardo.it Non sempre però i discorsi, anche se perorati da prove, obbediscono a queste regole. Si trova sempre chi è fortemente prevenuto o impaurito o non ha tempo per meditare, oppure, in certi casi, c'è anche chi non rispetta le regole del buon vivere civile nel contesto sociale. Non importa, non abbattetevi, basta che anche un solo lettore prenda atto della verità sostanziale dei fatti che avrete vinto la battaglia contro l'ipocrisia e lo sporco raggiro dilagante. Anche una goccia di mare è ancora mare pronta a fondersi con un'altra goccia e così via. Tenete presente che non dobbiamo fare tutto noi, l'importante è dare un modesto o piccolo contributo. Purtroppo ci sono persone senza scrupoli che sfruttano cariche politiche per fare danneggiare i cittadini più deboli, nella fattispecie dobbiamo far sì che non abbiano più la vita facile! E' poi anche vero che se poeti si nasce, oratori in gran parte lo si diventa, anche per disperazione, persino quando sotto ai propri occhi si vede uccidere lentamente qualcuno in barba ad ogni regola o legge dello stato. Comunque non dobbiamo mai dimenticare che non c'è pace senza socialità, come non c'è socialità senza pace: la società oggi viene indirizzata dalla parte opposta, sta a noi ravvederci e cambiare rotta, altrimenti ogni valore dell'essenza spirituale viene sempre più perso di vista e guardato su un piano non spirituale, quasi come fosse un valore materiale di scambio mercenario. Il travisamento e il pragmatismo divengono sempre più i padroni del mondo. Tutti i massimi valori compresi nella religione, nella psicologia, nella filosofia, nella civiltà e nella democrazia vengono deturpati, forviati, oscurati e convogliati in formule politiche e giornalistiche di un settore del mercato in cui vi operano soggetti senza scrupoli. Il sistema genera così armi micidiali contro i più deboli della società, i più emarginati, abbandonati, esclusi. Il potere politico diviene così la più grande passione e al tempo stesso anche la più grande costante illusione di invulnerabilità con infiniti eccessi illegittimi. Attraverso guerre e abusi di potere, si causano distruzioni, malattie, disabilità, dolore e morte a un'infinità di innocenti. Ogni individuo vittima del vile malcostume deve arrangiarsi e raccogliere tutte le forze per potersi sostenere in mezzo ad un mare di veleni, viltà, falsità, infamità. Il bambino, il malato, il vecchio devono affrontare l'incredibile e l'indicibile della nuova società, a cui è stata rubata parte del sentimento, dello spirito umanitario, dell'attenzione, dell'osservazione con svuotamento continuo del raziocinio, sino al punto che il lavoratore come se nulla fosse, deve abituarsi a gestire i periodici licenziamenti organizzati, persino quasi ringraziando i politicanti di non avere fatto di peggio; ciò fa ricordare l'eccellente famigerato ragioniere Fracchia e sebbene per l'occasione fosse tutto adattato per il cinema e ci sia stato significato con le sue comiche tanto di vero attraverso il personaggio, c'è da dire che la realtà è davvero diversa, perché spezza la vita alle vittime del potere.

    "Non bisogna dar retta a coloro che consigliano all'uomo, perché è mortale, di limitarsi a pensare cose umane e mortali; anzi, al contrario, per quanto è possibile, bisogna comportarsi da immortali, e far di tutto per vivere secondo la parte più nobile che è in noi". Aristotele
  6. Commento di Giacomo Montana - 15/3/2007 ore 1,0

    LA VITTORIA FINALE DELLA VERA LIBERTA'
    Autore: Giacomo Montana


    Si dice che la religione è principio della libertà. Ognuno attraverso di essa trova lo spazio per potere vedere illuminati i doveri, passando attraverso: LA COSCIENZA.

    Ma allora se è così, facendo due riflessioni, ci si potrebbe chiedere quante persone davvero credenti in Dio ci sono rimaste al mondo, se ne succedono di tutti i colori. Non si capisce più dove sono i benefici del cristianesimo, dell'ordine sociale, se è in aumento il fascino di rincorrere per simpatia la criminalità e i più sporchi criminali. Io ho sempre creduto nel cristianesimo, come garante dell'avvenire, mentre oggi vedo che si critica il riconoscimento degli omosessuali che non danno fastidio a nessuno, contrastandoli e non si guarda al vero marciume, che distrugge e uccide esseri umani.

