Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Il battello ebbro

Il governo di centrosinistra ha fatto naufragio, navigando impazzito tra i flutti della politica italiana, simile al battello ebbro del poeta maledetto Arthur Rimbaud.

Governo: Andreotti, voto sì a mozione Unione su D'alema

"Darò il mio voto favorevole alla mozione che presenterà domani l'Unione sull'intervento di D'Alema al Senato anche se voglio vedere quale sarà il testo definitivo". Lo dice ai giornalisti il senatore a vita Giulio Andreotti. "C'è una sostanziale continuità nella politica estera italiana che secondo me è ciò che conta, non credo che ci siano dubbi sull'approvazione - aggiunge Andreotti - non si ripeterà l'episodio del primo febbraio".

Non era vero niente. Andreotti, insieme al senatore Pininfarina redivivo (e aerodinamicamente atterrato tra i banchi di Forza Italia) e ai due dissidenti Rossi e Turigliatto della (ex) maggioranza, ha fatto cadere il secondo Governo Prodi, tra i cori da stadio di quei fini statisti del centrodestra (mi si passi la volgarità).

Mentre scendevo lungo fiumi impassibili,
Non mi sentii più guidato dai trainanti,
Pellirossa chiassosi li avevano inchiodati,
Nudo bersaglio, ai pali variopinti.

Inutile rimuginare troppo sull'accaduto. La stentata maggioranza al Senato rendeva inevitabile, prima o poi, la caduta del governo. Bisogna dire grazie, ancora una volta, agli illuminati servitori dello Stato che hanno voluto una legge elettorale pensata per garantire l'ingovernabilità del Paese. Grazie in particolare al dentista Calderoli, "porcaro" per sua stessa ammissione.

Nel furibondo sciabordìo delle maree, lo scorso
Inverno, io, più sordo d'un cervello infantile,
Correvo! E libere da ormeggi le Penisole
Non subirono mai scompigli più trionfali.

Ciò su cui è inevitabile interrogarsi è il prossimo futuro della politica italiana. A me sembra che sia davvero fosco. Bisognerebbe avere innanzitutto l'onestà di chiamare le cose con il loro nome. Per esempio, smetterla di considerare il centrosinistra come un'entità reale. Il centrosinistra non esiste. C'è una sinistra cosiddetta "radicale" che è la sinistra vera e propria, fatta di comunisti, verdi, movimentisti, pacifisti, ecc. Questa sinistra - pur con differenze interne - è sostanzialmente filo-palestinese, antiamericana, ambientalista, pacifista, amica dei ceti deboli e dei pensionati, fautrice dello statalismo.

C'è poi una destra moderata, mascherata da centrosinistra, ma che della sinistra non sembra avere veramente nulla. Cosa c'è "di sinistra" nelle liberalizzazioni di Bersani o nella scelta afghana, militarista e filoamericana di D'Alema e Prodi? Cosa c'era "di sinistra" nelle privatizzazioni fatte nel quinquennio 1996-2001? Cosa c'è di sinistra nella curiale sottomissione ai preti di tanta parte della Margherita e negli scrupoli di Mastella contro i DICO? Cosa c'era di sinistra nel modo in cui Rutelli si tirò indietro prima del referendum sulla fecondazione assistita? E potrei continuare.

Benedì la tempesta i miei risvegli in mare.
Più leggero d'un sughero ho danzato sui flutti
Che sono detti eterni avvolgitori di vittime,
Dieci notti, sprezzando l'occhio stolto dei fari!

Più dolce che al bimbo la polpa degli acidi pomi,
L'acqua verde filtrò nello scafo d'abete
E dalle chiazze di vini azzurri e di vomiti
Nettandomi, disperse l'àncora e il timone.

Cosa ci aspetta ora? Nuove elezioni subito, no, perché i parlamentari in carica - da squisiti cittadini disinteressati quali sono - vogliono raggiungere almeno i due anni e mezzo di legislatura, per poter maturare il privilegio alla pensione parassita che spetta agli ex deputati (mentre un cittadino "normale" deve lavorare 35-40 anni, a questi tizi che dovrebbero essere nostri servitori bastano due anni e mezzo di "lavoro" per risolvere il problema della vecchiaia).

Un governo bis di Prodi uguale a quello appena caduto sembra una vera idiozia: cosa potrebbe renderlo più solido di quello che è bastato uno starnuto di Andreotti per abbattere?

Un grande centro dominato dai Mastelloni, dai Casini e soprattutto dai casini? Possibile, ma perché non pensare allora a un governo guidato direttamente da una diarchia Bertone-Ruini, con sua santità in tribuna a dare consigli? Sarebbe più onesto e più conforme a quello che è l'orientamento psicologico vero degli italiani: cioè padre nostro e inginocchiamenti in pubblico, con la proclamazione a gran voce dei grandi principi cristiani, e poi ognuno fa i cazzi propri in privato, come quotidianamente conferma il concubino moralista Casini, con la pregiata compagnia di Berlusconi, Fini e tanti altri divorziati del centrodestra.

