Il Pesa-Nervi

«Lei parla a vanvera, giovanotto!
No, penso a dei critici con la barba».

L'ineffabile TG1

Ieri l'affossamento delle ragioni della protesta dei laici della Sapienza, oggi la santificazione della coppia Mastella-Lonardo.

Pensavo che il TG1 delle 20 di ieri sera avesse raschiato il fondo del barile, in fatto di servilismo verso la chiesa e di faziosità. Mi sbagliavo: quello di stasera, 16 gennaio, giorno degli arresti domiciliari della moglie di Mastella, delle dimissioni e dell'incriminazione dello stesso ministro, lo ha superato in bellezza.

Ma andiamo con ordine. Il TG1 di ieri, condotto da Attilio Romita, ha parlato per una buona metà, ed era lecito che lo facesse, della rinuncia del papa a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università La Sapienza.

Quello che non andava bene è il modo in cui lo ha fatto: un rosario di invettive di politici, giornalisti e studenti "papalini" contro gli "intolleranti" che hanno "impedito" al papa di presenziare all'evento a cui era stato invitato. Neppure una parola a favore del campo laico, condannato senza processo. Neppure una parola che facesse capire che ciò che non è democratico è il non accettare che anche un papa possa essere contestato. Neppure una parola per chiarire la grande differenza che esiste tra l'annunciare una protesta e l'impedire fisicamente la partecipazione al papa: Benedetto XVI ha deciso di sua iniziativa di non partecipare, nessuno lo ha costretto. Ha rinunciato per evidenti ragioni di opportunità, perché non conviene al capo della chiesa cattolica fomentare divisioni; non conviene che si accendano i riflettori sulla vasta parte d'Italia che è profondamente stanca della crescente ingerenza della chiesa nella vita pubblica italiana.

Veniamo al TG1 di stasera, condotto stavolta da Tiziana Ferrario. Almeno dieci minuti dedicati - com'era doveroso, sia chiaro - alla vicenda Mastella. Ma anche in questo caso l'obiettività mi è sembrata ben poca. Si è cominciato con un susseguirsi di dichiarazioni di politici, di destra e di sinistra, improntate alla solidarietà verso il ministro dimissionario, quasi tutte fortemente critiche verso i giudici, rei di attentato alla democrazia. Perfeziona la leccata a Mastella un servizio in cui viene riportato l'audio di una telefonata mattutina alla signora Sandra, che si dice stupita di quanto le sta accadendo: una vicenda che definisce - ci potevano essere dubbi? - un grave attacco alla democrazia. Segue un santino della signora, in cui vengono intervistati i paesani che ne esaltano le doti di festaiola e cuoca, nonché un prete, che mostra una vetrata di chiesa pagata tutta dalla famiglia Mastella. Il finale è fantastico: un servizio in cui si ripercorre la tenerissima storia d'amore tra l'ormai ex ministro e la moglie, con sottofondo di musica presa forse dal filmino del matrimonio della giornalista che l'ha confezionato. Impagabile lo sguardo di Tiziana Ferrario, mentre la telecamera stacca su di lei alla fine del servizio... Ah, dimenticavo: il santino della coppia ministerial-imputata si è giovato di brani tratti da un tafferuglio svoltosi tra il magistrato del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ormai alle soglie della pensione, responsabile per gli arresti di stamattina, e i giornalisti. L'uomo, che si opponeva con tutte le sue forze all'assalto dei cronisti, ci ha messo del suo per apparire volgare e inadeguato al ruolo, come probabilmente voleva chi ha confezionato il servizio.

Il senso generale che ho ricavato da quei dieci minuti mandati dal TG1 sulla vicenda Mastella è questo: il ministro e la moglie sono persone onestissime, specchiate, di rara bontà e umanità, ingiustamente perseguitate. La magistratura è fatta invece da vili approfittatori, che per pure ragioni di parte e d'interesse personale attaccano uomini politici di altissimo profilo morale. Dottor Riotta, ho capito bene il messaggio?