    Si vede la pagliuzza e si nascondono le grosse travi. Tutto questo è sconcertante e umiliante, soprattutto se si pensa che oggi viene distrutta anche la sovranità dell'opinione della gente comune, occupando tutto lo spazio democratico per conto dei personaggi politici e giù di lì.

    La libertà anche in Italia la si potrà limitare più o meno sempre. Elementi voluti o accidentali potranno interromperne lo sviluppo, ma qualsiasi cosa si faccia, si pensi di fare o si dica, ad essa non può essere mai negata una brillante vittoria vera finale. Un grande esempio di falsa libertà lo si può vedere visitando il seguente blog.

    http://oltreilbuio.blogspot.com

    Se potete aiutatemi a vincere il più sporco silenzio stampa su tutta la mia vicenda. Un caro saluto a tutti.
  7. Commento di Giacomo Montana - 20/3/2007 ore 22,52

    ANCHE CONNIVENZA, OMERTA', COMPLICITA', CORRUZIONE... HANNO FATTO CARRIERA
    Autore: Giacomo Montana


    In nome della apparente legalità oggi si aggredisce, si mutila, si distrugge....e ci si rovina. Prendiamo per esempio il mondo del lavoro. Cosa c'è di più normale di cercare di lavorare onestamente? Eppure ogni giorno, prevalentemente per mancanza dei mezzi di protezione contro gli infortuni e le malattie professionali, c'è chi viene fatto persino morire. Le statistiche e le cifre variano da una fonte all'altra. Se però ci atteniamo a valori approssimativi, senza pretese di precisione, possiamo comunque renderci conto che le morti e i danni alla persona sono comunque immensi.

    In realtà il nodo è unico, anche se si continua nella più vergognosa finzione di affrontare i temi dello studio di prevenzione, servendosi di schemi e modelli di analisi che non tengono assolutamente conto del modo in cui la connivenza, l'omertà, la complicità e la corruzione nel nostro Paese continuano a fare carriera, di pari passo con il falso ideologico, l'omissione di atti di ufficio e il raggiro politico fatto apparentemente recepire dalla gente, come fosse di una normale amministrazione.

    Tutte queste vergogne di cui viene fatto finta di non vedere o sapere, fa divenire un costume la "vista a tunnel" facendo osservare al popolo ciò che fa più comodo ai signori della politica. Queste cose, in fondo, se si hanno riscontri oggettivi, non si possono non dirle. Per non andare serbando un pensiero non espresso, devo dire che nelle mie piccole e modestissime responsabilità di cittadino, rivolte ad ostacolare delinquenti che vengono presentati alla gente come persone oneste, da anni ho cercato di fermare persino un sospetto tentato omicidio, consumato sul posto di lavoro in ospedale, ai danni di una donna, prima privata per anni dei mezzi di protezione sul lavoro e poi per quanto attiene alla sporca consumazione di diversi gravi reati...Segue qui sotto...


    Seguito....e relative micidiali conseguenze, privata persino della giustizia penale, con mille onerosi raggiri, alla cui base e da quanto mi risulta, non mancano neppure parecchi silenzi assensi di personaggi politici, persino di fronte ad elusioni del giudicato, in quanto quella stessa donna-vittima ha ricevuto due vittorie schiaccianti con due giudici diversi presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, proprio per quegli stessi fatti. Se vengono calpestate persino due sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale, un cittadino come può credere ancora nella giustizia italiana, o nella politica del nostro Paese?

    Un effetto di come viene diretta e condotta la politica, lo abbiamo visto tutti con la straordinaria e continua velocizzazione del crollo dei partiti, gli stessi che nella parte rimasta, ancora oggi cercano di drogare il consenso elettorale. Credo che oltre alle guerre all'estero, di cui si sente tanto parlare, vi è in atto una guerra senza quartiere, molto più grave di quello che appare sulla stampa. La gente comincia ad essere stanca delle promesse politiche, che non vengono mantenute. Personalmente sono rimasto di stucco ogni volta che nelle opportune Sedi di giustizia, ho visto attuare forme di corruzione, fatte di parzialità, di vili apparenze, di servizi resi a determinati clan o singoli amici.