Seguii per mesi e mesi, simili a mandrie isteriche,
I marosi all'assalto delle scogliere, senza
Pensare che i piedi delle Marie potessero
Forzare luminosi il muso agli Oceani bolsi!

Ho visto fermentare paludi enormi,
Nasse ove imputridisce nei giunchi un Leviatano!
Scrosciare l'acqua nelle bonacce, e lontananze
Crollare a cataratte negli abissi!

E tutto ciò non fa che rinforzare le speranze di Berlusconi di potersi sedere nuovamente sull'amato scranno di Palazzo Chigi.

Ci pensino bene a questo i signori Rossi e Turigliatto, che, fedeli ai dettami della propria coscienza, si sono astenuti dal votare a favore delle linee di politica estera tratteggiate da D'Alema (d'accordo, non sarebbe cambiato nulla lo stesso, anche se avessero votato sì).

Ripensino alla loro coerenza morale, quando, invece di un battello ebbro, ci ritroveremo al governo una corazzata cinica, quella berlusconiana, capace di mentire spudoratamente all'elettorato e di usare il Parlamento e le televisioni per i propri scopi. Ci ripensino, quando il Cavaliere magnificherà in una conferenza stampa di fine d'anno a reti unificate le sue nuove 420 riforme, con le mani sulle spalle di Bondi e Bonaiuti, inginocchiati ai suoi lati con l'ostia in bocca, mentre l'economia italiana - che ha appena cominciato a riprendersi - colerà nuovamente a picco, come nei cinque anni del suo governo. Ci ripensino, quando una nuova raffica di condoni spegnerà la ripresa del gettito fiscale e quando, per tagliare le tasse ai ricchi, si dovranno alzare a carico dei cittadini più deboli i prezzi di tutti i servizi essenziali.

Tutto sommato, è meglio il battello ebbro. Anche se sceglierlo di nuovo rischia, purtroppo, di indurre i "coalizzati" a comportarsi ancora una volta da ubriachi...

Ora, battello perso entro i golfi chiomati,
Che l'uragano scaglia nell'aria senza uccelli,
Io, di cui Monitori e Velieri anseatici
Avrebbero sdegnato la carcassa ebbra d'acqua;

Io che tremavo, udendo a cento leghe gemere
I Behemot infoiati e i Maelström profondi,
Eterno filatore dell'immobile azzurro,
Io rimpiango l'Europa dai parapetti vetusti!

E ogni vendetta? Niente!... - Ma sì, noi tutta
La vogliamo! Industriali, senatori, principi,
A morte! potenza, giustizia, storia, abbasso!
Ci è dovuto. Sangue! sangue! fiamma d'oro!

Soltanto a guerra, vendetta, terrore, tu, mio
Spirito! Voltiamoci entro il Morso: Ah! passate,
Repubbliche di questo mondo! Imperatori,
Reggimenti, coloni, popoli, ora basta!

I versi citati sono una libera riduzione da Battello ebbro di Arthur Rimbaud, nella traduzione di Diana Grande Fiori.

Commenti dei lettori

  1. Commento di Marcello Cerruti - 22/2/2007 ore 19,57

    In riferimento alla domanda retorica che poni

    Cosa c'è "di sinistra" nelle liberalizzazioni di Bersani o nella scelta afghana, militarista e filoamericana di D'Alema e Prodi?

    Vorrei domandarti, cosa c'è "di sinistra" nel difendere privilegi di categorie che sono protette solo nella post-corporativa Italia?

    Perché una persona con un'automobile classe Euro 4, che rispetta le norme di sicurezza e con un tassametro secondo disposizioni di legge non può fare il tassista ed i cittadini debbono sottostare ai ricatti ed alla inefficiente scarsità di offerta di una casta di privilegiati?
    Ad Amsterdam si è optato per la totale liberalizzazione, bisognerebbe riflettere.

    Cosa c'è di "sinistra" nell'obbligare (norma voluta da Berlusconi) un giovane a spendere qualche migliaio di euro per diventare un Coiffeur o Barbiere "patentato" e poi non rilasciargli la licenza?

    Cosa c'è "di sinistra" nel consentire a ragazzini di 40, 50, 55 anni ad andare in pensione e campare per 30-50 anni sulle spalle di chi lavora?
    Nella Danimarca con una forte tradizione di stato sociale si va in pensione a 67 anni!
    Cosa c'è "di sinistra" a non equiparare l'età pensionabile delle donne a quella degli uomini, visto che la loro vita media è più lunga. A ben veder le donne dovrebbero anzi andare in pensione dopo...