Una considerazione finale, rivolta al Parlamento: cari deputati e senatori, perché non abolite una buona volta la magistratura e i processi? Tanto ormai lo si è capito che i giudici sono dei volgari e prevenuti persecutori della classe politica, prezzolati e interessati (e sempre comunisti, anche quando attaccano un ministro del centro-sinistra). Inoltre sappiamo che non possono finire in galera mai più di 46.000 persone, perché la capienza delle carceri è quella. Poi c'è l'indulto che vanifica i processi. Poi ci sono le leggi garantiste che mettono fuori anche gli assassini dopo pochissimo tempo. Insomma: magistratura delegittimata, carceri che scoppiano, processi inutili. Ma a che serve tutto questo carrozzone? Fate una bella legge: "In nome del popolo italiano, dal giorno tot del mese tot dell'anno 2008 è lecito commettere qualsiasi reato. Si riconosce la disonestà come carattere nazionale. Poiché nessuno, e meno che mai un magistrato, possiede la dirittura morale necessaria per giudicare un altro cittadino, sono aboliti tutti i processi e in particolar modo quelli a carico di esponenti della classe (stavo per scrivere 'casta'...) politica".

Commenti dei lettori

  1. Commento di La pulce d'acqua - 17/1/2008 ore 13,55

    Ciao Michele intanto buon anno e buon proseguimento, noi si deve andare avanti nonostante il resto del mondo rema contro.
    Per venire al punto direi che c'è poco da dire, hanno già detto tutto loro, posso solo aggiungere che sono dei "paninari", nel senso che a confezionare "panini" sono più bravi di quelli del bar della stazione (era una battuta ovvio).
    Il problema è che c'è troppa gente che non comprende come Mastella & family possano essere più santi del Santo Padre e come mai lo stesso Papa non possa andare alla "Sapienza".
    D'altronde io non mi stupirei se alla gente comune chiedessero chi era Galileo e perché la chiesa ce l'abbia ancora tanto con lui, nessuno darebbe una risposta corretta ed esauriente.
    Sulla base di questo credo che il Papa alla "Sapienza" doveva andare, tanto nessuno ne avrebbe capito senso e nesso.
    E' stata una caduta di stile punto e a capo; ma si sa io sono scoglionato e qualunquista e in questa vita non ci sto più molto bene. (ma non mi suicido, non temete, mi dovrete sopportare ancora a lungo).

    Marco.
  2. Commento di Massimiliano - 17/1/2008 ore 14,10

    Sul deprecabile discorso (scritto!), tenuto da Mastella in mattinata, hai notato la citazione di Fedro?

    Secondo te è possibile ritenere che sapesse già tutto in anticipo?
  3. Commento di Michele Diodati - 17/1/2008 ore 14,55

    @Marco

    Buon anno anche a te! (Ma non saremo un po' in ritardo con gli auguri?)
    Venendo al punto, ciò che contesto, come spero di aver chiarito nei miei articoli, è l'occasione, cioè la lectio magistralis per l'inaugurazione dell'anno accademico, non il fatto in sé che il papa possa parlare alla Sapienza. Sono stati quell'invito, e la conseguente accettazione da parte del papa, gli errori più gravi in questa vicenda.
    P.S.: non ucciderti, almeno non ancora! :-)

    @Massimiliano

    Sì, ho letto la citazione di Fedro. Del tutto fuori luogo, considerando che la dinastia Mastella è a buon diritto da annoversarsi tra i centri di potere, se non altro nel beneventano.
    Quanto al fatto se l'ex ministro sapesse in anticipo, non è da escludere, ma - tutto sommato - non cambierebbe granché. E' una vicenda triste per l'Italia da qualunque lato la si guardi.
  4. Commento di carlo.corradini@alice.it - 24/1/2008 ore 1,56

    Mastella è il giocattolo nazionale da diversi mesi,quindi
    giochiamoci anche noi,non costa niente.
    Non dimentichiamo però quello che abbiamo detto sulla casta.Quello che abbiamo detto su tutti i capri espiatori,
    colpevoli e non,di tutte le categorie:Craxi,Walter Chiari,
    Gigi Sabani,Enzo Tortora,Laura Antonelli....
    Ogni tanto becchiamo un italiota qualsiasi,lo torturiamo,
    gli facciamo la morale come se fosse l'unico e fingiamo di
    non sapere quale è il nostro costume,la nostra abitudine,la
    scuola che abbiamo avuto,la nostra storia che determina in
    modo coercitivo il nostro comportamento.Non conosco persona
    che non abbia chiesto o fatto raccomandazioni(naturalmente
    di peso diverso).Sarebbe bello se i potenti(ricchi,politici
    colti,intelligenti)dessero l'esempio.IMPOSSIBILE!

Articolo di Michele Diodati pubblicato il  16/1/2008 alle ore 21,27.

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