    Sono colpi inferti alle spalle, attese di giustizia inutili, spese legali assurde e ulteriormente dannose e tutto ancora e sempre ai danni della vittima del crimine. Ho visto con i miei occhi che la menzogna, l'ipocrisia e il raggiro, quando si vanno a sommare ai precedenti danni alla persona, prodotti da procurate lesioni colpose gravissime, spingono la vittima ad avere sempre meno salute e più malattie per conseguente abbassamento delle sue difese immunitarie, dovute a fiumi di stress emotivi, generati da tutta la palude sopracitata, prodotta anche dall'inerzia e lo strabismo morale della politica dei governi che si susseguono.
  8. Commento di pasquale - 30/3/2007 ore 17,43

    semplicemente giusto perchè quanto detto è avvenuto e tra le poche cose buone e le molte malefatte non c'è stata partita e quindi lasciamolo in Tunisia dove ha scelto di andare in esilio per sottrarsi alle patrie galere e niente onorificenze.
  9. Commento di pasquale - 30/3/2007 ore 17,54

    Piazza Craxi e il vuoto di politica
    Napoli avrà una piazza intitolata a Bettino Craxi, la decisione del consiglio comunale è stata presa ma avrà bisogno di qualche anno per essere attuata, perché i regolamenti della toponomastica stabiliscono che debba passare almeno un decennio dalla morte. Dunque che fretta c'e ra? Non si sa. Sennatamente la Iervolino aveva osservato che un giudizio sereno richiede tempo. Niente da fare, il voto frettoloso ha accomunato tutti, tranne Rifondazione e i Comunisti Italiani, mentre si sono astenuti il sindaco e i consiglieri Palladino, Antonio Borriello e Lamura. Il comunicato stampa commemora lo statista, ma non fa cenno delle condanne definitive inflittegli per corruzione ed altro. Non si capisce se si intenda onorarne la memoria nonostante le condanne, come dire che uno statista può essere apprezzato anche se si sia fatto corrompere. O piuttosto si sottintenda che le condanne non erano meritate o forse la ragione dell'onoreficenza sta proprio nelle condanne, come fosse una riparazione postuma per l'inusitato affronto fatto a un potente: averlo processato e condannato. Per quanto mi riguarda, continuo ad associare la memoria di Bettino Craxi a quella di un Paese malato, soggiogato da una vorace cleptocrazia. Erano gli anni '80, tempi in cui l'onestà era un affare da stupidi, c'era chi esortava ad arricchirsi e uomini dalle cravatte arroganti confondevano furto e modernizzazione. Era il tempo in cui i sarti cominciarono a chiamarsi stilisti e i bottegai imprenditori, tempo di strade inutili e soldi facili per architetti e affini. Erano tempi di una politica asservita agli interessi di chi poteva pagare. Almeno in questo diversi da quelli di oggi, oggi che i ricchi non hanno più bisogno dei politici, fondano loro stessi partiti personali, intercettano i telefoni e fanno ballare i governi al suono degli scandali montati dai loro giornali. Oggi non resta molto altro da fare ai consiglieri comunali se non di intitolare strade, nel vuoto di politica è forse l'unico modo di segnalare la propria esistenza. Ben venga dunque piazza Bettino Craxi! Magari a Scampia o in qualche altra periferia degradata. Sarà di consolazione alle famiglie dei detenuti pensare che un giorno anche per loro potrebbe esserci una strada.

    SCRITTA DA NICOLA QUATRANO MAGISTRATO DI NAPOLI

  10. Commento di Michele Diodati - 30/3/2007 ore 18,2

    Grazie, Pasquale, per la segnalazione di questo articolo, col quale concordo completamente.