    Cosa c'è "di sinistra" nell'invocare una patrimoniale che tartasserebbe i soliti stratassati e non chi può portare tutto all'estero o evade il fisco? Una lezione per punire i fessi ed i deboli?

    Cosa c'è "di sinistra" nel tassare le cosiddette rendite finanziarie, ovvero il risparmio degli italiani, che se investito in titoli di Stato permette alla macchina statale di funzionare. Si vuole che chi ha veramente patrimoni finanziari grossi li porti all'estero, togliendo capitali al sistema Italia? Si vuole che gli investitori esteri fuggano ed investano altrove?

    Altra ipocrisia demagogica di tassare i titoli obbligazionari di Stato e privati al 19% adeguandoli ad altre aliquote. Gran bella fesseria...
    I titoli obbligazionari non vengono acquistati da chi non ha nessun potere contrattuale come me, te o la vecchina con la sua pensioncina... A noi vengono solo rivenduti.
    I titoli obbligazionari vengono aggiudicati in aste al ribasso cui partecipano i grandi investitori istituzionali internazionali. Per questi investire in un titolo o un altro, in un Paese o in un altro è assolutamente indifferente. Se un titolo obbligazionario è soggetto a tassazione essa verrà scontata spuntando un tasso d'interesse più alto in fase di aggiudicazione nell'asta al ribasso, quindi per l'erario l'impatto è nullo, è una partita di giro.
    L'esperienza è stata già fatta negli anni '80 quando i titoli di Stato, precedentemente non soggetti a tassazione furono tassati al 6,25% e poi l'aliquota fu portata al 12,50%.
    Risultato? Zero: il Tesoro doveva emettere titoli di Stato corrispondendo un tasso d'interesse più alto.
    Certo se si vuole una finanza "allegra" le aliquote fiscali sulla tassazione dei titoli obbligazionari le incassi subito e le utilizzi per giochetti clientelari, l'interesse maggiore va a gravare sul debito pubblico per la gioia delle generazioni future.
    In Italia si tassano i "capital gain", ma non si possono detrarre i "capital loss" come nei normali stati non vampiri che non debbono foraggiare un pubblico ipertrofico e parassitario. La solita storiella dei rapporti tra Stato e cittadino "se vinci hai perso (ti tasso) se perdi hai perso, punto".

    Cosa c'è di sinistra nel lavarsi le mani dell'Afghanistan e riconsegnarlo ai talebani.
    Cosa c'era di sinistra nell'Europa che fino a quando non ha invocato l'intervento americano ha solo versato lacrime di coccodrillo per la Bosnia, lasciando mano libera al macellaio Milosevic.
    Cosa c'è di sinistra nell'aver chiuso gli occhi sul genocidio del Ruanda e chiuderli oggi sul genocidio del Darfur.
    Se ci si mette in gioco in questi casi sono scelte militariste? Fai un pò tu?
    Certo Bernard Henri Levy intervistato da Fabio Fazio il 3 febbraio scorso ha detto che forse voterà Sarkozy e non la "piaciona" Segolene Royal, anche per la promessa di impegnarsi nel Darfur.
    Parliamo di Bernard Henri Levy, mica di Jean-Marie Le Pen...


    Non sarebbe molto più "di sinistra" ad esempio una leggina che stabilisce l'azzeramento dello stipendio ai boiardi di stato che portano le aziende pubbliche (vedi Alitalia) alla bancarotta? Altro che liquidazioni d'oro!

    Non sarebbe molto più "di sinistra" una leggina che porta tutte le pensioni sopra i 3.000 euro a 3.000 per chi non ha versato contributi adeguati (come quelli che si verserebbero per una copertura pensionistica privata) ed una forte riduzione progressiva per chi si trovi nella stessa condizione in una fascia compresa, ad esempio, tra i 3.000 ed i 1.500 euro?

    Hai idea di quanti quattrini incasserebbe lo stato nel colpire i soliti privilegiati e non i soliti fessi?



    A mio modo di vedere, nell'Italia dove "le leggi si interpretano per gli amici e si applicano ai nemici" i privilegi sono "anacvonistiche rendite di posizione" (come direbbe l'ineffabile Presidente della Camera) se si tratta di avversari, mentre se si tratta del proprio bacino elettorale sono "intangibili diritti acquisiti".

