Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La rivoluzione?

Quando ci libereremo da questa feccia politica che continua a trattarci, per pure ragioni di potere, come bambini da tenere sotto tutela?

[Parte della copertina del sito web di Annozero]

Finalmente sono riuscito a vedere in TV il documentario della BBC sui crimini sessuali dei preti, mandato in onda nel corso della trasmissione Annozero di giovedì sera.

Mai come in questa occasione, il centrodestra si è speso con tutte le sue forze per impedire che il documentario andasse in onda. La Casa delle libertà (ma quali?) ci ha provato attraverso le dichiarazioni pubbliche dei suoi esponenti (Landolfi, Bondi e vari altri). Fini, addirittura, nel corso di Ballarò di martedì, si era detto sicuro che il documentario non l'avremmo visto. Ma quelli veramente pericolosi per la nostra libertà erano i membri di destra del consiglio di amministrazione della RAI, che fino all'ultimo momento hanno fatto fuoco e fiamme per scongiurare il rischio che gli italiani potessero vedere e perciò decidere con la propria testa - quasi fossero persone normali e non bambini da tenere sotto tutela - se il documentario della BBC fosse degno di fede oppure no. Fortunatamente Petruccioli, una volta tanto, ha fatto valere la sua autorità di presidente e così gli italiani che pagano il canone hanno avuto la rara occasione di essere trattati come adulti, senza che qualcuno decidesse al posto loro cosa possono vedere e cosa no.

Ed ecco finalmente il famoso documentario, già visto abbondantemente in Internet, andare in onda anche in televisione, nel corso della trasmissione di Santoro. Era veramente spazzatura, come la chiesa tramite i suoi organi d'informazione e il centrodestra compatto hanno voluto farci credere? A me è parso proprio di no (altrimenti - è facile aggiungere - non avrebbero fatto tanto chiasso per impedire che lo vedessimo). Il documentario ha raccontato una storia di crimini sessuali commessi dai preti e coperti per anni dalle gerarchie ecclesiastiche. Il fulcro della trasmissione era proprio questo: non certo la pretesa (ridicola) di accusare tutti i preti di pedofilia, ma analizzare, tramite i documenti e i commenti in studio, quale sia stato, e tuttora sia, il comportamento della chiesa nei confronti dei preti pedofili.

La questione è: in un paese libero e democratico, è lecito che una trasmissione televisiva d'informazione tratti il tema dei crimini dei preti pedofili e del relativo atteggiamento della Chiesa? Mi sembra che questa domanda abbia un'unica risposta e cioè un SI' maiuscolo, urlato a pieni polmoni. L'alternativa è un paese sotto tutela, in cui dei caporioni si arrogano mafiosamente il diritto di stabilire cosa noi cittadini e finanziatori della RAI possiamo vedere e cosa no.

Del resto, la visione della trasmissione di Santoro dovrebbe aver confermato, a chiunque giudichi senza pregiudizi, che non censurare sia stata la scelta migliore. I fatti mostrati nel documentario della BBC sono gravi: la gente aveva il diritto di conoscerli e di interrogarsi sulle ragioni della scarsa o nulla collaborazione della chiesa nei confronti della magistratura ordinaria e delle vittime degli abusi. E' stato interessantissimo il confronto tra il giornalista autore del documentario e monsignor Rino Fisichella, così come è stato interessantissimo e rivelatore il confronto tra Fisichella e Don Di Noto, da un lato, e le vittime di abusi sessuali presenti in studio, dall'altro. Ma, secondo i politici di destra, non avremmo dovuto vedere questo confronto, un confronto pubblico non avrebbe neppure dovuto esserci.

Dal confronto, a mio parere, la Chiesa è uscita sconfitta, nonostante monsignor Fisichella si sia dimostrato un galantuomo e una persona di valore, capace di affrontare con dignità e onestà il ruolo obiettivamente scomodo che la trasmissione gli aveva assegnato. E' uscita sconfitta, perché la difesa di Fisichella e Di Noto delle posizioni e dell'atteggiamento della Chiesa non è stata convincente. Non hanno addotto ragioni e informazioni tali da convincermi, come spettatore, che la Chiesa abbia a cuore la trasparenza e il bene delle vittime più di quanto abbia a cuore il tener nascosti gli scandali.