    Mi sembra significativo che gli amministratori pubblici di Napoli si siano fatti avanti tra i primi per intitolare una piazza a Craxi: essendo Napoli da sempre all'avanguardia nell'espressione dell'illegalità, quale città avrebbe potuto meglio di Napoli onorare la memoria di un grande alfiere dell'illegalità?
  11. Commento di Giacomo Montana - 28/5/2007 ore 0,20

    LA COSTITUZIONE ITALIANA CHIEDE AIUTO AI PIU' VOLENTEROSI


    Bisogna aprire gli occhi e non fare il gioco dei delinquenti, noti e meno noti. Oggi è di vitale importanza per la gente onesta, non farsi frantumare nel diritto, nella morale e nell'onore. Nessuno di noi deve essere docile come un agnello, belante come una pecora e pauroso come lo struzzo che per non vedere "l'ostacolo", nasconde la testa sotto la sabbia.

    Non ci si comporta come i predetti animali di fronte a lenti ma grandi capovolgimenti sociali, prodotti da sporche e ciniche ingiustizie: il cambiamento repentino di fortuna e di status sociale con alla base delitti impuniti e i relativi artefici, persino premiati con occupazioni di lavoro di favore e di privilegio fortemente penalizzanti e denigratorie verso coloro che si attendono imparzialità e giustizia. I diritti umani per fare trionfare l'economia dei più vili, ipocriti e senza scrupoli, non devono e non possono essere elusi, raggirati, calpestati.

    Spesso il concetto di "padre di famiglia", nelle delicate e capitali questioni della libertà di espressione o invocando tutti i problemi generali della cosa pubblica, lo vediamo usare impropriamente. Purtroppo ci sono persino individui che in virtù di essere divenuti giornalisti, esercitano molto male quel mestiere e al posto di infliggere colpi terribili di stampa ai colpevoli, si prestano a fare nascondere putride e maleodoranti verità, consumate ai danni della povera gente innocente!

    Essi si porteranno un peso tremendo sulla coscienza, che avvertiranno poco tempo prima di lasciare questo mondo! Lo so perché, come persona addetta all'assistenza infermieristica per molto tempo ne ho avuto diverse dimostrazioni naturali. C'è chi si sofferma a fare notare un problema singolo o un'unica vergogna. Questo io lo vedo come quando dopo un cataclisma c'è chi mostra il crollo di una casa, senza parlare neppure minimamente delle persone che vi sono sotto e che si potrebbero ancora salvare.

    Nella nostra società vi sono vergogne, violenze e torture che negli anni vengono mantenute nascoste per fare continuare a delinquere coloro che hanno persino la nomina politica per occupare posti di dirigenza in parecchi settori dei vari comparti del mondo del lavoro. Col voto elettorale diamo l'opportunità a questi soggetti senza scrupoli, di potere continuare la rovina dei valori Nazionali, tramandati di generazione in generazione.

    Se tra le persone che mi leggono, c'è come abbondantemente credo, chi ama l'Italia come me, sappia che non c'è solo da criticare ingiustizie e indebiti arricchimenti politici, ma c'è da rifiutarsi di fare usufruire del voto elettorale a degli individui che strizzano l'occhio ai criminali e fanno creare rovine, malattie, guerre, distruzione e morte a danno degli innocenti.

    Si diviene così una corrente di contestazione e di azione nuova, che preventivamente smaschera anche le cause delle morti bianche sul lavoro e i criminali che, violando la legge, le provocano. Sarà una corrente sisuista fresca, emergente, determinante di cittadini italiani stanchi di essere danneggiati per cedere il posto al beneficio politico di pochi privilegiati e raccomandati che si arricchiscono sempre più facilmente.

    Chi lo vuole basta che si senta sisuista e si aggiunga tra coloro che come me desiderano più imparzialità, uguaglianza e giustizia per il bene comune. Il sisuismo è oramai un termine noto, anche se boicottato senza clamore ed estraneo a tutti i partiti esistenti oggi.

    Si diviene così una corrente politica nuova che preventivamente smaschera anche le cause delle morti bianche sul lavoro e i criminali che le provocano. Sarà una corrente sisuista fresca, emergente, determinante di cittadini italiani stanchi di essere danneggiati per cedere il posto al beneficio di pochi privilegiati e raccomandati dai politici.

    Per conoscere i sistemi delle torture nascoste alla gente vedere qui: http://sisu.leonardo.it
    http://www.mobbing-sisu.com

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  29/12/2006 alle ore 9,01.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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