    Per quel che mi riguarda i privilegi sono tutti da abbattere subito e senza troppi complimenti del resto sono passati più di due secoli dalla rivoluzione francese, da quella americana e da quella inglese.
    Dopo oltre 200 anni ci si dovrebbe sorprendere ed indignare al manifestarsi del benché minimo privilegio.
    Non so se questo sia di destra o di sinistra e non m'interessa, penso che sia la cosa giusta



    Perché sorprenderti del "battello ebbro"?
    Ma veramente pensavi che una coalizione da Mastella a Di Liberto, da Bersani a Caruso, da Rutelli e Bindi a Bonino e Luxuria potesse avere altro scopo oltreché il potere per il potere ed i 30 mesi di legislatura per la pensione?
    Credi veramente che qualsiasi accozzaglia arraffazonata pur di battere Berlusconi giovi a qualcuno?
    Non credi quand'anche passassero 5 anni alla fine Berlusconi avrebbe la strada spianata come nel 2001?
    O forse pensi di fucilarlo, mandalo in esilio o sospendere le lezioni nel frattempo? Non credo proprio.
    Una coalizione può governare se prima di essere contro qualcuno è per costruire qualcosa.



    Perché vedi Bondi e Bonaiuti con l'ostia in bocca e non Oscar Luigi Scalfaro?
    Il Presidente arbitro e giocatore al tempo stesso e peggior Presidente della Repubblica insieme, in ordine decrescente, a Pertini e Cossiga.
    Il buon Scalfaro ieri ha "marcato visita" dietro diktat di Ruini.

    Marcello Cerruti
  2. Commento di Michele Diodati - 23/2/2007 ore 1,24

    Vorrei domandarti, cosa c'è "di sinistra" nel difendere privilegi di categorie che sono protette solo nella post-corporativa Italia?
    Perché una persona con un'automobile classe Euro 4, che rispetta le norme di sicurezza e con un tassametro secondo disposizioni di legge non può fare il tassista ed i cittadini debbono sottostare ai ricatti ed alla inefficiente scarsità di offerta di una casta di privilegiati?
    Ad Amsterdam si è optato per la totale liberalizzazione, bisognerebbe riflettere.
    Cosa c'è di "sinistra" nell'obbligare (norma voluta da Berlusconi) un giovane a spendere qualche migliaio di euro per diventare un Coiffeur o Barbiere "patentato" e poi non rilasciargli la licenza?

    Ho l'impressione che tu abbia equivocato completamente il senso della mia domanda retorica sulle liberalizzazioni. Io sono del tutto d'accordo con le timide liberalizzazioni attuate dal governo appena caduto. Penso anzi che i tentativi di Bersani di aumentare la concorrenza e abbattere alcuni odiosi privilegi di casta siano stati tra le pochissime cose buone fatte da questo governo, insieme con il ritiro dall'Iraq e l'attenzione a combattere l'evasione fiscale (se non altro decidendo di non fare più condoni).

    La mia domanda "cosa c'è di sinistra" era riferita al fatto che le liberalizzazioni, cioè l'attenzione a privilegiare la concorrenza e il mercato, sono, o dovrebbero essere, temi tipici di un'agenda di governo di destra, non di sinistra. Ciò che ha fatto Bersani è stato sopperire alle mancanze del governo precedente. Se Berlusconi fosse stato davvero un liberista in economia, invece che un demagogo intento solo a fare i propri interessi, avrebbe potuto eliminare nei suoi cinque anni di governo tutti gli odiosi vincoli di accesso alle professioni legati agli ordini professionali. Paradossalmente, ha fatto più liberalizzazioni e privatizzazioni il centrosinistra, quando è stato al governo, che non Berlusconi. Vedi per esempio cosa diceva l'Economist un po' di tempo fa:

    «Siniscalco, che ha lasciato l'incarico di ministro delle finanze a fine settembre, loda le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro fatte dal governo, ma ammette che troppo poco è stato fatto per aumentare la concorrenza, liberalizzare settori protetti dell'economia o privatizzare (effettivamente, il precedente governo di centro-sinistra ha venduto più beni di quanto abbia fatto il governo Berlusconi). Come per l'agenda di Lisbona dell'UE sulle riforme economiche, l'Italia è risultata costantemente al fondo della graduatoria del Centre for European Reform con sede a Londra...»

    Cosa c'è "di sinistra" nel consentire a ragazzini di 40, 50, 55 anni ad andare in pensione e campare per 30-50 anni sulle spalle di chi lavora?
    Nella Danimarca con una forte tradizione di stato sociale si va in pensione a 67 anni!
    Cosa c'è "di sinistra" a non equiparare l'età pensionabile delle donne a quella degli uomini, visto che la loro vita media è più lunga. A ben veder le donne dovrebbero anzi andare in pensione dopo...

    Cosa c'è di sinistra, chiedi? Quelle che hai citato sono le roccaforti della concezione del lavoro della sinistra radicale! Se Rifondazione comunista potesse - io credo - sarebbe contenta di far andare la gente in pensione a 35 anni (se solo avesse già trovato un lavoro a quell'età...), senza chiedersi poi chi mai dovrebbe, in un paese simile, produrre reddito! E forse renderebbe le pensioni ereditarie, se solo ci fosse lo spiraglio per aprire un tavolo di trattative su questo tema...

