Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

Giustizialisti e lassisti

Arrestato e ammanettato a Baltimora un bambino di sette anni che andava in bici su un marciapiede.

[Gerard Mungo, piangente]Le notizie che arrivano dagli Stati Uniti sull'uso spropositato della forza da parte della polizia diventano sempre più surreali, al punto da poter scorgere una vena di comicità in fatti altrimenti tristi. Dopo i filmati in cui si vedono decine di poliziotti crivellare di proiettili fuggitivi arresi e indifesi, ecco l'ammanettamento di un pericoloso "criminale" di sette anni, secondo quanto riferisce la Repubblica:

Un bambino di sette anni che viaggiava con la bicicletta sul marciapiede è stato arrestato a Baltimora, ammanettato e trasportato piangente alla centrale di polizia. Qui il piccolo Gerard Mungo, ammanettato ad una panca, è stato interrogato e infine gli sono state prese le impronte digitali. Prima di essere restituito ai genitori ha dovuto inoltre posare per le foto segnaletiche.
I genitori hanno protestato con le autorità di Baltimora per il trattamento subito dal piccolo. Il sindaco della città Sheila Dixon si è scusato con il ragazzo e con i genitori. Il capo della polizia ha aperto una inchiesta interna sulla vicenda.

Non è la prima volta che i poliziotti americani fanno boiate simili. Un paio di anni fa ammanettarono una bambina di cinque anni, che faceva i capricci a scuola.

Simili fatti di cronaca mi fanno venire in mente inevitabilmente il paragone con la situazione italiana, e penso che da noi le cose non vadano meglio. Certo, nessun poliziotto italiano - che io sappia - è mai salito all'onore delle cronache per aver ammanettato e fatto foto segnaletiche a un bambino. Il fatto è che da noi i criminali, quelli veri, si preferisce liberarli dal carcere con l'indulto - parola ignota ai tutori dell'ordine statunitensi - e i migliori di loro siedono addirittura in Parlamento, con tutti gli onori e le prebende del caso.

Ma è mai possibile, mi chiedo, che tra un bambino in manette e un Previti che - pur condannato in Cassazione e perpetuamente interdetto dai pubblici uffici - continua a stare in Parlamento e a partecipare al processo di creazione delle leggi non esista una via di mezzo, un modo più giusto e normale di applicare la legge? Un modo che non sia giustizialismo, ma neppure presa per i fondelli ai danni di chi crede nella legge e, nonostante tutto, continua a pagare le tasse?

Postilla del 18/3/2007

La didascalia della notizia su Repubblica è cambiata. Scopro che il bambino non era più in bicicletta, ma in moto, quando è stato arrestato. Probabilmente domani scopriremo che si trattava di un SUV, invece di una moto, e che il bambino era armato. Nel qual caso, la notizia dell'arresto con manette e foto segnaletiche diventerebbe meno surreale. Speriamo di no.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  17/3/2007 alle ore 10,59.

Indice del Pesa-Nervi | Diodati.org

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