Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

La casta non vuole rinunciare ad essere casta

Le dichiarazioni di Bertinotti contro la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche appaiono l'ennesima difesa d'ufficio dei privilegi della casta al potere.

Il Giornale.it del 21 dicembre 2007 riporta le seguenti affermazioni del presidente della Camera Fausto Bertinotti:

Rendere pubbliche le intercettazioni telefoniche è una violazione dei diritti individuali del cittadino e della persona, a chiunque esse si riferiscano. Sono tutte cattive (...)

Non sono affatto d'accordo! Le intercettazioni sono cattive solo per chi ha da temere dalla pubblicazione del loro contenuto.

E' verissimo che la pubblicazione delle intercettazioni viola pesantemente la privacy degli intercettati, ma ci sono ragioni di ordine superiore che non possono essere ignorate, tantomeno dal presidente della Camera.

Le ragioni di ordine superiore sono che i cittadini, in quanto sono i mandanti dei politici che rivestono cariche pubbliche, hanno il diritto sacrosanto di conoscere chi sono realmente le persone che hanno eletto. Le intercettazioni sono un mezzo formidabile per questo scopo di trasparenza al servizio del cittadino.

Grazie, per esempio, all'intercettazione delle telefonate di Saccà, oggi sappiamo senza ombra di dubbio che questo importante dirigente RAI svolgeva la propria attività di capo di RAI Fiction mischiandovi la propria azione politica a sostegno del centrodestra e di Berlusconi in particolare: come valutare diversamente la richiesta di bloccare la partecipazione di un'attrice a una fiction per favorirne un'altra che avrebbe potuto procurargli un "grande alleato"?

Si sarebbe mai Saccà "autosospeso" dal suo lavoro (ma perché non dimettersi, invece, facendo miglior figura?), se non fosse venuta fuori la storia delle intercettazioni?

E avremmo mai avuto una prova inconfutabile della campagna acquisti di Berlusconi ai danni della maggioranza di centrosinistra in Senato, se non fosse stata intercettata, e soprattutto resa pubblica, la sua telefonata con Saccà? (Campagna acquisti? Chiamiamola col suo nome: corruzione. Il senso è: "tu, senatore del centrosinistra, tradisci il mandato dei tuoi elettori e passi dalla mia parte, io in cambio ti dò cariche e danaro a tua scelta".)

In conclusione, il fatto che i politici, a cominciare dal presidente della Camera, facciano blocco contro le intercettazioni suona a me, comune cittadino, come l'ennesima difesa autoreferenziale dei privilegi della casta. Un amministratore della cosa pubblica serio e onesto, pur riconoscendo che le intercettazioni telefoniche rappresentano un'orribile violazione della privacy, dovrebbe trovare però il coraggio di ammettere che - in un paese come l'Italia, amministrato da furbi e da disonesti - la pubblicazione delle intercettazioni svolge una funzione di utilità sociale oggi ineliminabile: quella di essere l'unico strumento per portare alla conoscenza dei cittadini le mene segrete delle persone che hanno eletto per governarli e per amministrarli.

... telefonata del 30 ottobre tra Saccà e Berlusconi: «Il presidente segnala Marta Flavi ad Agostino per una parte nello sceneggiato "Incantesimo". Agostino risponde che ha problemi perché la Flavi non è un'attrice. Il presidente risponde di aver avuto la segnalazione e non ha fatto altro che smistarla» [da un articolo di Giovanni Bianconi per il Corriere della Sera].

Commenti dei lettori

  1. Commento di Marco Campagnolo - 2/1/2008 ore 17,18

    solo due commenti (che sono i primi, ma non gli unici. a venirmi in mente):

    perchè non ti sei lamentato della "casta vs intercettazioni" quando erano Dalema e Fassino a dire che non dovevano essere le loro canversazioni a finire sui giornali?

    perchè se Berlusconi "fa campagna acquisti" è corruzione e tradimento del mandato degli elettori, se eletti del centro destra passano al centro sinistra sono "casi di coscienza"?

    E per finire ricordo sempre che qualunque dittatura, nazifascista o comunista populista che fosse, ha sempre invocato "ragioni di ordine superiore" per limitare le libertà individuali.

    ahhh, i vecchi vizi, spacciati per virtù!
  2. Commento di Michele Diodati - 3/1/2008 ore 5,56

    Sarei molto contento se D'Alema e Fassino venissero processati per accertare se il loro sostegno alle scalate bancarie è rimasto nei limiti della legge oppure no. Non li giustifico minimamente e ritengo inaccettabile il fatto che abbiano fatto di tutto per delegittimare le richieste della Forleo.

    E inoltre non ho mai scritto da nessuna parte che il passaggio di qualcuno dal centrodestra al centrosinistra sia da catalogarsi come "caso di coscienza". Fatto sta che di nessuna compravendita di parlamentari si ha una prova così chiara e oggettiva come quella derivante dalle intercettazioni che riguardano Berlusconi e Saccà. Se non ti piace chiamarla corruzione ma preferisci "esercizio di libertà", sei liberissimo di farlo.

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  23/12/2007 alle ore 16,59.

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