    Mi pare di capire, comunque, che neanche qui hai intuito che io la penso in modo diametralmente opposto dalla sinistra radicale. Secondo me si dovrebbe andare in pensione con non meno di quarant'anni di contributi, se si svolge un lavoro non usurante. Prevederei eccezioni al ribasso, appunto, solo per lavori realmente usuranti. Un professore, se non è rincoglionito e sta bene in salute, potrebbe rimanere in carica almeno fino a 70 anni. Certo, lo Stato dovrebbe anche metterlo in condizione di far bene il proprio lavoro e di amarlo, ma questo è un altro discorso... E si dovrebbe fare in modo, parallelamente, di non escludere i giovani dal lavoro, cosa che può accadere se i posti non aumentano e se, contemporaneamente, i vecchi vanno in pensione più tardi.

    Cosa c'è "di sinistra" nell'invocare una patrimoniale che tartasserebbe i soliti stratassati e non chi può portare tutto all'estero o evade il fisco? Una lezione per punire i fessi ed i deboli?
    Cosa c'è "di sinistra" nel tassare le cosiddette rendite finanziarie, ovvero il risparmio degli italiani, che se investito in titoli di Stato permette alla macchina statale di funzionare. Si vuole che chi ha veramente patrimoni finanziari grossi li porti all'estero, togliendo capitali al sistema Italia? Si vuole che gli investitori esteri fuggano ed investano altrove?

    Qui mi sembra che fai confusione tra il principio e i metodi. Il principio di chiedere di più a chi ha di più a me pare sacrosanto, come mi sembrerebbe sacrosanto tassare adeguatamente quei mariuoli che, su pure transazioni finanziarie, speculando in modo ignobile, hanno incassato plusvalenze miliardarie in euro. Quindi direi che è assolutamente "di sinistra" legiferare per ottenere questa redistribuzione.

    Che poi il metodo adottato dal centrosinistra per ottenere una redistribuzione della tassazione possa essere sbagliato o quanto meno migliorato, non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. Mi pare che poche cose al mondo siano riuscite confuse ed elefantiache come la finanziaria varata dal governo appena defunto. Ma come fare allora a ottenere che chi ha tanto contribuisca in ragione di ciò che ha, o almeno un po' di più del nulla attuale di cui si beano tanti evasori totali milionari in euro? Purtroppo l'abitudine di depositare all'estero il bottino è inveterata in tanti, troppi italiani. La storia delle "evasioni fiscali" estero su estero di Previti è esemplare da questo punto di vista. Lo scudo fiscale varato dal governo Berlusconi è stata un'autentica truffa ai danni della gente onesta.

    Cosa c'è di sinistra nel lavarsi le mani dell'Afghanistan e riconsegnarlo ai talebani.

    La sinistra radicale, ovvero quella che io considero la sola vera sinistra italiana, è profondamente pacifista. Quindi andar via dall'Afghanistan sarebbe del tutto coerente con quell'impostazione.

    Quanto poi al riconsegnare l'Afghanistan ai talebani, spero che ti sia scappata la frase e che tu non creda veramente a ciò che sembri sottintendere. Ovvero, davvero pensi che, se anche l'ONU, o chi per esso, restasse 100 anni in Afghanistan uccidendo qualche milione di presunti talebani, riuscirebbe a sconfiggere il fanatismo religioso e a instaurare lì la democrazia e il rispetto per le donne?! Siamo ancora a questo? La lezione dell'Iraq non è stata sufficiente? Non ti è ancora chiaro che la guerra portata nei paesi islamici non fa altro che rinsaldare i fanatici nelle loro convinzioni contro il "satana" occidentale? Non sarebbe ora di accettare che l'unico modo che abbiamo per esportare la democrazia è la diffusione pacifica della cultura? Sicuramente la televisione e Internet porteranno più democrazia in Afghanistan di quanta ne potranno mai portare tutti gli eserciti stranieri calati in quel disgraziato paese.

    Cosa c'era di sinistra nell'Europa che fino a quando non ha invocato l'intervento americano ha solo versato lacrime di coccodrillo per la Bosnia, lasciando mano libera al macellaio Milosevic.
    Cosa c'è di sinistra nell'aver chiuso gli occhi sul genocidio del Ruanda e chiuderli oggi sul genocidio del Darfur.
    Se ci si mette in gioco in questi casi sono scelte militariste? Fai un pò tu?
    Certo Bernard Henri Levy intervistato da Fabio Fazio il 3 febbraio scorso ha detto che forse voterà Sarkozy e non la "piaciona" Segolene Royal, anche per la promessa di impegnarsi nel Darfur.
    Parliamo di Bernard Henri Levy, mica di Jean-Marie Le Pen...