Ma sul commento dei contenuti della trasmissione mi fermo qui. L'importante, per me, è averla potuta vedere. Qui mi interessa affrontare una questione che reputo ancor più importante: la questione della libertà di espressione e di informazione nel nostro paese.

Quel che è successo nei confronti della messa in onda del documentario della BBC deve indurci a riflettere. La pressione dei politici sull'informazione ha raggiunto livelli inaccettabili, che io reputo offensivi e gravemente lesivi della mia dignità di cittadino e di contribuente. I politici che pretendono di decidere per me che cosa è spazzatura e che cosa non lo è sono una feccia che dovrebbe essere rimossa urgentemente da ruoli di potere. Per il nostro bene. Per il bene di tutti gli italiani. Io ne ho piene le scatole di Bondi, di Landolfi, dei consiglieri di amministrazione del centrodestra, di Mastella che abbandona la puntata di Annozero perché non sopporta il contraddittorio, e di tutti coloro che rivestono ruoli di potere e pretendono di orientare l'informazione in modi a loro politicamente graditi.

Il fatto stesso che del documentario della BBC sulla chiesa si sia cominciato a parlare in Italia solo un anno dopo la sua realizzazione, e cioè dopo che Internet lo aveva sdoganato, è di una gravità inaudita. Significa due cose: o che i giornalisti italiani non sanno fare il proprio lavoro, cioè che non vedono le notizie quando gli passano sotto il naso, oppure - cosa che ritengo più probabile - che sono troppo succubi di politici ed editori per fare degnamente il proprio lavoro.

Di tutte i conflitti d'interesse possibili, quello fra politica, chiesa e informazione è forse il più pernicioso di tutti. Il centrodestra (spalleggiato da ampie fette del centrosinistra) ha adottato da tempo la chiesa come propria alleata politica e la difende a qualsiasi costo, anche quando non andrebbe difesa. L'informazione, da sempre in Italia schiava della politica, si mette a 90 gradi e si autocensura brutalmente, svuotando se stessa delle proprie prerogative, ogni volta che dovrebbe usarle per raccontare fatti sgraditi alla chiesa e ai politici. Nel doppiaggio in italiano del commento del documentario della BBC, ho sentito per la prima volta nominare in televisione Ratzinger, per dire non qualcosa di celebrativo ma qualcosa di critico nei suoi confronti. Qualcosa vorrà pur dire...

A volte penso che l'unica soluzione per rimettere in vita questo nostro paese disgraziato e vigliacco sarebbe una rivoluzione, una bella ramazzata che spazzasse via una volta per sempre i politici falsi bigotti approfittatori mafiosi corrotti e i giornalisti succubi, stabilendo alcune semplici regole:

E' finita l'ora di utopia. E' tempo di tornare tristemente al mio lavoro...

Commenti dei lettori

  1. Commento di Sky - 2/6/2007 ore 19,14

    Non posso che essere completamente d'accordo con te riguardo questa classe politica che abbiamo, opportunista all'inverosimile. Basta, basta, basta. E' ora di cambiare e spero che diventino sempre di più gli Italiani che la pensano come te

    Daniele
  2. Commento di carlo corradini - 9/12/2007 ore 6,10

    Ho 12 anni mi chiamano principessa faccio la cubista.Nella mia discoteca è vietato l'ingresso ai genitori.Santoro,che come tutti a volte si e avolte no sta sui coglioni, oggi nel 2007non ha fatto una cosa mostruosa.E lo dice uno che,quando Santoro era eccessivamnte di parte,non si è scandalzzato,pur ritenendola fuori luogo,della sua "cacciata"Infatti è ritornato colpendo, con più equità,a dx.e a sx.Equità imposta anche dall'aria che tira tra il pubblico"noi"che crede un p'ò meno alle favole.Io sono credente,ma mi rifaccio esclusivamente al vangelo.Perme bastano 2 leggi :"non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te." e "non chiamare nessuno Maestro"(nemmeno Santoro)Per i bambini grandicelli la bbc non è stata stravolgente,per i troppo piccoli( e lo decide il genitore)non rimane che assentasi.
    carlo.corradini@alice.it

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  2/6/2007 alle ore 9,56.

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