    Stai mischiando insieme situazioni molto diverse. L'aver chiuso gli occhi sui massacri del Ruanda e del Darfur è colpa, innanzitutto, dell'intera comunità internazionale e, per quanto riguarda l'Italia, della destra e della sinistra a pari (de)merito. Qui la questione è anche l'enorme provincialismo del nostro paese che, a livello di opinione pubblica e mezzi di comunicazione, guarda sempre e soltanto nel proprio orticello. Io rimango sbalordito, per esempio, dai servizi che mandano i nostri telegiornali quando i nostri politici vanno in visita in altre nazioni. Le domande vertono sempre sulla situazione del nostro paese. Prodi va in India e gli chiedono cosa pensa dei DICO. D'Alema va in Cina e gli chiedono cosa pensa di qualche altra bega nostrana. Il senso di quelle missioni, il bisogno di approfondire altre realtà sembrano totalmente indifferenti agli intervistatori. E così anche l'opinione pubblica finisce per ignorare completamente le tragedie che si consumano in altre parti del mondo.

    Sulla questione della Bosnia e del Kosovo, la scelta interventista fu più giustificata che in Afghanistan e in Iraq. In Bosnia e in Kosovo erano in corso delle autentiche tragedie umanitarie. In Iraq e in Afghanistan non c'erano e non ci sono gli estremi dell'intervento armato, se non come una fumosa giustificazione per regimi che non ci piacciono perché fanatici, crudeli, amici dei terroristi, ecc. ecc. Ma allora bisognerebbe invadere urgentemente anche la Cina, la Corea del Nord, Cuba, la Bielorussia, il Turkmenistan, Myanmar e l'Iran, solo per citare alcuni degli stati più antidemocratici del pianeta. Continuare a sprecare miliardi di euro in una missione di guerra/pace/guerra in Afghanistan, che non farà altro che inasprire il conflitto locale , bruciando soldi dei contribuenti che potrebbero essere reimpiegati per attività pacifiche e di ricerca, mi sembra un vero delitto ai danni di chi i soldi in Italia li produce con il sudore della fronte e paga le tasse fino all'ultimo centesimo.

    Non sarebbe molto più "di sinistra" ad esempio una leggina che stabilisce l'azzeramento dello stipendio ai boiardi di stato che portano le aziende pubbliche (vedi Alitalia) alla bancarotta? Altro che liquidazioni d'oro!
    Non sarebbe molto più "di sinistra" una leggina che porta tutte le pensioni sopra i 3.000 euro a 3.000 per chi non ha versato contributi adeguati (come quelli che si verserebbero per una copertura pensionistica privata) ed una forte riduzione progressiva per chi si trovi nella stessa condizione in una fascia compresa, ad esempio, tra i 3.000 ed i 1.500 euro?
    Hai idea di quanti quattrini incasserebbe lo stato nel colpire i soliti privilegiati e non i soliti fessi?

    Certo, quelle sarebbero leggi davvero di sinistra... se solo ci fosse qualcuno in Italia disposto veramente a eliminare i privilegi dei potenti. Ma sarebbe come chiedere al gatto di controllare che nessuno mangi i topi... Il politico - purtroppo - è politico, cioè membro di una odiosa casta privilegiata, prima di essere di destra o di sinistra. Forse non l'hai letto, ma ho espresso concetti analoghi in un mio precedente intervento sul blog.

    Per quel che mi riguarda i privilegi sono tutti da abbattere subito e senza troppi complimenti del resto sono passati più di due secoli dalla rivoluzione francese, da quella americana e da quella inglese.
    Dopo oltre 200 anni ci si dovrebbe sorprendere ed indignare al manifestarsi del benché minimo privilegio.
    Non so se questo sia di destra o di sinistra e non m'interessa, penso che sia la cosa giusta

    Sono assolutamente d'accordo: i privilegi andrebbero abbattuti, dovunque - e ripeto dovunque - si annidino.

    Perché sorprenderti del "battello ebbro"?

    Dove l'hai vista la sorpresa? Non sono sorpreso affatto.

    Ma veramente pensavi che una coalizione da Mastella a Di Liberto, da Bersani a Caruso, da Rutelli e Bindi a Bonino e Luxuria potesse avere altro scopo oltreché il potere per il potere ed i 30 mesi di legislatura per la pensione?

    Da come lo dici, sembri intendere che la coalizione di centro-destra fosse invece disinteressata e aperta a cercare il bene della nazione. Personalmente credo che in questa coalizione di centro-sinistra, per quanto balzana nelle alleanze e folle nell'autolesionismo, ci siano di gran lunga più persone degne di rispetto di quelle che hanno fatto parte della maggioranza di Berlusconi, fatta di gente che ha votato l'invotabile, con un pelo sullo stomaco degno di lupi mannari, gente disposta a far notte in Senato per far approvare leggi che giovavano solo al loro capo e signore. Ma non voglio farmi il sangue amaro, ricordando lo scempio della passata legislatura. Basti solo pensare alla lega e all'UDC, che neppure un anno fa hanno voluto fortemente l'attuale legge elettorale e che ora già chiedono a gran voce che la si cambi prima di andare nuovamente a votare. Non serve aggiungere altro...

    Credi veramente che qualsiasi accozzaglia arraffazonata pur di battere Berlusconi giovi a qualcuno?
    Non credi quand'anche passassero 5 anni alla fine Berlusconi avrebbe la strada spianata come nel 2001?
    O forse pensi di fucilarlo, mandalo in esilio o sospendere le lezioni nel frattempo? Non credo proprio.
    Una coalizione può governare se prima di essere contro qualcuno è per costruire qualcosa.

    Se i politici italiani fossero gente seria avrebbero già da lunghi anni decretato l'ineleggibilità di Berlusconi. Sarebbe bastato semplicemente applicare una legge del 1957 che vieta di eleggere chi gode di concessioni pubbliche importanti come le sue televisioni. Ma siamo nel paese degli inciuci... Berlusconi, col suo enorme potere mediatico e il suo stratosferico conflitto d'interessi, è il vero cancro della politica italiana, come tutti i mezzi d'informazione stranieri hanno fatto notare già da molti anni. Non ci sarà mai un confronto leale e alla pari tra destra e sinistra in Italia finché rimarrà lui in gioco, perché ha un potere che sbilancia troppo gli equilibri. Per cui non ci sarà mai una sinistra che non sia "contro Berlusconi" finché Berlusconi rimarrà in politica. Ma puoi stare tranquillo: sono dodici anni che assistiamo al modo di essere "contro Berlusconi" della sinistra italiana. Continua infallibilmente a dimostrarsi la sua migliore alleata...

    Perché vedi Bondi e Bonaiuti con l'ostia in bocca e non Oscar Luigi Scalfaro?

    L'immagine dell'ostia in bocca a Bondi e Bonaiuti non voleva sottintendere che i bigotti stanno tutti a destra. Per carità, la sinistra ne trabocca. L'immagine intendeva alludere piuttosto all'"unto del Signore" e ai suoi "chierici" e cavalier serventi, pronti a difenderlo a qualsiasi costo, qualsiasi cosa faccia, indifferenti alla verità e alla dignità.

    Il Presidente arbitro e giocatore al tempo stesso e peggior Presidente della Repubblica insieme, in ordine decrescente, a Pertini e Cossiga.

    Sarà stato il "peggior presidente", ma gli sono grato di aver impedito Previti come ministro di giustizia. Anche se avere Previti come ministro di giustizia sarebbe stata una barzelletta fantastica. E adesso non fare battute su Mastella, che tanto non lo difendo... :-)

    Il buon Scalfaro ieri ha "marcato visita" dietro diktat di Ruini.

    Non sarebbe cambiato nulla anche con lui. Meglio che il governo sia caduto, così almeno ci siamo levati il pensiero, vah!

    Ciao,
    Michele

  3. Commento di Massimiliano - 23/2/2007 ore 14,14

    Ed ora però, dopo il naufragio del battello ebbro o l'analoga immagine della Provvidenza di verghiana memoria, cosa succederà? Si cercherà veramente di proseguire con un Prodi-bis ed una nuova maggioranza, formata da parlamentari orfani, profughi o in cerca di fortuna?

    Si vocifera anche di un governo di "larghe intese", che a me mette un po' in apprensione! Pensate ad una coalizione formata anche da esponenti dell'UDC o di Forza Italia: secondo voi su quali provvedimenti potranno mai trovarsi d'accordo?

    Lo scenario politico sembra davvero deprimente!
  4. Commento di Michele Diodati - 23/2/2007 ore 15,4

    Non ho la minima idea di cosa succederà ora. Forse un governo tecnico.

    Quel che fa rammaricare è che l'ingovernabilità è stata decisa a tavolino, con una precisa scelta del centrodestra fatta per puro interesse di coalizione. Oggi l'Italia non è più spaccata di quanto fosse sei anni fa. E' solo che la legge elettorale è fatta apposta per esaltare la spaccatura e rendere più ricattabili le maggioranze (quello stesso difetto che Berlusconi contestava duramente nella scorsa legislatura).

    Quel che è più grave è che il ritorno al proporzionale è stato deciso violando totalmente la volontà degli elettori, che in un famoso referendum negli anni '90 si erano espressi con una maggioranza bulgara a favore del sistema maggioritario. Una manica di privilegiati spocchiosi che fa il bello e il cattivo tempo, approfittando oltre misura del mandato elettorale, ha deciso che i rappresentanti al parlamento dovessero essere decisi dalle segreterie di partito e non più votati direttamente dagli elettori. Adesso quegli stessi che hanno voluto il proporzionale un anno fa, vogliono una nuova legge elettorale. Questo significa prendere per il c..o la gente. Se fossimo una nazione seria, li avremmo dovuti cacciare dal Parlamento a pedate già un anno fa.
  5. Commento di Nazzareno - 23/2/2007 ore 21,18

    Ciao Michele, sono d'accordo con te al 120%.
    Ma è questo che vuole il popolo della destra? Truccare le partite (mi riferisco alla legge elettorale e a quell'ometto che si vantava che il suo governo è durato tutta la legislatura) invece di pensare al bene della collettività?
    Vorrei aggiungere un paio di riflessioni. Mi ha un po' deluso l'atteggiamento di Franca Rame, forse aveva reminescienze sessantottine? La politica è mediazione, ognuno, giustamente, cerca di far valere la propria posizione, poi in democrazia è la maggioranza che conta, non i capricci del singolo. Poi dimettersi, perché? Era l'unica battaglia da portare avanti? Anzi, visto che era stata scontentata su questo poteva meglio riuscire su altro.
    La seconda considerazione riguarda il precedente capo dello stato, Ciampi.
    Se il compito del capo dello stato è solo quello di apporre la firma sulle leggi che arrivano dal parlamento, possiamo anche farne a meno. A parte le tantissime leggi ad personam, quella sulla legge elettorale avrebbe potuto benissimo bloccarla. Bastava far fare un minimo di indagini (oltre a come dici che è andata contro l'espressione del popolo) per rendersi conto che avrebbe provocato instabilità e che quindi andava contro gli interessi della comunità. Certo, al terzo passaggio avrebbe dovuto firmarla per forza, ma forse non ci sarebbe stato il tempo.
    Dei cosiddetti dissidenti non voglio sprecare molte parole, solo che non sono stati eletti per fare i capricci, ma per cercare di fare il bene della collettività.
    Ah, un'ultima cosa. La politica estera è una cosa seria, significa quanto gli altri stati ci ritengono affidabili. Non si può sconvolgere tutto di colpo. Uno stato che cambia il suo rapporto con gli altri a seconda di chi comanda non sarà mai ritenuto affidabile.
    Ciao
  6. Commento di Michele Diodati - 23/2/2007 ore 23,38

    Ciao Nazzareno,
    concordo con te sul fatto che la politica, almeno quella che serve per governare, sia compromesso e mediazione. Condanno anch'io le dimissioni di Franca Rame e le posizioni intransigenti di vari esponenti della (ex) maggioranza.

    Per quanto riguarda, però, la questione afghana sono solo parzialmente d'accordo. E' giusto cercare la credibilità a livello internazionale, ma c'è un limite che non si dovrebbe varcare: cioè quello di imbarcarsi in imprese che contrastano profondamente con quella che è la volontà del corpo elettorale che ti ha mandato al governo. Il problema della sinistra italiana è proprio questo: non si sa precisamente quale sia la volontà che dovrebbe prevalere. Non sono convinto che D'Alema stia esprimendo, riguardo all'Afghanistan, una posizione che sarebbe condivisa dalla maggioranza dell'elettorato di sinistra. E' vero che tocca a chi è al governo prendere le decisioni, ma dovrebbe cercare di prendere decisioni che non tradiscono i desideri e le speranze del popolo che lo ha eletto. Altrimenti poi, alle successive elezioni, si viene immancabilmente puniti.
  7. Commento di Nazzareno - 24/2/2007 ore 9,21

    Ciao Michele,

    non dimentichiamo che gli elettori del centro sinistra spaziano dal quasi destra all'estrema sinistra ed essere riusciti a fare alcune buone cose non era certo facile. Se l'elettorato fosse stato tutto di sinistra non ci si sarebbe dovuto inventare il termine dico. Se fosse stato tutto di centro (cattolico) la parola pacs non sarebbe mai stata pronunciata, ecc.
    Ora buttare tutto alle ortiche per quello che sembra più un capriccio mi sembra ridicolo.
    Riguardo all'Afghanistan, non so se ho capito bene, ma il discorso di D'Alema non mi è sembrato del tutto sbagliato.
    Essendo, almeno in questa legislatura (se sarà ancora tale), il governo più propenso ad azioni diplomatiche piuttosto che ad azioni militari se restiamo nella camera dei bottoni sarà una voce pacifista in più, se ne usciamo si alza di una tacca la forza dei guerrafondai. I problemi del mondo non si risolvono semplicemente ignorandoli.
    Poi che bisogna ritirare le truppe e cercare di importare la cultura è fuori di discussione, ma forse non è il momento giusto.
    Ciao

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  22/2/2007 alle ore 10,51.

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